Ilaria Pilar Patassini: le prossime tappe del tour

Ilaria Pilar Patassini
Ilaria Pilar Patassini

Ilaria Pilar Patassini è in tour per presentare “Luna in Ariete”, il nuovo album.

Il disco, registrato in presa diretta in tre session live durante la gravidanza della cantante, vede la produzione artistica firmata dalla stessa autrice e da Federico Ferrandina, chitarrista e arrangiatore.

Ilaria Pilar Patassini ha presentato il suo quarto album “Luna in Ariete” in radio, con intervista e minilive, a Rai Radio1 Music Club e Rai Radio3 Fahrenheit in diretta dalla Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria di Roma “Più Libri Più Liberi” e, con intervista, a Radio Capital Cactus, Rai Radio1 Stereonotte, GR1 Rai e in numerose radio in frequenza regionale e locale.

Il disco è stato presentato anche in televisione con intervista a Rainews24, nel Tg di TV2000 e, con intervista e minilive, nel programma L’Italia con Voi in onda su Rai Italia.

“Luna in Ariete” – il disco

“Luna in Ariete” è il quarto album di inediti di Ilaria Pilar Patassini. A distanza di quattro anni dalla pubblicazione dell’ultimo disco, la cantante mette un punto e a capo e torna mettendo in luce la sua natura autoriale, con brani che vedono al centro una vocalità più asciutta, la parola e un suono narrante, crepuscolare e nudo.

La genitorialità è da sempre motivo di ispirazione per ogni artista che si trovi a passarci attraverso. Nel caso di Ilaria Pilar Patassini la maternità è arrivata quando già la registrazione dell’album era stata pianificata, la cantautrice ha deciso quindi di mettere la gravidanza all’interno del disco quale fil rouge di un percorso visivo che rende parte del progetto dell’album un vero e proprio concept.

La liricità è intima e tagliente, danzante e assertiva. Gli arrangiamenti vengono caratterizzati dalla presenza di tre fiati (corno, flicorno e trombone) e da echi di musica antica che si sposano alla canzone. I testi raccontano la dualità, la sospensione e le doppie identità come condizioni naturali di chi crea (“A metà”), l’acqua cheta dell’attesa (“Dorme la luce di ottobre”), la vocazione del ritorno e la maturità come acquisizione di giovinezza (“Eccomi” e “Luna in Ariete”), l’amore (“Nessun tempo si perde”), la maternità (“Il suono che fa l’Universo”), l’Italia e l’attualità (“La parte giusta del mondo” e “Alla Riscossa”).

L’album è stato anticipato dall’uscita del singolo “A metà”, seguito da “Il suono che fa l’Universo” il cui videoclip è stato girato in parte nella splendida Grotta del Nettuno di Alghero e dal terzo estratto “Nessun tempo si perde”.

Link al videoclip del brano “A metà”: https://www.youtube.com/watch?v=fB9lY24RA7Q

Link al videoclip del brano “Il suono che fa l’Universo”:  https://www.youtube.com/watch?v=vRt-TB3c4yM

Link al videoclip di “Nessun tempo si perde” su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=Q0FROSm9OeY&feature=youtu.be

Tracklist “Luna in Ariete”

  1. Dorme la luce di ottobre (3.17)
  2. A metà (3.36)
  3. Eccomi (5.14)
  4. Pagine già viste (4.07)
  5. Nessun tempo si perde (5.03)
  6. Alla Riscossa (3.47)
  7. Il suono che fa l’universo (5.12)
  8. La parte giusta del mondo (4.01)
  9. Luna in Ariete (4.51)

Hanno suonato nel disco:

Ilaria Pilar Patassini – voce (e cori su 8)

Federico Ferrandina – chitarra classica (1,3), chitarra elettrica (2) cori (1)

Antonio Ragosta – chitarra acustica (4), chitarra classica (5,7,9) e elettrica (6, 8)

Vincenzo de Filippo – trombone (1,2,3,4,5,6,8,9)

Angelo Olivieri – tromba (1,2,3,5,6

Lorenzo del Sorbo – corno (4, 5, 6, 8, 9)

Fabrizia Pandimiglio – violoncello (4,5)

Angelo Maria Santisi – violoncello (7,8,9) e cori (8)

Andrea Colella – contrabbasso (2,3,5,6,7,8,9) e basso elettrico (1,4)

