Sviluppo sostenibile, presentato rapporto Polis Lombardia 2019

rapporto Polis Lombardia 2019
rapporto Polis Lombardia 2019

Presentato il ‘Rapporto Lombardia 2019′ che fotografa il posizionamento della Regione rispetto agli obiettivi definiti dall’Organizzazione delle Nazioni Unite con l’Agenda 2030.

Al momento di approfondimento sono intervenuti il vicepresidente di Regione Lombardia, con delega a Ricerca, Innovazione, Università, Export e Internazionalizzazione delle imprese, Fabrizio Sala, su delega del presidente Attilio Fontana, gli assessori Raffaele Cattaneo (Ambiente e Clima) e Stefano Bruno Galli (Autonomia e Cultura) e il sottosegretario alla Presidenza Fabrizio Turba (Rapporti con il Consiglio regionale).

I Goal previsti dall’Agenda 2030

Il documento analizza 16 dei 17 Goal (viene escluso il 14, ‘Vita sott’acqua’) individuati dall’ONU.  In particolare, si registrano risultati positivi per ‘Parità di genere’, ‘Istruzione di qualità’, ‘Partnership per gli obiettivi’,  ‘Imprese, innovazione e infrastrutture’, ‘Energia pulita e accessibile’ e ‘Lavoro dignitoso e crescita economica’ (che prosegue il trend di crescita dal 2015, dopo il crollo registrato negli anni precedenti). Si ha una flessione per i Goal ‘Sconfiggere la povertà’, ‘Pace giustizia e istituzioni solide’ e ‘Città e comunità sostenibili’. Stazionari gli altri: ‘Sconfiggere la fame’, ‘Salute e benessere’, ‘Ridurre le diseguaglianze’, ‘Consumo e produzione responsabili’, ‘Vita sulla terra’.  Per il Goal 6, ‘Accesso all’acqua e servizi igienici’, la Lombardia è il principale consumatore di acqua per uso potabile e ha attuato, negli ultimi anni, investimenti in risposta alla Direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane. In merito al Goal 13, ‘Azioni per il clima’, si registra uno scenario che vede un costante incremento delle temperature, un leggero calo delle precipitazioni (anche se si verificano sempre più eventi piovosi estremi), un basso livello del contenuto medio di carbonio nei suoli agricoli.

Da innovazione strumenti alle imprese

“La sostenibilità e l’innovazione sono due temi portanti delle politiche di Regione Lombardia e la nostra sfida è fornire strumenti alle imprese e ai cittadini per generare uno sviluppo sostenibile” ha detto il vicepresidente Sala.

“Regione Lombardia – ha evidenziato il vicepresidente Sala – è al pari di Francia e Germania negli indicatori di sostenibilità e questo perché c’è una sinergia fondamentale tra imprese,università e istituzioni”. “La Lombardia – ha proseguito – è la prima regione ad offrire connessioni ad alta velocità per imprese e famiglie:sul tema del 5g sono già nate a Milano e nella zona dell’area metropolitana cieca 200 Start Up”.

Lombardia è Ricerca, 1 milione di euro per cambiare vita cittadini

“Il titolo di questo giornata ‘Competitivi per vocazione, sostenibili per scelta’  – ha aggiunto il vicepresidente – è certamente efficace e rappresenta al meglio anche gli orizzonti verso i quali intendiamo dirigerci: il nostro premio ‘Lombardia è Ricerca’ 2020, infatti,  sarà dedicato alla sostenibilità ambientale. Assegneremo 1 milione di euro al ricercatore o al gruppo di ricercatori capaci di realizzare un progetto che rivoluzione la vita dei cittadini con l’impegno che il 70 % del valore del riconoscimento, ossia 700 milioni di euro, siano investiti in attività di ricerca in Lombardia”.

Nell’arco di un decennio, la Lombardia migliora in 6 obiettivi, registra una flessione in 3 e rimane pressoché stazionaria negli altri: è quanto emerge dal ‘Rapporto Lombardia 2019′ realizzato da PoliS-Lombardia e presentato oggi.

Molto positivi i dati relativi all’utilizzo delle energie rinnovabili e alla gestione dei rifiuti, per i quali la Lombardia ha raggiunto parametri concordati a livello internazionale. Nel primo caso, l’incremento tra il 2000 e il 2016 è stato di circa il 50%. Nel secondo caso, la raccolta differenziata ha raggiungo il 69,7% del totale, con un +2,1% rispetto al 2016. Tra le Regioni italiane, hanno fatto meglio solo il Trentino Aldo Adige e il Veneto.

