“Grow”, opera d’arte di Daan Roosegaarde

Grow
Grow

L’opera d’arte da 20.000 mq, intitolata GROW, di Daan Roosegaarde esalta la bellezza dell’agricoltura
La nuova opera d’arte GROW del designer olandese Daan Roosegaarde è un omaggio alla bellezza e all’importanza dell’agricoltura. In un paesaggio da sogno, bagliori di luce blu e rossi si diffondono come onde su 20.000 mq di terreno agricolo, avvolti nell’oscurità. GROW si ispira alla scienza ed esplora come specifici sistemi di luce possano migliorare la crescita e la resistenza delle piante.
Di solito non ci accorgiamo di queste enormi aree coltivate, eppure il suolo e i frutti della terra ci nutrono ogni giorno e ci permettono di vivere. GROW sottolinea l’importanza dell’innovazione nel sistema agricolo: in che modo la progettazione avanzata dell’illuminazione può aiutare le piante a crescere in modo più sostenibile? Come facciamo a rendere all’agricoltore l’onore che merita?
GROW è un’opera d’arte e il prototipo di un modo più sostenibile di produrre cibo.
GROW consiste in un sistema a LED ad alta densità che proietta luci rosse e blu, che si alzano e si abbassano a mo’ di onda, sulle foglie delle piante. Si ha così la sensazione che infinite “luci danzanti” attraversino l’enorme campo agricolo. La luce è poetica e si ispira alle tecniche più avanzate di fotobiologia: le luci blu e rosse favoriscono la crescita delle piante e l’effetto dei raggi ultravioletti attiva il sistema di difesa delle piante, riducendo del 50% l’uso di pesticidi.
Il film GROW ( https://studioroosegaarde.net/project/grow ) mostra lo sviluppo di questo radioso paesaggio da sogno. È anche una sorta di appello alla luce e al suo valore in questi tempi oscuri. GROW è un bene per la natura, ma dona anche una luce di speranza alle persone. Dà un nuovo significato alla parola “agricoltura”, riformulando il paesaggio come opera d’arte culturale vivente.
GROW fa parte del programma “artist-in-residence” della Rabobank. Daan Roosegaarde e il suo team di designer ed esperti hanno sviluppato GROW per due anni, sulla base di sessioni di esperti con lo Studio Roosegaarde, la rinomata Wageningen University & Research, Springtij Forum e il World Economic Forum di Davos. È il primo di una serie di paesaggi onirici dello Studio Roosegaarde, che mostra la capacità di combinare arte e scienza per affrontare sempre nuove sfide.
Wiebe Draijer, presidente del consiglio di amministrazione della Rabobank, commenta: “È molto stimolante lavorare con un artista come Daan Roosegaarde su un progetto che ha lo scopo di rendere il mondo migliore”.
L’artista e autore di GROW Daan Roosegaarde: “GROW è il paesaggio da sogno che mostra la bellezza della luce e della sostenibilità. Non come utopia, ma come sistema che migliora passo dopo passo”.
Prof. Dr. Wargent, PhD, Chief Science Officer di BioLumic, leader mondiale nella fotobiologia delle piante: “GROW è un progetto affascinante ed è supportato da una ricerca scientifica che dimostra che specifici sistemi di luce possono promuovere la crescita delle piante e ridurre l’uso di pesticidi fino al 50%”.

“Pietra plasmata” mostra di Riccardo Monachesi

Pietra plasmata
Pietra plasmata

Pietra plasmata

Roma 22 dicembre 2020- 31 gennaio 2021

Le opere in creta di Riccardo Monachesi a dialogo con una collezione inestimabile di sculture e frammenti antichi, per una mostra che parte dalla cultura classica per arrivare al contemporaneo

