Il Museo del Tessuto di Prato riapre il 19 maggio

14 Foto di scena Pinocchio e Geppetto
14 Foto di scena Pinocchio e Geppetto

Il Museo del Tessuto di Prato riapre il 19 maggio
Prorogata la mostra “Pinocchio nei costumi di Massimo Cantini Parrini
dal film di Matteo Garrone”
mentre il costumista ha ricevuto in premio il quarto David di Donatello

Fino al 25 ottobre 2020 Prato, Museo del Tessuto

Riaprirà il 19 maggio il Museo del Tessuto di Prato e proroga la Mostra “Pinocchio nei costumi di Massimo Cantini Parrini dal film di Matteo Garrone” fino al 25 ottobre.

“Siamo pronti per ripartire adottando tutte le misure di sicurezza per assicurare la salute dei visitatori, come previsto dal Decreto del Governo”, da detto Francesco Marini Presidente della Fondazione Museo del Tessuto.
“In questo periodo abbiamo continuato ad essere in contatto con il nostro pubblico attraverso iniziative promosse sui canali social e il web. Il consenso riscontrato da parte di tanti ragazzi ci ha fatto decidere di prolungare la Mostra fino al 25 ottobre per permettere di soddisfare le tante richieste pervenute”.

La mostra presenta l’ultimo straordinario lavoro del pluripremiato costumista cinematografico Massimo Cantini Parrini con oltre 30 costumi realizzati per il film “Pinocchio” di Matteo Garrone.

“E’ una grande soddisfazione poter annunciare la proroga della mostra proprio a ridosso della celebrazione della cerimonia per la consegna dei David di Donatello, che si è tenuta in streaming venerdì 8 maggio scorso” dichiarano il Presidente Marini e il Direttore del Museo Filippo Guarini – “visto che il film Pinocchio ha ottenuto ben 5 statuette, tra cui quella per i costumi andata a Massimo Cantini Parrini per la quarta volta. Un motivo in più per il pubblico per tornare a visitare la mostra”.

Il percorso della mostra è articolato in due sezioni: la prima dedicata al costumista, alle sue fonti d’ispirazione ed al suo lavoro creativo attraverso video, campionature di tessuti, capi d’abbigliamento storici del XVIII e XIX secolo provenienti dalla sua straordinaria collezione personale, utilizzati come fonti di ispirazione diretta per la creazione degli abiti del film. La seconda prevede invece l’esposizione di oltre trenta costumi dei principali personaggi del film, accompagnati da immagini tratte dal film stesso e da alcuni, simbolici oggetti di scena. Di questi 25 sono stati realizzati dalla Sartoria Tirelli, 5 dalla Sartoria Costumi d’Arte Peruzzi, 2 da Cospazio 26, mentre le parrucche da Rocchetti e Rocchetti.

Massimo Cantini Parrini è nato e si è formato a Firenze: dall’Istituto Statale d’Arte di Porta Romana, al Polimoda, fino alla Laurea in Cultura e Stilismo della moda presso l’Università di Firenze. Nel corso degli studi accademici vince il concorso al Centro Sperimentale di Cinematografia a Roma, diventando allievo nel corso di costume del premio Oscar Piero Tosi. Il suo esordio nel cinema è come assistente costumista accanto a Gabriella Pescucci, anche lei premio Oscar, che lo chiama a collaborare per oltre dieci anni per grandi produzioni cinematografiche internazionali, teatro lirico e varie manifestazioni.
Massimo Cantini Parrini affianca alla sua professione di costumista una straordinaria passione per gli abiti d’epoca, che colleziona fin dall’età di tredici anni. Ad oggi la sua raccolta vanta più di 4.000 pezzi, che spaziano dal 1630 al 1990, tutti originali e di creatori e stilisti iconici, dai quali spesso trae spunto ed ispirazione per realizzare i suoi costumi.