Grande opportunità

“La sostenibilità è il nuovo nome dello sviluppo.  Attorno alla sostenibilità si gioca la più grande opportunità di sviluppo che abbiamo di fronte nei prossimi decenni”, ha detto l’assessore ad Ambiente e Clima di Regione Lombardia Raffaele Cattaneo, nel corso del suo intervento.

“Dobbiamo dotarci degli strumenti e delle scelte politiche che ci permettono di tenere il ritmo delle sfide che abbiamo di fronte – ha proseguito l’assessore -. Sfide che aprono a questioni come l’economia circolare, la transizione energetica, la mobilità sostenibile, le smart city, gli smart village e le smart Region. È un cambiamento trasversale, che si costruisce dal basso, coinvolgendo tutti, ogni singolo cittadino, ogni singola impresa: è questa la linea politica su cui si sta muovendo Regione Lombardia”.

Il Protocollo

“Il 18 settembre scorso – ha ricordato Cattaneo – è stato firmato il Protocollo per lo sviluppo sostenibile con tutti gli enti, le associazioni industriali, le parti sociali, il mondo delle Università e quello ambientalista. Abbiamo avviato l’Osservatorio regionale per l’Economia circolare e la transizione energetica. E per coinvolgere tutti abbiamo attivato una consultazione aperta ai cittadini, gli stakeholder, le amministrazioni locali per individuare insieme un percorso comune di sviluppo sostenibile, che parta dal basso, dai bisogni delle persone e della specificità del territorio della Lombardia, in vista degli obiettivi Onu 2030″.

Alleanza necessaria

“Dobbiamo scommettere su un’alleanza tra economia ed ecologia, tra ambiente e impresa, tra sostenibilità e innovazione. Grazie alle innovazioni tecnologiche le emissioni dei veicoli da Euro0 a Euro6 si sono ridotte del 95% per gli ossidi di azoto e del 97% per le polveri sottili. Avere scommesso sulla capacità delle imprese di trovare soluzioni sostenibili – ha concluso l’assessore – ha permesso risultati che la logica della contrapposizione tra sostenibilità e sviluppo e tra ambiente e impresa non avrebbe mai permesso.

Amazzonia: allarme genocidio contro gli indios

Indigeni dell'Amazzonia
Indigeni dell’Amazzonia

“L’attacco contro le popolazioni indios dell’Amazzonia sta assumendo contorni da vero e proprio genocidio organizzato. Gli omicidi contro i leader indios aumentano anno dopo anno se leggiamo i dati del consiglio indigeno missionario (CIMI). Il numero degli indios assassinati nel 2018 sono stati 135 mentre nel 2017 erano 110 con un aumento di omicidi del 23% e con una tendenza ancora drammaticamente in aumento nei primi 9 mesi del 2019.” Lo denuncia il coordinatore nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che aggiunge.

“Dal 2003 sino al 2018 i sono stati assassinati 1136 indios e questo conferma la strategia di eliminare fisicamente quei presidi di resistenza sociale e ambientale rappresentati dai leader delle comunità indios e dalle Ong.”

“In Amazzonia – continua l’esponente dei Verdi-  a causa dello sfruttamento minerario illegale e dei cercatori d’oro, nei primi 10 mesi del 2019 sono state 160 le invasioni, illegali, nelle 153 terre indios e tutto questo avviene nell’impunità totale e nella criminalizzazione dell’opera di salvaguardia e di tutela dell’ambiente e dei diritti umani fatta dai leader indios e dalle  Ong.”

“E’ un contesto drammatico e per queste ragioni che come Verdi  lanciamo una petizione internazionale per chiedere che nella discussione in corso a Madrid nella conferenza sui cambiamenti climatici  l’Onu attivi una commissione d’inchiesta perché ci troviamo di fronte ad una gravissima violazione dei diritti umani che sta creando le condizioni per la scomparsa delle popolazioni indios dalla foresta e con loro la distruzione del patrimonio di biodiversità dell’Amazzonia.” Conclude Bonelli

Convegno Biometano Cap

Convegno Città metropolitana _Gruppo CAP
Convegno Città metropolitana _Gruppo CAP

Produrre biocarburante a basso impatto ambientale, impiegando tonnellate di rifiuti organici convertendoli in energia per veicoli, mezzi aziendali e trasporti pubblici. Questa è la sfida che la Città metropolitana di Milano si appresta a raccogliere nell’ambito della sua strategia di transizione energetica, per arrivare ad alimentare ben 39mila automobili, pari a due volte e mezzo quelle circolanti, riciclando la quasi totalità delle 200mila tonnellate di rifiuti prodotti sul suo territorio.