L’opera contemporanea di un artista della creta e una raffinata collezione di marmi antichi, per una mostra che mette a dialogo l’arte classica dei reperti in pietra con la produzione di un grande scultore dei nostri tempi.
È questo il cuore della mostra “Pietra plasmata”, organizzata da Raffaella Lupi della Galleria Sinopia e Barbara Mazzi Pensieroso di FraMmenti Club, che porta al pubblico una selezione di opere di Riccardo Monachesi in relazione alle pietre d’epoca della collezione privata di Carlo Mazzi: frammenti di sculture antiche, fregi intarsiati, capitelli e portali in travertino, che trovano alloggio nel Palazzo delle Pietre, sede dell’esposizione.
La mostra espone 34 opere, che rappresentano una summa significativa degli oltre quarant’anni della prolifica attività in creta dello scultore romano; dai lavori più recenti, come la serie inedita Do ut des, ultimata quest’anno e creata durante il periodo di lockdown, alla collezione Cubi (prodotta dal 2003 al 2018) e Pneuma (degli anni 2010 e 2011), passando per le opere realizzate a quattro mani con Elisa Montessori (dal 2009 al 2013) scelte all’interno di quella stessa produzione che la Galleria Nazionale di Arte Moderna ha acquisito nel 2011 e collocato presso il Museo Boncompagni Ludovisi.
A fare da fil rouge al percorso espositivo di “Pietra plasmata” è il continuo dialogo fra le opere dell’artista e la collezione di pietre d’epoca presente nel palazzo. Le sculture di Monachesi sono accostate a cosmatesche, tarsie policrome, capitelli corinzi, oggetti che risalgono a diversi periodi, da quello romano imperiale -I secolo a.C. e III secolo d.C.- all’epoca romanica e al Rinascimento.
«Questa mostra – afferma la gallerista Raffaella Lupi, organizzatrice dell’esposizione insieme a Barbara Mazzi Pensieroso – rappresenta quel dialogo fra epoche e arti diverse fra loro ma anche fra materiali differenti, che metto al centro della mia ricerca; quello che mi guida, poi, è la materia, su cui l’essere umano ha costruito la sua storia».
Le opere dello scultore sono oggetti senza tempo, elementi astratti dalla grande forza espressiva e attualità ma che utilizzano forme archetipiche e tecniche antiche per rappresentare un mondo arcaico dalla dimensione misteriosa.
Barbara Mazzi Pensieroso, organizzatrice della mostra insieme a Raffaella Lupi: «Questa mostra riflette lo spirito con il quale abbiamo dato vita al FraMmenti Club, un luogo in cui la materia degli spazi incontra l’esperienza della conoscenza, dando voce alle eccellenze a ai talenti presenti sul territorio, per condividere e promuovere l’arte e la cultura del bello».

La mostra si svolge nel rispetto della normativa in materia di prevenzione della diffusione del contagio, per questo motivo l’ingresso è consentito a un numero massimo di 6 persone ogni ora (info e prenotazioni a info@frammenti.club). A gennaio verrà realizzato un video di documentazione e approfondimento del percorso espositivo, in modo da poter ampliare la partecipazione anche da remoto.

Le opere di Riccardo Monachesi

La collezione Pneuma raccoglie vasi, alcuni dalle dimensioni rilevanti, altre ridotte, oggetti archetipici del panorama domestico, del tutto svincolati dall’uso comune, che nascondono una natura complessa. Le sculture di questa collezione abbandonano la loro funzione originaria per diventare forme organiche, dalle volumetrie importanti e i colori saturi, che segnano lo spazio con profili che ricordano quelli del corpo umano, quasi fossero cose vive.

«Volevo che ci fosse l’aria nel vaso – afferma Riccardo Monachesi- come fossero oggetti elastici, duttili che si dilatano con l’aria, che si riempiono come gonfiati con il fiato». Opere dalle dimensioni importanti, che sono state create dallo scultore attraverso il procedimento completamente manuale a colombino, una tecnica antichissima, impiegata originariamente dalle popolazioni del Sud America, che fa uso di piccoli rotoli di creta, sovrapposti gli uni agli altri fino al compimento della forma, successivamente levigati esternamente a mano e infine cotti.

