“Leonardo. Le opere” al cinema solo il 13-15 gennaio

“Leonardo. Le opere” al cinema
“Leonardo. Le opere” al cinema

Solo il 13, 14, 15 gennaio nelle sale italiane il nuovo docu-film che indaga le opere pittoriche dell’artista di Vinci per un’inedita visione in ULTRA HD accompagnata dal commento di alcuni dei massimi esperti mondiali di Leonardo.

Debutta il 13, 14, 15 gennaio con Leonardo. Le opere la nuova stagione della Grande Arte al Cinema di Nexo Digital, che festeggia con questo appuntamento la chiusura dell’anno delle celebrazioni dedicate all’artista di Vinci.

La produzione pittorica del genio del Rinascimento sarà infatti al centro del docu-film che presenta sul grande schermo i dipinti del Maestro in qualità Ultra HD. Le opere includeranno, tra le altre, La Gioconda, L’Ultima cena, La Dama con l’ermellino, Ginevra de ‘Benci, La Madonna Litta, La Vergine delle Rocce. L’obiettivo è quello di ripercorrere, attraverso il prisma della sua pittura, anche la vita di Leonardo (1452-1519): l’inventiva, le capacità scultoree, la lungimiranza nell’ambito dell’ingegneria militare e la capacità di districarsi nelle vicende politiche del tempo.

Girato in Russia, Germania, Francia, Italia, Stati Uniti, Inghilterra, Scozia, Polonia, Leonardo. Le opere si propone di esaminare in modo profondo e mai scontato la pittura del Maestro, grazie agli interventi di alcuni dei principali curatori e critici d’arte del mondo. Il regista Phil Grabsky ha viaggiato in 8 paesi per riprendere in situ praticamente tutte le opere pittoriche attribuite a Leonardo. Il film include così il Salvator Mundi, la milanese Sala delle Assi, l’Adorazione dei Magi recentemente restaurata e anche la Madonna dei Fusi, mostrata in un film per la prima volta dopo il suo recente restauro. Leonardo. Le opere offre anche un accesso privilegiato alla Gioconda, vista con una profondità di analisi del dettaglio straordinaria, e alle due Madonne conservate all’Ermitage di San Pietroburgo: la Madonna Benois e la Madonna Litta. Una vera “festa per gli occhi” che permetterà di esplorare anche la biografia di un uomo geniale come Leonardo.

Tra i vari interventi del docu-film, anche quelli di: Luke Syson – Direttore del Fitzwilliam Museum di Cambridge; Martin Kemp – Professore Emerito al Trinity College di Oxford; Larry Keith – Head of Conservation and Keeper della National Gallery di Londra; Mikhail Piotrovsky – Direttore del Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo; Andrzej Betlej – Direttore Museo Nazionale, Cracovia; Tim Marlow – Storico dell’arte e Direttore Artistico della Royal Academy of Arts di Londra.

Trailer: https://youtu.be/DUmT3iMOZ9k

La Grande Arte al Cinema è un progetto originale ed esclusivo di Nexo Digital.

Nel 2020 la Grande Arte al Cinema è distribuita in esclusiva per l’Italia da Nexo Digital con i media partner Radio Capital, Sky Arte e MYmovies.it e in collaborazione con Abbonamento Musei.

La grande arte al cinema. Nuova stagione.

Leonardo. Le opere : 13, 14, 15 gennaio

Impressionisti segreti : 10, 11 e 12 febbraio

Maledetto Modigliani : 30 e 31 marzo e l’1 aprile

La Pasqua nell’arte : 14 e 15 aprile

Botticelli e Firenze. La nascita della bellezza : 27, 28, 29 aprile

Raffaello. Il Giovane Prodigio : 25, 26 e 27 maggio

Lucian Freud. Autoritratto : 22, 23 e 24 giugno

Tutti i titoli della Grande Arte al Cinema possono essere richiesti anche per speciali matinée al cinema dedicate alle scuole. Per prenotazioni: Maria Chiara Buongiorno, progetto.scuole@nexodigital.it, tel 02 805 1633

Palazzo Mezzanotte: la mostra “Bell’Italia 400. il valore della bellezza”