Una prospettiva illustrata dallo studio intitolato “Biometano. Potenzialità nella Città metropolitana di Milano e ruolo di Gruppo CAP”, realizzato da Kyoto Club e presentato  a Palazzo Isimbardi in occasione del Convegno “Economia circolare: da prospettiva a strategia industriale”, alla presenza di ATO (Ufficio d’Ambito Territoriale) e Città Metropolitana di Milano.

“Una delle principali sfide odierne è quella di rendere lo sviluppo economico compatibile con la qualità dell’ambiente, commenta Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato di Gruppo CAP. Il biometano per Gruppo CAP rappresenta una delle sfide industriali più importanti per dare avvio a un sistema economico circolare, che prevede un percorso di valorizzazione dei propri asset, come il riuso delle nostre infrastrutture, capillarmente distribuite sul territorio”.

“Ciò che emerge dallo studio, e fa parte dell’obiettivo che ci eravamo prefissi, è la grande potenzialità del nostro territorio, dove abbiamo aziende e impianti eccellenti che possono lavorare in sinergia con la pubblica amministrazione per fare economia e rigenerare l’ambiente. Crediamo che il nostro ruolo non sia più solo quello autorizzativo ma soprattutto quello di ente facilitatore e promotore dell’innovazione”, ha dichiarato Roberto Maviglia, consigliere delegato di Città metropolitana di Milano.

Il biometano è tra le fonti rinnovabili indicate dall’Unione Europea per rispettare il traguardo previsto dall’Accordo di Parigi, di mantenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2 °C e azzerare le emissioni climalteranti entro il 2050.

Il Protocollo d’Intesa sottoscritto da Città metropolitana di Milano, ente autorizzativo degli impianti e propositivo di cicli bioeconomici integrati, e Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato dei 135 comuni dell’hinterland milanese, ha proprio l’obiettivo di costruire un modello economico in grado di produrre biometano dalla sezione umida della FORSU (Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano), estendendola agli impianti di depurazione già presenti sul territorio, con il vantaggio di massimizzarne l’efficienza e limitare il consumo di suolo.

Arpa Lombardia: Bollettino Neve e Valanghe

Arpa Lombardia
Arpa Lombardia

Con l’inizio della stagione meteorologia invernale, è ricominciato il costante monitoraggio degli eventi valanghivi effettuato dai tecnici previsori del CNM di Bormio (SO) che, già dai primi di giorni di novembre, viste le abbondanti nevicate, stanno seguendo quotidianamente la situazione sulle montagne lombarde.

Attualmente, intorno ai 2200 metri di quota, si registrano su tutti i settori montani valori che partono da 80 cm e superano, in alcuni casi, i 120 cm di neve al suolo.
“Iniziamo l’inverno con una visione ottimistica – sottolineano gli operatori del centro nivometeo – le stratigrafie e i test di stabilità eseguiti su pendii ripidi, frequentati da escursionisti, evidenziano la presenza di una neve buona, caratterizzata da un discreto grado di consolidamento che ne attesta la sua stabilità”.

Fino al 7 maggio 2020, il bollettino sarà pubblicato con cadenza giornaliera – domenica e festività escluse – nella sezione Centro Nivometeorologico del sito di Arpa Lombardia, consultabile anche da mobile, e riporterà previsioni meteo riferite ai diversi settori montani lombardi, evidenziando, per ognuno di essi, il grado di attenzione codificato secondo la Scala Europea Pericolo Valanghe.

Unitamente alle altre strutture delle regioni italiane aderenti all’AINEVA (Associazione Interregionale Neve e Valanghe) il CNM di Bormio opererà durante l’intera stagione per garantire il presidio su tutto l’arco alpino e prealpino. Anche quest’anno, i tecnici dell’Agenzia saranno affiancati nelle attività di raccolta e analisi dei dati nivo-valangologici da rilevatori nivometeorologici, guide alpine, tecnici del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (SAGF) e professionisti dei Nuclei Tecnici Operativi Valanghe (NTOV) delle province montane, per fornire ai diversi fruitori della montagna un’informazione puntuale e fondamentale per tutelarne l’incolumità e prevenire i rischi di incidenti sulla neve.