Massimo Cantini Parrini è l’unico costumista italiano ad aver vinto dalla prima nomination ben quattro David di Donatello su cinque, di cui tre consecutivi (2016-18), mentre il quarto è quello per i costumi del film Pinocchio (2020), oltre ad altri numerosi premi e riconoscimenti, tra i quali spiccano Nastri d’Argento, Ciak d’oro e premiazioni in importanti festival cinematografici. L’ultimo riconoscimento da lui ricevuto è l’EFA (European Film Award).
In curriculum ha più di 50 produzioni da costumista, molte delle quali per registi di fama internazionale. Emerge significativamente il sodalizio stabilito con Matteo Garrone, che – prima di Pinocchio – lo ha chiamato per realizzare i costumi dei film Il racconto dei Racconti (2015), Dogman (2018).

Museo del Tessuto – Via Puccetti, 3 Prato. Tel. 0574/611503
www.museodeltessuto.it / facebook.com/museodeltessuto / twitter.com/museodeltessuto
E mail: info@museodeltessuto.it

Nuovi orari in occasione della riapertura dei Musei dopo le chiusure a causa del propagarsi del virus Covid 19
dal 19 maggio al 2 giugno inclusi
ma-me-gio: 16-20
ve-sab-dom: 10-20
Ingresso gratuito fino al 3 giugno incluso

Museo Diocesano: calendario appuntamenti

Museo Diocesano
Museo Diocesano

Il Museo Diocesano propone un calendario di appuntamenti per mantenere il contatto con i visitatori; si tratta di una serie di incontri online dedicati a singoli e famiglie.
A cura degli operatori dei Servizi Educativi: Ambarabart e Narciso d’Autore

· Questa settimana
VENERDI 15 maggio, ore 15
Nei depositi del Museo Diocesano Carlo Maria Martini: arte sacra contemporanea
Quante forme può assumere l’arte sacra contemporanea? Il dialogo tra gli artisti contemporanei e la chiesa trova sempre nuove vie, ciascuna personalissima e ricca di sperimentazione come tutta l’arte del XX secolo. Il Museo possiede un’ampia collezione di arte sacra contemporanea, che verrà presentata in esclusiva in questa occasione.
A cura di Ambarabart

Iscrizioni: parrocchieoratori@museodiocesano.it
Costo euro 5 / euro 4 per Abbonati Musei Lombardia
Durata 60 minuti / massimo 40 partecipanti

SABATO 16 maggio, ore 11
Da Marco D’Oggiono a Lucio Fontana, tutti i volti dell’Assunta.
La nascita e lo sviluppo di un’iconografia, dal riconoscimento popolare alla proclamazione del dogma, come è cambiata l’iconografia di Maria Assunta.
A cura di Ambarabart

Iscrizioni parrocchieoratori@museodiocesano.it
Costo euro 5 / euro 4 per Abbonati Musei Lombardia
Durata 60 minuti / massimo 40 partecipanti

DOMENICA 17 maggio, ore 15
Il “tesoro “ del Museo Diocesano Carlo Maria Martini
Capselle, porta reliquiari, arredi liturgici raffinati
Una delle sezioni meno note e più sorprendenti del museo ci accoglie nella nostra visita webinar. La macchina del tempo ci permetterà un viaggio che comincerà con le capselle argentee del VI secolo d.C. per arrivare alla preziosa pastiglia di produzione veneta, passando per il vetro e oro graffito di ispirazione tardo romana per finire ai busti porta reliquiari del XVII secolo.
A cura di Narciso d’Autore

Iscrizioni gruppiescuole@museodiocesano.it
Costo euro 5 / euro 4 per Abbonati Musei Lombardia
Durata 60 minuti / massimo 40 partecipanti

Gli incontri prevedono l’utilizzo della piattaforma ZOOM.
E’ possibile scaricare anticipatamente l’applicazione ZOOM (gratuita https://zoom.us/meetings )o tramite il link che vi verrà fornito via per partecipare all’incontro.
ZOOM funziona sia su PC, Apple e smartphone Android e Iphone.
Al termine dell’iscrizione riceverete via mail le coordinate per eseguire pagamento e, successivamente, il link per accedere all’incontro.

