Eventi per bambini: “Seme di mela”

Seme di Mela
Seme di Mela

Il nuovo appuntamento della rassegna “Teatro piccolissimo… e non solo” organizzata dallo Spazio Teatro 89 di via Fratelli Zoia 89, a Milano, è in programma domenica 2 febbraio (ore 11; ingresso 8 euro) con lo spettacolo “Seme di mela”, prodotto e rappresentato dal Teatro del Buratto e indicato per bambini di età compresa fra due e cinque anni.

Al centro della scena, uno spazio circolare, delimitato da tappetini e cuscini colorati, dove i bambini possono trovare un posto per sedersi. Al centro di questo spazio rotondo – il luogo del racconto e dell’ascolto – ci sono un grande piatto colmo di terra (“il mondo della terra”) e due attrici.

Attraverso i momenti dell’esplorare, del toccare e del reinventare creativamente lo spazio e la materia terra, i bambini riconoscono e scoprono i meccanismi, i gesti e le emozioni di un “loro” giocare: un viaggio appassionante nel mondo segreto del “sotto la terra”, dove hanno casa animali piccoli e grandi e dove, nella sua tana, la famiglia DeTopis attende l’arrivo della primavera.

Anche un piccolo seme di mela, nero come l’occhio di un topolino, aspetta. Il seme di mela ha la sua casa piccina piccina nel cuore della terra e attende, con pazienza, che qualcosa accada. Proprio come per ogni bambino, anche il seme ha bisogno di tempo per crescere, ma pure di amore, di acqua pura e di buon cibo.

Più che uno spettacolo, “Seme di mela” è, in fondo, un gioco per raccontare con semplicità e in modo divertente che i bambini sono una piccola parte di un grande mondo, pieno di meraviglie. Un mondo di cui bisogna prendersi cura, un mondo da rispettare e da amare.

“Cre8 – Creating the Station of the Future”

Q8_VilloresiEst-
Q8_VilloresiEst-

Regione Lombardia e’ sempre piu’ pronta a salvaguardare l’ambiente aiutando l’utilizzo di carburanti alternativi.
E’ questo il senso della presenza dell’assessore Alessandro Mattinzoli, con delega allo Sviluppo Economico all’inaugurazione, avvenuta nei giorni scorsi sull’A8 Milano-Laghi, dell’area di Servizio Villoresi Est.

L’impianto, inserito nel progetto “Cre8 – Creating the Station
of the Future” di Q8, e’ stato realizzato infatti con il supporto dei fondi del “Connecting Europe Facility” dell’Unione Europea, per la realizzazione di nuove infrastrutture per i veicoli a carburanti alternativi lungo la TEN-T Core Network, gli assi centrali della Rete Transeuropea dei Trasporti.

 Questa nuova stazione offre un multiprodotto ecologico: gpl, ricarica elettrica, soluzioni innovative di efficientamento energetico, l’impiego di materiali riciclabili e l’utilizzo di energie rinnovabili ed ha il tredicesimo impianto a metano su rete autostradale, una dotazione che pone la Lombardia al primo posto in Italia.

 “Villoresi Est rappresenta un modello di eccellenza in termini di mobilita’ sostenibile” ha spiegato l’assessore lombardo. “Qui parliamo di mobilita’ sostenibile, economia circolare e di carburanti a bassa
emissione: su questi temi l’impegno di Regione Lombardia e’
totale. Infatti – ha continuato Mattinzoli – attraverso queste nuove forme si trovano modelli innovativi di economia, nuovi sistemi per fare sviluppo e occupazione. E’ una vera e propria rete che si sta muovendo per andare verso un’economia attenta ai problemi ambientali, ma che non va in contrapposizione con lo sviluppo economico”.

“Qui si trova una serie di servizi che mettono come elemento prioritario l’attenzione verso l’utente. Ed e’ per questo che Regione Lombardia non puo’ che essere presente con i suoi strumenti di governo: la consulta carburanti, la programmazione della rete. Siamo con gli imprenditori per costruire un sistema economico lombardo sempre piu’ in grado di competere con i mercati internazionali andando verso un nuovo modo di fare economia”.