D’ora in avanti, quindi, attenzione al pericolo valanghe.
L’invito è quello di dotarsi sempre di tutti di dispositivi di autosoccorso obbligatori per legge per le attività sportive in montagna (apparato ARTVA, pala e sonda) e di consultare quotidianamente il bollettino Neve e Valanghe e i video informativi caricati periodicamente sul canale Youtube dell’Agenzia.

Gruppo CAP: patto Utilitalia per la diversità e l’inclusione

Alessandro Russo - Gruppo Cap (FILEminimizer)
Alessandro Russo – Gruppo Cap (FILEminimizer)

La diversity come asset per creare valore in azienda e sostenere lo sviluppo sostenibile del territorio della Città metropolitana di Milano.Gruppo CAP, l’azienda pubblica che gestisce il patrimonio idrico integrato dei 195 comuni dell’hinterland milanese, ha sottoscritto a Roma, insieme ad altre 25 big company che operano nel settore dell’energia, dell’ambiente e dell’acqua, il “Patto Utilitalia – LaDiversità fa la Differenza”, un programma di principi e di conseguenti impegni per promuovere la diversity di genere, età, cultura e abilità nelle attività aziendali.

“Crediamo che la diversitysia una reale leva di successo e di crescita per un’azienda, sia in termini di rigenerazione culturale e valoriale, sia nel modo di fare business, puntando maggiormente sul capitale umano,commenta Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato di Gruppo CAP.Partendo dalle persone e dalla loro identità è possibile creare dinamiche e pratiche virtuose, cheincidono positivamente sulla comunità locale esullo sviluppo del territorio, prima ancora che sulla reputazione aziendale”.

È proprio alla Diveristy & Inclusion e allo sviluppo sostenibile del territorio che l’azienda pubblicaha pensato nel 2018 quando ha inserito, prima realtà pubblica in Italia, i principi di Gender Procurement nelle gare di appalto.Il meccanismo prevede infatti di assegnare maggiori punteggi a chi promuove la parità di genere per l’erogazione di servizi e lavoripremiando, tramite l’assegnazione di punti tecnici discrezionali, i fornitori che si impegnano a offrire una quota maggiore di dipendenti donne rispetto al servizio erogato, con particolare riferimento a figure femminili che rivestono ruoli manageriali.

L’obiettivo è chiaro: sensibilizzare i fornitori rispetto ai principi di responsabilità sociale che guidano da 90 anni il lavoro di Gruppo CAP, per innescare un processo virtuoso che coinvolga tutti i partner dell’azienda, anche per quanto riguarda trasparenzae partecipazione.

La valorizzazione della diversità adottata da Gruppo CAP fa parte di un più ampio disegno strategico diCorporate Social Responsability, definitolo scorso maggio nel primo Piano di Sostenibilità realizzato dall’azienda. Tra gli obiettivi indicati c’è anche la diffusione di un importante cambiamento culturale e organizzativo, che mette in primo piano la Diversity & Inclusion.

Per Gruppo CAP il capitale umano è sicuramente risorsa fondamentale per la crescita e lo sviluppo. Sono 845, tra donne e uomini, le persone che si impegnano ogni giorno per garantire servizi essenziali come quelli legati alla gestione, alla fruizione e alla disponibilità di un bene insostituibile come l’acqua.Un compito che necessita di un’attività di formazione del personale continua e trasversale, ma che guarda alle esigenze di work life balance dei dipendenti adottando, per esempio, misure di smart working.

Il Patto Utilitalia, presentato il 20 novembre in occasione del Convegno “All that we share. L’inclusione come Risorsa” alla presenza della Ministra delle pari opportunità Elena Bonetti,è stato elaborato dalla Commissione istituita un anno fa da Utilitalia per la valorizzazione e gestione della diversità, con il contributo attivo delle associate e con il supporto di Valore D e della Fondazione Belisario.

Politiche aziendali inclusive a tutti i livelli dell’organizzazione, misure di conciliazione dei tempi vita-lavoro, gestione del merito trasparente e neutra rispetto alle diversità di genere, età, cultura, adozione di sistemi di monitoraggio dei progressi conseguiti e politiche di sensibilizzazione interne ed esterne, sono alcuni dei sette impegni contenuti nel Patto per la Diversity di Utilitalia, che rimane un documento aperto per tutte le associate. Sono 26 compresa Gruppo CAP, le utility firmatarie, tra queste anche A2A, MM, HERA e Iren.