“Special Angels Dance School”

Special Angels School
Special Angels School

Questa è la storia di Virginia. Virginia nasce a Torino nell’autunno del 1992. Ma il giorno in cui viene alla luce le cose non vanno come dovrebbero: alcune complicazioni portano Virginia all’asfissia neonatale, e questa carenza d’ossigenazione porta con sé una condanna: “Tetraparesi spastica”, con disturbi motori a tutti e quattro gli arti, e disturbi del linguaggio. I medici sono chiari: Virginia ha un’aspettativa di vita che non prevede di andare oltre la maggiore età, ma la cosa peggiore è che oltre che breve questa vita sarà segnata da uno stato tendenzialmente vegetativo.

Questa è anche la storia di Martina. Martina nasce quando la sorella Virginia ha da poco compiuto i 4 anni. Quel giorno le cose andarono per il verso giusto, e Martina può crescere, camminare, giocare, parlare… E crescendo può sviluppare appieno le proprie potenzialità, e dedicarsi alle proprie passioni. Prima fra tutte: la danza. Comincia infatti a danzare a 6 anni, presso la scuola “Salsa Mania” (di Daria e Pietro Mingarelli), dove ha scoperto la passione per la salsa portoricana, il tiptap e il latin hustle.

La storia di Martina e la storia di Virginia si incrociano ancora più strettamente di quanto il legame familiare faccia pensare. Infatti Virginia, ora undicenne, assiste alle lezioni di danza della sorella. E qualcosa accade…

Accade che la musica parte, e Virginia inizia a muovere il suo corpo, quel corpo che non le permetteva nemmeno di stare in piedi da sola.
La maestra di danza di Martina se ne accorge, e la invita a provare a danzare.
La famiglia ha paura, paura di una delusione che renda ancora più difficile accettare la realtà… Virginia no. Virginia ha la testa dura e il cuore di un leone.

Determinazione e coraggio battono il realismo scientifico 1 a 0: ora Virginia ha 26 anni, è laureata in Scienze Motorie e Sportive, è maestra di danza diplomata, è atleta paralimpica ed è Cavaliere della Repubblica Italiana per meriti sportivi e culturali.
Martina ha fatto della danza la sua professione: è campionessa italiana di danze caraibiche, medaglia d’argento nei Campionati Mondiali 2014 a Graz e 2015 a Torino, e ovviamente è anche insegnante di danza.

Insieme, Virginia e Martina hanno partecipato a varie competizioni di danza paralimpica, aggiudicandosi più volte il titolo di campionesse italiane.
Ma soprattutto insieme hanno un sogno: realizzare il nuovo progetto ASDPS Special Angels: una scuola in cui le due sorelle possano insegnare a ragazzi con disabilità a lavorare e danzare con la musica, per poter migliorare equilibrio, postura e autostima.

“Ho iniziato a seguire i ragazzi disabili quando mia sorella ha pensato di fare la maestra di ballo: era il suo sogno e io volevo che si realizzasse perché quando si parlava di danza le si illuminavano gli occhi e volevo renderla felice aiutandola.
La danza serve molto. Aiuta me per non pensare ai problemi di tutti i giorni e per cercare di essere meno timida e aiuta mia sorella perché grazie ad essa è riuscita ad avere maggior equilibrio e maggiore autostima.” (Martina)

“Insegnare a ragazzi disabili mi riempie il cuore di gioia perché sono un esempio di vita e ti rendono felice con poco: ogni volta quando arrivano i nostri allievi ci abbracciano forte forte perché sono felici di essere con noi e di poter fare un’attività come la danza.
Voglio lanciarmi in quest’avventura perché voglio che tutti i ragazzi diversamente abili vengano a sapere che io e mia sorella ci siamo e che grazie alla danza possono avere una maggiore autostima e migliorare i movimenti del proprio corpo. Per me la cosa più importante è che questi ragazzi siano felici e che siano orgogliosi di loro stessi per tutto quello che fanno. (Virginia)

Per realizzare questo sogno, hanno bisogno dell’aiuto di tutti: per questo motivo nasce una campagna di crowdfunding, che permetterà loro non solo di affrontare tutte le spese di ristrutturazione dell’immobile che ospiterà la scuola e le pratiche per la sua agibilità, ma anche di acquistare un pulmino al servizio del trasporto degli allievi disabili, di assicurare alcune borse di studio per gli allievi maggiormente in difficoltà e infine anche per portare Virginia e Martina a visitare le principali associazioni di persone con disabilità alle quali raccontare questa bellissima storia di determinazione, coraggio e soprattutto speranza.

E la speranza va aiutata, sempre!