Mattinzoli ha voluto ricordare che in Regione, da qualche giorno, i distributori di gpl hanno toccato quota 201 sul territorio regionale.
“Abbiamo la responsabilita’ di un lavoro in sinergia, dove sono comuni gli obiettivi tra pubblico e privato e non manca la tutela del tessuto sociale”.
“Vogliamo una Lombardia sempre protagonista in Italia, ma soprattutto in Europa perche’ solo con un vero sistema europeo di sviluppo si possono vincere le sfide con le grandi potenze internazionali”, ha concluso Mattinzoli

Premio a Gruppo CAP

Alessandro Russo
Alessandro Russo

Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, è la migliore impresa “under 40” della Regione Lombardia per performance gestionale e affidabilità finanziaria.

Questa è la motivazione con cui ieri Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato dell’unica utility pubblica premiata, ha ricevuto il Premio Industria Felix – L’Italia che compete, giunto alla sua quarta edizione.

Organizzato dal trimestrale Industria Felix Magazine, in collaborazione con Cerved, Università Luiss Guido Carli, Regione Lombardia, A.C. Industria Felix, con il patrocinio di Confindustria e Confindustria Lombardia, il riconoscimento è stato assegnato ieri 23 gennaio a Milano all’Auditorium Testori di Palazzo Lombardia alla presenza del Vicepresidente di Regione Lombardia Fabrizio Sala.

“Sono orgoglioso di ricevere questo premio a nome di tutte le persone che rappresento, collaboratori, Comuni, cittadini che ogni giorno ricevono l’acqua che Gruppo CAP da oltre 90 anni porta nelle abitazioni dei 134 Comuni della Città metropolitana di Milano, ha dichiarato Alessandro Russo. Con una governance gestionale industriale all’avanguardia, rappresentiamo “il pubblico che innova”, con un primato nazionale di 100 milioni di euro di investimenti nel 2019”.

“Imprese competitive, affidabili e sostenibili. In una parola resilienti”: sono circa 32.000 imprese di cui sono 58 le aziende premiate, su un campione di 32mila bilanci relativi al 2018, le società di capitali lombarde con fatturato sopra i due milioni di euro. Di cui solo 2.000 hanno un amministratore delegato “under 40”. Aspetto singolare al di là della retorica, “l’azienda dei Comuni” si rivela essere un’azienda eccellente per performance gestionale e affidabilità finanziaria.

Una realtà che ha fatto della sua natura pubblica una vera e propria leva per innovare ed efficientare il sistema idrico integrato e il territorio dei Comuni presidiati in ottica di economia circolare, grazie agli ingenti investimenti in Ricerca & Sviluppo che hanno sede al Centro Ricerche Salazzurra, polo dell’innovazione per la gestione sostenibile dell’acqua che ospita start up e progetti di simbiosi industriale tra i più avanzati.

Ne è esempio concreto CE4WE, la cui definizione ufficiale è Circular Economy for Water and Energy, tra i 33 progetti vincitori del bando “Call Hub Ricerca e innovazione”, fiore all’occhiello della strategia di Open Innovation della Regione Lombardia.

Comunicato chiusura Milano Serravalle SpA

milano-serravalle
milano-serravalle

A7 MILANO-SERRAVALLE
Per consentire il completamento dei lavori della passerella ciclopedonale di collegamento tra la stazione MM2 di Assago Milanofiori Nord e l’area denominata “Bazzana inferiore”, si rendono necessarie le seguenti chiusure:

– Dalle ore 22:00 di Martedì 28 Gennaio alle ore 06:00 di Mercoledì 29 Gennaio 2019, verranno chiuse al traffico entrambe le carreggiate nord (direzione Milano) e sud (direzione Genova) nella tratta compresa tra lo svincolo di Assago (Km 2+020) e Rotatoria Piazza Maggi (Km A+000), rami di svincolo interclusi ed Aree di Servizio Cantalupa Est e Ovest (Km 0+460) compresi. I percorsi alternativi, indicati in loco, prevedono l’indirizzamento del traffico in viabilità ordinaria. Per il traffico diretto al Q.re Cantalupa verrà istituito specifico itinerario alternativo attraverso lo svincolo Q.re S. Ambrogio / Via Boffalora (Km B+500).

