Il Dhl Volley Team,

DHL Volley Team e Da Move
DHL Volley Team e Da Move

Determinazione, velocità, responsabilità, unicità, passione e precisione. Sono solo alcuni dei valori che DHL Express Italy, azienda leader mondiale nel trasporto espresso internazionale, vuole divulgare e trasmettere.

DHL ha scelto sei ambasciatrici di questi valori: Francesca Marcon e Miriam Sylla della Foppapedretti Bergamo; Raphaela Folie e Monica De Gennaro dell’Imoco Volley Conegliano; Beatrice Parrocchiale e Valentina Tirozzi de Il Bisonte Firenze.

Così, oggi, a Milano al al Centro Pavesi è stato presentato il DHL Volley Team, un progetto di promozione e valorizzazione della pallavolo femminile italiana. Gli oltre 150 spettatori, tra i quali i dipendenti DHL e numerose società di volley del territorio, hanno partecipato ad una vera festa tra musica, applausi, colori e colpi di freestyle.

A spiegare la nuova iniziativa del DHL Volley Team è stata Simona Lertora, Head of Marketing & Business Development di DHL Express Italy. In qualità di padrone di casa è intervenuto anche Adriano Pucci Mossotti, presidente del Comitato Regionale della Lombardia FIPAV.

DHL, dopo le partnership con la Formula 1, la MotoGP, la Formula E, il Mondiale di Rugby e la Federazione Italiana Pallavolo, vuole continuare a connettere il mondo recapitando emozioni alle persone come fa il volley attraverso le gesta e le storie dei suoi atleti. Per questo il DHL Volley Team lancia il contest social “Consegnamo emozioni: condividile con noi”.

Fino al 13 marzo tutti gli appassionati potranno postare una foto di passione per il volley sul proprio profilo Instagram con l’hasthag #DHLVolleyTeam e il tag @dhlexpressitaly. Lo scatto più emozionante riceverà una spedizione speciale a casa.
Saranno tantissime le sorprese che DHL promette di regalare in occasione di alcune partite della Foppapedretti Bergamo, dell’Imoco Volley Conegliano e de Il Bisonte Firenze.

I fans potranno partecipare al Fastest Service per mettersi in gioco con la battuta più veloce e portare a casa una foto ricordo indimenticabile con il Photo Booth.
A maggio scatterà anche il DHL Volley Cup, un torneo rivolto ai dipendenti dell’azienda appassionati di volley. Le squadre finaliste saranno affiancate da allenatori d’eccezione: le ambassador del DHL Volley Team.
Il DHL Volley Team è pronto a consegnare emozioni.

Giochi Olimpici Invernali: corretta idratazione

Idratazione e sport invernali
Idratazione e sport invernali

Il 9 febbraio si apriranno in Corea del Sud (a Pyeongchang) i XXIII Giochi Olimpici Invernali. Due settimane in cui i migliori atleti provenienti da tutto il mondo, si sfideranno in una serie di discipline tra cui sci, pattinaggio, curling, hockey, freestyle e snowboard, solo per citare le principali competizioni in corso.

Talento, concentrazione e allenamento sono alla base delle emozionanti competizioni che seguiremo nelle prossime settimane ma c’è un altro “segreto” che contribuisce a mantenere alte le performance degli sportivi.

Sia i professionisti sia chi fa attività fisica per passione sa che “sport” fa rima con “acqua” e che quando si suda è necessario integrare i liquidi persi. Un’azione che non è scontata in inverno: quando le temperature si abbassano, e in particolare sulle piste da sci – uno degli sport invernali più diffusi – si tende a bere poco ed è diffusa l’abitudine di rifocillarsi con bevande alcoliche.

Niente di più sbagliato: l’alcol infatti inibisce il funzionamento dell’ormone antidiuretico, aumentando il flusso di urina e quindi, la quantità di liquidi espulsi dall’organismo. In più, l’alta quota aumenta ulteriormente la quantità di liquidi persi attraverso l’accelerazione del respiro per adattarsi ai bassi livelli di ossigeno.

L’idratazione durante la pratica sportiva nel periodo invernale è quindi fondamentale per ristabilire l’equilibrio idrico del corpo ma anche perché in questo momento dell’anno si avverte di meno lo stimolo della sete. Con l’abbassamento delle temperature vene e arterie si contraggono e ciò comporta una riduzione della circolazione del sangue nelle zone periferiche ed esterne.

