Premio Historium ad Anna Ferriero

Anna Ferriero - Premio Historium
Anna Ferriero – Premio Historium

Anna, giovane scrittrice italiana, ha già ricevuto molti premi dalla critica nazionale.
Le sue poesie sono state scelte e riconosciute in diversi concorsi letterari e di poesie.

Recentemente ha pubblicato per Albatros, “Punto – Oltre l’Orizzonte”, una raccolta di poesia che ha conquistato il premio nazionale Historium, giunto alla sua 33a edizione , dedicato all’approfondimento di due temi speciali, -Emergenza droga tra i giovani – e -Viaggio nello scrigno dei ricordi-.

Il premio, con il patrocinio della città di Vasto e della regione Abruzzo, ha conferito ad Anna il diploma di Merito, Premio speciale Unico per Giovani Poeti-.

“Senza dubbio è  l’amore il motore propulsivo che ha spinto la giovane autrice alla composizione di queste poesie. Il suo sguardo vorace sul mondo , affamato come solo la giovinezza può, desideroso di vivere  tutto, di fare propria la bellezza e afferrare qualunque esperienza con amore, è riassunto di questa silloge dal sapore fresco eppure capace di una delicata intensità”  , si legge dalla prefazione.

I ringraziamenti dell’autrice Anna Ferriero sono dedicati con il cuore ai nonni materni e paterni. “Solo il cuore è a conoscenza del Grande Mondo, perchè soltanto in esso si cela l’antidoto della Vita”, scrive Anna.

Anna Ferriero è nata nel 1994 , ha partecipato a molti concorsi letterari e i suoi scritti sono presenti in diverse antologie di poesia. “Punto. Oltre  l’Orizzonte” è la sua seconda raccolta poetica.

In questa ragazza emerge il talento di chi scrive ancora con il cuore e con la semplicità di chi vuole raccontare il mondo delle emozioni, riuscendo a trasmetterle ai lettori.

Davide Falco

 

 

 

Valentino Vago, incisioni “en plein air”

Valentino Vago - Copertina -
Valentino Vago – Copertina –

Catalogo Ragionato dell’opera grafica di Valentino Vago
Mercoledì 12 dicembre, h.17,00
Accademia di Belle Arti di Brera, Sala Napoleonica
interverranno:  Claudio Cerritelli, Viviana Cresseri, Elisabetta Longari,  Ornella Mignone, Valerio Vago

La produzione incisoria di Valentino Vago si concentra in un ristretto arco di anni, dal 1952 al 1959.
L’artista si avvicinò a questa disciplina da studente, quando presso l’Accademia di Belle Arti di Brera
frequentò i corsi tenuti da Benvenuto Disertori. L’interesse per l’acquaforte trascese dunque lo
studio, come testimonia la sua iscrizione, dal 1957 al 1960, all’Associazione Incisori d’Italia e la
partecipazione a tutte le mostre e i concorsi organizzati dall’Ente, in quegli anni presieduto da Carlo
Carrà e Aldo Carpi.

Molte delle lastre prodotte da Vago sono state disperse, distrutte o irrimediabilmente rovinate,
cionondimeno il regesto oggi stilato si basa solamente sulle lastre e sulle stampe raccolte presso
l’Archivio Valentino Vago: un corpus di oltre quaranta incisioni ad acquaforte molte delle quali
rieditate nel 2014 a partire dalle lastre originali degli anni Cinquanta, il cui restauro e successiva
stampa si deve alla Stamperia d’Arte Pilar Dominguez, mentre la loro organizzazione in piccole serie
(Estate, Marine, Donne, Campagna e Oltre il paesaggio) è stata curata da Valentino Vago stesso.
L’attività incisoria di Vago appartiene a un’epoca così iniziale del suo percorso da rappresentare uno
stadio che precede il delinearsi la sua fisionomia di autore; nonostante questo la sua esperienza da
acquafortista è caratterizzata da una parabola ascendente: la produzione grafica nel periodo iniziale
risente di evidenti caratteri accademici da cui l’artista si affranca nel corso del decennio. Il segno
acquista via via scioltezza e fluidità di tratteggio, l’immagine è resa con andamenti immediati e liberi
di indagare i valori atmosferici in relazione alle figure, con un desiderio crescente di superare la cura
dei dettagli per giungere alla loro trasfigurazione poetica.
La vicenda incisoria di Vago si esaurisce nell’arco di pochi anni ma la qualità della sua ricerca e delle
opere prodotte ad acquaforte è testimoniata dalla loro presenza in prestigiose collezioni, come nel
caso della Civica Raccolta Bertarelli presso il Castello Sforzesco e la Civica Raccolta del Disegno di
Salò.