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Ricordiamo il secondo appuntamento con gli APPROFONDIMENTI MONOGRAFICI: chiaccherate gratuite dedicate ai grandi protagonisti della mostra Gauguin Matisse Chagall. la Passione nell’arte francese dai Musei Vaticani, in compagnia della Direttrice del museo Nadia Righi.

MARC CHAGALL
Martedì 12 maggio, ore 15 e ore 18.30
Inviare richiesta di iscrizione alla mail diocesanoonline@gmail.com

Museo Diocesano Carlo Maria Martini
Piazza Sant’Eustorgio, 3 – Milano
www.chiostrisanteustorgio.it
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Museo Diocesano

Corso di Porta Ticinese 95

Milano, MI 20123

Italy

GAM: Presentata oggi la mostra “Canova. I volti ideali”

GAM_Canova. I volti ideali
GAM_Canova. I volti ideali

Dal 25 ottobre la Galleria d’Arte Moderna di Milano presenta la mostra “Canova. I volti ideali”, un prezioso percorso che per la prima volta ricostruisce nelle sue sale la genesi e l’evoluzione delle celebri “teste ideali” di Canova, il particolare e fortunato filone della sua opera dedicato alle molte diverse declinazioni della bellezza femminile e realizzato all’apice della sua carriera.
Custode di una delle più importanti collezioni di arte neoclassica a livello nazionale, la Galleria d’Arte Moderna è la cornice perfetta per le opere di Canova, di cui conserva tre capolavori: il modello originale in gesso di “Ebe”, il busto in bronzo di “Napoleone” e l’erma in marmo della “Vestale”, fulcro della mostra.
Curata da Omar Cucciniello e Paola Zatti, l’esposizione è promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura, Galleria d’Arte Moderna di Milano e dalla casa editrice Electa, e racconta la storia di questo genere attraverso 39 opere di cui 24 di Canova. Tra queste 5 sculture mai esposte in Italia prima d’ora, come l’erma di “Corinna” e la “Musa” del 1817.
Le opere in mostra provengono dai principali musei nazionali (Gallerie degli Uffizi di Firenze, Gipsoteca Canoviana di Possagno, Galleria d’Arte Moderna di Torino, Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Museo Correr di Venezia) e internazionali (Hermitage di San Pietroburgo, J. Paul Getty Museum di Los Angeles, Kimbell Art Museum di Fort Worth, Museu Calouste Gulbenkian di Lisbona, Musée des Beaux Arts di Lione, Musée Fabre di Montpellier), oltre che da collezioni private.
Veneto di nascita, dopo il trasferimento a Roma nel 1780 Antonio Canova(Possagno, 1757 – Venezia, 1822) diventa il più importante scultore a cavallo tra XVIII e XIX secolo, interpretando la lezione di Winckelmann e fondando la scultura moderna. Corteggiato dai sovrani di tutta Europa, da Napoleone ai Papi, dal re d’Inghilterra allo zar, Canova ha modificato e orientato il gusto di un’intera epoca, a cui ha fornito modelli di bellezza idealizzata, interpretati soprattutto nelle sue sculture di soggetto mitologico.
Negli ultimi dodici anni di attività, quando è lo scultore più famoso e più richiesto d’Europa, Canova si dedica a una serie di effigi femminili di personaggi ideali che ha immediata fortuna tra i contemporanei, sia tra la committenza che tra la critica dell’epoca. A queste, che lui stesso chiamò “teste ideali”, è dedicata la mostra.
I volti scolpiti da Canova non rappresentano personaggi reali, ma costituiscono un filone fortunatissimo di volti idealizzati in cui lo scultore indaga le infinite variazioni della bellezza femminile, basate sull’equilibrio perfetto tra l’idealizzazione derivante dalla scultura classica e lo studio della natura. Sottoposti a sottili, raffinatissime variazioni nelle acconciature, nelle espressioni, nella resa virtuosistica del marmo, questi volti giungono a una progressiva semplificazione formale ed espressiva che trova il suo culmine nella “Vestale”.
