“L’arte dell’allattamento materno”, versione audio

Arte dell'allattamento materno
Arte dell’allattamento materno

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti – La Leche League Italia

Disponibile gratuitamente per le mamme cieche o ipovedenti
(e per le loro famiglie) la versione audio del Manuale
“L’arte dell’allattamento materno” de La Leche League Italia

La Leche League Italia e l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti sono veramente felici di annunciare che è stata realizzata la versione audio del Manuale “L’arte dell’allattamento materno”.

Nato come una serie di appunti di un gruppo di 7 donne che, 64 anni fa, in un parco nell’Illinois hanno cominciato ad aiutare altre madri ad allattare, restituendo loro un sapere antico che si stava perdendo, e da allora, periodicamente aggiornato, “L’arte dell’allattamento materno” (“The womanly art of breastfeeding”), è stato tradotto in moltissime lingue e venduto in milioni di copie… Ed è stato un alleato ed un compagno di viaggio, di quel viaggio indimenticabile che è allattare serenamente un bambino, per milioni di donne e di famiglie. L’attuale edizione italiana, revisionata lo scorso anno, è la traduzione dell’ottava edizione americana.
Un testo che si distingue da tutti gli altri in commercio per contenuti scientifici, affidabilità e linguaggio. Altri milioni di madri troveranno, tra queste righe, proprio ciò che cercano. Troveranno quelle parole che le rassereneranno in un momento pieno di emozioni intense e meravigliosamente contrastanti come lo è il divenire madre, accogliere un bambino, crescerlo, allattarlo.

“L’idea che da oggi anche le mamme cieche o ipovedenti, dopo essersi registrate al sito dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, – ha detto Francesca Garofalo, Presidente de La Leche League Italia – possano usufruire di un aiuto prezioso come il Manuale “L’arte dell’allattamento materno” rende veramente felici le 120 Consulenti de La Leche League italiane, volontarie che offrono il loro sostegno gratuitamente e che rimangono sempre a disposizione per tutte le mamme al numero unico nazionale 199 432326 tutti i giorni, sabato e domenica compresi, dalle 8 alle 20. Vogliamo mandare un particolare ringraziamento alla signora Mariadele Cinquegrani che ha messo a disposizione la sua voce per 1174 minuti!”

Attraverso la sua sede nazionale di Roma, le 21 sedi regionali e i 107 territoriali, l’UICI, di cui ricorre quest’anno il Centenario, dà ascolto e sostegno alle persone affette da una forma di disabilità che in Italia conta oltre 360mila ciechi assoluti e 1 milione e mezzo di ipovedenti, lavorando in una logica di rete e coordinamento con altri soggetti attivi sul territorio.
“In questo quadro di servizi, rientra anche l’attività del Centro Nazionale del Libro Parlato istituito dall’Unione e sostenuto da una Legge dello Stato per realizzare registrazioni professionali di testi di qualsiasi genere e metterli gratuitamente a disposizione degli utenti ciechi e ipovedenti. – ha commentato il Presidente di Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Mario Barbuto – La realizzazione di questo Manuale dedicato alle donne, per la prima volta in Italia e in una lingua diversa dall’inglese in forma di audiolibro, è una conferma dell’utilità del servizio e della vicinanza dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti a tutte le persone con disabilità visiva e qui in specifico al genere femminile, particolarmente preziosa oggi più di sempre, in periodo di pandemia e di emergenza che ha accentuato il rischio di isolamento e di solitudine, soprattutto per gli individui più fragili, che noi vogliamo invece rappresentare e tutelare nel modo più giusto”.

