Storie Digitali @Museoscienza

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STORIE DIGITALI @MUSEOSCIENZA
Palinsesto gennaio 2021

Online ogni lunedì il documentario Meccanica di una mostra,
giovedì si parla di attualità scientifica con Barbara Gallavotti
e sabato storie dallo spazio con i podcast del curatore Luca Reduzzi
Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci
Via San Vittore, 21 – Milano

All’indirizzo https://www.museoscienza.org/it/area-stampa/palinsesto-gennaio2021
sono disponibili il comunicato stampa e alcune immagini

Le Storie Digitali @Museoscienza – il progetto nato per raccontare attraverso i linguaggi del digitale le collezioni, i temi, le metodologie educative, l’attualità scientifica del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci – presentano il palinsesto del mese di gennaio e continuano nel loro percorso a sostegno della diffusione della cultura.

Protagonista del palinsesto ogni lunedì è la serie di brevi documentari Meccanica di una mostra, il racconto della nascita delle Gallerie Leonardo, la più grande esposizione permanente dedicata a Leonardo da Vinci ingegnere, umanista e indagatore della natura. All’interno della rubrica #StorieScelte, prosegue il viaggio del regista documentarista Francesco Clerici che, dall’estate 2018, quando la storica Galleria Leonardo ha chiuso i battenti ed è stata smantellata per fare posto al nuovo progetto, è stato osservatore silenzioso e discreto, documentandone il “dietro le quinte”. Il documentario è infatti la testimonianza storica dell’azione del Museo nei confronti dell’eredità di Leonardo, attraverso la rappresentazione della quotidianità del lavoro dei suoi professionisti, nei vari settori coinvolti.

Giovedì 7 gennaio torna ogni settimana il consueto appuntamento con #StorieAttualità, l’attualità scientifica insieme a Barbara Gallavotti, giornalista scientifica, autrice di Superquark RAI e consigliere per il coordinamento scientifico del Museo, che cambia giorno passando dal mercoledì al giovedì.

A partire da sabato 9 gennaio ripartiranno anche gli approfondimenti con #StorieInPodcast insieme al curatore Luca Reduzzi che ci guiderà attraverso un inedito viaggio astronomico che parte dalle esposizioni del Museo per arrivare nelle profondità dell’Universo. La sezione Spazio e Astronomia del Museo, presenta infatti molti affascinanti oggetti originali e inediti tra cui ad esempio l’unico frammento di roccia lunare presente in Italia, il prototipo di tuta sovietica per esplorazione lunare detta Krechet, il settore equatoriale di Jonathan Sisson e ancora alla tuta spaziale indossata da Samantha Cristoforetti durante la Missione Futura, il grande telescopio Merz-Repsold grazie al quale Giovanni Schiaparelli osservò e descrisse la superficie di Marte, contribuendo a creare il mito dei marziani e, infine, collocato all’esterno del Museo, non può mancare il razzo Vega, il modello in scala 1:1 del primo vettore sviluppato dall’Agenzia Spaziale Europea e Avio.

Le Storie Digitali sono ogni settimana online sul sito web www.museoscienza.org e sui canali social Facebook, Instagram, Twitter e Youtube.
I diversi pubblici del Museo potranno scegliere il contenuto preferito attraverso un’ampia gamma di linguaggi tra cui le esperienze online interattive, i prodotti audiovisivi, i podcast, le app, le esperienze di realtà aumentata o quelle di realtà virtuale, installazioni interattive e applied games . Questa molteplicità di canali è pensata per accompagnare la fruizione in diverse situazioni: online o al Museo, a casa o nelle aree espositive, in autonomia o attraverso una mediazione a seconda della tipologia di contenuto, del tempo disponibile e del tipo pubblico.

PALINSESTO STORIE DIGITALI @MUSEOSCIENZA gennaio 2021

Lunedì 4 gennaio – #MeccanicaDiUnaMostra
Episodio #3 – Antiche e nuove prospettive. Attività educative e realtà virtuale
Dall’inizio dei lavori è passato quasi un anno. Temporaneamente privo della sua esposizione più importante, il Museo festeggia il compleanno di Leonardo con un weekend speciale, dedicato al disegno. Già negli anni Cinquanta, il Museo proponeva attività di laboratorio, ma oggi gli strumenti e l’approccio sono molto cambiati.

