Smog: trovare il giusto equilibrio

smog
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“L’aria che respiriamo oggi è migliore di quella che respiravamo fino ad alcuni decenni fa. Ci sono inquinanti, come l’anidride solforosa, il monossido di carbonio e il benzene che allora esistevano e che oggi sono stati debellati. Anche il pm10 ha concentrazioni che sono meno della metà di quelle che si avevano vent’anni fa. Questo significa che le politiche che stiamo facendo stanno funzionando”.

Lo ha detto l’assessore regionale all’Ambiente e Clima, Raffaele Cattaneo, durante la seduta della Commissione Ambiente del Consiglio regionale.

“E’ sbagliato – ha aggiunto Cattaneo, riferendosi al ricorso presentato davanti al Tar della Lombardia da parte di un’Associazione in merito aggiornamento del Piano aria (Pria) approvato dalla Giunta regionale – generare allarmismi. Ci sono molti cittadini che ritengono che quello che stiamo facendo sfavorisca la mobilità, impattando anche in maniera significativa sulle vite di tutti i giorni. Non dobbiamo combattere la mobilità, ma gli inquinanti e il compito di chi ha responsabilità istituzionali è quello di trovare il giusto equilibrio”.

Cattaneo ha anche fatto presente che la Lombardia è l’area in Europa “che ha le peggiori condizioni orografiche e climatiche che favoriscono l’accumulo degli inquinanti. Stiamo chiedendo sacrifici ai cittadini con politiche che hanno già più che dimezzato i valori e che da qui al 2025 ci consentiranno di rientrare all’interno dei limiti che ha dato l’Unione Europea e questo è il nostro obiettivo”.

 L’assessore ha ricordato come sia già stato avviato un bando per la sostituzione dei veicoli commerciali più inquinati (del valore totale di 6.5 milioni di euro) a favore delle piccole e medie imprese: “il mio obiettivo è di poter avere in breve tempo risorse per ulteriori incentivi che riguardino i veicoli dei privati, sicuramente attraverso risorse ricavate dal bilancio regionale, ma mi auguro anche dal Governo”.

Villa Litta: nuovo viale d’ingresso al parco

parco villa litta
parco villa litta

Sarà inaugurato sabato 17 novembre il nuovo viale d’ingresso al parco di Villa Litta, oggetto, negli ultimi 4 mesi, di un importante intervento di riqualificazione. I lavori hanno riguardato in particolar modo il rifacimento della pavimentazione, realizzata con pietra di luserna e lastre di granito, dall’ingresso del parco fino alla piazzola che ospita la fontana.

L’originale pavimentazione in calcestre infatti si era ammalorata a causa del notevole afflusso di mezzi diretti ai servizi della Villa e alla manutenzione del parco.

Si è inoltre intervenuto sui sottoservizi, con la realizzazione di un nuovo sistema fognario. Sono stati sostituiti anche la condotta dell’acqua potabile che serve le fontanelle del parco e i cavidotti contenenti i sottoservizi elettrici e telefonici a servizio della biblioteca.

“È un intervento importante per i tanti fruitori del parco del quartiere Affori e per i milanesi che sempre più spesso scelgono Villa Litta per celebrare il proprio matrimonio – dichiara l’assessore all’Urbanistica, Verde e Agricoltura Pierfrancesco Maran – . La cura e vivibilità dello spazio pubblico è uno degli obiettivi dell’Amministrazione, per rendere le piazze e i parchi dei quartieri luoghi attrattivi e presidi di socialità” .

A completamento dell’intervento sono state realizzate delle aiuole dove nei prossimi giorni verranno posati arbusti serviti da un impianto di irrigazione a goccia dedicato.

Ecomodo 2018

Città metropolitana di milano
Città metropolitana di milano

Domani, 7 novembre alle ore 13.30, all’interno di Ecomondo 2018 presso RiminiFiera in piazza delle Utilities a Rimini, si terrà “L’innovazione al servizio dell’ambiente nel servizio idrico: esperienze di simbiosi industriale, sinergie e incubazione”, un convegno organizzato da +Community e dal Gruppo CAP.

Scopo dell’evento è raccontare le esperienze e le sperimentazioni nate sia dai partner del programma +Community sia da parte di aziende esterne a questo circuito per dimostrare come possano nascere esempi concreti e virtuosi di sinergia tra diversi soggetti.

+COMMUNITY è un programma della Città metropolitana di Milano per la semplificazione amministrativa, un modello di governance multilivello replicabile in altre aree metropolitane e che si sostanzia in un accordo tra soggetti pubblici e privati che fanno comunità sui temi della sostenibilità, della fruibilità delle risorse e dell’equità nella distribuzione dei beni del territorio.

Progetto pilota #Ambienteascuola

#Ambienteascuola
#Ambienteascuola

Approvato dalla Giunta il progetto pilota #Ambienteascuola – nato da un gruppo di lavoro che comprende Comune di Milano e Amsa, società del Gruppo A2A, con il supporto dell’Ufficio scolastico Territoriale di Milano – per portare in modo sistematico all’interno degli edifici scolastici la raccolta differenziata, promuovendo l’educazione ambientale dei giovani milanesi e contribuendo al raggiungimento di alcuni degli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile (SDGs) definiti dalle Nazioni Unite.

Sono 540 le classi di Primarie e Secondarie di I e II grado, distribuite in una trentina di plessi scolastici nei nove Municipi, per un totale di 12mila alunni, che parteciperanno a questa prima fase, durante la quale saranno distribuiti circa 2.400 contenitori nelle classi e negli spazi comuni per plastica e metallo, carta e cartone e indifferenziata (l’umido prodotto dalle mense è già oggi gestito in tutte le scuole da Milano Ristorazione) e ottocento poster informativi, entro dicembre.