Alessandro Marzi – batteria (1,2,3,4,5,6,8,9), chitarra classica (7) e cori (8)

Clio d’Alessandris – cori (2,3,4,5,8)

Sara Franceschini – cori (8)

Teresa Matrone – cori (8)

Ecografo – (ultra)suono (7)

Guida all’ascolto dell’album “Luna in ariete” brano per brano

01_DORME LA LUCE DI OTTOBRE

La natura in inverno e all’inizio del letargo, dove gli spazi del silenzio covano le braci della riflessione, del pensiero e quindi della cambiamento. I versi sono stati scritti in dicembre, in Borgogna, in un bosco sommerso dalla neve e con gli specchi d’acqua totalmente congelati. Il mettersi in ascolto della natura dà la possibilità, insieme alla solitudine, di abitare i luoghi del bianco cogliendone le sfumature senza paura di “horror vacui”, senza altre connessioni a distogliere i sensi, permette di sentire, capire, cogliere i segni del legato tra noi e l’esterno. Alla fine della canzone arriva infatti il contatto e il contrasto con l’attualità – italiana e degli uomini “Sotto il ghiaccio fermo / stava così il tuo cuore / stava così una rivoluzione / stava così il mio Paese al sole” .

02_A METÀ

È una delle canzoni-manifesto dell’album. I temi sono quelli della dualità, degli opposti e di una pacificazione di identità per chi – come l’autrice – soffre la poliedricità e una natura doppia che rende faticosa la messa a fuoco del proprio intero. “A Metà” è quindi una canzone di ricongiunzione, di giocosa pacificazione, dove il testo trova ispirazione sia da concetti contrapposti di uso quotidiano (“la luna, la terra / la pace la guerra”) sia da accoppiamenti che recano la presenza di un conflitto (il pesce e la brocca, il fachiro nel letto, la sirena che si morde la coda). Come una nuova Partenope – metà rapace e metà pesce – Ilaria Pilar Patassini passa dall’artiglio alle scaglie, dalle ali alla spuma, in una danza leggera caratterizzata dai fiati e dalla ritmica che dialogano nel contrappunto e in un arrangiamento in bilico tra folk e musica antica.

02_ECCOMI

Un trasloco di domenica pomeriggio, la fine della guerra con se stessi, un nuovo inizio (da “luminoso punto a capo” a “ricominciare è un vizio che / non mi riesco a levare” ) e la maturità che insegna a lasciare andare (“la muta che lasci alla terra / rinascerà come nuova armatura” ). La canzone è stata ispirata anche dal primo verso de “Il Pianto della Scavatrice” di Pier Paolo Pasolini che dice “Solo l’amare, solo il conoscere conta, non l’avere amato, non l’aver conosciuto. Dà angoscia il vivere di un consumato amore. L’anima non cresce più”. L’autrice cita l’inizio del verso cambiando l’ordine delle parole – senza che il significato cambi – e chiudendo la canzone così, facendone una sezione a parte. Come per altri brani dell’album anche “Eccomi” risulta impostata su uno schema-canzone tradizionale che si libera e va spesso dove gli pare, come “un sasso che corre sul mare /un sasso bianco e caldo di sole/ sono io a lanciarlo / lui andrà dove vuole”.

04_PAGINE GIÀ VISTE

L’intimità di un punto di vista notturno, invernale e insonne, dopo il brindisi di capodanno, con pensieri in libertà che fanno un’eccezione e invece di fornire spunti di preoccupazione fanno sorridere nel buio. Nella canzone coesistono le conseguenze dei rimandi e del nostro tempo veloce (“La fine dell’anno / si morde la coda / e chiede più tempo / al suo darsi da fare”), l’ironia sulla serena perdita delle aspettative (“ha bussato alla porta il proposito buono / il cambio di guardia e di chiave”) l’osservazione dell’amante che dorme, del piacere che si aspetta ( “e aspetto sia l’alba / per amarti di più” ) e la certezza incrollabile che sempre e solo la Bellezza possa salvarci perché “dove sta la Bellezza non è mai troppo freddo”).