A50 TANGENZIALE OVEST
Per lavori di ammodernamento dei dispositivi sicurvia e impianto di illuminazione, verranno effettuate le seguenti chiusure:

 Dalle ore 22:00 di Lunedì 27 Gennaio alle ore 06:00 di Venerdì 14 Febbraio 2020, rimarrà chiusa al traffico l’Area di Servizio Rozzano Est (Km 24+485) in carreggiata nord (direzione A8-Laghi). Gli utenti in transito potranno utilizzare in alternativa la precedente Area di Servizio San Giuliano Est (Km 29+430) e la successiva Assago Ovest (Km 18+720) presenti sulla medesima tratta e direzione.

– Dalle ore 22:00 di Lunedì 27 Gennaio alle ore 06:00 di Martedì 28 Gennaio 2020, verranno chiusi al traffico i rami di svincolo dell’Interconnessione A50-A7 (Km 20+366) in uscita per Genova e Milano da carreggiata sud (direzione A1-Bologna). I percorsi alternativi, indicati in loco, prevedono l’indirizzamento del traffico allo svincolo S.S.35 Mi-Ticinese (Km 21+386) per la successiva uscita da carreggiata nord. Contestualmente verrà chiuso al traffico il ramo di svincolo dell’Interconnessione A7-A50 in entrata da Milano per la medesima carreggiata sud. Il percorso alternativo, indicato in loco, prevede l’indirizzamento del traffico in direzione nord allo svincolo S.P.59 Corsico/Gaggiano (Km 14+962).

– Dalle ore 22:00 di Lunedì 27 Gennaio alle ore 06:00 di Martedì 28 Gennaio 2020, verrà chiuso al traffico il ramo di svincolo dell’Interconnessione A50-A7 (Km 20+366) in uscita per Genova da carreggiata nord (direzione A8-Laghi). Il percorso alternativo, indicato in loco, prevede l’indirizzamento del traffico allo svincolo Assago (A7, Km 2+020) per il successivo ingresso in direzione Genova. Contestualmente verrà chiuso al traffico il ramo di svincolo dell’Interconnessione A7-A50 in entrata da Genova per la medesima carreggiata nord. Il percorso alternativo, indicato in loco, prevede l’indirizzamento del traffico in direzione sud allo svincolo S.S.35 Mi-Ticinese (Km 21+386) per il successivo ingresso in carreggiata nord.

– Dalle ore 22:00 di Martedì 28 Gennaio alle ore 06:00 di Mercoledì 29 Gennaio 2020, verranno chiusi al traffico i rami di svincolo in entrata da S.S.494 provenienze MI-Lorenteggio e Vigevano (Km 13+901) per carreggiata nord (direzione A8-Laghi). I percorsi alternativi, indicati in loco, prevedono l’indirizzamento del traffico in direzione sud allo svincolo S.P.59 Corsico-Gaggiano (Km 14+962) per il successivo ingresso in carreggiata nord. Contestualmente verrà chiuso al traffico il ramo di svincolo in uscita per S.S.494 direzione Vigevano (Km 13+901) dalla medesima carreggiata nord. Il percorso alternativo, indicato in loco, prevede l’indirizzamento del traffico sul medesimo complesso di svincolo (uscita MI-Lorenteggio).