Con i Cubi, invece, lo scultore si dedica alle forme pure, sebbene dalle linee tormentate, come se dessero corpo ad antiche memorie che toccano nel profondo.

Si torna all’archetipo del vaso con la selezione di opere realizzate dal 2009 al 2013 a quattro mani con un’artista di rilevo del panorama internazionale, Elisa Montessori; in questo caso Monachesi ha modellato le forme che successivamente sono state dipinte da Montessori. I lavori sono stati scelti all’interno di quella stessa produzione che la Galleria Nazionale di Arte Moderna ha acquisito nel 2011 e collocato presso il Museo Boncompagni Ludovisi.

Infine la collezione di coppe Do ut Des, che viene esposta al pubblico per la prima volta in questa occasione, realizzata quest’anno durante il periodo del lockdown, è ispirata alla figura di sant’Alessio e al gesto del ricevere e dell’offrire un dono, riferite alle vicende agiografiche.

www.riccardomonachesi.com

I promotori

Cloe Berni e Raffaella Lupi – Galleria Sinopia

Nel centro storico della Capitale, la Galleria Sinopia è il punto d’incontro fra arte, design, antiquariato ed eccellenza manifatturiera, presentando una selezione accurata di pezzi unici, collezioni di autori di rilievo del panorama nazionale e internazionale.
Dal 1988 la Galleria Sinopia è un luogo in cui sperimentare associazioni fra l’oggetto d’epoca e l’opera d’arte contemporanea, l’arredamento antiquario e la forza del design, con una particolare attenzione per la produzione in edizione limitata. La galleria recupera la tradizione della bottega rinascimentale, un hub creativo che fa da fulcro alla ricerca di innovazione, recuperando un patrimonio di saperi, promuovendo il know-how dei maestri artigiani della Capitale, detentori di una lunga storia e tradizione. Una continua sperimentazione accompagnata da uno scouting di nuovi talenti mette a dialogo la produzione sperimentale con la valorizzazione del patrimonio artistico.

Barbara Mazzi Pensieroso – FraMmenti Club

FraMmenti Club è un posto nel cuore di Roma, fra il Pantheon e Piazza Navona, che propone una serie di incontri volti a far emergere i tanti talenti dei maestri artigiani che popolano Roma, a valorizzare quell’“intelligenza delle mani” che determina l’eccellenza del made in Italy e che altrimenti rimarrebbe sottottraccia. Con la direzione di Barbara Mazzi Pensieroso, l’attività del circolo punta a favorire la conoscenza e l’arte, a promuovere lo scambio culturale, per dare vita a un luogo di lavoro, di pensiero e d’incontro attorno ai valori della bellezza e del sapere, per valorizzare e condividere la storia e la grande eredità culturale che la Capitale custodisce, per farne patrimonio di tutti e fonte di scambio partecipe di conoscenze. FraMmenti Club si trova nel Palazzo delle Pietre, un edificio del Quattrocento nel cuore antico della Città Eterna, dimora storica e residenza di charme con otto appartamenti e una sala meeting, che mettono a dialogo passato e presente, storia e contemporaneità; un progetto ideato e fortemente voluto da Carlo Mazzi, padre di Barbara Mazzi Pensieroso, che qui espone la sua collezione di pietre antiche, insieme ad arredi scelti del migliore design made in Italy.

 

Las.fair, manifestazione artisti emergenti

Las.fair
Las.fair

LAS.fair

una nuova manifestazione rivolta agli artisti emergenti

Fino al 7 febbraio 2021 è possibile inviare le domande di partecipazione: www.lasfair.com

La città di Pescara è nota per il suo singolare apporto nel mondo dell’arte contemporanea, soprattutto a partire dagli anni ’70, e grazie all’impegno e all’ingegno di numerose personalità che si sono affermate nel panorama delle arti e del mecenatismo.

Da questo orizzonte culturale, vivace e propulsivo, nasce LAS.fair, una nuova manifestazione d’arte contemporanea rivolta agli artisti emergenti che si terrà il 28, 29 e 30 maggio 2021 presso l’Aurum – iconica architettura a ridosso della Pineta Dannunziana – e on line sul sito www.lasfair.com.