Disabilità, P. Pisano: garantire accessibilità…

No barriere in ogni senso
No barriere in ogni senso

Disabilità
Ministro P. Pisano. “impegno a garantire accessibilità ai servizi fondamentali”. Ass. Luca Coscioni: “spiagge, condomini, autodeterminazione e democrazia inaccessibili. Superbonus per investire in “libertà”

Le proposte del convegno dell’Associazione presentate al Convegno “No Barriere, in ogni senso”

“Le proposte di azione politica e sociale a tutela delle persone con disabilità presentate dall’Associazione Luca Coscioni sono idee da trasformare in misure concrete perché significative per l’intero Sistema Paese. E’ importante dare le stesse opportunità a tutti i cittadini. Ritengo che tutti i servizi digitali debbano assicurare il massimo dell’accessibilità, a partire dall’app Immuni pensata per essere utilizzata da tutti”. Così il Ministro per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione Paola Pisano nel suo intervento al convegno “No Barriere in ogni Senso” organizzato oggi online dall’Associazione Luca Coscioni sui diritti delle persone disabili.

L’incontro ha consentito un confronto tra i dirigenti dell’Associazione, e molti militanti dei diritti delle persone con disabilità su azioni civili e giudiziarie per articolare proposte politiche sui temi delle barriere architettoniche, sensoriali, digitali, degli ausili, delle protesi e dell’assistenza sessuale. Tra gli altri sono intervenuti esponenti del mondo politico, associazionistico e sanitario, come Fabrizio Starace, direttore del Dipartimento di Salute mentale e Dipendenze patologiche dell’Ausl di Modena, consigliere generale dell’Associazione, e unico componente “sanitario” della task force di Vittorio Colao; Brando Benifei (parlamentare europeo PD), Giuseppe Recinto (Consigliere sulla disabilità del Presidente del Consiglio), Leonardo Aldo Penna (Deputato Movimento Cinque Stelle), Lisa Noja (Deputata Italia Viva), Giusy Versace (Deputata Forza Italia) e le testimonianze di Valentina Tomirotti e Sofia Righetti (accessibilità ai concerti), Iacopo Melio (#VorreiPrendereUnTreno), Giulia Lamarca (Travel blogging).

“Occorre un grande investimento infrastrutturale per la libertà che va restituita alle persone con disabilità – dichiarano Filomena Gallo e Rocco Berardo, Segretario e Coordinatore delle iniziative sulla disabilità dell’Associazione “Libertà di movimento, di partecipazione civile e politica, di lavoro, di vita indipendente devono esser garantite grazie a: piena accessibilità digitale di tutti i servizi pubblici con equiparazione della firma digitale a quella autografa anche in ambito di partecipazione democratica; introduzione di un ‘superbonus del 110%’ per equiparare gli interventi di abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici a quelli degli altri sgravi previsti. Sarebbero misure urgenti per garantire a milioni di persone di essere liberate da edifici che attualmente presentano gravi condizioni di inaccessibilità e agibilità.”

“In vista della stagione estiva” hanno concluso Gallo e Berardo “abbiamo previsto azioni legali verso i Comuni inadempienti nell’abbattimento delle barriere architettoniche perché la stragrande maggioranza delle spiagge italiane è inaccessibile e non attrezzata con scivoli e passarelle. Si tratta di una discriminazione e di una violazione di leggi che faremo valere nei tribunali contro l’immobilismo delle istituzioni.

Il Convegno “No Barriere in ogni senso” si è chiuso con un documento rivolto alle istituzioni che chiede di:

– Istituire di registri regionali (già esistenti in Lazio e Lombardia) da collegare a uno nazionale, per monitorare l’applicazione della legge sui Piani di eliminazione delle barriere architettoniche da parte dei Comuni affinché l’adozione degli stessi divenga requisito necessario per l’accesso ai finanziamenti pubblici per l’eliminazione delle barriere architettoniche.

– Evitare che le tipologie di ausili contenuti nel “Nomenclatore tariffario” destinate ai bisogni più delicati e complessi delle persone siano acquistate e fornite senza adeguate gare d’appalto come previsto dalla nuova normativa.