05_NESSUN TEMPO SI PERDE

È l’unica canzone d’amore dichiarata dell’album. L’andamento di milonga si ricongiunge idealmente allo stile dei primi due album della cantautrice. Anche in questa canzone – nel suo ritornello – c’è la presenza di aria, di acqua e del numero 3, con i due amanti che si ritrovano a “tremila leghe in fondo al mare / a deglutire senza respirare” e poi subito dopo a “tremila piedi in alta quota / a navigare dove non si nuota”. Nei versi iniziali si trova una doppia citazione, pensata con sottile irriverenza e sentimento. Infatti nei versi “Alla fine ti ho trovato / alla metà del viaggio / che poi forse chi lo sa / qual’è la sua metà” si trova sia l’incipit della Divina Commedia (“Nel bel mezzo del cammin di nostra vita…”) sia la frase finale con cui si chiude Blade Runner (“Non sapevo per quanto tempo saremmo stati insieme. Ma chi è che lo sa?”). Nel finale arriva un recitativo che spiazza l’ascoltatore (“sfamami adesso / o baciami / che è lo stesso) ma il cui senso risulta chiaro una volta che i fiati riprendono il riff sull’ultima frase che da il titolo alla canzone. La canzone, trattata quindi quasi come una suite, termina con un breve contrappunto a due voci e un contrabbasso, quasi che Bach abbia bussato alla porta alla fine della festa, portando il suo amaro fatto in casa come ammazzacaffè.

06_ALLA RISCOSSA

È il brano più visionario del progetto. Il testo procede per immagini. Troviamo qui l’aspetto più battagliero e epico della scrittura di Ilaria Pilar Patassini che però non scorda mai né ironia né cantabilità. I versi sono abitati da fili d’erba su anulari, riserve indiane, ferite commosse, gocce che nuotano in verticale, sconfitti cavalli di Troia, briganti, tutti elementi che marciano in quella nota direzione ostinata e contraria, che invitano alla battaglia e alla riscossa della verità. Il “cuore in assalto” è quello del motto della cavalleria che invita a gettare il proprio oltre l’ostacolo per andarselo a riprendere, il sangue resta invece “pronto e in attesa / di farsi nuovo affluente”. Anche in questo testo si trova un rimando indirettamente pasoliniano, l’ultimo ritornello “Alla riscossa / mio paese inventato / da una storia sbagliata / raccontata al contrario” contiene il titolo della canzone che De André e Bubola scrissero per la morte di Pasolini, “Una storia sbagliata”, per l’appunto. Una marcetta militare nel finale suggella la fine dello scontro, uno tra tanti, non certo l’ultimo della guerra.

07_IL SUONO CHE FA L’UNIVERSO

 “Il Suono che fa l’Universo” parte dall’ascolto del suono dell’ecografo, durante una delle prime visite di controllo della gravidanza dell’autrice, un suono ancestrale, molto simile a quello che proviene dagli abissi marini come dalle galassie. Nel testo della canzone si trovano la descrizione del rallentare in ottobre, quando invece le attività lavorative riprendono veloci; le realtà filtrate dai nuovi ormoni di materni (“il seno pieno, teso, caldo, sull’attenti, a benedire i passanti”); il piccolo palombaro/astronauta tenuto saldo da una cima che altro non è se non il cordone ombelicale, un pesciolino che nuota ma che ancora non si può chiamare “vita” sia per statistica che per scaramanzia; la consapevolezza e la paura del cambiamento (“lillipuziana esplosione nucleare, cesello di rivoluzione”). La chitarra elettrica suona sulla scia di un’evocazione, quasi a descrivere il riverbero nello spazio della grotta, ad aiutare il fiato ormai corto del settimo mese.

08_LA PARTE GIUSTA DEL MONDO

È il brano con la line up più ricca, il più politico e provocatorio dell’album. L’uso del coro – selvatico all’inizio e poi accademico nel ponte –  riempie la narrazione cantata-parlata delle strofe. La critica caustica all’Occidente, la lista degli scontati privilegi quotidiani dei suoi abitanti (“io sono una persona fortunata / ho la carta MilleMiglia / e la copertura sanitaria”,  “Io sono una persona fortunata / e so bene che il lunedì / i teatri e i parrucchieri sono chiusi” ), la visione ristretta al presente (“adesso è ora / è tutto quello che conta”), l’abuso delle riserve naturali (“siamo la parte franata della collina / a anche stavolta / daremo colpa alla pioggia”), l’avvento del populismo che si esprime contro la cultura e il sapere di base (“qui nella parte giusta lo sbagliamo il congiuntivo / perché a usarlo bene fa un pò troppo intellettuale”). Nel finale la canzone sale di tono e gli strumenti sembrano inseguirsi e incalzarsi l’un l’altro accelerando la visione della disfatta mentre, sopra, la voce del coro canta, distesa, vacanziera, “giustamente” irresponsabile.