Realizzata tra il 1818 e il 1819, la “Vestale” fu replicata in tre marmi che per la prima volta si trovano riuniti in occasione di questa mostra e vengono messi a confronto in un dialogo inedito al centro del percorso espositivo. Delle tre opere, la più nota fa parte delle collezioni della GAM, le altre due sono conservate alla Fondazione Calouste Gulbenkian di Lisbona e al J. Paul Getty Museum di Los Angeles.
Nel percorso espositivo vengono presentate le diverse versioni realizzate da Canova dello stesso soggetto, ma sono anche proposti preziosi confronti con opere che vanno dall’antichità ai nostri giorni, che non solo indicano i modelli dello scultore ma evidenziano il valore universale della sua arte. Tra questi si segnalano le sculture antiche della collezione Farnese (viste da Canova a Napoli), gli affreschi del Quattrocento toscano, gli scultori che seguirono il classicismo del maestro nell’Ottocento (come Gaetano Monti o Pompeo Marchesi) ma anche l’arte del Novecento e la scultura di Wildt.
L’esposizione mette così in risalto non tanto il contesto dei contemporanei dello scultore (già tante volte indagato dagli studi e dalle mostre negli ultimi anni) ma la posizione di assoluto rilievo che Canova riveste per l’arte occidentale, evidenziando non solo la complessità e vastità dei suoi modelli, ma anche l’influenza che ha avuto sull’arte moderna, culminando infatti con un’opera di Giulio Paolini.
La mostra è suddivisa in 5 sezioni, che percorrono la storia di questo genere dalle sue prime formulazioni all’emergere di una sensibilità romantica, echeggiante esempi rinascimentali, fino ai preziosi marmi realizzati da Canova come dono in ringraziamento ai diplomatici inglesi che avevano appoggiato nel 1815 la sua missione di recupero delle opere d’arte italiane sottratte dalle truppe napoleoniche.
Allestita nelle sale del piano terra della Villa Reale, che conservano gli splendidi ornati di fine Settecento eseguiti dalla scuola di Albertolli, la mostra instaura un dialogo con gli ambienti neoclassici e ne sfrutta le prospettive e le decorazioni, utilizzando in particolare gli specchi e i riflessi, recuperando le indicazioni canoviane sull’esposizione dei suoi marmi, ma fornendo anche un’interpretazione contemporanea di Canova, basata sullo sguardo.
L’allestimento, ideato e curato da Massimo Curzi, declinerà, con sensibilità e attenzione, le atmosfere settecentesche degli ambienti espositivi con la ricerca di materiali contemporanei e la ripresa di dettagli allestitivi della storia del museo.
Nell’ambito del progetto #canovamilano per le due mostre “Canova|Thorvaldsen. La nascita della scultura moderna” alle Gallerie d’Italia e “Canova. I volti ideali” alla Galleria d’Arte Moderna (GAM), è prevista una riduzione reciproca: il biglietto d’ingresso della prima mostra visitata dà diritto all’ingresso ridotto alla seconda esposizione.

SEZIONI
Dal ritratto all’ideale
La mostra si apre con il primo esempio di testa ideale creato da Canova, la musa “Clio”, donata alla Contessa d’Albany e replicata tre volte, con modifiche nella resa della morbida epidermide e nell’acconciatura, attentamente studiata e variata da Canova in ogni esemplare. I tratti perfetti di questo volto nascono probabilmente da un’elaborazione idealizzante di un ritratto di Elisa Baciocchi, sviluppato poi in un’opera autonoma, da cui l’artista emenda ogni riferimento particolare e ritrattistico. Al tema delle Muse appartiene anche il superbo busto conservato al Kimbell Art Museum di Fort Worth (Texas), donato da Canova a Charles Long e mai esposto in Italia.

