La consulenza pedagogica

Buon Natale
Buon Natale

In questo momento così particolare che stiamo vivendo e alla luce dei bisogni educativi emergenti sempre più stringenti, ho pensato fosse utile fare chiarezza su un termine e un servizio spesso poco conosciuto e anche sovrapposto a quello psicologico, che è la Consulenza Pedagogica.

La consulenza pedagogica è un tipo di intervento di natura educativa, che contempla una formazione sia professionale che personale che attinge ad aspetti sia educativi che psicologici, richiamando anche alcune caratteristiche della mediazione dei conflitti.
Le riflessioni che si propongono sono, sia di natura teorica, sia esperienziali, in quanto nell’esercizio di questa professione è necessario che l’operatore si metta in gioco in prima persona sia su un piano tecnico che emotivo.

Fare consulenza pedagogica, quindi, significa prima di tutto conoscere le dinamiche educative, saperle interpretare, per offrire alle persone un supporto nel percorso di crescita individuale, familiare, di gruppo.

Significa tracciare un percorso e saperne accompagnare lo svolgimento, perchè l’educazione è un mestiere possibile e il suo fine è ancora quello di sostenere nelle persone la ricerca della propria unicità personale, dello sviluppo consapevole e responsabile delle potenzialità che ad essa sono connesse.

A questo punto è però necessario precisare che l’educazione è un mestiere possibile a condizione che esso sia svolto da un adulto, ovvero da una persona che nell’agire educativo persegue gli obiettivi evolutivi che caratterizzano, o dovrebbero caratterizzare, l’acquisizione della condizione adulta.

Allora il mio invito è quello di avvicinarci alla Pedagogia per conoscerne le potenzialità spesso nascoste o confuse con altre scienze.

Buon Natale a tutti!

Ped. Laura Bonomo

Educazione permanente

Learning
Learning

Oggi mi piacerebbe iniziare ad accennare ad un concetto pedagogico assolutamente attuale che ha rinnovato la Pedagogia dalla seconda metà del ‘900: l’educazione permanente.

Uno dei più grandi errori che ancor oggi si compiono nel pensare all’oggetto di studio della Pedagogia è quello di ridurre l’educazione alla realtà dell’infanzia e dell’adolescenza; in realtà l’essere umano ha la capacità di evolvere ed imparare, quindi cambiare, durante tutto l’arco della sua esistenza; ecco quindi dove si inserisce il concetto di educazione permanente.

L’educazione permanente è quindi un processo costante di apprendimento comportamentale e nozionistico che deve riguardare tutta l’intera vita di una persona. Non è solo una prima fase dell’esistenza, in cui attraverso la scuola e la famiglia, l’individuo apprende e, quindi, modifica il proprio comportamento; al contrario il processo educativo è una lunga fase che praticamente non ha mai fine perchè accompagna la persona durante la sua esistenza.

L’educazione permanente in Pedagogia rientra quindi nel campo dell’educazione degli adulti, operando attraverso forme e modelli educativi differenti da quelli dell’infanzia. Un esempio che sempre mi sovviene pensando a questo concetto è quello riferito agli apprendimenti conseguenti all’introduzione e alla diffusione della tecnologia nella nostra vita quotidiana; un anziano oggi usa la tecnologia avendola appresa nel corso del tempo, modificando in questo modo strutture mentali e cognitive che, al contrario, fino a qualche anno fa erano organizzate e gestite in modo differente.

Questo ci deve mettere di fronte alle enormi possibilità di cui l’essere umano è dotato nel momento in cui vengono a convergere motivazione e stimoli di apprendimento….quindi buona crescita a tutti!

 

Ped. Laura Bonomo

Difficoltà, impegni e pedagogia….

Tsunesaburo Makiguki
Tsunesaburo Makiguki

La pedagogia ha sempre sostenuto che bisogna imparare a chiarire i problemi di volta in volta che si presentano. Non c’è dubbio che in situazioni di emergenza gli elevati livelli di stress possano ostacolare la calma necessaria a tale approccio risolutivo, ma forse esplicitare e ricordare costantemente il fine dell’agire quotidiano può essere utile: bisogna aiutarsi, è un’emergenza, bisogna fare gioco di squadra. Ma quali regole pedagogiche si possono consigliare in famiglia in situazione di emergenza?

Le possibili regole pedagogiche familiari sono essenzialmente riassumibili in tre: 1. Il gruppo familiare nei pericoli resta unito. 2. Bisogna chiedersi costantemente cosa si sta imparando da questa esperienza. 3. Non arrendersi di fronte alle difficoltà.