09_LUNA IN ARIETE

L’astrologia dice che chi ha la Luna in Ariete sia energico, impaziente, testardo, passionale, battagliero, coraggioso, impulsivo, insofferente alla routine e all’autorità, dominante, soggetto a colpi di testa. Il testo narra di queste caratteristiche ma amorevolmente, accompagnato da una nenia costante, ipnotica e, per l’appunto, testarda. L’autrice si definisce una “sirena maldestra”, una “carnivora rosa” e poi “calma apparente / Biancaneve  che mente / che ha solo finto di mangiare la mela / per poi sputarla / di nascosto e tutta intera”. L’artista racconta che anni fa, dopo un concerto siciliano a Ispica, una persona del pubblico – poi presente alla cena del dopo concerto e appassionata di astrologia, le diceva con accento siciliano marcato “Te, con tutti quei capelli, con tutta questa passione, non è possibile che tu abbia un Leone da qualche parte” . Si mise a ricavare il “tema natale”, alla ricerca del Fuoco. Le inviò un sms alle quattro del mattino. Non c’era nessun felino nel cielo ma “Ehi gioia, eccolo qui, la Luna è in Ariete, eccolo il fuoco”. La title track dell’intero progetto arriva come ultima traccia, a chiudere il cerchio dell’astro notturno e a definirne i confini.

Note dell’autrice

3 session di registrazione a distanza di un mese l’una dall’altra; 3 momenti centrali della gravidanza (quinto, sesto e settimo mese); 3 canzoni per ogni session (registrate in ordine di tracklist); 9 le tracce, come i mesi di attesa; 3 rose rosse in più per ogni brano fino ad arrivare però non a 27, ma a 28, come il ciclo lunare e quello mestruale; 3 anni di lavoro e infine sempre 3, come le braccia dell’elica. Nella scuola Pitagorica il 3 viene considerato numero perfetto perché sintesi del pari (2) e del dispari (1) e in quasi tutte le religioni si trova la presenza di una triade. Il 3 è il numero che fa riferimento al potere ma anche alla conoscenza. Tre sono anche i parametri di altezza, larghezza e profondità che definiscono lo spazio. Il giorno di uscita del disco è il 27.09.2019, che è arrivato per caso, ma comunque sommandone i singoli numeri dà 3 come risultato finale. Le registrazioni sono state fatte rigorosamente in presa diretta, tutti in una stanza, niente preproduzione, niente “clic” nella cuffia della ritmica, niente protezione ma rumori, carne, respiri, materia, la musica com’è.

Considero questo lavoro una vera e propria performance. Grazie a tutti quelli che, con molta pazienza, hanno assecondato le mie strambe visioni.

Ilaria Pilar Patassini – Biografia

Ilaria Pilar Patassini nasce a Roma da padre etrusco e madre nativa della foresta costaricense. Ha all’attivo tre album a suo nome “L’Amore è dove vivo” (Esordisco/Audioglobe 2015), “Sartoria Italiana Fuori Catalogo” (Esordisco/Egea 2011), “Femminile Singolare” (VCM/01, 2007) e svariati featuring discografici. Hanno scritto per lei e con lei Bungaro, Pacifico, Mauro Ermanno Giovanardi, Sandro Luporini, Franco Piana, Joe Barbieri, Tony Canto, lo scrittore Fabio Stassi

Di formazione randagia e accademica (diplomata in Conservatorio in Canto e Repertori Vocali da Camera) il suo percorso si intreccia da sempre con il jazz, la canzone d’autore e la parola. Ha collaborato tra gli altri con lo scrittore Fabio Stassi, Neri Marcoré, Gianluigi Trovesi, Jean-Louis Matinier, Dino e Franco Piana Jazz Orchestra, Tim Ries (Rolling Stones).

Dal 2014 collabora con il compositore e chitarrista Michael Occhipinti e al progetto italo-canadese Sicilian Jazz Project partecipando al disco “Muorica” che la vede ospite insieme al clarinettista Don Byron. Con l’ensemble ha svolto varie tournée fino ad arrivare a vedere il suo nome in cartellone alla Koerner Hall di Toronto.