Elena e Isabella
Il primo esemplare in marmo del busto raffigurante Elena di Troia fu donato da Canova a Isabella Teotochi Albrizzi, che nel 1809 aveva pubblicato “Opere di scultura e di plastica di Antonio Canova”. Il busto ebbe enorme risonanza presso i contemporanei e fu celebrato in versi da lord Byron, tanto da indurre Canova a replicarlo diverse volte, spesso anche in pendant con il busto di Paride: proprio la coppia di busti in marmo, proveniente dal museo Hermitage di San Pietroburgo, è al centro di questa sezione.

La Vestale
Ispirata a prototipi antichi – in particolare a busti di Vestali, come quello noto col nome di “Zingarella” proveniente dal Museo Archeologico di Napoli – l’erma di Vestale rappresenta l’apice della rarefazione formale imposta da Canova al volto ideale, nella semplificazione assoluta degli elementi decorativi. Al centro della sezione sono per la prima volta riunite le tre versioni della “Vestale”: accanto al marmo di Milano, quelli provenienti dalla Fondazione Gulbenkian di Lisbona e dal J. Paul Getty Museum di Los Angeles, mai esposti in Italia. Memore anche del virtuosismo settecentesco di Corradini, presente con la splendida “Puritas” di Ca’ Rezzonico a Venezia, il tema della velata avrà enorme successo per tutto l’Ottocento in una lunga serie di variazioni esplorate dai successori e dagli emuli di Canova, come mostrano i marmi esposti, da Pompeo Marchesi a Gaetano Monti a Adolfo Wildt.

“Un tipo della beltà italiana”
Se l’opera di Canova è universalmente celebre per l’ispirazione all’antichità classica di epoca greca e romana, altrettanto interessante, seppur meno noto, è il rapporto con l’arte del Rinascimento. In una serie di busti degli anni della maturità, lo scultore si ispira alla letteratura italiana e all’arte dei cosiddetti Primitivi (pittori del Tre e Quattrocento), per creare un tipo di bellezza moderna e italiana, che apre al Romanticismo. In un inedito confronto, i busti della Beatrice dantesca (ispirato alla bellissima Juliette Récamier), e di Eleonora d’Este (musa di Torquato Tasso), sono messi a confronto con la pittura a fresco di Ghirlandaio, ammirata da Canova durante i viaggi a Firenze.

L’idea e la poesia
In alcune delle ultime teste realizzate sullo scorcio del secondo decennio del secolo, Canova porta l’idealizzazione delle forme a confrontarsi con soggetti slegati dalla presenza di attributi, attinti direttamente all’antichità, a ribadire l’imprescindibile valore della classicità. Le erme di Saffo e Corinna sono rappresentazioni ideali della poesia greca. Il busto della Pace o ancora di più l’erma della Filosofia, costituiscono altrettante incarnazioni di concetti astratti e intangibili, resi attraverso una forma purificata e quasi concettuale, ma al contempo vere e naturali perché rappresentazioni della civiltà umana al più alto grado. Una purificazione che non mancherà di affascinare gli artisti per i secoli successivi, come mostra l’opera di Giulio Paolini.
La mostra sarà accompagnata da un programma di concerti, attività didattiche e visite guidate, organizzato dal museo.
Il catalogo, con saggi di approfondimento e schede scientifiche delle opere, è edito da Electa.

SCHEDA TECNICA
Titolo
Canova. I volti ideali

Sede
GAM Galleria d’Arte Moderna
Via Palestro 16, Milano

Date al pubblico : 25 ottobre 2019 – 18 febbraio 2020

A cura di Omar Cucciniello e Paola Zatti

Promossa e prodotta da
Comune di Milano – Cultura
GAM Galleria d’Arte Moderna
con la casa editrice Electa

Progetto allestimento: Massimo Curzi
Progetto grafico : Studio Tassinari Vetta

Orari
martedì – domenica 9.00 – 19.30
lunedì chiuso
Ultimo accesso un’ora prima della chiusura

Ingresso
intero euro 10
ridotto euro 5

Informazioni
T. +39 02 884 459 43
c.gam@comune.milano.it

Visite guidate e didattica
Ad Maiora
Sezione didattica GAM

Sito internet
gam-milano.com
electa.it

#canovamilano

Il Trenino Thomas arriva al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa: un’area a tema tutta da scoprire!