Per questo motivo al cervello non arriva il segnale che ci avvisa del fatto che è il momento di bere. Bisogna quindi prestare la massima attenzione all’idratazione bevendo prima, durante e dopo l’attività fisica senza aspettare lo stimolo della sete. Moderati livelli di disidratazione possono infatti indurre una riduzione della pressione sanguinea sottoponendo così il cuore ad un carico extra di lavoro.

Situazione particolarmente dannosa a maggior ragione per gli sportivi.
Una corretta idratazione è quindi essenziale per preservare l’integrità psico-fisica e migliorare le performance.

“Quando si pratica uno sport è necessario tenere in considerazione che con il sudore non si perdono solo liquidi ma anche sali minerali, circa 1,5g ogni litro. – spiega il dottor Alessandro Zanasi, esperto dell’Osservatorio Sanpellegrino e docente all’Università di Bologna – Per un reintegro idrico rapido è bene bere acque con un apporto salino contenuto perché assimilabili in tempi molto veloci. Bere prima, durante e dopo la pratica di uno sport è fondamentale per migliorare le prestazioni e addirittura prevenire i crampi ai muscoli”.

Invece, alla fine di un’attività fisica: “è bene scegliere acque minerali con un residuo fisso più elevato – continua l’esperto – che permettono il ripristino dei livelli di sali minerali all’interno dell’organismo”.

La quantità di acqua necessaria varia con lo sport praticato, la sua durata e le condizioni climatiche: si va da 1 litro e mezzo a 3 al giorno.

“Oltre ad una corretta idratazione, – conclude Zanasi – è buona pratica seguire anche una sana alimentazione ricca di frutta e verdura di stagione, che aiuta, in particolare dopo gli allenamenti, a ristabilire i sali minerali e le proteine perse”.

“Strada delle 52 gallerie” e Monte Pasubio

Strada delle 52 Gallerie3
Strada delle 52 Gallerie3

Le rigide temperature invernali non fermano la voglia di avventura, per staccare dalla noiosa routine quotidiana. Per regalarsi un momento di evasione, non c’è niente di meglio del contatto con la natura, a piedi lungo sentieri all’aria aperta, o in sella ad una moto, guardando sfrecciare il paesaggio.

Mototurismo e trekking è un binomio sempre più ricercato tra i turisti digitali, per questo TrueRiders, portale di riferimento per migliaia di motociclisti, e GoodTrekking, punto di riferimento dei trekker di tutta Italia, hanno deciso di proporre un itinerario congiunto, in grado di soddisfare le esigenze dei propri utenti.

Il percorso si snoda nei territori delle province di Vicenza e Trento. Si inizia dal Monte Pasubio, un imponente forte che domina le valli che si trovano nella zona a sud delle Fugazze e a nord del passo della Borcola.

Nella zona meridionale e occidentale, le pendici di questo maestoso massiccio strapiombano su pareti scoscese che sembrano quasi impenetrabili, una sfida per gli intrepidi e uno scenario davvero incredibile.

Lungo questi sentieri impervi, in queste zone così estreme, la Prima Guerra Mondiale ha trovato uno scenario unico nel suo genere, ma soprattutto, strategicamente perfetto per la sicurezza del fronte italiano.

È una strada davvero mirabile e unica nel suo genere: si trovano, infatti, strade camionabili dal percorso ardimentoso, come la celebre Strada delle 52 gallerie, un vero e proprio “paradiso per gli escursionisti” e un percorso libidinoso per i motociclisti che non temono curve e tornanti.

Per chi vuole godersi questo itinerario in sella, attraverso la SS46, strada notoria per la sua ricchezza e varietà di paesaggi incantevoli lungo fiume Pasubio, sarà davvero adrenalinico percorrere tornanti e “piccoli gomiti” che renderanno il viaggio più vivace. Quota 1.100 metri, si parte da Rovereto verso Pian delle Fugazze, si attraversano gli emblemi della Grande Guerra fino a Passo Xomo.

Da questo passo in poi, conviene slacciare il casco e fare un bel nodo agli scarponcini da trekking fino alla bocchetta di Campiglia, un percorso della durata di circa 3 ore, con un dislivello di 800 metri, attraverso ardue gallerie che possono riservare curve, biforcazioni, per 6,3 km.

Durante questo tragitto è possibile ammirare le bellezze delle Piccole Dolomiti che si mostreranno in tutto il loro splendore ogni qual volta si farà capolino dai cunicoli di roccia che si alternano alla strada sterrata, in un percorso emozionante verso la cima.

La fatica della traversata sarà ripagata dall’arrivo al rifugio Gen. A. Papa a 1929 metri d’altezza. In alcuni tratti lo strapiombo è notevole, ma il panorama è mozzafiato per la sua incredibile bellezza.