Bell'Italia 400
Bell’Italia 400

Il mensile di Cairo Editore diretto da Emanuela Rosa-Clot presenta “Bell’Italia 400. Il valore della bellezza” all’interno del calendario di Bookcity 2019. L’evento, realizzato in collaborazione con Borsa Italiana, è dedicato ai 400 numeri della rivista Bell’Italia e si tiene nella Sala Big – Borsa Italiana Gallery di Palazzo Mezzanotte in piazza degli Affari a Milano.
Un video di Andrea Pistolesi introduce al viaggio nel patrimonio artistico e paesaggistico italiano compiuto dalla rivista in 33 anni di pubblicazione (https://bit.ly/34vAVCG). In esposizione, le 400 copertine della rivista, alcune fotografie di Gabriele Croppi tratte dal servizio che Bell’Italia dedica, sul numero di novembre, a Palazzo Mezzanotte, storico edificio degli anni Trenta sede di Borsa Italiana. In rassegna anche due illustrazioni originali di Francesco Corni che ricostruiscono la Milano romana e il suo teatro, i cui resti sono visibili nell’Area Scavi del palazzo.
Sponsor dell’evento è Ricoh, fornitore globale di tecnologia per le aziende da oltre 80 anni. La mostra sarà visitabile gratuitamente venerdì 15 dalle ore 16,30 alle 19,30, sabato e domenica dalle 10 alle 19,30, in occasione dell’apertura straordinaria di Palazzo Mezzanotte per gli eventi di Bookcity.
Da oltre 80 anni Ricoh contribuisce alla trasformazione degli ambienti di lavoro proponendo soluzioni per la gestione dei documenti, IT services, communication services, commercial and industrial printing e sistemi IoT.
Con un fatturato complessivo superiore a 341 milioni di Euro (al 31 marzo 2019), Ricoh Italia può contare su oltre 1.200 collaboratori e una struttura commerciale articolata e capillarmente distribuita sul territorio. È infatti composta dalle Filiali di Milano, Torino, Genova, Padova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli e Palermo e da numerose agenzie con localizzazione provinciale. Importante anche la struttura Indiretta, composta da 150 partner specializzati e distribuiti su tutto il territorio internazionale.
Per rafforzarsi ulteriormente nel settore ICT nel 2015 Ricoh Italia ha acquisito le attività di NPO Sistemi, player di riferimento nel mercato degli IT Services, e nel 2019 quelle di Mauden, importante system integrator con un’offerta che include data centre, infrastrutture IT, intelligenza artificiale e business intelligence.
Ricoh è un’azienda orientata all’innovazione non sono nell’ambito delle tecnologie ma anche in quello dei servizi a valore aggiunto. Affianca il cliente in tutte le fasi del progetto, dalla consulenza iniziale allo sviluppo, dalla formazione degli utenti all’assistenza tecnica.

GAM: Presentata oggi la mostra “Canova. I volti ideali”