– Dalle ore 22:00 di Mercoledì 29 Gennaio alle ore 06:00 di Giovedì 30 Gennaio 2020, verranno chiusi al traffico i rami di svincolo in uscita per S.S.494 direzioni MI-Lorenteggio e Vigevano (Km 13+901) da carreggiata nord (direzione A8-Laghi). I percorsi alternativi, indicati in loco, prevedono l’indirizzamento del traffico allo svincolo Cusago / MI-Baggio (Km 10+580) per la successiva uscita da carreggiata sud. Contestualmente verrà chiuso al traffico il ramo di svincolo in entrata da S.S.494 provenienza Vigevano (Km 13+901) per la medesima carreggiata nord. Il percorso alternativo, indicato in loco, prevede l’indirizzamento del traffico sul medesimo complesso di svincolo (entrata MI-Lorenteggio).

– Dalle ore 22:00 di Mercoledì 29 Gennaio alle ore 06:00 di Venerdì 31 Gennaio 2020, esclusivamente in pari orario notturno per due (2) notti consecutive, verrà chiuso al traffico il ramo di svincolo in entrata da S.S.412 provenienza Opera (Km 26+249) per carreggiata nord (direzione A8-Laghi). Contestualmente verrà chiuso il traffico in uscita per S.S.412 direzione Opera (Km 26+249) dalla medesima carreggiata nord. Il percorso alternativo, indicato in loco, prevede l’indirizzamento del traffico sul medesimo complesso di svincolo.

– Dalle ore 22:00 di Giovedì 30 Gennaio alle ore 06:00 di Venerdì 31 Gennaio 2020, verranno chiusi al traffico i rami di svincolo in uscita per S.S.494 direzioni MI-Lorenteggio e Vigevano (Km 13+901) da carreggiata sud (direzione A1-Bologna). I percorsi alternativi, indicati in loco, prevedono l’indirizzamento del traffico allo svincolo S.P.59 Corsico-Gaggiano (Km 14+962) per la successiva uscita da carreggiata nord.

A51 TANGENZIALE EST
Per lavori di manutenzione manufatti, verrà effettuata la seguente chiusura:

– Dalle ore 22:00 di Lunedì 27 Gennaio alle ore 06:00 di Martedì 28 Gennaio 2020, verrà chiuso al traffico il ramo di svincolo in entrata da MI-Rubattino (Km 5+927) per carreggiata sud (direzione A1-Bologna). Il percorso alternativo, indicato in loco, prevede l’indirizzamento del traffico in carreggiata nord allo svincolo S.P. 103 Segrate (Km 7+713) per il successivo ingresso in carreggiata sud.

Per attività di indagini strutturali dei manufatti, verranno effettuate le seguenti chiusure:

– Dalle ore 22:00 di Martedì 28 Gennaio alle ore 06:00 di Mercoledì 29 Gennaio 2020, verranno chiusi al traffico i rami di svincolo in entrata da Aeroporto Linate e MI – Viale Forlanini (Km 4+473) per carreggiata sud (direzione A1-Bologna). I percorsi alternativi, indicati in loco, prevedono l’indirizzamento del traffico in direzione nord allo svincolo MI-Rubattino (Km 5+927).

A52 TANGENZIALE NORD
Per lavori di manutenzione, verranno effettuate le seguenti chiusure diurne:

– Dalle ore 22:00 di Lunedì 27, Martedì 28 e Mercoledì 29 Gennaio 2020, verrà chiuso al traffico il ramo di svincolo in entrata da Sesto San Giovanni – 1° Maggio (Km 5+281) per carreggiata sud (direzione A1-Bologna). Il percorso alternativo, indicato in loco, prevede la deviazione del traffico sul medesimo complesso di svincolo (entrata Monza Centro).

Per attività di indagini strutturali dei manufatti, verranno effettuate le seguenti chiusure:

– Dalle ore 22:00 di Giovedì 30 Gennaio alle ore 06:00 di Venerdì 31 Gennaio 2020, verrà chiuso al traffico il ramo di svincolo in entrata da S.P. ex S.S.35 (Km 12+940) provenienza Meda per carreggiata sud (direzione A1-Bologna). Il percorso alternativo, indicato in loco, prevede la deviazione del traffico sul medesimo complesso di svincolo (entrata provenienza Milano).