Fino al 7 febbraio 2021 alla pagina https://lasfair.com/iscrizione/ artisti e collettivi di artisti potranno sottoporre la domanda di partecipazione all’evento.

Le candidature sono riservate agli artisti emergenti che lavorano con la fotografia, le arti visive, la grafica e l’illustrazione. Saranno ammessi alla manifestazione:

– 50 artisti all’interno degli spazi espositivi dell’Aurum

– 25 artisti nella fiera digitale

– 25 artisti per l’e-commerce: questi ultimi avranno la possibilità di mettere in vendita un massimo di 3 opere all’interno dello spazio virtuale del sito www.lasfair.com

Per garantire la qualità delle opere presentate, la selezione sarà valutata da un team curatoriale composto da Alberto Dambruoso, storico dell’arte e curatore indipendente, direttore artistico LAS.fair; Giuliana Benassi, curatrice indipendente e storica dell’arte; Valentino Catricalà, studioso, curatore e critico d’arte; Manuela De Leonardis, storica dell’arte, giornalista e curatrice indipendente; Maria Chiara Valacchi, critica d’arte e curatrice indipendente.

LAS.fair

Tre sale espositive attrezzate per un totale di oltre 1000 mq, un auditorium da 70 posti per ospitare talk con esperti e protagonisti del mondo dell’arte contemporanea e attività come workshop e masterclass.

L’obiettivo di LAS.fair è quello di offrire ai giovani artisti l’opportunità di presentare fisicamente i loro lavori in un contesto aperto e stimolante, ma anche favorire momenti di incontro, discussione, scambio e crescita che diano vita a sinergie, collaborazioni, nuove opportunità e progetti. Un movimento creativo, dunque, che si propone di contribuire al tessuto culturale e artistico della città, con l’inevitabile proposito di affermarsi, nel lungo periodo, come una realtà significativa nel panorama dell’arte contemporanea del nostro paese.

Contestualmente alla fiera verrà organizzato anche un ricco programma di eventi collaterali in presenza e on line che andrà a costituire un vero e proprio festival, coinvolgendo artisti di rilevanza nazionale e internazionale, ma anche realtà impegnate nella ricerca e nella promozione, nell’ottica della costruzione di un grande network per l’arte contemporanea.

Scopo della manifestazione è inoltre richiamare l’interesse dei visitatori, dei galleristi e dei collezionisti d’arte contemporanea sulla produzione dei giovani artisti e sull’attività delle realtà culturali che si occupano della loro valorizzazione.

LAS.fair è ideata e organizzata dall’associazione culturale Limite Arti Sicure di Pescara, fondata da Federica Di Ninni, architetto, e Francesca De Salvia, restauratrice e storica dell’arte.

 

Centro arte contemporanea Luigi Pecci

Centro arte contemporanea Luigi Pecci
Centro arte contemporanea Luigi Pecci

Il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci
nel 2020

Nonostante le difficoltà dovute alla pandemia, nel 2020 il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci ha riconfermato la posizione di rilievo nel panorama dei musei e delle istituzioni dedicate all’arte contemporanea in Italia, e grazie alle attività online ha creato uno spazio digitale in cui alimentare il pensiero critico e il confronto con la scena culturale globale.

La capacità di reazione del museo al mutamento di scenario è stata immediata con la creazione del palinsesto Centro Pecci Extra e con l’iniziativa Extra Flags, a marzo durante il lockdown, e con la ricca programmazione proposta subito dopo, da fine maggio con la riapertura.

Dal 15 marzo, quotidianamente, un contenuto culturale originale ha arricchto la Web Tv del museo – dai video d’artista agli approfondimenti sulle mostre, da film passati in programmazione nel cinema del museo a contributi di scrittori, artisti e critici – e settimanalmente è stata commissionata e issata sul pennone davanti al museo una bandiera d’artista, segno di resistenza e di speranza nel mondo reale.