Negli ultimi quattro anni ha svolto tournée in Italia e Canada calcando palchi importanti e prestigiosi club fra gli altri Auditorium Parco della Musica di Roma, Blue Note di Milano, Piccolo Regio e Salone del Libro di Torino, Festival La Grande Invasione e Teatro Cimarosa di Ivrea, Teatro Politeama Garibaldi di Palermo, Bravo Cafè di Bologna, Festival Leo Ferrè, Festival di Santa Fiora in Musica, ChamberFest (Ottawa), International Jazz Festival (Toronto), International Jazz Fest e The Cultch (Vancouver), Saskajazz e The Bassement (Saskatoon), Phi-Centre (Montreal) etc.

Dal 2005 al 2010 è stata vincitrice e finalista di molti concorsi nazionali e internazionali legati alla canzone d’autore e all’Intepretazione. In qualità di cantante-attrice è stata diretta da Giancarlo Nanni in “Le Trachinie”; Marco Mattolini in “Le sette chiavi delle Mille e una notte” e “Migrantes”; Luciano Melchionna in “Dignità Autonome di Prostituzione”; Laura de Strobel in “Canti di Terra, canti di Luna” e “Ero coi sensi ad ascoltare”; Giulio Costa per “Sartoria Italiana tour”; Aurelio Gatti in “Odisseo, delle donne e della tempesta”; Vinicio Marchioni per il videoclip “Cherchez la Femme”.

Dal 2015 è docente d’Interpretazione presso Officina Pasolini a Roma. Ha collaborato in qualità di autrice, speaker radiofonica e cantante con la Radio Svizzera Italiana (RSI) scrivendo e conducendo le trasmissioni “Anime Salve”, “Se io fossi un Angelo”, “Canzoni e Contorni” e “ Nel 2015 è stata l’ospite musicale fissa della trasmissione “Beati Voi” condotta da Alessandro Sortino su TV2000.

Nel 2018 diventa mamma di Tancredi e si prende un anno di pausa.

Ama il mese di settembre, le radici degli ulivi centenari, i fuochi d’artificio, le parole che la rincorrono, la prua delle barche a vela, il profumo dell’origano e i cieli del Mediterraneo. Nella prossima vita sarà un pirata ma assomiglierà moltissimo a Sophia Loren. Affiliata carbonara delle isole e del mare, vive tra Roma, Alghero e i gate degli aeroporti.

Il nuovo disco esce il 27 settembre 2019. Sono stati estratti tre brani e altrettanti video, “A metà”, “Il suono che fa l’universo” e “Nessun tempo si perde”.

Sananda Maitreya: il disco che celebra 30anni di musica

Sananda Maitreya
Sananda Maitreya

Sananda Maitreya, per la gioia dei suoi fans, annuncia la pubblicazione di “The Fallen Angel Tour 2019 – Live From The Ruins!” l’attesissimo live album che segue il successo del tour primaverile ed estivo, con tappe presso alcuni dei più prestigiosi festival italiani, tra cui Musicultura (Macerata), La Notte delle Luci (Vicenza), Estate Sforzesca (Milano), Suoni di Marca (Treviso) e altri concerti indoor in location tra le quali l’Auditorium Parco della Musica (Roma) e il Teatro Celebrazioni di Bologna.

“The Fallen Angel Tour 2019 – Live From The Ruins!” contiene 23 potenti brani in cui il poliedrico artista newyorkese è accompagnato da The Sugar Plum Pharaohs, la sua rock band composta da cinque elementi: Luca Pedroni (chitarra), Francesca Morandi (basso), Marco Mengoni (batteria e cori), Luca Fraula (tastiere) e Beatrice Baldaccini (cori). Nel disco sono presenti anche 3 brani eseguiti con l’Orchestra Ritmico Sinfonica Italiana diretta dal Maestro Diego Basso: “It’s Been A Long Time” con Luisa Corna, “O Divina” e “This Town”.

ll nuovo lavoro ripercorre tutto l’excursus musicale di Sananda Maitreya che, per celebrare 30 anni di musica e di vita straordinaria ha eseguito dal vivo, per la prima volta dopo 15 anni, le leggendarie canzoni che sono entrate nel cuore dei fans e che lo hanno portato al successo internazionale. La versione solo piano e voce di “Let Her Down Easy” è l’esempio lampante delle sue grandi capacità di scrittura e di esecuzione, che trasportano l’ascoltatore in un limbo pieno di magia e incanto. “Superstar” rilegge in chiave funky la storia di una rockstar che riesce ancora a scatenare il pubblico con il suo sound vero, contagioso e senza filtri.