BIOGRAFIA
Nato a Barlassina nel 1931, Valentino Vago frequenta l’Accademia di Brera nei primi anni Cinquanta: suoi compagni di studi
sono stati tra gli altri Valerio Adami, Bepi Romagnoni, Kengiro Azuma, Floriano Bodini. Nel 1960 inaugura la sua prima
rilevante personale al Salone Annunciata di Milano con una presentazione di Guido Ballo. Tra anni Sessanta e Settanta si
succedono personali all’Annunciata e nella galleria Morone 6 di Milano, ma anche da Martano a Torino e Contini a Roma. Nel
1972 vince il XXVI Premio Michetti. In questo stesso anno il suo lavoro è accostato a quello degli esponenti della Pittura
Analitica o Nuova Pittura, con i quali peraltro espone nelle mostre “fondative” di questa tendenza, ma senza mai sentirsi
totalmente in sintonia con essa. Nel 1980 il Palazzo Reale di Milano ospita un suo intervento ambientale intitolato Tre stanze
in scala tonale. L’anno precedente a trasformarsi in una grande opera pittorica tridimensionale erano stati gli spazi della Cassa
Rurale e Artigiana della sua città natale, Barlassina, che nel 1982 vedrà anche la chiesa parrocchiale di San Giulio trasformarsi
grazie alle campiture blu di Vago. Con gli anni Ottanta giungono anche la prima antologica al PAC di Milano, un ampio
consenso internazionale, un’attività espositiva che spazia dall’Europa all’America Latina. Si susseguono inoltre le collaborazioni
con architetti e gli interventi in chiese italiane e straniere. Nel 2007 l’artista dipinge i 12.000 mq di superficie della chiesa di
Nostra Signora del Rosario a Doha, in Qatar. Nel 2011 Skira da alle stampe i tre volumi di cui è composto il suo Catalogo
Generale. Nel 2017 termina l’opera ambientale nella Chiesa di San Giovanni in Laterano a Milano, che intitola Il mio Paradiso.
Muore a Milano il 17 gennaio 2018.

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban

Harry Potter in concert
Harry Potter in concert

Dopo gli storici eventi de “Il Gladiatore” al Colosseo e al Circo Massimo a giugno e un lungo tour estivo di cine-concerti in Cina, l’Orchestra Italiana del Cinema torna, a grande richiesta, a Milano il 27 e 28 dicembre 2018 al Teatro degli Arcimboldi, nella stessa prestigiosa cornice che ha registrato nel 2017 il sold out dei primi due episodi della saga di Harry Potter.

Sul palco una straordinaria formazione di oltre 130 musicisti tra Orchestra e Coro, sotto la direzione del M° Timothy Henty, eseguirà la magica partitura di John Williams dal vivo in perfetto sincrono con l’intero film HARRY POTTER E IL PRIGIONIERO DI AZKABAN™ , il terzo capitolo della celebre saga di J.K.Rowling.
Marco Patrignani Presidente della O.I.C. (Orchestra Italiana del Cinema ) e produttore dello show in Italia, dichiara:

“Siamo orgogliosi di tornare a Milano con un nuovo ed emozionante capitolo della Harry Potter Film Concert Series, già sold-out in tutto il mondo: Il ruolo della musica nel film è cruciale, immaginate la suggestione di ascoltare una grande orchestra sinfonica eseguire dal vivo la colonna sonora originale del premio Oscar John Williams in perfetta sincronia con il film: semplicemente magnifico !”
“Harry Potter è una delle maggiori saghe di successo della storia del cinema. Vivere l’esperienza del film con l’orchestra dal vivo rappresenta una rara opportunità per tutte le età e in particolare per i più piccoli una imperdibile occasione per scoprire l’affascinante suono di una grande Orchestra Sinfonica”.

“Men in Italy, a musical fashion show”

MENINITALY
MENINITALY

Lo spettacolo, il cui debutto assoluto è previsto al Teatro Ciak di Milano proprio il 31 dicembre 2018 con repliche fino al 20 gennaio, vuole essere un tributo alla bellezza maschile e ad un’eccellenza italiana come la moda, celebrata grazie a una serie di sfilate-evento spettacolari.

Iva Zanicchi, che per la prima volta si cimenta in un musical, sarà Norma, l’eccentrica proprietaria di un famoso brand di moda; Bianca Atzei e Jonathan Kashanian, entrambi alla loro prima esperienza a teatro, saranno rispettivamente la figlia e il fedele assistente di Norma, mentre Alex Belli interpreterà il testimonial della casa di moda.

Gli Angels, ovvero gli statuari ballerini di Men in Italy, sfileranno e balleranno in passerella sulle coreografie di Bill Goodson.

Un anno di Disegni

copertina libro
copertina libro

«Per me le strip di satira politica e di costume sono come i bagni di latte d’asina per Messalina: mantengono la pelle fresca e insieme alla pelle pure il cervello.»

Sono anni che Stefano Disegni racconta l’Italia che cambia. E, ovviamente, lo fa a modo suo, con l’inseparabile matita satirica e pungente, prendendo in giro vizi e virtù del nostro Paese. Un Paese in continua evoluzione, dove forse trovare punti di riferimento è diventato impossibile. Quindi, l’unica cosa che ci resta da fare è ridere dei nostri problemi e delle nostre piccole e grandi debolezze.

I temi sono tanti, persino troppi, e l’autore li passa in rassegna davvero tutti: l’immigrazione, il degrado delle città (tra rifiuti e criminalità), la disoccupazione, i vaccini, le nuove tendenze e le mode, la deriva populista della politica (tra contratti di governo e premier sconosciuti), le nuove tecnologie che ci rendono la vita più comoda, serena e felice (felice?)…

Un anno di Disegni raccoglie le strip pubblicate, settimana dopo settimana sul nuovo 7, per rivivere dodici mesi in cui è successo di tutto. Avvenimenti e comportamenti di fronte ai quali, talvolta, è facile sentirsi come quegli alieni che, pagina dopo pagina, guardano allibiti ciò che accade nel mondo bizzarro chiamato Italia.