Con la riapertura del 21 maggio il Centro Pecci ha potuto accogliere immediatamente il suo pubblico in piena sicurezza, riaprendo mostre e progetti che erano già in corso, a cui ha affiancato dal 4 giugno la prima mostra italiana dedicata al fotografo e poeta cinese Ren Hang, tragicamente scomparso a neppure trent’anni, noto soprattutto per la sua importante ricerca su corpo, identità, sessualità e rapporto uomo-natura, di una gioventù cinese, libera e ribelle. Una scommessa vinta per affluenza di pubblico e attenzione della critica, anche grazie al filtro Instagram ideato dal Pecci e ispirato a una delle fotografie più iconiche di Ren Hang: Peacock.

Durante l’estate il museo ha messo in campo Pecci Summer: un palinsesto ricco e variegato che ha presentato 10 concerti sold out, 6 talk e 40 film, trasformando il teatro all’aperto del museo in una nuova “piazza” della città, familiare e aperta a tutta la comunità.

In autunno il Centro Pecci si è concentrato su nuove proposte espositive originali (temporaneamente sospese con la nuova chiusura dei musei italiani a novembre): la prima personale in un museo dedicata al fotografo Jacopo Benassi; la mostra collettiva Protext! Quando il tessuto si fa manifesto che attraverso il lavoro di Pia Camil, Otobong Kkanga, Vladislav Shapovalov, Tschabalala Self, Marinella Senatore, Serapis Maritime Corporation and Güneş Terkol esplora il ruolo del tessuto non solo nei dibattiti critici su lavoro, identità e cambiamento ambientale ma anche come medium per eccellenza nella rappresentazione del dissenso; il progetto Litosfera, che mette in dialogo il video A Fragmented World (2016) di Elena Mazzi e Sara Tirelli con l’installazione ambientale Produttivo (2018-2019) di Giorgio Andreotta Calò: due progetti nati dal desiderio di rappresentare forze e materie che nel corso di ere geologiche hanno dato forma al nostro pianeta; la presentazione della nuova acquisizione RAID, video di Marcello Maloberti.

Da inizio novembre, con la nuova chiusura nazionale di tutti i musei e delle mostre, il Centro Pecci ha dato vita al palinsesto digitale Pecci ON, con cui il museo sottolinea ancora una volta come un’istituzione d’arte contemporanea abbia il ruolo di catalizzatore per la propria comunità, di antenna che capta il presente attraendo idee, voci, artisti per leggere le evoluzioni del nostro tempo e poi restituirle amplificate al territorio e al mondo. Dal 10 novembre sul sito e sui social si alternano appuntamenti e conversazioni in live streaming, iniziative consolidate e nuovi format, gratuiti e aperti a tutti, come #KeyWords. Parole che aprono il presente, un dialogo tra arte e psicologia, e #Museum2b, un dialogo internazionale sul ruolo delle istituzioni culturali in un momento di forte cambiamento.

Nel corso del 2020 il Centro Pecci ha saputo ripensarsi, attivando nuove strategie, dinamiche e attente alla necessità di appropriarsi di un ruolo sociale più attivo verso un pubblico tornato distanziato ma numeroso sin dal primo giorno di riapertura. “Il ruolo del nostro museo, oggi – sottolinea la Direttrice Cristiana Perrella – è sempre più quello di collettore di energie per il territorio, solo rafforzando il legame del Centro Pecci con Prato, valorizzandone le assonanze e le corrispondenze e stringendo ulteriormente i legami esistenti o creandone di nuovi, possiamo garantire al museo la sua centralità. In questi tempi difficili il Centro Pecci vuole continuare a essere la casa di chi ama l’arte e la cultura, un luogo capace di parlare a tutti. La nostra missione è di continuare a crescere con il nostro territorio, per tornare ad aprirci, non appena possibile, al mondo intero.”