GAM_Canova. I volti ideali
GAM_Canova. I volti ideali

Dal 25 ottobre la Galleria d’Arte Moderna di Milano presenta la mostra “Canova. I volti ideali”, un prezioso percorso che per la prima volta ricostruisce nelle sue sale la genesi e l’evoluzione delle celebri “teste ideali” di Canova, il particolare e fortunato filone della sua opera dedicato alle molte diverse declinazioni della bellezza femminile e realizzato all’apice della sua carriera.
Custode di una delle più importanti collezioni di arte neoclassica a livello nazionale, la Galleria d’Arte Moderna è la cornice perfetta per le opere di Canova, di cui conserva tre capolavori: il modello originale in gesso di “Ebe”, il busto in bronzo di “Napoleone” e l’erma in marmo della “Vestale”, fulcro della mostra.
Curata da Omar Cucciniello e Paola Zatti, l’esposizione è promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura, Galleria d’Arte Moderna di Milano e dalla casa editrice Electa, e racconta la storia di questo genere attraverso 39 opere di cui 24 di Canova. Tra queste 5 sculture mai esposte in Italia prima d’ora, come l’erma di “Corinna” e la “Musa” del 1817.
Le opere in mostra provengono dai principali musei nazionali (Gallerie degli Uffizi di Firenze, Gipsoteca Canoviana di Possagno, Galleria d’Arte Moderna di Torino, Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Museo Correr di Venezia) e internazionali (Hermitage di San Pietroburgo, J. Paul Getty Museum di Los Angeles, Kimbell Art Museum di Fort Worth, Museu Calouste Gulbenkian di Lisbona, Musée des Beaux Arts di Lione, Musée Fabre di Montpellier), oltre che da collezioni private.
Veneto di nascita, dopo il trasferimento a Roma nel 1780 Antonio Canova(Possagno, 1757 – Venezia, 1822) diventa il più importante scultore a cavallo tra XVIII e XIX secolo, interpretando la lezione di Winckelmann e fondando la scultura moderna. Corteggiato dai sovrani di tutta Europa, da Napoleone ai Papi, dal re d’Inghilterra allo zar, Canova ha modificato e orientato il gusto di un’intera epoca, a cui ha fornito modelli di bellezza idealizzata, interpretati soprattutto nelle sue sculture di soggetto mitologico.
Negli ultimi dodici anni di attività, quando è lo scultore più famoso e più richiesto d’Europa, Canova si dedica a una serie di effigi femminili di personaggi ideali che ha immediata fortuna tra i contemporanei, sia tra la committenza che tra la critica dell’epoca. A queste, che lui stesso chiamò “teste ideali”, è dedicata la mostra.
I volti scolpiti da Canova non rappresentano personaggi reali, ma costituiscono un filone fortunatissimo di volti idealizzati in cui lo scultore indaga le infinite variazioni della bellezza femminile, basate sull’equilibrio perfetto tra l’idealizzazione derivante dalla scultura classica e lo studio della natura. Sottoposti a sottili, raffinatissime variazioni nelle acconciature, nelle espressioni, nella resa virtuosistica del marmo, questi volti giungono a una progressiva semplificazione formale ed espressiva che trova il suo culmine nella “Vestale”.
Realizzata tra il 1818 e il 1819, la “Vestale” fu replicata in tre marmi che per la prima volta si trovano riuniti in occasione di questa mostra e vengono messi a confronto in un dialogo inedito al centro del percorso espositivo. Delle tre opere, la più nota fa parte delle collezioni della GAM, le altre due sono conservate alla Fondazione Calouste Gulbenkian di Lisbona e al J. Paul Getty Museum di Los Angeles.
Nel percorso espositivo vengono presentate le diverse versioni realizzate da Canova dello stesso soggetto, ma sono anche proposti preziosi confronti con opere che vanno dall’antichità ai nostri giorni, che non solo indicano i modelli dello scultore ma evidenziano il valore universale della sua arte. Tra questi si segnalano le sculture antiche della collezione Farnese (viste da Canova a Napoli), gli affreschi del Quattrocento toscano, gli scultori che seguirono il classicismo del maestro nell’Ottocento (come Gaetano Monti o Pompeo Marchesi) ma anche l’arte del Novecento e la scultura di Wildt.
L’esposizione mette così in risalto non tanto il contesto dei contemporanei dello scultore (già tante volte indagato dagli studi e dalle mostre negli ultimi anni) ma la posizione di assoluto rilievo che Canova riveste per l’arte occidentale, evidenziando non solo la complessità e vastità dei suoi modelli, ma anche l’influenza che ha avuto sull’arte moderna, culminando infatti con un’opera di Giulio Paolini.
La mostra è suddivisa in 5 sezioni, che percorrono la storia di questo genere dalle sue prime formulazioni all’emergere di una sensibilità romantica, echeggiante esempi rinascimentali, fino ai preziosi marmi realizzati da Canova come dono in ringraziamento ai diplomatici inglesi che avevano appoggiato nel 1815 la sua missione di recupero delle opere d’arte italiane sottratte dalle truppe napoleoniche.
Allestita nelle sale del piano terra della Villa Reale, che conservano gli splendidi ornati di fine Settecento eseguiti dalla scuola di Albertolli, la mostra instaura un dialogo con gli ambienti neoclassici e ne sfrutta le prospettive e le decorazioni, utilizzando in particolare gli specchi e i riflessi, recuperando le indicazioni canoviane sull’esposizione dei suoi marmi, ma fornendo anche un’interpretazione contemporanea di Canova, basata sullo sguardo.
L’allestimento, ideato e curato da Massimo Curzi, declinerà, con sensibilità e attenzione, le atmosfere settecentesche degli ambienti espositivi con la ricerca di materiali contemporanei e la ripresa di dettagli allestitivi della storia del museo.
Nell’ambito del progetto #canovamilano per le due mostre “Canova|Thorvaldsen. La nascita della scultura moderna” alle Gallerie d’Italia e “Canova. I volti ideali” alla Galleria d’Arte Moderna (GAM), è prevista una riduzione reciproca: il biglietto d’ingresso della prima mostra visitata dà diritto all’ingresso ridotto alla seconda esposizione.