Bollate. Integra sport si presenta alla città

Integra sport
Integra sport

Un nuovo progetto a Bollate per avvicinare allo sport le persone con disabilità. Si chiama INTEGRA SPORT ed è nato dalla volontà della Polisportiva Cassina Nuova e dell’Amministrazione comunale di favorire l’inclusione sociale delle persone che si ritiene, a torto, non possano svolgere attività sportive. In modo particolare il progetto parte dal gioco del calcio nel territorio di Bollate e nelle zone limitrofe, ma può essere considerato un inizio che apre le porte a tutte le diverse discipline sportive.

“Da parte di noi organizzatori – dice il Consigliere comunale con delega alla promozione dello Sport con disabilità Franco Gravina, promotore del progetto – è forte la volontà di aiutare i ragazzi e le ragazze a crescere e migliorare non solo sotto il profilo motorio ma anche sotto quello relazionale. Obiettivo del progetto, infatti, è consentire ai giovani di fare sport ma anche e soprattutto di confrontarsi e stare insieme”.

Al progetto ha aderito, sin nella fase iniziale, l’Amministrazione comunale con gli Assessorati alle Politiche sociali e allo Sport che hanno permesso l’utilizzo delle palestre comunali, necessarie per il periodo invernale degli allenamenti. La Giunta comunale, inoltre, ha stanziato 2.500 euro per sostenere il progetto e per assicurarne il pieno sviluppo; in particolare l’importo servirà per l’acquisto delle magliette e per le attrezzature di base.

Ha dato il suo sostegno a Integra Sport anche la Polisportiva Cassina Nuova che ha creato una nuova specifica divisione all’interno delle proprie attività culturali e sportive. Inoltre sono presenti due realtà sociali importanti di Bollate quali la Società Cooperativa Sociale L’ARCOBALENO Onlus e l’Associazione IL SOLE SPLENDE PER TUTTI Onlus.

Un esempio da seguire

A ispirare il percorso bollatese iniziato circa da 18 mesi, l’esempio della Federazione Gioco Calcio (FIGC) che, tre anni fa. ha creato una divisione per lo sviluppo del calcio dedicato ai soggetti con disabilità. Ne è nato un campionato vero e proprio, con calendario ufficiale di gare, gironi, classifiche etc. per il settore denominato QUARTA CATEGORIA, lo sviluppo e stato ampliato con un accordo con le società professioniste che hanno dato la possibilità di utilizzo del loro nome istituzionale e l’uso delle relative maglie di gara. “Tutto ciò – conclude Gravina – deve spronarci ad aprire e colorare queste belle pagine della storia del calcio anche a livello locale per promuovere la cultura dell’inclusione”.

Ad oggi la divisione Integra sport ha iniziato gli allenamenti che, per il periodo invernale, si sono svolti nella palestra di via Varalli ma che in primavera si svolgeranno sui campi della Polisportiva Cassina Nuova, anche per una maggior aggregazione tra tutti i frequentatori del Centro sportivo.

Un appello per tutti
Se hai voglia di giocare, divertirti, stare all’aria aperta, conoscere nuove persone, migliorare le tue capacità, accettare i tuoi limiti… iscriviti alla nostra squadra!!! Un team di esperti e di amici saranno pronti a camminare e correre al tuo fianco. Per informazioni: Email: integrapcn@gmail.com; Cell 392 8037707.

Concerto al buio al Museo Omero

Lorenzo Montanaro violoncello
Lorenzo Montanaro violoncello

In occasione della XII Giornata Nazionale del Braille, il Museo Tattile Statale Omero, in collaborazione con la sezione provinciale di Ancona dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, organizza un evento dedicato alla musica.

Appuntamento alle ore 18 presso la sala conferenza del Museo Omero con il concerto di Lorenzo Montanaro, violoncello e Luigi Mariani, pianoforte, che sarà preceduto da una conversazione di Serena Stronati e Sauro Cesaretti sul tema “Breve panoramica sulla musica in Braille”.

Lorenzo Montanaro, concertista e giornalista e Luigi Mariani, docente di pianoforte al Conservatorio “G. Verdi” di Torino, entrambi non vedenti, proporranno musiche di Robert Schumann e Johannes Brahms da godersi al buio.

Programma
Robert Schumann (1810 – 1856)
Tre romanze op. 94
Nicht schnell
Einfach, innig
Nicht schnell
Johannes Brahms (1833 – 1897)
Sonata per violoncello e pianoforte op. 38 n. 1 in mi minore
Allegro non troppo
Allegretto quasi minuetto – Trio
Allegro

Concerto al buio
Giovedì 21 febbraio ore 18
Museo Tattile Statale Omero

 

Grave disabilità : programma operativo

bolognini.
bolognini

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alle Politiche Sociali, Abitative e Disabilità Stefano Bolognini, ha deliberato il programma operativo a favore di persone con grave o gravissima disabilità e anziani non autosufficienti, a cui destinare quasi 71 milioni di euro del Fondo nazionale per le non autosufficienze (Fna) e 12,6 milioni di euro aggiuntivi di Regione Lombardia suddivisi in misure B1 (disabilità gravissima) e B2 (disabili gravi o anziani non autosufficienti).