 

Capodanno Milano 2021

Pensieri Illuminati
Pensieri Illuminati

CAPODANNO MILANO 2021. MUSICA, IMMAGINI E PAROLE PER ILLUMINARE LA NOTTE DI SAN SILVESTRO CON UN’OPERA D’ARTE “TOTALE” DA VIVERE IN STREAMING

Dalle 22.30 del 31 dicembre “Pensieri Illuminati” di Felice Limosani e Beatrice Venezi sarà trasmesso su Live-now.com, Repubblica.it, YesMilano.it e Video.sky.it/arte

Cartella stampa completa e immagini al link:

www.pensierilluminatimilano.it

Il 31 dicembre il cuore di Milano si accenderà con l’arte per scandire il passaggio tra il 2020 e il 2021. Un Capodanno diverso che il Comune di Milano ha scelto di celebrare con “Pensieri Illuminati” di Felice Limosani e Beatrice Venezi, un’opera d’arte “totale” che unisce arti visive digitali, musica orchestrale diretta dal vivo, canto e prosa teatrale nei luoghi simbolo della vita civile, culturale e religiosa di Milano: la Sala Fontana al Museo del Novecento, la Sala delle Cariatidi a Palazzo Reale, il sagrato e la facciata del Duomo.

Un progetto artistico multidisciplinare aperto ai cittadini, in cui i pensieri di tutti potranno essere simbolicamente protagonisti della notte di San Silvestro, evocando lo stringersi in un abbraccio collettivo in Piazza del Duomo.

Fino al 31 dicembre infatti chiunque potrà lasciare sul sito www.pensierilluminatimilano.it un pensiero breve e semplice come un tweet, ispirato a uno dei tre temi dell’opera: Creato, Umanità e Futuro.

La notte del 31 dicembre, i messaggi del pubblico saranno trasformati dall’artista Felice Limosani in una grafica animata e proiettata sulla monumentale facciata della Cattedrale, che diventerà così lo sfondo di una partitura visiva capace di ricreare la presenza, se pure virtuale, della cittadinanza nel luogo che più rappresenta Milano.

La serata si aprirà nella Sala Fontana del Museo del Novecento per poi spostarsi nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale con una performance musicale che reinterpreterà alcuni brani della tradizione classica, eseguiti al piano dal Maestro Beatrice Venezi e ibridati con la video arte e le sonorità elettroniche create da Felice Limosani.

Il programma proseguirà con il repertorio musicale suonato dai 52 elementi dell’Orchestra ‘I Pomeriggi Musicali’ e interpretato dalla soprano Francesca Manzo, diretti dal Maestro Venezi.

Simultaneamente, il sagrato del Duomo diventerà il palcoscenico su cui dieci attori della Civica Scuola di Teatro ‘Paolo Grassi’ daranno voce e corpo a una selezione di messaggi inviati sul sito www.pensierilluminatimilano.it. La mezzanotte sarà scandita dalla video installazione “Pensieri Illuminati” narrata da Alessandro Preziosi, grazie alla collaborazione con la Veneranda Fabbrica del Duomo.

“Pensieri Illuminati” verrà trasmesso dalle 22.30 del 31 dicembre sulle piattaforme Live-now.com, Repubblica.it, YesMilano.it e Video.sky.it/arte, dando vita a una serata unica: le note dell’Orchestra, l’architettura trasformata dai pixel luminosi e le parole recitate daranno forma a pensieri, riflessioni e speranze, trasformandoli in emozioni.

Promosso dal Comune di Milano e prodotto da Comune di Milano, Videomobile e Area 62, “Pensieri Illuminati” è un progetto di Felice Limosani e Beatrice Venezi, con la regia di Marco Boarino, realizzato in collaborazione con Capitolo Metropolitano e Veneranda Fabbrica del Duomo.

Partner artistici del progetto sono l’Orchestra ‘I Pomeriggi Musicali’ e la Civica Scuola di Teatro ‘Paolo Grassi’ – Fondazione Milano.

Si ringraziano gli sponsor Swarovsky e Colmar; il partner tecnico per lo streaming e la messa in onda Live Now; il global technical partner per audio, luci, video e strutture AMG; i partner tecnici My Chef e Starhotels; i media partner Radio Capital, Radio Dee Jay e Sky Arte; IGP Decaux e Virginio Guastoni.