Artista, poli-strumentista compositore e produttore prima noto come Terence Trent D’Arby, negli anni Ottanta e Novanta ha creato canzoni che hanno fatto la storia della musica e che sono nel cuore di tutti come “Sign Your Name”, “Delicate”, “She Kissed Me”, “O Divina”, “Holding On To You”, riproposte ora in una versione live inedita: 1h 39 minuti di Post Millennium Rock.

Il Live Album contiene anche una selezione di brani tratti da tutto il repertorio: iniziando da “Prometheus & Pandora”, il monumentale ultimo lavoro, per poi continuare con il disco di esordio “Introducing The Hardline”, e a seguire: “Neither Fish Nor Flesh”, “Symphony Or Damn”, “Vibrator”, “WildCard!”, “Angels & Vampires”, “Nigor Mortis”, “The Sphinx”, “Return to Zooathalon”, “The Rise of The Zugebrian Time Lords”.

Enjoy Sananda Maitreya & The Sugar Plum Pharaohs: ‘Fallen Angel tour 2019 – live from the ruins’

“They say I’m a fallen angel, I say I was pushed…” Join us, as from the Purple Ravaged Ruins, we reconstruct the Rhythm and the Remedy that is Post Millennium Rock!

“Ashes to ashes,

dust to dust,

come shake some ass

& rock with us !”

– Sananda Maitreya 2019.

Modà, mer 11/12 Testa o Croce tour a Firenze

Modà_Testa o Croce tour
Modà_Testa o Croce tour

Il nuovo album di inediti dei Modà, “Testa o croce” (prodotto da Friends & Partners – licenza Believe) è stato certificato ORO (FIMI / Gfk)! Un disco che conferma la loro rinascita artistica, arrivando a distanza di 4 anni dal precedente lavoro in studio e dopo 2 anni di pausa dalle scene.

Kekko sa descrivere i lati più fragili dell’uomo con autenticità e verità espressiva; 13 canzoni, ognuna delle quali è un’istantanea di una parte di vita, in cui i fan di tutte le età continuano a riconoscersi.

E grande è l’attesa per il ritorno dei Modà a Firenze, mercoledì 11 dicembre al Mandela Forum. I biglietti – posti numerati da 35 a 69 euro, parterre in piedi 39 euro – sono disponibili nei punti vendita di Box Office Toscana (www.boxofficetoscana.it/punti-vendita tel. 055.210804) e online su www.ticketone.it.

I concerti di “Testa o croce Tour 2019/2020” sono caratterizzati da una scenografia pensata ad hoc e una scaletta che unisce i grandi successi agli ultimi brani dei Modà, già entrati nel cuore del pubblico.

“Sarà uno spettacolo ricco di musica e di contenuti – spiega Kekko Silvestre – tornare sul palco è il momento più bello dopo questa pausa, perché è la dimensione da cui arrivano i Modà. Abbiamo preparato delle video proiezioni, compreso un seguito del video di “Quel sorriso in volto”, una sorta di cortometraggio diviso in 4 capitoli”.

La band è composta da Kekko Silvestre (voce, pianoforte), Diego Arrigoni (chitarra elettrica), Stefano Forcella (basso), Enrico Zapparoli (chitarra elettrica, chitarra acustica) e Claudio Dirani (batteria).

“I Modà – continua Kekko – sono una vera famiglia, c’è rispetto e armonia e questo lo dimostriamo anche sul palco dove ogni uno ha un proprio ruolo importante”.

L’album “Testa o croce” ha raggiunto solo su Spotify oltre 7 milioni di stream che si vanno a sommare ai 4 milioni di stream del singolo “Quel sorriso in volto” e agli 1,7 milioni del singolo “Quelli come me” (il video ha raggiunto 4 milioni su Youtube www.youtube.com/watch?v=Ff7er-hVXkA). L’album è rimasto stabile in Top 10 per le prime 5 settimane consecutive nella Classifica album Fimi – Gfk.