Il riscatto di laurea agevolato

riscatto di laurea agevolato
riscatto di laurea agevolato

’Inps, con la pubblicazione della Circolare n. 6/2020 nella giornata del 22 gennaio scorso, ha fornito le attese istruzioni operative sul riscatto di laurea agevolato nelle Gestioni Inps, a seguito delle modifiche introdotte dal decreto legge n. 4/2019, convertito con modificazioni dalla L. 28 marzo 2019, n. 26.

Con il presente approfondimento vengono riepilogate le norme e la principale prassi di riferimento, esaminando i singoli casi di convenienza ed elaborando un esempio di calcolo concreto per individuare le opportunità rappresentate dal riscatto agevolato.

1. LE REGOLE DEL RISCATTO
La norma di riferimento sul riscatto di laurea è il D.Lgs. n. 184/1997. Questo, all’articolo 2, prevede due metodi di calcolo degli oneri di riscatto. Da un lato quello della riserva matematica, dall’altro quello del calcolo a percentuale. Il primo consiste in un onere che valorizza il beneficio in termini di misura e di anticipazione dell’accesso a pensione causato dal riscatto, proporzionandolo all’età e alle caratteristiche del lavoratore al momento della richiesta. Per un lavoratore che, attraverso il riscatto, percepisce un incremento sulla pensione di 10.000 euro lordi annui, tale cifra costituirà, moltiplicata per la tariffa attuariale stabilita dal DM Lavoro 31.8.2007 corrispondentemente alla sua età anagrafica, sesso e condizione, il costo del riscatto teoricamente dovuto. Il secondo, di più facile elaborazione, applica all’imponibile previdenziale delle ultime 52 settimane di contribuzione obbligatoria (cf. Circolare Inps n. 162/1997) l’aliquota di computo della assicurazione IVS (33%-34% nel caso dei lavoratori dipendenti del settore privato). Per un impiegato che guadagna 35.000 euro lordi annui, dunque, il riscatto di un periodo di laurea da valutare con il sistema contributivo ha un costo teorico di 11.550 euro annui. In entrambi gli scenari il riscatto può essere rateizzato in un massimo di 10 anni e senza l’applicazione di alcun interesse.
Gli Approfondimenti della
APPROFONDIMENTO DEL 24/01/2020
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APPROFONDIMENTO
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Per il Fondo dei dipendenti e la maggioranza delle gestioni Inps (fatta eccezione per la Gestione Dipendenti Pubblici e pochi altri casi) il saldo del riscatto necessario alla maturazione del diritto pensionistico deve situarsi comunque prima dell’accesso a pensione e non può essere rateizzato oltre la decorrenza del trattamento pensionistico. La spesa del riscatto è completamente deducibile dal reddito fiscalmente imponibile del beneficiario ai sensi dell’art. 10 c. 1 lett. e del TUIR. L’onere sarà calcolato con la riserva matematica se il periodo di studi in corso deve essere valutato con metodo di calcolo retributivo, quindi riferito a:  Periodi ante 01.01.1996;  Periodi ante 01.01.2012 se il richiedente matura 18 anni di contribuzione al 31.12.1995, includendo gli stessi anni oggetto di riscatto.