SEZIONI
Dal ritratto all’ideale
La mostra si apre con il primo esempio di testa ideale creato da Canova, la musa “Clio”, donata alla Contessa d’Albany e replicata tre volte, con modifiche nella resa della morbida epidermide e nell’acconciatura, attentamente studiata e variata da Canova in ogni esemplare. I tratti perfetti di questo volto nascono probabilmente da un’elaborazione idealizzante di un ritratto di Elisa Baciocchi, sviluppato poi in un’opera autonoma, da cui l’artista emenda ogni riferimento particolare e ritrattistico. Al tema delle Muse appartiene anche il superbo busto conservato al Kimbell Art Museum di Fort Worth (Texas), donato da Canova a Charles Long e mai esposto in Italia.

Elena e Isabella
Il primo esemplare in marmo del busto raffigurante Elena di Troia fu donato da Canova a Isabella Teotochi Albrizzi, che nel 1809 aveva pubblicato “Opere di scultura e di plastica di Antonio Canova”. Il busto ebbe enorme risonanza presso i contemporanei e fu celebrato in versi da lord Byron, tanto da indurre Canova a replicarlo diverse volte, spesso anche in pendant con il busto di Paride: proprio la coppia di busti in marmo, proveniente dal museo Hermitage di San Pietroburgo, è al centro di questa sezione.

La Vestale
Ispirata a prototipi antichi – in particolare a busti di Vestali, come quello noto col nome di “Zingarella” proveniente dal Museo Archeologico di Napoli – l’erma di Vestale rappresenta l’apice della rarefazione formale imposta da Canova al volto ideale, nella semplificazione assoluta degli elementi decorativi. Al centro della sezione sono per la prima volta riunite le tre versioni della “Vestale”: accanto al marmo di Milano, quelli provenienti dalla Fondazione Gulbenkian di Lisbona e dal J. Paul Getty Museum di Los Angeles, mai esposti in Italia. Memore anche del virtuosismo settecentesco di Corradini, presente con la splendida “Puritas” di Ca’ Rezzonico a Venezia, il tema della velata avrà enorme successo per tutto l’Ottocento in una lunga serie di variazioni esplorate dai successori e dagli emuli di Canova, come mostrano i marmi esposti, da Pompeo Marchesi a Gaetano Monti a Adolfo Wildt.

“Un tipo della beltà italiana”
Se l’opera di Canova è universalmente celebre per l’ispirazione all’antichità classica di epoca greca e romana, altrettanto interessante, seppur meno noto, è il rapporto con l’arte del Rinascimento. In una serie di busti degli anni della maturità, lo scultore si ispira alla letteratura italiana e all’arte dei cosiddetti Primitivi (pittori del Tre e Quattrocento), per creare un tipo di bellezza moderna e italiana, che apre al Romanticismo. In un inedito confronto, i busti della Beatrice dantesca (ispirato alla bellissima Juliette Récamier), e di Eleonora d’Este (musa di Torquato Tasso), sono messi a confronto con la pittura a fresco di Ghirlandaio, ammirata da Canova durante i viaggi a Firenze.