“L’avvio di una sistematica raccolta differenziata all’interno delle scuole è un passo importantissimo che questa Amministrazione ha voluto fortemente e che porterà la città, che già oggi arriva quasi al 60% di differenziata, a fare un ulteriore importante passo avanti in questa direzione – commentano gli assessori Laura Galimberti (Educazione) e Marco Granelli (Mobilità e Ambiente) –. Nel 2016 era stato richiesto ad Amsa di inserire all’interno del Piano Strategico degli anni successivi la creazione di un gruppo di lavoro per promuovere l’educazione ambientale e oggi possiamo dirci totalmente soddisfatti dei risultati”.

Il progetto prevede anche incontri formativi e informativi in ciascuna delle scuole coinvolte, sia per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, per illustrare il funzionamento e promuovere le corrette prassi del conferimento, sia per i docenti, ai quali saranno presentate anche le ulteriori opportunità didattiche collegate. Tra queste, il contest ‘Cestini in cerca d’autore’: ogni classe personalizzerà in modo creativo i propri contenitori utilizzando qualsiasi tecnica artistica e materiali di riciclo, sarà poi selezionata una scuola vincitrice per ogni ordine scolastico, che riceverà un premio di 500 euro, messi a disposizione da Amsa – Gruppo A2A.

Saranno inoltre realizzati una serie di video didattici, grazie al supporto dei consorzi Cial, Comieco, Corepla e Ricrea, per sensibilizzare gli studenti su diverse tematiche ambientali, a partire da cause, effetti e soprattutto concrete e quotidiane soluzioni per affrontare il problema dei cambiamenti climatici. Dopo un focus generale sul tema, infatti, ai ragazzi e alle ragazze sarà raccontato attraverso i video come ciascuno di loro possa fare tanto nella vita di tutti i giorni per contribuire a contrastare questo fenomeno: dal risparmio energetico alla produzione, smaltimento e trasformazione dei singoli materiali riciclabili, fino al corretto uso degli spazi pubblici urbani.

Al termine dell’anno scolastico Amsa produrrà un report per valutare sia l’impatto educativo sia gli effettivi risultati di raccolta differenziata. I risultati saranno poi utilizzati per progettare le azioni future, estendendo progressivamente la raccolta a tutti gli istituti scolastici.

Mappare il sottosuolo alla ricerca dell’acqua

Da sn Russo sindaci CuggionoBoffalora Bernate lr
Da sn Russo sindaci CuggionoBoffalora Bernate lr

Arriva a 300 metri di profondità e permette di prevenire rischi idrogeologici, geotermici e geotecnici.

La prima sperimentazione italiana sul territorio del magentino e dell’alto milanese.

Mappare il suolo e il sottosuolo alla ricerca dell’acqua per prevenire rischi idrogeologici, geotermici e geotecnici, con un metodo del tutto non invasivo. È quello che sta avvenendo in questi giorni sul territorio dell’alto milanese e magentino nei comuni di Bernate Ticino, Boffalora, Cuggiono, Magenta, Parco Ticino, Robecchetto, Turbigo. Per la prima volta Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, porta in Italia SKYTEM, il più innovativo sistema tecnologico al mondo per “leggere” il territorio in profondità, in modo semplice e assolutamente preciso.

Lo scopo è ottenere un’approfondita mappatura delle risorse idriche sotterranee, che consentirà ad esempio anche di implementare i Piani di Sicurezza dell’Acqua Potabile, che la monoutility, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, ha adottato per prima in Italia l’anno scorso, e che prevede di implementare in tutti i comuni dell’hinterland milanese entro il 2022.

“Un’azienda pubblica cresce e si evolve grazie alle scelte che ogni giorno fa per il territorio che presidia, commenta Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato di Gruppo CAP. Più queste scelte sono innovative e tecnologiche, più le comunità hanno la possibilità di crescere e affrontare il futuro con serenità. Per questo ci siamo impegnati in un percorso, al momento unico in Italia, che ci consentirà di ottenere una sempre maggiore conoscenza dello stato quanti-qualitativo delle risorse idriche, per gestirle in modo sempre più sostenibile in linea con le nuove disposizioni della Drinking Water Directive, la normativa appena approvata dal Parlamento Europeo”.

Una vera e propria rivoluzione per un territorio, come quello italiano, troppo spesso protagonista di rischi geologici e idrogeologici, che partita proprio nel milanese nei giorni scorsi, terminerà oggi. Ma come funziona? Messa a punto dall’università danese di Aarhus a partire dalla seconda metà degli anni ’90, SKYTEM adotta una metodologia chiamata Airborne ElettroMagnetico, il cui utilizzo a livello mondiale è partito solo nei primi anni 2000. Si tratta di una modalità d’investigazione del sottosuolo esclusiva nel suo genere, che prevede l’uso di antenne trasmittenti e riceventi appositamente montate su un elicottero, capaci di sfruttare le onde elettromagnetiche per dialogare con il territorio che si vuole studiare; il che significa che è possibile mappare in tempi brevissimi territori ampi centinaia di chilometri, raggiungendo addirittura i 300 metri di profondità.

Oltre a essere non invasiva, in quanto non prevede trivellazioni nel suolo e sottosuolo tantomeno l’accesso in proprietà private o in luoghi poco praticabili, questo innovativo metodo non presenta controindicazioni, dunque nessun rischio per la salute dei cittadini e per le strutture esistenti nei territori monitorati.