– Adottare una legge sull’assistenza sessuale, già presentata in Parlamento in altre Legislature, che consenta anche alle persone con gravi disabilità di poter vivere una dimensione fisica e psicologica relativa alla loro sfera sessuale oggi di fatto proibita.

– Prevedere un modello di gestione unica per tutto quanto attiene alla disabilità e le attività e gli interventi sociosanitari integrati di cui al DPCM 12.1.2017 (nuovi LEA) con il fine di includere – secondo la metodologia del budget di salute – le diverse misure di parte sociale e sanitaria previste dalle norme per il sostegno all’autonomia, la vita indipendente, la domiciliarità delle cure per le persone con disabilità fisica e psichica, attraverso uno strumento informativo completo e di facile comprensione per la massima conoscenza e fruizione dei cittadini.

L’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica
Fondata nel 2002 da Luca Coscioni, un economista affetto da sclerosi laterale amiotrofica scomparso nel 2006, è un’associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriera architettoniche, le scelte di fine vita, la ricerca sugli embrioni, l’accesso alla procreazione medicalmente assistita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.

Sito web: http://www.associazionelucacoscioni.it

III Giornata Nazionale delle persone sordocieche

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III Giornata Nazionale delle persone sordocieche

Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti e Lega del Filo d’Oro: “Le persone sordocieche e le loro famiglie non siano lasciate indietro nelle fasi 2 e 3 dell’emergenza sanitaria”
Alla vigilia della III Giornata Nazionale delle persone sordocieche, l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti e la Lega del Filo d’Oro hanno organizzano un evento online per sensibilizzare sulla difficile condizione delle persone che vivono con questa disabilità sensoriale nel nostro Paese, soprattutto alla luce della grave emergenza sanitaria ancora in corso.

Roma, 26 giugno 2020 – Che impatto ha avuto l’emergenza Covid-19 sulla vita delle persone sordocieche e delle loro famiglie? Di quale supporto hanno bisogno queste persone e cosa si può concretamente fare per sostenerle? Quale sarà il ruolo dei volontari da ora in avanti? Sono questi alcuni dei temi che hanno animato l’evento online organizzato e promosso da Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti e Lega del Filo d’Oro alla vigilia della III Giornata Nazionale delle persone sordocieche, con l’obiettivo di portare all’attenzione del dibattito pubblico e istituzionale le istanze delle persone con sordocecità. In particolare, tutti quei bisogni che tuttora non trovano ancora oggi risposte e tutela adeguate, soprattutto alla luce della grave emergenza sanitaria ancora in corso, che ha imposto loro una condizione di totale isolamento dalla realtà. Perché le persone sordocieche utilizzano prevalentemente il tatto per comunicare e conoscere l’ambiente circostante, e in un momento in cui la raccomandazione è ancora quella di mantenere la distanza di sicurezza, questo rappresenta per loro e le loro famiglie un ulteriore, enorme, ostacolo.

Istituita nel 2018 dall’Unione Europea dei Sordociechi (EDbU), fissata per il 27 giugno e promossa in Italia dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti in collaborazione con la Lega del Filo d’Oro, la III Giornata Nazionale delle persone sordocieche vuole fare luce sulla condizione delle persone che vivono con questa disabilità sensoriale nel nostro Paese, al fine di garantire loro maggiore inclusione sociale, autodeterminazione e autonomia. All’evento organizzato in occasione della III Giornata Nazionale delle persone sordocieche sono intervenuti Mario Barbuto, Presidente dell’UICI “L’impegno della Unione Italiana dei Ciechi ed Ipovedenti a favore dei sordociechi”; Rossano Bartoli, Presidente della Lega del Filo d’Oro “La sordocecità ai tempi del coronavirus”; Angelina Pimpinella, coordinatrice della Commissione Pluridisabilità dell’UICI “Non temete i momenti difficili il meglio viene da lì”; Francesco Mercurio, presidente del Comitato delle Persone Sordocieche della Lega del Filo d’Oro “Per le persone sordocieche il tatto è tutto”; Massimiliano Imparato, Anna Maria Magrini, Belinda Mancini e Simona Spirito, volontari dell’UICI “Accompagniamoci nella vita: storie di incontri unici”; Daniele Orlandini, membro del Comitato dei Familiari della Lega del Filo d’Oro “La vita delle famiglie durante il lockdown e la ripartenza nelle fasi 2 e 3 dell’emergenza”.