NEL 2018 6.635 DISABILI GRAVISSIMI, DATO IN AUMENTO – “Le Aziende socio-sanitarie territoriali (Asst) con le Agenzie di tutela della salute
(Ats) – ha spiegato l’assessore Bolognini
– sono il riferimento per le persone che rientrano nella condizione disabilità gravissima (misura B1) mentre gli Ambiti territoriali/Comuni sono i punti di accesso per i disabili gravi o gli anziani non autosufficienti (misura B2). Di queste due misure l’anno scorso hanno beneficiato complessivamente oltre 17.000 lombardi, di cui 6.635 disabili gravissimi, un dato stimato in aumento almeno del 10% anche per questa annualità”.

LA MISURA B1 – La ‘nuova’ misura B1 supera il precedente modello che prevedeva un buono mensile di 1.000 euro attribuito in modo indifferenziato a chi ne aveva diritto. Ora i tipi di intervento sono due: uno indirizzato a chi è totalmente assistito al domicilio, con l’erogazione di un ‘buono’
mensile di 1.100 euro al massimo, cui si può aggiungere un ‘voucher’
mensile per gli adulti fino a 360 euro e per i minori fino a 500 euro; l’altro, rivolto al disabile che frequenti un servizio educativo o scolastico, oppure inserito in un centro diurno per
14 ore al massimo: prevede un ‘buono’ mensile di 600 euro come riconoscimento del carico assistenziale per la famiglia, cui si aggiunge un ‘voucher’ mensile fino a 360 euro per gli adulti e fino a 500 euro al massimo per i minori.

OBIETTIVO: PROMOZIONE DEL MAGGIORE BENESSERE – “La finalità di questa misura- ha detto Bolognini – è la promozione del maggiore benessere e della qualità della vita di queste persone in un contesto più ampio di inclusione sociale e di socializzazione. Con un’importante novità per i minori, che ora verranno sostenuti attraverso il ‘voucher’ con interventi socio-sanitari e di supporto socio-educativo. In particolare, per quanto riguarda le persone con disabilità gravissima, Regione Lombardia interverrà a sostegno di chi è in dipendenza vitale, ad esempio quanti sono in stato vegetativo, con ventilazione assistita o con Sla in stadio terminale, così pure verso i disabili con disturbi dello spettro autistico, ritardo mentale o gli anziani con demenza”.

SPERIMENTAZIONE PER SITUAZIONI DI PARTICOLARE INTENSITÀ – “In situazioni di particolare intensità – ha aggiunto Bolognini -, che necessitano di un’assistenza continua e di un monitoraggio sulle 24 ore, come per le persone ventiloassistite almeno 16 ore al giorno e/o con nutrizione parenterale, abbiamo introdotto un nuovo percorso, cui il nucleo familiare può aderire.
Riconosceremo un sostegno mensile di 1.900 euro, suddivisi in un ‘buono’
mensile di 500 euro alla famiglia e in un ‘voucher’ mensile fino a 1.400 euro per l’acquisto di 20 ore settimanali al massimo di prestazioni assistenziali al domicilio, a integrazione di quelle che già eventualmente vengono ricevute dai servizi di assistenza domiciliare e in base al progetto individuale. Ciò in alternativa a quanto previsto dalla misura B1. Un’offerta sperimentale per sollevare la famiglia dal carico di cura”.

LA MISURA B2 – Per quanto riguarda le persone disabili gravi e anziani non autosufficienti che si rivolgeranno ad Ambiti territoriali/Comuni, Regione Lombardia ha confermato il sostegno alla famiglia che assiste direttamente la persona fragile oppure che si avvale di una persona assunta regolarmente.
Rimane l’attenzione per le persone disabili con progetti di vita indipendenti e per i minori disabili per i quali sono confermati gli interventi realizzati l’anno scorso.

SOSTENERE FAMIGLIE PER FAVORIRE INCLUSIONE SOCIALE – “Entrambe le misure, ci tengo a precisarlo – ha concluso Bolognini -, sono orientate a sostenere il carico assistenziale delle famiglie con l’obiettivo di mantenere al domicilio la persona fragile, prevenendo l’istituzionalizzazione”.

MONITORAGGIO MISURA B1 – Alle Ats è stata assegnata un’azione di controllo su almeno il 5 per cento delle persone gravissime beneficiarie della misura B1, per rilevare la corretta realizzazione del processo di valutazione e di predisposizione del progetto individuale.