“’Testa o croce’ è un disco di storie vere – spiega Kekko Silvestre – in questi 4 anni ci siamo ricaricati, per scrivere le canzoni bisogna vivere. Questa canzoni nascono dall’incontro con tante persone. Io sono un cantautore per passione, non per professione”.

Questa la tracklist: “Testa o croce”, “Quel sorriso in volto”, “… Puoi leggerlo solo di sera” (attualmente in radio), “Quelli come me”, “Per una notte insieme”, “Voglio solo il tuo sorriso”, “Una vita non mi basta”, “Non respiro”, “La fata”, “Non te la prendere”, “Love in the ‘50s”, “Guarda le luci di questa città”, “Quel sorriso Giogiò” (bonus track con la voce di Gioia, figlia di Kekko).

Il tour è prodotto e organizzato da Friends & Partners.

Radio 105 è la radio ufficiale.

BMW è Official Mobility Partner del tour.

I Modà sono tra le band di maggior successo in Italia, con all’attivo 7 album e decine di hit. Si formano ufficialmente nel 2002 ed esplodono, dopo una lunga gavetta, nel 2011 con l’album “Viva i romantici”, certificato Disco di Diamante. Hanno conquistato due volte il podio al Festival di Sanremo (con “Arriverà” nel 2011 e “Se si potesse non morire” nel 2013) e si sono esibiti allo Stadio di San Siro nel 2014 e nel 2016.

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Info spettacolo

Nelson Mandela Forum – piazza Berlinguer – Firenze

Info tel. 055.667566 – www.bitconcerti.it – www.friendsandpartners.it

Biglietti (compresi diritti di prevendita)

1° settore 69 euro

2° settore 65 euro

3° settore 59 euro

4° Settore 49 euro

5° settore 40 euro

Visione ridotta 35 euro

Parterre in piedi 39 euro

Prevendite

Nei punti www.boxofficetoscana.it/punti-vendita

Online su www.ticketone.it (tel. 892.101)

Sconti e riduzioni

I bambini sotto 4 anni entrano gratuitamente accompagnati da un adulto, in numero di un/a bambino/a per ogni adulto, ma non hanno diritto ad occupare un posto a sedere.

Portatori di handicap

Possono acquistare un biglietto specifico al prezzo più basso previsto per l’evento ed entrare con un accompagnatore (a cui viene concesso un ingresso gratuito). I biglietti sono reperibili esclusivamente attraverso i punti vendita del Circuito Box Office Toscana o telefonicamente allo 055210804 (pagando con carta di credito). Per accedere ad una sistemazione consona, si sconsiglia l’acquisto di un biglietto generico.

Giuseppe Terranova: esce “Un volo sulle vecchie cose”

Giuseppe Terranova
Giuseppe Terranova

Da martedì 10 dicembre disponibile in radio e negli store digitali “Un volo sulle vecchie cose”, il nuovo singolo del cantautore cosentino Giuseppe Terranova. Il brano scritto da lui, Remo Elia e Luca Sala, racconta la consapevolezza degli errori commessi nel passato.

“Oggi si cantano canzoni anche solo per piacere alla gente e creare il tormentone, invece, io canto i miei brani per sfogarmi, liberarmi da qualcosa che non è sempre possibile dire alle persone lontane di cui non si hanno più i contatti.” – commenta Giuseppe Terranova – “Il titolo Un volo sulle vecchie cose è la frase dominante del testo, perché ci fa capire come dagli sbagli fatti in passato abbiamo imparato la lezione. Spero che, tanta gente possa rispecchiarsi nel mio brano”.

Il singolo è accompagnato da un videoclip per la regia di Andrè Conrad, girato a Francoforte sul Meno in Germania.

A proposito del video, il regista ha dichiarato: “Ho preferito realizzare il videoclip senza raccontare una storia con terze persone ma solo con Terranova, l’unico protagonista. Per sottolineare diverse frasi del testo si vede una seconda persona, cui vengono riprese mani e occhi. Sono un regista americano che gira il mondo per lavoro e Terranova ha talento, e mi ha trasmesso tanto con la sua musica”.