Si ringraziano anche Prefettura di Milano, Questura di Milano, Direzione Area Spettacolo – Ufficio Eventi, Palazzo Reale, Museo del Novecento.

“Il 2020 ci ha messo di fronte a prove e sfide che mai avremmo immaginato. Abbiamo reagito alle difficoltà e al dolore e lo abbiamo fatto tutti insieme. Il cammino per tornare alla normalità è ancora lungo, ma finalmente siamo sulla buona strada. Ora non ci resta che concludere questo anno, con un Capodanno che ci dia speranza e bellezza e ci unisca in un unico grande e possibile abbraccio. Per questo abbiamo scelto il simbolo della nostra città, il Duomo, e lo illumineremo con i pensieri delle milanesi e dei milanesi e di tutti coloro che vorranno lasciare un messaggio. È il cuore di questa città che guarda avanti oltre ogni avversità e costruisce il suo futuro, come ha sempre fatto. Perché Milano è e vuole essere ancora una grande Milano.”

Giuseppe Sala, Sindaco di Milano

“Quando ho ricevuto la prima telefonata dall’assessore Filippo Del Corno, ho subito coinvolto nel progetto sia l’anima religiosa della Cattedrale, ovvero il Capitolo con l’Arcivescovo, sia la struttura gestionale che da 633 anni custodisce e rende sempre più attraente la ‘Casa di tutti i Milanesi’. In questo anno 2020 che si chiude, è importante e significativo che tutti insieme viviamo la notte che segna nell’Occidente la fine di un tempo e soprattutto ci apre ad accogliere il dono di una nuova alba. Tutti attendiamo quest’alba di luce! Sant’Ambrogio, commentando il Salmo 118 diceva: «Preveniamo lo spuntar del sole, andiamogli incontro prima che sorga, prima che dica ‘Eccomi’ (Is 58, 9). Il Sole di giustizia vuol essere prevenuto e aspetta chi lo previene. Ecco in che modo desidera di essere prevenuto: ‘Mostrati zelante e ravvediti. Ecco io sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui’ (Ap 2,16 e 3,20)». Ciascuno di noi, più o meno consciamente, attende questo Sole che sorge da Oriente e porta benedizione e pace a tutti.

La grafica generativa usata da Felice Limosani sulla facciata della Cattedrale, la musica eseguita dagli artisti dei ‘Pomeriggi Musicali’ sotto la direzione del Maestro Beatrice Venezi, peraltro recentemente designata quale ambasciatrice delle iniziative promosse dalla Veneranda Fabbrica a sostegno degli interventi di restauro del Duomo, con i pensieri augurali che i cittadini potranno inviare agli organizzatori dell’evento saranno gli “angeli” di questo augurio di Buon 2021 per l’intera città e per tutti coloro che amano il nostro Duomo.”

Mons. Gianantonio Borgonovo, Arciprete del Duomo di Milano

“L’arte, nella sua bellezza universale, è anche pensiero e riflessione. Con questo spirito abbiamo concepito il Capodanno 2020-2021 di Milano. A guidarci è stato un pensiero rivolto alle vittime del Covid, al lutto delle famiglie e al personale sanitario. La riflessione che ne è nata si è arricchita delle nuove esigenze di questo tempo, dal cambiamento culturale alla rinascita collettiva, fino al bisogno di pensieri illuminati per noi stessi, per gli altri, per tutti.

Il prossimo Capodanno sancisce per la storia l’era del prima e dopo Covid. Una ricorrenza che nei secoli ha scandito la tradizione popolare con rimandi festosi, culminati in un conto alla rovescia collettivo nelle case e nelle piazze, e che questa volta dovrà porsi con toni diversi per civiltà, rispetto sociale e garbo istituzionale, senza per questo abbandonare l’umana gioia, le premesse di avvenire e l’amore per il futuro. Pensieri Illuminati non sarà il titolo di un evento, ma il tributo a chi, attraverso l’atto apparentemente immateriale del pensare, ha contribuito al progresso umano, culturale e ambientale, lasciando cause ed effetti positivi sulla vita delle generazioni future. Sarà una manifestazione di speranza per il futuro, che nella notte più simbolica dell’anno ci unirà tutti in un unico abbraccio collettivo, carico di fiducia per il domani.”