Voucher per anziani fragili e disabili

Anziani
Anziani

Dalla metà di gennaio anziani in condizioni di fragilità e disabili in possesso dei requisiti previsti potranno presentare domanda per ottenere un voucher che può migliorare la loro qualità della vita. La disponibilità complessiva delle risorse messe a disposizione dalla Regione Lombardia è di 6.480.000 euro: 3 milioni per gli over 65 anni, altrettanti per i disabili e 480.000 per gli anziani che vivono nell’Area interna dell”Appennino Lombardo, Alto Oltrepò pavese’.

INTERVENTI CAPILLARI – “I voucher – spiega l’assessore alle Politiche per la famiglia, Genitorialità e Pari opportunità, Silvia Piani – vengono riconosciuti tramite gli enti capofila dei 96 Ambiti lombardi: comuni, comunità montane, consorzi e aziende speciali. Quindi sono molto mirati. Sono finalizzati all’attivazione di servizi nei settori casa, rete familiare e comunità, intesa come ambiente di vita. Perciò consentono, secondo modalità innovative, una presa in carico che mira al benessere psicofisico dei beneficiari così da rendere più vivibili le loro giornate. Il che significa poi garantirne l’autonomia, facilitarne il movimento e la socializzazione”.

VOUCHER OVER 65 ANNI – La prima linea d’intervento, da 3 milioni di euro, è rivolta a quanti hanno più di 65 anni, con Isee non superiore a 20.000 euro, che vivono nel proprio domicilio, con condizioni di compromissione funzionale lieve o che causa una minore cura di sé e dell’ambiente domestico. Ma anche di povertà relazionale, intesa come rarefazione delle relazioni familiari e dei rapporti di amicizia.

RESTARE A VIVERE IN CASA – “Possono beneficiare della misura – aggiunge l’assessore Piani – anche gli anziani che si occupano di familiari non autosufficienti con necessità di sollievo e di supporto. La finalità principale è garantire agli anziani che vivono in condizione di vulnerabilità la possibilità di rimanere al loro domicilio consolidando o sviluppando l’autonomia personale e relazionale”.

VOUCHER ANZIANI ‘APPENNINO LOMBARDO, ALTO OLTREPÒ PAVESE’ – Per l’Area interna ‘Appennino Lombardo, Alto Oltrepò pavese, Regione Lombardia ha previsto una dotazione aggiuntiva, di 480.000 euro

(100 voucher) per contrastare i fenomeni dello spopolamento e marginalità. “In considerazione – dice Silvia Piani – della specificità del territorio”.

VOUCHER DISABILI – Una seconda linea d’intervento, sempre con una dotazione di 3 milioni di euro, si rivolge a giovani e adulti con disabilità a forte rischio di esclusione sociale, di età pari o superiore a 16 anni e con Isee non superiore a 20.000 euro. “Questa misura – continua l’assessore Piani – è rivolta a coloro che presentano un livello di compromissione funzionale che consenta tuttavia un percorso di acquisizione di abilità sociali e relative all’autonomia nella cura di sé e dell’ambiente di vita, nonché nella vita di relazione”.

Ai destinatari, in coerenza con le aree individuate nel Progetto individuale (Pi), verrà assegnato un voucher nominativo di 4.800 euro a copertura delle azioni di presa in carico, gestione e prestazioni/servizi ricevuti direttamente, in un’ottica multidimensionale.

DOMANDE PER 12 MESI, SALVO PROROGA – “Già dal 2 gennaio (data di pubblicazione dell’Avviso) – continua l’assessore – gli Enti capofila degli Ambiti hanno potuto avviare le procedure di diffusione e pubblicizzazione delle opportunità di accesso così da predisporre le procedure per la raccolta delle domande. Chi ha i requisiti può presentare domanda al Comune/Ambito di appartenenza, a partire dal 15° giorno dalla data di pubblicazione dell’Avviso, per i dodici mesi seguenti, salvo proroghe.  Le richieste verranno valutate secondo una procedura ‘a sportello’, cioè fino ad esaurimento delle risorse disponibili per ciascun Ambito”.

L’ITER PER LA CONCESSIONE – “Gli Enti capofila – conclude Silvia Piani – raccoglieranno le domande in base all’ordine cronologico di presentazione e procederanno quindi alla verifica dei criteri di ammissibilità. All’esito positivo effettueranno la valutazione multidimensionale del richiedente, individuando un responsabile (case manager) e predisponendo la proposta di Progetto individuale (Pi). In seguito all’istruttoria, la documentazione verrà trasmessa alla nostra direzione ‘Politiche per la Famiglia, Genitorialità e Pari Opportunità’, che procederà alla sua validazione. Successivamente, l’Ente capofila provvederà a fare sottoscrivere il Progetto individuale al destinatario dell’intervento e avvierà le attività secondo quanto definito nel Progetto”.