Trenino Thomas
Trenino Thomas

Il Trenino Thomas è il treno più amato dai bambini di tutto il mondo: grazie alle avventure in giro per il mondo della locomotiva blu insieme a Sir Topham e ai suoi amici, i bambini hanno potuto scoprire tante curiosità del pianeta in cui vivono e imparare molto sul valore dell’amicizia!
Dopo innumerevoli viaggi Il Trenino Thomas è in arrivo in un posto molto speciale: a partire dal 21 settembre fino al 15 dicembre il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa a Napoli ospiterà un’area interamente dedicata al Trenino Thomas!
Questo museo è uno dei luoghi più iconici per le ferrovie italiane: è qui infatti che venne inaugurata la prima linea ferroviaria in Italia nel 1839 e dove venivano prodotte le macchine che correvano lungo i binari di tutta la penisola.
E’ proprio in questo storico museo che verrà allestita all’interno di uno dei padiglioni un’area ambientata nella Stazione del Trenino Thomas: lì i bambini potranno trovare non solo la famosa locomotiva blu ma anche gli altri personaggi principali della serie realizzati in legno! Con queste simpatiche mascotte i bambini potranno fotografarsi ed avere un ricordo molto speciale della loro visita al museo!
Inoltre non poteva mancare nei fine settimana, a partire dal 21 settembre e fino al 7 dicembre, un’area gioco dove i bambini potranno scoprire tutti i nuovi prodotti del Trenino Thomas e divertirsi con attività di colora&crea, grazie ad alcune hostess dedicate.
Per maggiori informazioni, consultare il sito http://www.museopietrarsa.it/ e le pagine Facebook https://www.facebook.com/MuseoPietrarsa/ https://www.facebook.com/IlTreninoThomasIT/
Trenino Thomas nasce dalla fantasia di un reverendo inglese, Rev. W. Awdry, che oltre 70 anni fa si inventò dei racconti di locomotive a vapore per il figlioletto che divennero presto un libro. La storia narrata nel libro diventò velocemente la franchise di successo globale che conosciamo oggi e che continua a divertire le famiglie in più di 100 Paesi in 40 lingue diverse attraverso molteplici piattaforme e formati che includono gli oltre 400 episodi per la TV, 11 film, 14 siti web in nove lingue, app, giocattoli (Trenino Thomas è la property numero uno nella categoria prescolari in UK e Australia a al numero due negli Stati Uniti), prodotti a licenza, libri e spettacoli dal vivo. Trenino Thomas ha vinto diversi premi prestigiosi, fra i tanti il Parent’s Choice Award, il Webby e il Licensing Award per la miglior property classica. La famosa locomotiva blu e i suoi amici invitano i bambini a entrare nel loro mondo fantastico viaggiando sulle rotaie di un treno. Insieme, bambini e locomotiva, partono per avventure senza tempo sperimentando le preziose lezioni di vita impartite dalle scoperte, l’amicizia e la collaborazione. Gli episodi di Trenino Thomas sono visti su più di 30 canali televisivi tra cui Cartoonito (IT), PBS KIDS (US), Super RTL (Germania), ABC Kids (Australia), NHK (Giappone),Five’s Milkshake! e Nick Jr. in Inghilterra. Gli episodi sono scaricabili da iTunes a You Tube. Per maggiori informazioni sul meraviglioso mondo di Trenino Thomas visitate www.thomasandfriends.com, facebook.com/thomasandfriends e Twitter @ThomasFriends