Felice Limosani e Beatrice Venezi

“Essere parte della costruzione di un’opera d’arte che ha come sua nascita la necessità della partecipazione delle persone – senza luogo, senza barriere, senza confini – è di per sé un valore unico. Una connessione simbolica che trova il suo fine in un’installazione dinamica che trasforma i pensieri in immagini capaci di accendere la speranza e di generare bellezza.

L’arte forse non risolve i problemi ma riempie il cuore e nutre l’anima di chi la osserva. Lo straordinario di Pensieri Illuminati sta nella sua poliedricità, capace di coniugare musica, teatro e tecnologia in un’opera totale senza precedenti, baluardo di una nuova forma d’arte innovativa e rivolta al futuro.

Questo Capodanno è uno splendido esempio di collaborazione virtuosa fra pubblico e privato, che ha dato la possibilità a operatori coraggiosi e visionari di reagire e di tornare a lavorare proprio alla fine di un anno difficile. Per chi come noi vive di arte e cultura, il futuro deve ricominciare da oggi: Capodanno è il giorno migliore per questo simbolico nuovo inizio.”

Eric Galiani, produttore esecutivo Pensieri Illuminati Milano

“L’arte, la musica, la danza, sono oggi più importanti che mai. Sono uno strumento democratico, accessibile a tutti. Sono parte dei valori e patrimonio del nostro Paese. Per questo abbiamo, con grande piacere, sposato quest’iniziativa, che sentiamo molto vicina. Vogliamo essere testimoni ma anche portavoce di un messaggio di positività e di riflessione. Questo evento rappresenta un momento per ascoltare, guardare, godere della bellezza intramontabile che l’arte rappresenta… con discrezione e incantati da tanta magia…”

Stefano Colombo, Sales & Marketing Manager di Colmar

“LIVENow è orgogliosa di supportare l’innovativo progetto promosso dal Comune di Milano in occasione di un Capodanno carico di difficoltà, ma anche colmo di speranza e coraggio.

Ed è proprio la speranza il messaggio su cui si fonda un’iniziativa che celebra il potere della condivisione attraverso il coinvolgimento attivo di tutti i cittadini in un momento storico senza precedenti e caratterizzato da una parola ricorrente: limiti. Creato, umanità e futuro sono i temi a cui chiunque si potrà ispirare per condividere il proprio messaggio che durante la serata si trasformerà in un pensiero illuminato.”

Andrea Hofer, MD LIVENow Italia

“Abbiamo abbracciato il progetto Pensieri Illuminati perché va a toccare corde delicate non solo per l’azienda, ma anche per tutti noi come singoli. L’arte ci ha salvati quando eravamo costretti da soli in casa, senza possibilità di entrare in contatto con alcuno e avere attorno l’affetto dei nostri cari. L’arte ci ha salvati, guidati e consolati mentre guardavamo un film, ascoltavamo una canzone o

leggevamo un libro. Allo stesso modo vogliamo salutare l’anno vecchio e accogliere quello nuovo: attraverso la cultura. Vogliamo rendere grazie all’arte che ha creato speranza, unione fraterna e visione comune e che resiste oggi assieme a tutti i protagonisti che ci lavorano all’interno.

Per questo motivo abbiamo deciso di supportare il progetto, per restituire all’arte ciò che ci ha donato, auspicando che piazza del Duomo – come tutte le piazze d’Italia e del mondo – possa tornare presto a riecheggiare delle voci delle persone. Ripartiamo da Milano, protagonista dei primi focolai della pandemia: che questo Capodanno possa riscaldarci tutti con i suoi Pensieri Illuminati.”