Il Comitato Internazionale Olimpico al Master Sport sull’Università Bicocca

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Venerdì 26 Gennaio 2018 (ore 14.00) all’Università degli Studi di Milano–Bicocca (Edificio U6, 4° piano, Sala Redolfi, Piazza dell’Ateneo Nuovo, 1 a Milano) il Prof. Francis Gabet, Direttore della Foundation “Culture and Olympic Heritage” del CIO (Comitato Internazionale Olimpico), “salirà in cattedra” alla 16ª Edizione del Master Universitario in “Sport Management, Marketing and Society” (vedi sito: https://www.unimib.it/open/news/Master-Sport-Management-Marketing-and-Society/8239444518163202601) del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dove terrà, ai 33 futuri Manager dello sport, una Master Class in lingua inglese (aperta al pubblico e ai media) sul tema “La gestione e la comunicazione dei programmi e delle attività culturali del Comitato Internazionale Olimpico” (Per partecipare è necessaria la prenotazione via e-mail a master.sportmanagement@unimib.it)

Nell’ottica di una consolidata partnership, il 16 Febbraio, gli iscritti al Master saranno ospiti, presso la sede del CIO a Losanna, per una giornata di studio organizzata dal Prof. Franco B. Ascani, coordinatore del Master e Membro della Commissione Cultura ed Educazione Olimpica del CIO per avviare una ricerca congiunta sul tema “Cultura, Sport e Società”, che sarà approfondita con uno stage di tutti gli iscritti a Barcellona in Aprile.

Il Master (certificato ISO 9001) conferisce 66 Crediti Formativi Universitari e offre, con un taglio adeguato alle attuali esigenze del mercato sportivo, una specializzazione per creare nuove professionalità approfondendo la conoscenza e l’analisi critica delle strategie per il business dello sport e dei relativi aspetti socioeconomici e manageriali.

Il Piano didattico è sviluppato da 52 qualificati docenti di livello nazionale ed internazionale, testimonial e campioni dello sport attraverso applicazioni, stage personalizzati di 4 mesi proposti dall’Ateneo, elaborazioni, esercitazioni, tavole rotonde, ricerche, attività pratiche e case history di esperienze aziendali. Le prospettive occupazionali del Master sono pari all’81% (dati relativi ai 350 iscritti nella storia del Master).

Due italiani sul podio della Coppa del Mondo di parapendio

pwc-colombia-gennaio-2018-podio
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Un nuovo successo del volo libero italiano arriva dal sud America dove si è conclusa la 25.a edizione della PWC (Paragliding World Cup), la coppa del mondo di parapendio.
Il pilota Nicola Donini si è classificato secondo alla finale mondiale disputata a Roldanillo in Colombia e vinta dallo svizzero Michael Siegel. Il successo italiano è consolidato dal terzo posto di Joachim Oberhauser di Termeno (Bolzano).

Eccellenti le prestazioni di Donini, ventiduenne di Molveno (Trento), durante i nove voli effettuati sui dieci previsti, uno per giorno: ne ha vinti tre, piazzandosi secondo in altri due. Migliori traguardi di Oberhauser un secondo e un terzo posto. In campo femminile indiscusso successo della francese Laurie Genovese, in assoluto la più forte delle 14 quote rosa in volo sulle alture colombiane.

All’ultima prova si è arrivati dopo le tappe in Francia, Serbia, Svizzera, Brasile e Ecuador disputate nel corso del 2017. Roldanillo è il principale sito di volo libero, cioè senza motore, in parapendio e deltaplano in Colombia. Situata sul lato ovest della Valle del Cauca, ai piedi della Cordillera Occidentale, la città si trova ad un’altitudine di 966 metri.

Dal decollo di Aguapanelas i piloti hanno spiccato il volo per percorrere distanze tra i 62 e quasi 100 chilometri, secondo le condizioni meteo delle nove giornate di gara, sfruttando le correnti ascensionali scaturite dall’irraggiamento solare e l’efficienza delle ali.

Alla finale mondiale hanno partecipato 120 piloti provenienti da 25 nazioni. Migliore e anche la più numerosa la compagine francese con ben 27 volatori, seguita dall’Italia, ma con meno della metà dei piloti. Oltre a Donini e Oberhauser, questi gli altri azzurri: Christian Biasi, Alberto Vitale, Franz Erlacher, Gianbasilio Profiti, Michele Boschi, Federico Nevastro, Luca Donini, i campioni italiani in carica Marco Busetta, e Silvia Buzzi Ferraris, Aaron Durogati e Nicole Fedele, che negli anni scorsi hanno vinto rispettivamente due e una volta la coppa del mondo.