Secondo un recente studio condotto dall’ISTAT in collaborazione con la Lega del Filo d’Oro, si stima che oggi in Italia le persone affette da problematiche legate sia alla vista che all’udito siano 189 mila. Circa 108 mila persone sono di fatto confinate in casa, non essendo in grado di provvedere autonomamente a sé stesse a causa di altre gravi forme di disabilità che spesso si aggiungono ai problemi di vista e udito. Secondo lo scenario emerso dallo studio, infatti, il 64,8% delle persone sordocieche è donna, mentre l’87,9% ha più di 65 anni. Il 31,2% vive nelle regioni del Nord, il 30,6% vive in quelle del Sud, il 21,4% nel Centro e il 16,8% nelle Isole.

“Se questo è stato per tutti noi un momento molto duro, sono le persone che già prima della pandemia vivevano una condizione estremamente difficile, quelle che non devono essere dimenticate e lasciate indietro. È importante ribadire che alle persone sordocieche servono risposte concrete, che partano innanzitutto dal diritto all’inclusione. La piena attuazione della legge 107/2010 che riconosce la sordocecità come una disabilità unica e specifica e il riconoscimento della Lis e della Lis Tattile, che permetterebbe loro di abbattere le barriere della comunicazione anche in condizioni di emergenza, potrebbero agevolare questo processo, rappresentando un punto di partenza decisivo. – dichiara Rossano Bartoli Presidente della Lega del Filo d’Oro. – L’emergenza sanitaria ancora in corso ha avuto ripercussioni gravi sulla vita di queste persone e delle loro famiglie e ha imposto loro una condizione di isolamento nell’isolamento. Nei nostri 5 Centri l’attività rivolta agli utenti in regime di residenzialità non si è mai fermata e non abbiamo mai fatto mancare il sostegno, seppur a distanza, ai tanti genitori lasciati soli nella gestione delle gravi disabilità dei figli senza il supporto di attività come quelle offerte dai Centri Diurni o dai Servizi Territoriali, molti dei quali ancora chiusi per decisione delle Regioni in cui si trovano”.

Grazie alla Legge 107/2010, realizzata sulla base degli indirizzi contenuti nella dichiarazione sui diritti delle persone sordocieche del Parlamento europeo del 12 aprile 2004, la sordocecità è stata riconosciuta come disabilità specifica unica (in precedenza si riferiva alla sommatoria delle due minorazioni). Eppure, oggi appare inadeguata al fine di una tutela giuridica collettiva che includa tutte le persone con disabilità aggiuntive. È dunque necessario e urgente renderla più attuale, adattandola a un contesto sociale in evoluzione in cui i moderni strumenti di comunicazione e di conoscenza devono garantire un processo inclusivo, dando la possibilità a tutte le persone sordocieche di realizzare sé stesse e di accedere al mondo del lavoro.

“La sordocecità è la punta dell’iceberg e una delle forme più gravi tra le pluridisabilità e per questo necessita di risposte specifiche, coraggiose e innovative – spiega Mario Barbuto, Presidente di Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti. Come UICI siamo impegnati su questo fronte nel realizzare modelli di educazione e formazione dedicati e attività di supporto, sostegno e accoglienza, estesi anche alle famiglie, grazie alla nostra rete di 107 sezioni provinciali sul territorio, strutture di ascolto, servizi di orientamento e assistenza psicologica, centri di consulenza tiflodidattica. Ma dobbiamo puntare ad un ulteriore passo in avanti che guardi alle necessità delle persone sordocieche e con disabilità plurime oltre l’età scolare o giovanile e che possa sostenerle in una logica di lungo periodo. Per questo stiamo immaginando la creazione di strutture di accoglienza a carattere permanente che possano accompagnare le persone sordocieche e con pluridisabilità anche in età adulta affinchè possano individuare e costruire il loro progetto di vita, in autonomia e dignità”.