Giovedì 7 gennaio – #StorieAttualità
L’attualità scientifica con Barbara Gallavotti
Barbara Gallavotti, giornalista scientifica, autrice di Superquark RAI e consigliere per il coordinamento scientifico del Museo, si interroga settimanalmente su tematiche legate all’attualità scientifica e all’emergenza Covid-19.

Sabato 9 gennaio – #StorieInPodcast
La scoperta del Cielo – “La corsa per la Luna; tragedie e trionfi dei progetti di conquista – seconda parte”
La situazione geopolitica mondiale negli anni Sessanta è drammatica. La guerra fredda raggiunge il culmine della tensione: a Berlino i sovietici costruiscono il muro che dividerà fisicamente e ideologicamente il mondo in due mentre gli americani falliscono clamorosamente il tentativo di sottrarre Cuba all’influenza di Mosca. La terza guerra mondiale non è più solo una minaccia, l’umanità è vicinissima a un terrificante nuovo conflitto militare che, questa volta, tutti lo sanno, non avrà vincitori. Lo Spazio diventa il nuovo terreno di confronto fra Stati Uniti e Unione Sovietica. Ma qui la rivalità fra le due superpotenze può esprimersi senza mettere a repentaglio il Pianeta. Il presidente Kennedy tende la mano a Krusciov proponendo di unire gli sforzi per riuscire nell’intento di portare, insieme, i primi uomini sulla Luna; l’equipaggio, infatti, sarà composto da astronauti e cosmonauti. Da questa collaborazione in ambito spaziale potrebbe derivare una soluzione politica anche per i problemi sulla Terra. L’uccisione di Kennedy e il ritiro dalle scene di Krusciov impediranno la realizzazione di questo progetto. Stati Uniti e Unione sovietica andranno ognuno per la propria strada. E quella vincente sarà quella americana.

Lunedì 11 gennaio – #MeccanicaDiUnaMostra
Episodio #4 – Il passaggio della macchina. Trasferimento del modello di telaio (5’ 40’’)
La mostra Leonardo Parade, che ha aperto le celebrazioni vinciane a Milano, è appena terminata. Il modello di telaio a grandezza naturale fatto costruire dal Museo nel 2005 deve essere spostato nella sua nuova collocazione permanente: un’operazione delicata e complessa. Come risolvere gli imprevisti?

Giovedì 14 gennaio – #StorieAttualità
L’attualità scientifica con Barbara Gallavotti
Barbara Gallavotti, giornalista scientifica, autrice di Superquark RAI e consigliere per il coordinamento scientifico del Museo, si interroga settimanalmente su tematiche legate all’attualità scientifica e all’emergenza Covid-19.

Sabato 16 gennaio – #StorieInPodcast
La scoperta del Cielo – “Avamposti nello Spazio: le stazioni orbitanti, dalla Saljut alla ISS”
Da vent’anni la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) permette a scienziati e tecnici di disporre di un laboratorio in cui svolgere ricerche che, per loro natura, sarebbero impossibili da fare rimanendo esposti agli effetti del campo gravitazionale terreste. La ISS, infatti, è l’unico luogo al mondo, anzi “al di fuori del mondo”, dove si realizzano quelle particolari condizioni di microgravità, non riproducibili artificialmente, che sono necessarie per studiare il comportamento della materia, animata e inanimata, in condizioni peculiari. Lo scopo non è solo di estendere le nostre conoscenze riguardo alle proprietà fisiche, chimiche e biologiche fondamentali della materia ma anche di comprendere se l’antico desiderio dell’Umanità di espandere la propria presenza nel Sistema Solare sarà un giorno realizzabile o se dovrà rimanere solamente un sogno. La ISS è’ stata definita “la più complessa macchina che sia mai stata realizzata”; la sua costruzione ha richiesto quasi venti anni e decine di missioni durante le quali gli astronauti hanno dovuto assemblare le varie parti da cui è composta operando in attività extraveicolare; meraviglioso, ma difficilissimo e pericolosissimo. La ISS non è però la prima stazione spaziale della storia. I primi esemplari risalgono infatti agli anni Sessanta e, anche in questo caso, i primi a cimentarsi con successo nella realizzazione di quello che viene definito “il nostro avamposto nello Spazio” sono stati i sovietici. Dalla Saljut alla MIR all’americana SkyLab per arrivare infine alla ISS il percorso è stato lungo, complesso e difficile… ma entusiasmante. La tuta usata da Samantha Cristoforetti durante la missione Futura che oggi è esposta nella Sezione Spazio del Museo è una concreta testimonianza di quello straordinario progetto di collaborazione internazionale che è la ISS.

