EuropAuditorium: prevendite per Il Lago dei Cigni

Il lago dei cigni
Il lago dei cigni

La prestigiosa compagnia di danza classica del Balletto di Mosca “La Classique”, diretta da Elik Melikov e riconosciuta dal Dipartimento della Cultura della Città di Mosca, consolida la sua presenza in Italia con una tournée invernale e torna ancora una volta a danzare al Teatro EuropAuditorium, questa volta con Il lago dei cigni, il 13 novembre.

 La compagnia annovera fra le sue file quarantotto danzatori di pregevole tecnica classico-accademica provenienti dai maggiori teatri russi, tra i quali spicca la splendida étoile Nadejda Ivanova, affascinante per capacità interpretativa e padronanza tecnica. Richiestissima ovunque, la compagnia ha entusiasmato le platee internazionali nel corso di applauditissime tournée in Egitto, Marocco, Gran Bretagna, Francia, Spagna, Austria, Norvegia, Israele, Thailandia, Taiwan, Cina, Giappone, Nuova Zelanda e Australia.

PREZZI: I platea intero 41,00 € – I platea ridotto 37,50 € – I platea bambino 25,00 € – II platea intero 36,00 € – II platea ridotto 31,00 € – II platea bambino 25,00 € – Balconata intero 26,00 € – Balconata ridotto 23,00 € – Balconata bambino 15,00 €

PREVENDITE acquistabili presso la biglietteria del TEATRO EUROPAUDITORIUM (Piazza Costituzione 4, Bologna), presso la biglietteria del TEATRO CELEBRAZIONI (via Saragozza 234, Bologna), entrambe aperte dal lunedì al venerdì, dalle ore 15.00 alle ore 19.00, attraverso il circuito VIVATICKET e TICKETONE e attraverso il sito www.teatroeuropa.it. Per informazioni: 051.372540 – 051.6375199 – info@teatroeuropa.it

“The Repetition, Histoire(s) du théâtre

the repetition, histoire..
the repetition, histoire..

Un’inchiesta in forma di spettacolo sul passato, presente e futuro della più antica forma d’arte dell’umanità, il teatro: con The Repetition, Histoire(s) du théâtre (I),al Piccolo Teatro Strehler dall’8 al 10 maggio, il drammaturgo e regista Milo Rau prosegue nel lavoro di ricerca su uno dei temi fondamentali del suo percorso artistico: la questione della rappresentatività in scena della violenza.

In una notte di aprile del 2012, un uomo di nome IhsaneJarfi parla per qualche tempo con un gruppo di ragazzi in una Polo grigia, all’angolo di una via di Liegi, davanti a un bar gay. Due settimane più tardi, il suo cadavere è rinvenuto al limitare di un bosco. È stato torturato per ore e assassinato con inaudita violenza.

Milo Rau ha tratto spunto da quella vicenda per ricostruirla in teatro con attori professionisti e non.«Punto di partenza del mio lavoro è come la realtà può essere influenzata dal teatro e, al contrario, come possa essere rappresentata sulla scena» dichiara il regista e drammaturgo.

Don Giovanni di Mozart al Teatro Carcano

Teatro-Carcano-Milano
Teatro-Carcano-Milano

IL DISSOLUTO PUNITO OSSIA IL DON GIOVANNI, capolavoro assoluto creato dal genio di Mozart, è il secondocapitolo -dopo il successo a ottobre della farsa comica di Gioachino Rossini La cambiale di matrimonio – della prestigiosa collaborazione inaugurata nella stagione 2018/19 tra il Teatro Carcano, il Conservatorio di Musica“Giuseppe Verdi” di Milano e l’Accademia di Belle Arti di Brera: progetti nati con l’intento di “fare rete”, ovvero mettere insieme competenze di istituzioni diverse puntando sulle capacità di giovani musicisti, cantanti, compositori, registi, scenografi, macchinisti, fotografi che si affacciano al mondo del lavoro.

Coprodotto dal Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” di Milano, dall’Accademia di Belle Arti di Brera e dal Centro d’Arte Contemporanea Teatro Carcano, lo spettacolosarà in scena nella sala di corso di Porta Romana da venerdì 3 a domenica 5 maggio e si avvarrà della presenza dell’Orchestra Sinfonica e del Coro del Conservatorio diretta da Giuseppe Montesano. La scenografia è curata dall’Accademia di Belle Arti di Brera. La regia è firmata da Mattia Testi.

L’azione dell’opera muove dall’uccisione, per mano di Don Giovanni, del Commendatore, padre della nobile Donna Anna, accorso in difesa della figlia che Don Giovanni stesso ha tentato di sedurre mascherandosi da Don Ottavio, suo legittimo fidanzato. Lungo il primo atto, l’inguaribile libertino cerca di sedurre anche la contadina Zerlina nel giorno delle nozze, facendosi beffe del futuro marito Masetto, mentre Don Ottavio con Donna Anna, a cui si unisce Donna Elvira, già sedotta e abbandonata da Don Giovanni, continuano a dargli la caccia per vendicare la morte del Commendatore.

Anche nel secondo atto Don Giovanni miete vittime: prescelta la cameriera di Donna Elvira per conquistare la quale Don Giovanni scambia i propri abiti con quelli di Leporello, suo servitore. È così che Leporello viene accerchiato da Masetto, Zerlina, Donna Anna e Don Ottavio: vedendolo vestito da Don Giovanni vorrebbero ucciderlo. A notte fonda, Don Giovanni si rifugia nel cimitero, dove ha luogo il suo primo confronto con la statua funebre del Commendatore, a cui Don Giovanni rivolge un invito. L’incontro tra i due nel palazzo di Don Giovanni gli sarà fatale: la gelida stretta di mano della statua del Commendatore trascinerà nell’abisso il protagonista dell’opera.