L’idea e la poesia
In alcune delle ultime teste realizzate sullo scorcio del secondo decennio del secolo, Canova porta l’idealizzazione delle forme a confrontarsi con soggetti slegati dalla presenza di attributi, attinti direttamente all’antichità, a ribadire l’imprescindibile valore della classicità. Le erme di Saffo e Corinna sono rappresentazioni ideali della poesia greca. Il busto della Pace o ancora di più l’erma della Filosofia, costituiscono altrettante incarnazioni di concetti astratti e intangibili, resi attraverso una forma purificata e quasi concettuale, ma al contempo vere e naturali perché rappresentazioni della civiltà umana al più alto grado. Una purificazione che non mancherà di affascinare gli artisti per i secoli successivi, come mostra l’opera di Giulio Paolini.
La mostra sarà accompagnata da un programma di concerti, attività didattiche e visite guidate, organizzato dal museo.
Il catalogo, con saggi di approfondimento e schede scientifiche delle opere, è edito da Electa.

SCHEDA TECNICA
Titolo
Canova. I volti ideali

Sede
GAM Galleria d’Arte Moderna
Via Palestro 16, Milano

Date al pubblico : 25 ottobre 2019 – 18 febbraio 2020

A cura di Omar Cucciniello e Paola Zatti

Promossa e prodotta da
Comune di Milano – Cultura
GAM Galleria d’Arte Moderna
con la casa editrice Electa

Progetto allestimento: Massimo Curzi
Progetto grafico : Studio Tassinari Vetta

Orari
martedì – domenica 9.00 – 19.30
lunedì chiuso
Ultimo accesso un’ora prima della chiusura

Ingresso
intero euro 10
ridotto euro 5

Informazioni
T. +39 02 884 459 43
c.gam@comune.milano.it

Visite guidate e didattica
Ad Maiora
Sezione didattica GAM

Sito internet
gam-milano.com
electa.it

#canovamilano

Mendrisio: inaugurazione della nuova mostra di Andrea Scacciotti, venerdì 13 settembre

Andrea Scacciotti
Andrea Scacciotti

Venerdì 13 settembre, alle ore 18.00, la storica Ottica Meier+Gaggioni SA, nella sua sede di Mendrisio, aprirà le porte all’arte contemporanea inaugurando “Visioni”, la nuova mostra personale di Andrea Scacciotti. Un’esposizione particolarmente attesa da chi, negli anni, ha potuto apprezzare e seguire con interesse la sua poliedrica attività di pittore, gallerista e promotore di eventi culturali originali; eventi ideati con l’intento di coniugare armonicamente discipline artistiche differenti, valorizzare i talenti individuali e avvicinare all’Arte anche il pubblico che solitamente non frequenta il mondo delle gallerie, scegliendo talvolta -come in questo caso- locations insolite e non istituzionali.
La sua predisposizione personale a valicare i confini prestabiliti, a spaziare tra ambiti diversi creando comunque una serie di rimandi tra l’uno e l’altro, è diventata col tempo una filosofia di vita e di lavoro, un’attitudine che si manifesta anche nella sua produzione pittorica.
A Mendrisio saranno esposte opere appartenenti a due cicli complementari ma, comunque, dotati ciascuno di una propria autonomia.
Potremo infatti ammirare la serie delle “Tracce”, composta da opere su carta di piccole dimensioni, ispirata alla preziosità e alla leggerezza. Pezzi unici, su carta realizzata a mano dallo stesso artista, ripropongono solo una minima parte della composizione dei dipinti su tela; sono dettagli di un discorso più ampio che vengono poi rielaborati con interventi pittorici che enfatizzano la fragile ruvidezza della trama, le delicate velature di colore e le zone di luce e di ombra che movimentano la superficie. La loro forma irregolare le rende palpitanti, vive. Racchiuse nella cornice, richiamano alla mente l’immagine delle vecchie fotografie o dei cimeli di un lontano passato: hanno la stessa forza evocativa, la stessa malinconica compostezza dei testimoni di un tempo -che non è e non sarà più- che vale la pena di ricordare. Si fanno emblema del significato profondo che Scacciotti da sempre persegue nel suo percorso artistico: la memoria. Sia essa personale o collettiva, reale o immaginata, serena o dolorosa, amica o nemica, la memoria è una compagna con cui non possiamo fare a meno di confrontarci per la nostra autoconsapevolezza, per comprendere i nostri limiti e per superarli.
Ciascuna “traccia” assume pertanto il valore dell’impronta ideale di un’esperienza, diventa il riflesso di un ricordo, di un pensiero, di un’emozione. Qualcuna si accartoccia leggermente, si solleva dal fondo su cui proietta la propria ombra, creando un effetto tridimensionale appena accennato ma vibrante. Qualcun’altra si sdoppia a seguito di uno strappo, dando origine ad una coppia di entità simili ma indipendenti. Altre ancora assumono i contorni e i volumi di minuscole, coloratissime farfalle; applicate sul fondo chiaro, riproducono il disordinato e allegro movimento di una sciame, ovvero un’immagine che appartiene all’immaginario collettivo come l’invito più seducente alla spensieratezza e all’evasione fantastica.
Non mancheranno in mostra anche i dipinti astratti e polimaterici di grande dimensione. In questi lavori olii e acrilici si fondono e si uniscono a materiali naturali e industriali come sabbie, legni, cemento e materiali plastici, ottenendo interessanti effetti visivi fatti di rilievi, di iridescenze e di trasparenze, che spesso riescono a trasmettere una sensazione quasi tattile. Opere animate da un movimento irrequieto in continua espansione, che trae forza dal contrasto tra tonalità scure e colori brillanti; emblematiche visioni cosmiche in cui il caos e la ragione appaiono strette in un conflitto irrisolvibile, profondità abissali squarciate da improvvisi lampi di luce e superfici piane idealmente segnate dal tempo e dagli eventi: graffi, crepe, increspature, lacerazioni simboliche dell’anima e della materia.