Lunedì 18 gennaio – #MeccanicaDiUnaMostra
Episodio #5 – Il viaggio dell’icona. Movimentazione dell’affresco dell’Ultima Cena del Fiammenghino (4’ 54’’)
Il grande affresco strappato raffigurante l’Ultima Cena realizzato da Fiammenghino nel 1626 testimonia quanto profonda fu l’influenza di Leonardo nella pittura lombarda. Collocato nel vecchio allestimento all’inizio del percorso, l’opera, montata su un supporto di resina, viene spostata per trovare posto in una nuova Sala ed essere restaurata.

Giovedì 21 gennaio – #StorieAttualità
L’attualità scientifica con Barbara Gallavotti
Barbara Gallavotti, giornalista scientifica, autrice di Superquark RAI e consigliere per il coordinamento scientifico del Museo, si interroga settimanalmente su tematiche legate all’attualità scientifica e all’emergenza Covid-19.

Sabato 23 gennaio – #StorieInPodcast
La scoperta del Cielo – “La strada europea per lo Spazio: i lanciatori Ariane e Vega”
L’Europa opera da circa sessant’anni nel campo dell’esplorazione dello Spazio. È una lunga e gloriosa tradizione che risale agli inizi degli anni Sessanta quando vennero costituite le due organizzazioni ELDO e ESRO poi confluite, nel 1975, nell’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea. Che sia per svolgere indagini scientifiche dell’Universo piuttosto che per studiare la Terra piuttosto che per posizionare in orbita servizi per noi oggi irrinunciabili, lo Spazio – prima di tutto – bisogna raggiungerlo. Grazie ai due lanciatori Ariane e Vega, l’ESA ha oggi completa autonomia sulle attività di lancio di missioni che non prevedano esseri umani a bordo. Al Museo è possibile ammirare l’unica replica esistente al mondo di Vega il lanciatore europeo progettato per mettere in orbita più satelliti contemporaneamente realizzato per conto dell’ESA dall’italiana Avio. Ma la strada verso il cielo è difficilissima e ogni lancio è una storia a parte. Anche nel caso di un razzo la tecnologia consente di ottimizzare i processi di produzione ma il successo non è mai scontato e ogni volta bisogna conquistarselo.

Lunedì 25 gennaio – #MeccanicaDiUnaMostra
Episodio #6 – La prova di abilità. Montaggio del modello del Pantheon di Roma (7’ 35’’)
L’architetto Georges Chedanne fu il progettista delle Gallerie Lafayette di Parigi e già da studente rivelò la sua attenzione ai dettagli. Realizzò il modello del Pantheon di Roma come prova finale all’Accademia di Francia, nel 1892-93. È composto da più di 70 pezzi che si montano a incastro, su una base formata da un unico blocco. In ogni movimentazione, ai restauratori spetta l’arduo compito di ricomporre pazientemente l’opera.

Giovedì 28 gennaio – #StorieAttualità
L’attualità scientifica con Barbara Gallavotti
Barbara Gallavotti, giornalista scientifica, autrice di Superquark RAI e consigliere per il coordinamento scientifico del Museo, si interroga settimanalmente su tematiche legate all’attualità scientifica e all’emergenza Covid-19.