VIDEO “Un volo sulle vecchie cose” https://youtu.be/m1b9PA5jyFs

Classe ’95, Giuseppe Terranova è un giovane cantautore cosentino. All’età di 13 anni inizia le sue prime lezioni di chitarra. Si esibisce per la prima volta in pubblico a quattordici anni solo voce e chitarra e dopo un anno inizia a prendere lezioni private di canto. Nel 2012 si esibisce in alcuni piano-bar proponendo alcune cover di cantanti italiani riarrangiate in modo personale. Dopo alcune esperienze nell’ambito musicale, nel 2015 pubblica il singolo “Scrivo” accompagnato dal suo primo videoclip. Dal 2017 collabora con Remo Elia e Luca Sala, autori di “Noi caso mai” dei Tiromancino e “Non è l’inferno” di Emma Marrone. Nel 2019 partecipa ad Area Sanremo, ottenendo un ottimo riscontro classificandosi tra i primi 60 su circa 4000 candidati. Sempre con i due autori è al lavoro per il suo primo album, la cui uscita è prevista nel 2020.

https://www.facebook.com/Terranovagiuseppeofficial – https://www.instagram.com/terranovagiuseppeof/

Hēir: il nuovo disarmante singolo “My love”

Hēir
Hēir

“My Love” è disarmante. Il brano inizia con un semplice pizzico di chitarra, e poi si apre in un vero e proprio ‘tour de force’ vocale. HĒIR ha raccontato in modo affascinante la genesi del suo nuovo singolo: “ ‘My Love’ parla di un amore ossessivo in cui questa ragazza viene quasi sopraffatta dal desiderio di stare con un ragazzo, cerca di sedurlo e di allontanarlo dalla sua fidanzata, la quale non lo tratta bene. Posso sicuramente relazionarmi con questa storia… l’abbiamo vissuta tutti: ‘quel ragazzo, e quella situazione è uguale alla mia’. Mi rivedo sia nell’ossessione sia nel voler proteggere qualcuno che amo.”

Hēir si firma con un avvertimento:

“Karma is a bitch, if you are one” / “Il Karma è uno st***nzo, se sei solo”

Hēir:

Classe 1992, nata in Russia e cresciuta in Italia, Patricia ha passato la maggior parte della sua infanzia in viaggio con i suoi genitori, entrambi musicisti.  Ha iniziato la sua carriera come IT girl mentre completava gli studi universitari, iniziando a conquistare il pubblico sui social media, e le sue interpretazioni di brani celebri, tra cover e mash up, hanno catturato sempre più l’attenzione.

Ha iniziato a lavorare al suo EP di debutto tre anni fa e ha lanciato i primi due singoli “Threads” e “Love song” rispettivamente a Marzo e Aprile del 2018, e “Soundtrack” a maggio 2019. Lei stessa definisce il proprio sound un alt-pop suggestivo, quasi cinematografico. L’amore per differenti generi musicali e tecniche vocali la portano a sperimentare molto durante la scrittura dei brani (da voci infantili a grandi cori). I suoi beat hanno una forte influenza hip-hop, con un leggero sapore orientale. Precedenti produzioni musicali di Heir:

“Threads” è il suo primo singolo, un’ode all’amore generazionale, a quella sottile linea di confine tra realtà e sogno. il brano dimostra l’alto livello della scrittura della cantautrice: è un crescendo di suoni, in cui l’arrangiamento e la melodia si fanno sempre più ricchi, con un ritornello sorprendente.

“Love Song” è stato definito da Heir come una “perfetta colonna sonora per il ballo di fine anno, con un beat spettacolare, scritta da una persona per niente sdolcinata”, l’obbiettivo del secondo singolo è quello di ricordare alle persone che l’amore dovrebbe sempre rimanere giovane, e che i rischi sono fatti per essere corsi. È come stare fuori dalla foresta insieme a qualcuno, finalmente tenendo la sua mano davanti a tutti, senza curarsi di cosa pensino.

“Soundtrack” è divertente, ritmato e con un orecchiabile coro gospel africano nel ritornello. Parla del crescere troppo in fretta, di perdersi alcune cose della vita perché si è così focalizzati sul proprio futuro. Di frequentare persone più grandi quando si è ancora bambini, di tua madre che ti chiama preoccupata. È la colonna sonora degli anni dell’adolescenza e una metafora di quando ancora tutto questo succede in età adulta: preoccuparsi del futuro invece di vivere il presente. Il brano è stato scritto da Patricia stessa, mentre la produzione è stata affidata ai KXNGS, un duo formato dai gemelli Jeeves e Joe, residenti a Londra.

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