Bisogna tenere in considerazione, inoltre, che più del 55% dei disabili sensoriali sperimenta importanti restrizioni alla propria autonomia non potendo uscire di casa a causa di altre forme di disabilità che si sommano a quelle di vista e udito. Secondo i dati emersi dallo studio ISTAT, la metà circa delle persone sordocieche (il 51,7% del totale) presenta anche una disabilità motoria. Per 4 disabili su 10, invece, si riscontrano danni permanenti legati ad insufficienza mentale, mentre disturbi del comportamento e malattie mentali riguardano quasi un terzo dei sordociechi (il 32,5% dei casi).

Per questo motivo il territorio gioca un ruolo essenziale per garantire in modo capillare servizi che assicurino crescita, cultura e inclusione alle persone sordocieche. Ed è fondamentale sensibilizzare sul tema, anche a livello regionale, visto che la legge 107 lascia alle Regioni le competenze e il potere di decidere se e come intervenire. L’obiettivo è anche ottenere che tutti possano esercitare il diritto di affidarsi ai servizi che ritengono più adeguati e che questi servizi vengano replicati in tutte le regioni senza più disuguaglianze territoriali. Per questo è necessario adoperarsi affinché non solo tutti i distretti italiani siano presidiati da interventi ad hoc, ma è altresì opportuno mettere a sistema un metodo che dia valore aggiunto a questi servizi, creando una modalità unificata e condivisa, facendo sì che i pluridisabili e le loro famiglie possano utilizzare gli stessi servizi ovunque, senza doversi spostare dal proprio domicilio subendo importanti disagi logistici.

Disabili e progetto “Avviamento allo Sport”

progetto Avviamento allo sport
progetto Avviamento allo sport

Disabili, intesa tra Regione e Comitato Paralimpico Lombardia per nuova edizione progetto “Avviamento allo Sport”

Cambiaghi: intesa rinnovata alla luce dei buoni risultati 2019

E’ stato approvato dalla Giunta Regionale, su
proposta dell’assessore allo Sport e Giovani, Martina Cambiaghi, lo schema
di accordo tra Regione Lombardia e Comitato Italiano Paralimpico (Cip)
Lombardia per la realizzazione della seconda edizione del progetto di
avviamento allo Sport e di promozione della pratica sportiva per le persone
con disabilita’.

Il progetto, finanziato con 100.000 euro, ripartiti nel triennio 2020-2022,
mira a supportare la diffusione dello sport e la promozione della pratica
sportiva delle persone diversamente abili su tutto il territorio regionale.

40 ORE DI LEZIONE SUL CAMPO – L’accordo disciplina un progetto di avviamento
allo Sport che punta a promuoverne la pratica, con percorsi sportivi della
durata di 40 ore di lezione. Non solo, al termine del percorso verra’ anche
incentivato il tesseramento del destinatario, affinche’ l’attivita’ sportiva
prosegua oltre il termine del progetto, con benefici di medio-lungo periodo.

FUNZIONE ‘TERAPEUTICA’ ESSENZIALE – “L’obiettivo del progetto – ha spiegato
l’assessore Cambiaghi – e’ avvicinare allo sport le persone con disabilita’,
intraprendendo un percorso di fondamentale valenza, per il recupero fisico,
psichico e relazionale della persona, per il raggiungimento di una piena
consapevolezza di se’ e delle proprie potenzialita’, come individuo e come
membro di una societa’. Il nostro fine ultimo e’ valorizzare l’importante
valore dello sport-terapia come formidabile strumento di riabilitazione
delle persone coinvolte”.