L’onere sarà calcolato con sistema a percentuale se il periodo di studi rientra nella competenza del metodo di calcolo contributivo, riferendosi a:  Periodi post 31.12.1995 se il richiedente non matura 18 anni di contribuzione al 31.12.1995, includendo gli stessi anni oggetto di riscatto;  Periodi post 31.12.2011 se il richiedente matura 18 anni di contribuzione al 31.12.1995, includendo gli stessi anni oggetto di riscatto.
Per maggiori dettagli sulle regole ordinarie del riscatto di laurea si rimanda alla trattazione e agli esempi di calcolo si rimanda all’Approfondimento Fondazione Studi del 19 settembre 2017.
2. IL RISCATTO PER INOCCUPATI
La L. 247/2007 ha introdotto (al c. 5bis dell’art. 2 del D.Lgs. 184/1997) la facoltà agevolata di riscatto per gli inoccupati al momento della domanda, intendendo per tali tutti i soggetti non iscritti ad alcuna forma obbligatoria di previdenza che non abbiano iniziato l’attività lavorativa, anche all’estero. Il calcolo è su base percentuale e prende in considerazione il minimale reddituale vigente nella Gestione Commercianti per l’anno della domanda di riscatto. Nel 2020 tale minimale è previsionalmente pari ad euro 15.941; su questa base si applica la percentuale vigente di contribuzione per i lavoratori dipendenti (33%). Per ogni anno di laurea riscattato, l’onere sarà
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APPROFONDIMENTO
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quindi pari ad euro 5.260. Il regime fiscale prevede, oltre alla ordinaria deducibilità dell’onere, la sua detraibilità al 19% da parte del soggetto che abbia in carico il beneficiario (nel caso di un padre che sostenga la spesa del riscatto per il figlio neolaureato ancora privo di occupazione o in stage, a fronte di una spesa di 5.260 euro, vi sarà un ritorno in termini di detrazione pari a quasi 1.000 euro per ogni anno riscattato). Tale istituto ha tuttavia trovato scarso successo in quanto inaccessibile da parte di tutti coloro che avevano svolto qualsiasi attività lavorativa, anche di breve durata (lavori estivi, occasionali) e che avevano conseguentemente accantonato già contribuzione.
3. IL RISCATTO AGEVOLATO PIÙ ACCESSIBILE
Il decreto di riforma del welfare (D.l. 4/2019, art. 20), accanto alla introduzione della pensione in Quota 100, ha previsto, in modo stabile, una terza forma di riscatto. Il nuovo comma 5-quater ha introdotto permanentemente nell’articolo 2 del D.Lgs. 184/1997 (da non confondersi con la pace contributiva, sperimentale fino al 2021) una forma di riscatto agevolato che si quantifica identicamente a quella prevista per inoccupati, dunque con il costo stabilito per il 2020 di circa 5.260 euro per ogni anno di contributi acquisiti. Nella prima versione del decreto, per potere accedere al riscatto agevolato si rivelava necessario presentare la domanda prima del compimento dell’età anagrafica di 45 anni e avere studiato in un periodo di competenza del metodo di calcolo contributivo. In sede di conversione (attraverso la L. 26/2019), il tenore letterale della norma ha espunto il requisito anagrafico lasciando, quale unico requisito di accesso, che gli anni di studio in corso fossero sotto il governo del metodo di calcolo contributivo, istituito dalla Legge Dini (Cf. le Slide di approfondimento della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro del 21 Gennaio 2019). Il comma 5-quater dell’art. 2 recita infatti, nella versione vigente:

È consentita la facoltà di riscatto di cui al presente articolo dei periodi da valutare con il sistema contributivo. In tal caso, l’onere dei periodi di riscatto è costituito dal versamento di un contributo, per ogni anno da riscattare, pari al livello minimo imponibile annuo di cui all’articolo 1, comma 3, della legge 2 agosto 1990, n. 233, moltiplicato per l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche dell’assicurazione generale obbligatoria per i lavoratori dipendenti, vigenti alla data di presentazione della domanda.

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Il riscatto agevolato, anch’esso rateizzabile senza interessi in massimo 120 rate mensili e completamente deducibile dal reddito fiscalmente imponibile, risulta accessibile senza alcun limite di età, ma mantenendo il secondo requisito, cioè che il periodo di studi riscattato si collochi in un periodo afferente al metodo di calcolo contributivo. Tale formula di riscatto vale sia ai fini del diritto alla pensione (aumentando la anzianità contributiva), sia ai fini della misura, incrementando il quantum della pensione. Essendo tuttavia un riscatto di natura contributiva, l’incremento del montante e della futura pensione causerà un aumento molto limitato rispetto alle cifre di costo richieste per il riscatto ordinario. La Fondazione Studi, con la Circolare n. 5/2019 aveva fornito una lettura della norma in esame, andando oltre l’interpretazione più diffusa, secondo cui il periodo riferito al calcolo contributivo fosse limitato agli anni di studio successivi al 1995. Infatti, il riscatto agevolato, oltre a coloro che, avendo meno di 18 anni di contributi o anche totale assenza di contributi ante 1996, nella lettura della Fondazione Studi è applicabile anche ai soggetti che hanno optato per il metodo di calcolo contributivo. La riforma Dini (L. 335/1995) all’art. 1 c. 23 consente infatti, agli assicurati che abbiano meno di 18 anni di contributi al ’96, ma almeno 15 anni di contribuzione di cui non meno di 5 anni successivi al ‘95, di optare in modo irrevocabile con modello telematico per il calcolo pensionistico integralmente contributivo. In questo modo, anche chi aveva studiato ante 1996, acquisirebbe per tutta la sua anzianità contributiva il metodo contributivo puro, con il diritto a riscattare con il calcolo a percentuale con forma agevolata. La Circolare n. 6/2020 di Inps ha finalmente chiarito la bontà della tesi in esame. Infatti, al paragrafo 4.2 si specifica che l’onere di riscatto per le domande presentate successivamente all’esercizio della facoltà di opzione per il sistema contributivo, anche se inerenti periodi anteriori al 1996, o comunque di competenza del metodo retributivo, saranno determinate secondo il criterio del calcolo a percentuale; al contrario, nel caso di domande presentate prima dell’opzione a soggetti che avevano studiato prima del ’96, il calcolo del riscatto seguirà il metodo della riserva matematica. Inps ha inoltre chiarito che se il soggetto, dopo aver optato per il metodo contributivo, richieda e accetti il calcolo a percentuale di riscatto (in forma ordinaria o agevolata), il metodo di calcolo non potrà ulteriormente cambiare anche nel caso in cui gli anni di riscatto consentissero di raggiungere l’anzianità contributiva di 18 anni al 1995.
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La Circolare dell’Istituto, pur non esplicitando in modo tassativo tale facoltà, conferma che il soggetto optante per il metodo contributivo applicherà al riscatto di laurea il metodo di calcolo a percentuale, rendendo irrevocabile l’opzione per il metodo contributivo applicato alla futura pensione.

Per effetto del decreto di riforma del welfare, come sopra rappresentato, il metodo di calcolo a percentuale ha sempre due metodi di quantificazione del costo alternativi, a scelta dell’assicurato:  metodo a percentuale ordinario (rapportato all’imponibile previdenziale delle ultime 52 settimane di contribuzione);  metodo a percentuale agevolato (rapportato al minimale di reddito della Gestione dei lavoratori autonomi) con un costo ‘fisso’ per il 2020 e pari a circa 5.260 euro.

Inps anticipa anche che in sede di accettazione del riscatto sarà fornita una informativa sugli effetti dello stesso sulla propria pensione. La Circolare n. 6 fornisce anche due ulteriori informazioni. Le lavoratrici che aderiscono alla cd. opzione donna (pensionamento anticipato per soggetti di sesso femminile con almeno 58 o 59 anni di età e 35 anni di contributi maturati entro il 2019) potranno chiedere contestualmente alla pensione di accedere al riscatto calcolato con metodo a percentuale (specificando dunque la forma ordinaria o agevolata). Nel caso di rinuncia a opzione donna, la richiedente non potrà più avvalersi del riscatto agevolato, salva ulteriore opzione, a parte, al metodo di calcolo contributivo se applicabile. L’Istituto specifica anche che il riscatto (originariamente retributivo con riserva matematica, ma ricalcolato con metodo a percentuale) potrà essere richiesto alle medesime condizioni, sempre contestualmente alla domanda di pensione, da coloro che esercitano la facoltà di Computo in Gestione Separata ex art. 3 D.M. Lavoro n. 282/1996.