ANDREA SCACCIOTTI, varesino di nascita, luganese di adozione, negli ultimi anni con una serie di esposizioni si è segnalato in Ticino tra gli artisti più vivaci e propositivi della scena pittorica.
Nel 2009 ha aperto la Galleria d’Arte “Alter Ego” a Ponte Tresa (Svizzera) diffondendo ulteriormente il suo impegno nel campo dell’arte e ponendosi quale punto di riferimento per artisti, soprattutto giovani, in un proficuo incontro culturale tra Italia e Svizzera.
Nel 2012 è stato invitato dal Comune di Balerna ad esporre una propria personale nella suggestiva Sala del Torchio, un riconoscimento della maturità artistica raggiunta tra i più prestigiosi del Canton Ticino.
Le sue opere si trovano in collezioni private in diversi Paesi europei ed extraeuropei.
“VISIONI” – Mostra personale di Andrea Scacciotti
Vernissage: VENERDI’ 13 SETTEMBRE 2019, ore 18:00
Presentazione a cura di Emanuela Rindi
Dal 13 al 30 settembre 2019
Ottica Meier+Gaggioni SA – Via Praella, 15 – 6850 Mendrisio (CH)
Orari di apertura:
Da Lunedì a Venerdì 8.00-12.00 13.30-18.30 | Sabato 8.00-17.00

Per informazioni:
Galleria Alter Ego | contatti@alteregogallery.com | www.alteregogallery.com
Tel. +41 (0) 793572548 | +39 3495259573

Sito personale: www.andreascacciotti.com

Aldo Rota, “Energy of space “

PH. Erica Tamborini
PH. Erica Tamborini

ALDO ROTA, ENERGY OF SPACE.  CELEBRATING FIFTY YEARS OF MAN ON THE MOON

Un progetto artistico di Erica Tamborini

Martedì 16 luglio 2019, alle ore 11.00, in occasione delle celebrazioni dello storico sbarco dell’uomo sulla Luna nel 1969, inaugurerà la mostra monografica del pittore Aldo Rota dal titolo Aldo Rota, Energy of Space. Una mostra ideata da Erica Tamborini allestita nelle Club SEA Lounges del Terminal 1 dell’Aeroporto di Milano Malpensa, un luogo che si impone sempre più come polo culturale in grado di coniugare istanze territoriali e internazionali.