E’ importante poi chiedersi che cosa stiamo imparando, non solo perché come proponeva un pedagogista giapponese della prima metà del Novecento, Tsunesaburo Makiguki, “siamo quello che impariamo”, ma per capire a fondo il senso di quello che ci sta accadendo. Stiamo imparando che rispettare le regole può essere utile a salvare la propria vita e quella degli altri, che stare in casa diventa non solo un obbligo di legge da rispettare, un dovere imposto dallo Stato Italiano, ma un contributo intenzionale a vincere questa battaglia contro un nemico invisibile. 

Stiamo imparando che se si è in difficoltà è importante saper chiedere aiuto nel modo giusto; la perseveranza e la determinazione a non arrendersi sono qualità preziose da coltivare e che hanno un nome preciso: Resilienza, che non vuol dire solo resistere, ma saper cogliere elementi positivi anche nelle situazioni di dolore, vuol dire fare il meglio che si può con quello che si ha con la scelta di una buona volontà per fare il Bene. Essere resilienti vuol dire continuare ad imparare a salvarsi e a salvare gli altri.

Ped. Laura Bonomo

L’atteggiamento pedagogico

andra tutto bene
andra tutto bene

In questo tempo sospeso di COVID-19 è importante avere un atteggiamento profondamente pedagogico, perché più che mai è fondamentale avere dei maestri che indichino il cammino da seguire. L’atteggiamento pedagogico, infatti, in tempo di emergenza, è fondamentale, poiché quando grandi masse di popolazione sono confuse dalla paura della morte, sono gli esperti in questo settore a indicare la rotta da seguire.

In questi mesi la frase “Andrà tutto bene” è stata tra le più usate, ma in realtà andrà tutto bene e potremo guardare a questo periodo con occhi diversi, solo se noi adulti restiamo lucidi, usiamo la forza della ragione, della coesione sociale, dell’ottimismo pedagogico che significa lavorare insieme per migliorare il nostro futuro. 

Il primo elemento fondamentale in pedagogia è il rispetto delle regole, le quali devono essere spiegate, comprese e interiorizzate; solo così infatti poi potranno essere rispettate. Purtroppo abbiamo visto in questi mesi di emergenza come molte persone non sono state in grado di accettare le regole. 

Questa reazione è comprensibile, perchè negare l’esistenza di un rischio o di un problema è la via più facile per non dovere spendere energie a risolverlo; molti minimizzavano o alcuni smentivano divulgando fake news, altri ancora continuavano a fare la stessa vita di prima. E’ importante infatti che il rispetto delle regole venga introiettato sin dall’infanzia in modo che in età adulta sia la persona autonomamente a essere coscientemente in grado di assumere un comportamento morale, ovvero in grado di discernere il Bene dal Male che ogni evento nuovo impone.

Ecco quindi il lavoro che ci aspetta, ma per fare ciò è necessario affidarsi a chi ha competenze pedagogiche, in grado di individualizzare gli interventi educativi volti al riconoscimento dei bisogni di ciascuno, invece che pensare di affidarsi a notizie non fondate o contraddittorie.

Buon lavoro!

Ped. Laura Bonomo

 

Educare oggi…

Educare oggi
Educare oggi

Le sfide pedagogiche oggi in gioco sono veramente di alto livello, in considerazione del fatto che di educazione si parla tanto, troppo forse, ma spesso senza far seguire alle parole e ai giudizi una giusta azione educativa.

Aprendo i social è possibile quotidianamente leggere commenti sull’organizzazione scolastica, sulla mancata esecuzione di protocolli, sulla corretta o scorretta formulazione di teorie pedagogiche, espressi da coloro che di pedagogia ed educazione non conoscono nulla e che dovrebbero in qualche modo aiutare le nuove generazioni a muoversi all’interno di una realtà in continua evoluzione e di difficile comprensione.

Sì…perchè….non dobbiamo dimenticarci che educare vuol dire rendere l’Altro libero di compiere scelte autonome, sulla base di valori acquisiti, ma se questi valori cambiano costantemente e vengono messi in discussione anche da coloro che dovrebbero fare da “guida”…beh allora è veramente complesso muoversi nella realtà!

Il punto di partenza, ma anche quello di arrivo, deve essere la Persona come valore e questo nasce prima di tutto all’interno delle nostre famiglie, nel rispetto reciproco, nel prenderci cura l’uno dell’altro, nel rispetto, nella comprensione, nella rettitudine….che dite, si può fare?

 

Ped. Laura Bonomo