Sabato 30 gennaio – #StorieInPodcast
La scoperta del Cielo – “L’esplorazione di Marte, da Schiaparelli a ExoMars”
Lo studio moderno di Marte inizia nella seconda metà dell’Ottocento grazie a un astronomo italiano: Giovanni Virginio Schiaparelli. Con il suo grande telescopio da 50 centimetri di diametro, oggi esposto al Museo, Schiaparelli è il primo a immaginare di poter studiare la morfologia di un pianeta del Sistema Solare. Il suo metodo è innovativo e i risultati che ottiene sono di tale importanza che la sua fama e quella dell’Osservatorio Astronomico di Brera di Milano, del quale è direttore, si diffondono rapidamente anche in ambiti extra scientifici. Diventa uno degli astronomi più famosi al Mondo ed è a lui che si deve la prima mappa precisa della superficie del Pianeta Rosso. Oggi, grazie alle sonde automatiche, siamo in grado di andare fisicamente fino a Marte e di scendere sulla sua superficie per osservarlo ed esplorarlo proseguendo, in una sorta di continuità ideale, il lavoro iniziato un secolo e mezzo fa dall’astronomo milanese. Fra qualche mese la sonda europea ExoMars, una missione internazionale a guida italiana, atterrerà sul pianeta alla ricerca della vita. Per farlo avrà a bordo una trivella, della quale al Museo è esposta una replica, che gli permetterà di scavare fino a due metri di profondità.
Se esiste (o è esistita in passato) una qualche forma di vita, infatti, non può che essere rintanata sotto la superficie al riparo dalle mortali radiazioni provenienti dal Sole.

 

Salvatore Garau, nella collezione museale della Farnesina

SALVATORE GARAU foto G Mur
SALVATORE GARAU foto G Mura

L’opera dell’artista Salvatore Garau “Caduta di lago con scultura”, realizzata nell’anno 2000 con acrilico, grafite e resina su tela di cm 209X121, è l’ultimo dei capolavori di arte contemporanea italiana entrato a far parte della “Collezione Farnesina”, la raccolta museale d’arte contemporanea del Ministero degli Affari Esteri ospitata nel Palazzo della Farnesina, che raccoglie il meglio dell’Arte italiana del XX secolo (https://collezionefarnesina.esteri.it/).

La Collezione Farnesina è in continuo divenire e ad oggi presenta circa 500 opere di oltre 240 artisti: grandi nomi della storia dell’arte contemporanea italiana che affiancano Salvatore Garau come Carla Accardi, Massimo Campigli, Salvatore Scarpitta, Emilio Vedova, Arnaldo Pomodoro, Gastone Novelli, Michelangelo Pistoletto.

“Caduta di lago con scultura” di Salvatore Garau vede un linguaggio evocativo, passionale e romantico con afflati cromatici che creano giochi d’acqua onirici di luce celeste e azzurra e ombre che si tuffano nella terra nera. Il tema dell’acqua è caro a Garau, che ha studiato profondamente i moti sia naturali che determinati dalla tecnologia umana, dedicando a questo tema diverse esposizioni.

Salvatore Garau ha partecipato due volte alla Biennale di Venezia, ha esposto al Parlamento europeo di Strasburgo, a San Francisco, Washington, Cordoba, Londra, Milano, San Paolo, Saint-Etienne, Brasilia; è inoltre presente in forma permanente in alcune prestigiose collezioni museali italiane e straniere, pubbliche e private, come la Collezione delle Gallerie d’Italia di Piazza Scala e il Museo del Novecento a Milano, la Galleria Civica di Modena e il Museo d’Arte Moderna di Saint-Étienne. Sue opere sono esposte anche alle Ambasciate d’Italia a Brasilia (Brasile), Seoul (Corea del Sud) e Lima (Perù).

Museo del Sax: annullati i concerti

Museo del Saxofono
Museo del Saxofono

MUSEO DEL SAXOFONO

Annullati i concerti fino a nuova disposizione governativa

Continua l’apertura degli spazi per le visite guidate

Nel rispetto del nuovo DPCM, promulgato al fine di contrastare l’espandersi del Coronavirus, si informa il gentile pubblico che il Museo del Saxofono si trova costretto a sospendere la programmazione musicale fino a nuove disposizioni delle Autorità.

Si ricorda tuttavia che permane l’apertura degli spazi per visita al Museo previa prenotazione obbligatoria ai numeri +39 06 61697862 – +39 347 5374953 o alla mail info@museodelsaxofono.com.

Le modalità e gli orari sono i seguenti:

Visita guidata singoli
sabato, domenica e festivi (ore 10.30 – 12.00 – 16.00 – 17.30 ) € 5,00 a persona
Le visite avvengono in gruppi di massimo 12 partecipanti.
Il costo della visita non comprende il biglietto di ingresso alla mostra
Visite guidate gruppi
Max 12 persone, con prenotazione obbligatoria € 50,00 (costo complessivo)
È escluso il costo del biglietto di ingresso alla mostra.