I viaggiatori, in transito presso lo scalo aeroportuale, saranno accolti fino al 30 novembre da questa mostra che propone una serie di dipinti selezionati dai reiterati cicli che negli ultimi anni il maestro Aldo Rota ha dedicato all’astro sidereo. Sono trenta opere pittoriche del Maestro, realizzate fra il 2015 e il 2019, distribuite nelle sale vip dell’aeroporto.

“Si tratta di intense ed emozionanti pitture che – spiega Erica Tamborini – sono costituite da tele di straordinario impatto visivo in virtù delle loro elaborate cromie in cui l’iconografia lunare si fa pretesto per la realizzazione di una splendida action painting dove astrazione e figurazione si fondono, generando inattesi testi pittorici di indubbia valenza estetica”. Sono quadri “astratti” e “materici”, “figurativi e non-figurativi” di grande suggestione, in merito a cui dichiara ancora Tamborini: “Realizzati con pigmenti puri, trattano il tema della Luna attraverso un susseguirsi di immagini, di impronte e rilievi che conferiscono all’astro sidereo un carisma particolare, ora declinato in un valore simbolico, ora in un sogno, ora piuttosto in un’allusiva restituzione naturalistica, se non in una proiezione scientifica richiamante sottotraccia i precedenti studi leonardeschi sul tema”.

L’evento che alle ore 11.00 del 16 luglio inaugurerà ufficialmente la mostra si propone come uno ‘happening’ che coniuga l’eccezionale concomitanza di due celebrazioni: il cinquantesimo anniversario dello storico allunaggio di Apollo 11 e la ricorrenza dei cinquecento anni della scomparsa di Leonardo da Vinci. L’evento sarà scandito da più momenti: istituzionali, culturali, ma anche artistico-performativi. Un’esperienza sinestetica che, nella concezione di Erica Tamborini, ideatrice e curatrice della manifestazione, si attua attraverso l’incontro delle “Lune” dipinte da Aldo Rota con un brano musicale inedito, realizzato come colonna sonora per questa occasione da Dario Baldan Bembo. Per questo è stato coinvolto il noto cantautore de L’amico è, sigla del memorabile Superflash di Mike Buongiorno, e di musiche indimenticabili interpretate da artisti assai noti come Mia Martini, Renato Zero, Mina.

Nel corso dell’inaugurazione il maestro Aldo Rota presenterà un nuovo dipinto, realizzato per l’occasione: un grande trittico che da una parte condensa le sue ricerche pittoriche coronando la serie Above us dedicata alla Luna, dall’altra è un omaggio a Leonardo e alla sua Ultima cena di Santa Maria delle Grazie a Milano.

Sarà presente Dario Baldan Bembo che, per parte sua, proporrà il brano musicale inedito realizzato per Malpensa, che dà voce alla Luna attribuendole una commovente personificazione. Si tratta di una composizione classica richiamante i suoi brani più mistici ed eterei, da Aria a Soleado, da Gabbiani ad alcuni brani contenuti dell’album Spirito della Terra, facendo rivivere l’emozione e lo stupore che hanno accompagnato la sua carriera.

Infine, sarà presentato un video d’autore come sintesi visiva che, unendo le immagini di Rota, la musica di Baldan Bembo, con le immagini e la voce che hanno annunciato in mondovisione lo sbarco sulla Luna del 1969, insisterà sul valore della comunicazione che ha giocato allora un ruolo cruciale nel veicolare nell’immaginario collettivo questo avanzamento scientifico. Il video di Erica Tamborini è stato realizzato appositamente per rendere esplicita la poetica che disciplina la manifestazione e proporre per immagini il senso dell’evento. L’idea di questo video è quella di dare piena visibilità a questo accadimento sinestetico in cui arte, musica, storia offriranno, nel misurarsi con la contemporaneità, un’inedita riflessione sulla percezione visiva come atto conoscitivo e al tempo stesso come inatteso e spaesante svelamento di un altro vedere attraverso l’incontro con l’arte. Un vedere oltre ogni possibile vedere.

Durante il vernissage si brinderà con “Apollo 11”, il liquore-aperitivo originale del 20 luglio 1969, creato da Piero Pirola il giorno stesso in cui il primo uomo è sbarcato sulla Luna.