Al Teatro Carcano di Milano
da venerdì 3 a domenica 5 maggio 2019
IL DISSOLUTO PUNITO OSSIA IL DON GIOVANNI
Dramma giocoso in due atti
Libretto Lorenzo Da Ponte
Musica Wolfgang Amadeus Mozart

Orchestra Sinfonica del Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” di Milano
Coro del Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” di Milano
Direttore Giuseppe Montesano
Regia Mattia Testi
Scenografia Accademia di Belle Arti di Brera
Produzione Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano |Accademia di Belle Arti di Brera
Centro d’Arte Contemporanea Teatro Carcano
Orari:venerdì 3/5 e sabato 4/5 ore 20,00|domenica 5/5 ore 16,00
Prezzi: poltronissima € 34,00 – balconata € 25,00 |over 65 € 22,00/18,00/17,00/14,50 |under 26 € 15,00/13,50
Prenotazioni: 02 55181377 | 02 55181362
Prevendite online: www.ticketone.it|www.happyticket.it|www.vivaticket.it

TEATRO CARCANO – corso di Porta Romana, 63 – 20122 Milano
info@teatrocarcano.com | www.teatrocarcano.com

Gianluca Impastato al Teatro Manzoni

Gianluca Impastato
Gianluca Impastato

In anteprima nazionale, venerdì 3 maggio, Gianluca Impastato presenta il suo nuovo spettacolo“Il più grande Mago del Mondo”.

Alla soglia dei 50 voleva cimentarsi in una nuova sfida: diventare un mago! Ma non un semplice mago,il più grande del mondo. Ci riuscirà? Ai posteri l’ardua sentenza.Uno spettacolo tutto da ridere e scoprire!
Per un artista le motivazioni sono fondamentali. E ogni nuova esperienza permette di trovare quel brivido che regala la giusta spinta emotiva.

Per questo motivo Gianluca, a quasi 50 anni, ha deciso diaccettare una nuova sfida: quella di diventare un mago.Forse il titolo “Il più grande mago del mondo” è un pochino esagerato, ma si sa in questo mondo è meglio esagerare.
Perché proprio il mago?È questa domanda il vero motore dello spettacolo, spiegare la scelta di questa nuova immagine, che diventa un percorso nelle esperienze, nei ricordi e nei sogni di Gianluca.

Un one-man show di un’ora e mezza, con l’apporto e il sostegnodell’insostituibile Gianni Astone, si ripercorrono i temi di quasicinquant’anni di vita di cui una gran parte spesa su un palco. Si parlerà delle differenze tra i 30, i 40 e i 50, delle seratenelle discoteche senza più averne il fisico, degli amici persi eritrovati grazie ai social. E di magia.parlata, raccontata, e fatta… magari anche solo in manierainvolontaria, ma fatta. E con un finale a sorpresa.

Fondazione Coppola – mostra: “La Torre”

foto FCastagna
foto FCastagna

La Fondazione Coppola è lieta di annunciare l’apertura della propria sede espositiva presso il Torrione di Vicenza, con la mostra La Torre, curata da Davide Ferri: la prima personale in Italia degli artisti Neo Rauch (Lipsia, 1960) e Rosa Loy (Zwickau, 1958).

Il progetto nasce per volontà del mecenate e imprenditore Antonio Coppola, che ha acquistato e donato il Torrione medievale al Comune di Vicenza in cambio di un usufrutto di trent’anni, l’ha sottoposto a un meticoloso lavoro di restauro a cura dello studio UP3 Architetti Associati, sotto l’attenta supervisione della Soprintendenza, restituendo alla città un bene pubblico diventato oggi un polo per l’arte contemporanea.

La prima mostra, che presenterà una serie di opere inedite, tra dipinti e disegni, di Neo Rauch e Rosa Loy, appositamente pensate per gli spazi del Torrione, rappresenta la possibilità di avvicinarsi al lavoro di due figure chiave della scena della pittura internazionale degli ultimi decenni.

La loro esperienza è fortemente legata alla città di Lipsia, dove, dall’inizio del Novecento fino agli anni Duemila, è andato formulandosi un linguaggio figurativo che ha formato un’importante scuola di pittura (la scuola di Lipsia, appunto) che ha coinvolto diverse generazioni di artisti tedeschi.

La mostra – il cui titolo, La Torre, è naturalmente un richiamo all’edificio e alla sua potenza simbolica – si articola lungo i sei piani del complesso medievale come proposta di dialogo tra le opere dei due artisti, fino a un confronto ravvicinato tra le due poetiche, e percorso di progressione (dello spettatore) verso l’alto, verso l’ultimo piano da cui la vista sulla città, a trecentosessanta gradi, si può afferrare in stretta relazione con le opere esposte.

La figura della torre come elemento evocativo e rimando al racconto, ad una possibile narrazione,
inoltre, appare in molti dipinti di Neo Rauch, magari in secondo piano, e funge da richiamo a quell’immaginario popolare e fiabesco che da sempre alimenta le visioni dell’artista.

La mostra è patrocinata dal Comune di Vicenza e dal Consolato Generale della Repubblica Federale di Germania e si potrà visitare dal 5 maggio al 31 agosto, da mercoledì a domenica, con orario continuato dalle 11.00 alle 18.00.
È consigliabile prenotare in anticipo la visita in quanto la particolare conformazione architettonica del Torrione pone limiti di accesso.