In sostanza, chiunque opti per il metodo contributivo (avendo meno di 18 anni di contributi al ’95), subendo in molti casi un decremento sulla propria pensione, acquisterà però il diritto di riscattare con un metodo agevolato molto più conveniente della riserva matematica. Tale orientamento innovativo da parte dell’Inps sembra fornire una forma di esodo anticipato che, a fronte di un decremento sulla pensione (effetto del passaggio al calcolo contributivo della stessa), fornisce un metodo di incremento degli anni di contributi a basso costo in modo da avvicinare sia il traguardo della pensione anticipata (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le
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donne fino al 2026 con la successiva finestra di 3 mesi), sia quella di Quota 100 (38 anni di contributi), ma anche la pensione per lavoratori precoci (41 anni di contributi), per lavoratori addetti a mansioni usuranti (almeno 35 anni di contributi), e soprattutto per chi sceglie opzione donna (35 anni di contribuzione). Il calcolo di convenienza andrà esaminato caso per caso pesando, da un lato, la diminutio sull’assegno e, dall’altro, i termini di anticipazione dell’accesso a pensione. Proprio il metodo sperimentale opzione donna, recentemente prorogato dalla L. 160/2019, offre un esempio di calcolo di particolare convenienza. Infatti, le donne che optino per questa pensione anticipata convertono il proprio assegno, a prescindere dagli anni di anzianità al 1995, al metodo di calcolo contributivo. I requisiti sono di 58 anni di età per le lavoratrici dipendenti, 59 per le autonome; sono richiesti 35 anni di contributi effettivi ed entrambi i requisiti, anagrafici e contributivi, sono da maturarsi entro il 31.12.2019. La decorrenza della pensione si situerà dopo 12 mesi dalla maturazione dei requisiti per le dipendenti e dopo 1 anno e mezzo per le lavoratrici iscritte alla gestione dei lavoratori autonomi. Per una donna che stia valutando opzione donna, dunque, il metodo di calcolo contributivo rappresenta un elemento comunque d’impatto sulla propria pensione.
4. ESEMPIO
Se una assicurata lavoratrice dipendente, nata a marzo del 1961, iscritta esclusivamente all’assicurazione generale obbligatoria e laureata nel 1984 in Economia e Commercio, avesse maturato al marzo 2019 esattamente 31 anni di contributi, non avrebbe i contributi necessari per maturare il diritto entro il 2019 a opzione donna, dovendo aspettare la decorrenza della pensione di vecchiaia, previsionalmente nel gennaio 2029. Questa ipotetica lavoratrice al marzo del 2020, con una retribuzione lorda di 43.400 euro annui, avrebbe maturato una pensione lorda di 2.055 euro mensili calcolata con il metodo misto. Nel caso del ricalcolo contributivo applicabile con opzione donna, l’assegno scenderebbe a 1.650 euro al mese, con un taglio permanente superiore al 19%. In assenza di sufficiente contribuzione per accedere a opzione donna, la stessa avrebbe valutato il calcolo del riscatto afferente al metodo retributivo, che con riserva matematica si aggirerebbe attorno a 145.000 euro, da pagare integralmente prima di accedere a pensione, senza potere godere in
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modo integrale del vantaggio fiscale della deduzione a causa del reddito imponibile inferiore al valore della stessa. Il riscatto di 4 anni del corso di studi avrebbe consentito però di maturare anche il requisito contributivo dell’opzione donna con una decorrenza della pensione ad aprile del 2020 e con un anticipo di oltre 8 anni rispetto alla decorrenza della pensione di vecchiaia. Grazie all’orientamento interpretativo confermato dalla Circolare n. 6/2020 dell’Inps, la stessa potrà applicare il metodo di calcolo percentuale, optando per la forma agevolata del riscatto di laurea. In questo scenario il riscatto avrà un onere complessivo pari a circa 21.040 euro, integralmente deducibili dal reddito. Il risparmio, rispetto al riscatto ordinario, è di oltre 123.960 euro, consentendo ugualmente un fondamentale anticipo dell’accesso a pensione.