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giovedì, Ottobre 1, 2026

Minori e internet: trascorrono dalle 4 alle 6 ore online ogni giorno

Più protezione per i minori online, ma senza illudersi che un limite di età possa risolvere da solo un problema molto più ampio. È questa la posizione di CODICI Lombardia dopo le misure annunciate dalla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel discorso sullo Stato dell’Unione per rafforzare la tutela dei minori sui social network e, più in generale, nell’ambiente digitale.

Il futuro EU Kids Act punta a rafforzare le tutele per i minori e le responsabilità delle piattaforme. Per CODICI Lombardia si tratta di un passo importante, ma il principio deve essere chiaro: la sicurezza dei bambini e degli adolescenti non può diventare un problema che le famiglie devono affrontare da sole.

«Discutere di limiti di età e di strumenti efficaci per verificare l’età degli utenti è necessario – sottolinea Davide Zanon, segretario regionale di CODICI Lombardia – ma sarebbe un errore pensare che un divieto possa sostituire l’educazione. Possiamo impedire a un ragazzo di aprire un determinato account fino a una certa età, ma prima o poi quel ragazzo entrerà nell’ambiente digitale. La vera sfida è fare in modo che sappia riconoscerne i rischi, comprenderne i meccanismi e utilizzarlo in modo consapevole».

Il tema, infatti, non riguarda soltanto l’accesso ai social. Cyberbullismo, adescamento online, contenuti inappropriati, pubblicità poco trasparente, influencer marketing, acquisti digitali, profilazione, meccanismi pensati per aumentare il tempo trascorso sulle piattaforme e, sempre più, strumenti di intelligenza artificiale compongono un ecosistema nel quale bambini e adolescenti si muovono quotidianamente.

Anche i dati richiamati dalle istituzioni europee mostrano la dimensione del fenomeno. Una rilevazione europea pubblicata nel giugno 2026 indica che i giovani trascorrono mediamente circa 4,5 ore online nei giorni di scuola e oltre 6 ore nel fine settimana. Un successivo Eurobarometro ha evidenziato che il 71% degli europei esprime preoccupazione per cyberbullismo e molestie online, mentre il 70% indica tra le principali preoccupazioni l’adescamento e lo sfruttamento sessuale dei minori.

«Questi numeri dimostrano che non possiamo delegare tutto alla capacità di controllo dei genitori – prosegue Zanon –. Una famiglia non può conoscere il funzionamento di ogni piattaforma, di ogni algoritmo, di ogni applicazione o del prossimo servizio di intelligenza artificiale. Non è realistico chiedere ai genitori di diventare esperti di tecnologia per  compensare le criticità dei servizi che i loro figli utilizzano. Occorre riequilibrare le responsabilità: chi progetta e gestisce un servizio digitale destinato o accessibile ai minori
deve assumersi una parte precisa della responsabilità sulla sicurezza di quell’ambiente».

Per CODICI Lombardia, dunque, alle nuove regole europee deve accompagnarsi un vero piano di alfabetizzazione e cittadinanza digitale, costruito anche a livello territoriale.
Le priorità indicate dall’associazione sono quattro:

● educazione digitale continuativa per bambini e adolescenti, non limitata a interventi occasionali;
● informazione e strumenti concreti per genitori e famiglie, facilmente accessibili e comprensibili;
● formazione specifica per insegnanti ed educatori, chiamati a confrontarsi quotidianamente con
fenomeni in continua evoluzione;

● maggiore responsabilizzazione delle piattaforme, attraverso impostazioni sicure fin dalla
configurazione iniziale, maggiore trasparenza sui meccanismi di raccomandazione e strumenti di segnalazione e tutela realmente efficaci.

Un capitolo specifico riguarda l’intelligenza artificiale, che sta rapidamente modificando il rapporto dei più giovani con la tecnologia.

«Stiamo entrando in una fase nella quale, per un adolescente, social network, motori di ricerca, piattaforme video e sistemi di intelligenza artificiale fanno sempre più parte di un unico ecosistema digitale – osserva Zanon –. Se la tecnologia cambia alla velocità con cui sta cambiando oggi, anche l’educazione deve essere altrettanto veloce. Non possiamo continuare a insegnare ai ragazzi come usare gli strumenti di ieri mentre loro stanno già utilizzando quelli di domani».

Per CODICI Lombardia la protezione dei minori deve quindi diventare una componente strutturale delle politiche digitali europee, senza ridurre il confronto alla sola questione dell’età minima per accedere ai social.

«Il punto non è costruire un'Europa nella quale i ragazzi utilizzino meno tecnologia – conclude Zanon – ma un’Europa nella quale possano utilizzarla meglio, con maggiore consapevolezza e soprattutto in maggiore sicurezza. Regole efficaci per le piattaforme, responsabilità dei gestori ed educazione digitale devono procedere insieme. La tutela dei minori non può essere affidata soltanto alla password di un genitore o alla data di nascita inserita in un modulo».

Per CODICI Lombardia, questo principio deve valere più in generale per le politiche europee che incidono sulla vita quotidiana dei cittadini: le grandi strategie dell’ Unione devono essere misurate anche sulla loro capacità di produrre protezione concreta, trasparenza e benefici percepibili dalle famiglie.

Più sicurezza nel digitale, più trasparenza nei mercati e maggiore tutela dei consumatori: è su questi risultati concreti che, secondo CODICI Lombardia, deve essere misurata l’efficacia delle politiche europee.

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Davide_Falco
Davide Falco

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