“Alla luce dei risultati raggiunti dal progetto pilota dello scorso anno
abbiamo voluto rinnovare la collaborazione anche per le stagioni sportive
2020/2021 e 2021/2022 – ha continuato l’assessore Cambiaghi – confermando
l’impegno a promuovere l’avviamento allo sport per le persone con
disabilita’ anche con scopi riabilitativi (sia fisici che sociali), andando
a intercettare persone che precedentemente non venivano coinvolte in
percorsi sportivi”.

I risultati del progetto realizzato nella stagione sportiva
2019-2020 hanno mostrato un forte interesse del territorio regionale per la
misura proposta: sono stati avviati 97 corsi (di cui 70 finanziati con il
contributo di Regione e 27 con un cofinanziamento successivo del Cip, a
copertura delle richieste residue pervenute) che hanno interessato 29
disabili intellettivi, 45 disabili fisici e 23 disabili sensoriali.

Disabili protagonisti nell’attività sportiva

Comitato Paralimpico Italiano
Comitato Paralimpico Italiano

Comitato Paralimpico, Cambiaghi: disabili protagonisti nell’attività sportiva, prosegue collaborazione

Intesa con il Cip rinnovata alla luce dei buoni risultati 2019

(Milano, 03 giu) É stato approvato dalla Giunta Regionale, su proposta dell’assessore allo Sport e Giovani, Martina Cambiaghi, lo schema di accordo tra Regione Lombardia e Comitato Italiano Paralimpico (Cip) Lombardia per la realizzazione della seconda edizione del progetto di avviamento allo Sport e di promozione della pratica sportiva per le persone con disabilità.

Il progetto, finanziato con 100.000 euro, ripartiti nel triennio 2020-2022, ha la finalità di supportare la diffusione dello sport e la promozione della pratica sportiva delle persone diversamente abili su tutto il territorio regionale.

40 ORE DI LEZIONE SUL CAMPO – L’accordo disciplina un progetto di avviamento allo Sport che punta a promuoverne la pratica, con percorsi sportivi della durata di 40 ore di lezione. Non solo, al termine del percorso verrà anche incentivato il tesseramento del destinatario, affinché l’attività sportiva prosegua anche oltre il termine del progetto, con benefici di medio-lungo periodo.

FUNZIONE ‘TERAPEUTICA’ ESSENZIALE – “L’obiettivo del progetto è avvicinare allo sport le persone con disabilità, intraprendendo un percorso di fondamentale valenza, per il recupero fisico, psichico e relazionale della persona, per il raggiungimento di una piena consapevolezza di sé e delle proprie potenzialità, come individuo e come membro di una società – ha spiegato l’assessore Cambiaghi – Il nostro obiettivo ultimo è riconoscere l’importante valore dello sport-terapia come un formidabile strumento di riabilitazione delle persone coinvolte nel progetto”.

NUOVE ADESIONI E PARTECIPAZIONI – “Alla luce dei risultati raggiunti dal progetto pilota dello scorso anno abbiamo voluto rinnovare la collaborazione anche per le stagioni sportive 2020/2021 e 2021/2022 – ha continuato l’assessore Cambiaghi – confermando l’impegno a promuovere l’avviamento allo sport per le persone con disabilità anche con scopi riabilitativi (sia fisici che sociali), andando ad intercettare persone che precedentemente non venivano coinvolte in percorsi sportivi”.

I RISULTATI DEL 2019 – I risultati del progetto realizzato nella stagione sportiva 2019-2020 hanno mostrato un forte interesse del territorio regionale per la misura proposta: sono stati avviati 97 corsi (di cui 70 finanziati con il contributo di Regione e 27 con un cofinanziamento successivo del Cip, a copertura delle richieste residue pervenute) che hanno interessato 29 disabili intellettivi, 45 disabili fisici e 23 disabili sensoriali.