Sarà cura del Museo aggiornare prontamente gli utenti sull’evolversi della situazione e della ripresa dell’attività concertistica in base alle future normative governative.

Museo del Saxofono

via dei Molini snc (angolo via Reggiani)

00054 – Maccarese, Fiumicino (RM)

Il Museo del Saxofono gode del Patrocinio di Comune di Fiumicino ed Ambasciata del Belgio. Sponsor tecnici sono Selmer Paris (Francia), Borgani (Italia), Eppelsheim (Germania), BCC Roma, International Woodwind (Usa), J’Elle Stainer (Brasile), Lyrical Music Publications, 4DRG e Narnia Festival. Suoi partner sono le Farmacie Comunali Fiumicino, Anipo (Francia), ProLoco Fregene-Maccarese e Complesso L’Oasi.

Sito web ufficiale:

https://www.museodelsaxofono.com/

Infoline costi e prenotazioni:

+39 06 61697862 – +39 347 5374953 – info@museodelsaxofono.com

 

“RAFFAELLO capolavori tessuti” a Bolzano

“RAFFAELLO capolavori tessuti”
“RAFFAELLO capolavori tessuti”

“RAFFAELLO capolavori tessuti” a Bolzano
Mostra accessibile anche con il contributo del Museo Omero

Il Museo Tattile Statale Omero ha contribuito all’evento espositivo “RAFFAELLO Capolavori tessuti. Fortuna e mito di un grande genio italiano”, in programma al Centro Trevi (TREVILAB) di Bolzano dal 10 ottobre al 15 dicembre 2020. L’iniziativa è parte di un percorso per celebrare tre figure emblematiche della cultura italiana e internazionale: lo scorso anno Leonardo da Vinci, ora Raffaello Sanzio e nel 2021 sarà la volta di Dante Alighieri.
La mostra dedica un’attenzione particolare al tema della “accessibilità” ed è stata studiata per consentirne la fruizione a tutte le fasce di pubblico. All’interno della mostra è prevista una sezione tattile per non vedenti e ipovedenti in collaborazione con il Museo Tattile Statale Omero di Ancona (Servizi Tiflodidattici), l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Bolzano e il Centro Ciechi St. Raphael di Bolzano.
Il pezzo forte della mostra l’arazzo Pesca Miracolosa di Raffaello, reso tattile con una stampa in rilievo in scala ridotta (realizzata da Massimiliano Trubbiani); inoltre sono stati prodotti supporti didascalici in Braille (realizzati da Daniela Bottegoni con il supporto di Patrizia Calderone). Nella sezione dedicata è presente anche la riproduzione del busto della Dama di Urbino proveniente dalla Collezione del Museo Omero e il bassorilievo in resina del dipinto di Raffaello, “Ritratto di gentildonna”, noto anche come “La Muta”, (realizzato da Francesca Graziani), supporto già realizzato per il Palazzo Ducale di Urbino dal laboratorio dei Servizi Tiflodidattici del Museo Omero. Dello stesso dipinto è presente un rilievo in vetro nato da un progetto di ricerca sperimentale a cura di Glass Art Design Vetroricerca di Bolzano.
Un ulteriore commissione svolta dallo staff del Museo Omero qualificato nella produzione di supporti e materiali per l’accessibilità al patrimonio culturale.

Toccare Van Gogh e Magritte

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Toccare Van Gogh e Magritte al Museo Omero
con progetto AIVES

Il 13 ed il 14 ottobre 2020 il Museo Tattile Statale Omero di Ancona ospiterà la sperimentazione del sistema Aives – Arte e Innovazione Visioni Emozioni Sensazioni, progetto di ricerca condotto in partenariato con la T.E.A. sas di Elena Console & C. (project leader), l’IRIFOR, l’Omniarch sas di Mancuso G. & C., lo Studio Rubino srl e il Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Energetica e Gestionale (DIMEG) dell’Università della Calabria.

Le opere multisensoriali di Aives sono rivolte a tutti perché offrono la possibilità di conoscere le opere attraverso un approccio multimodale che coinvolge quanti più sensi possibile.
Non vedenti e normodotati “vedranno” l’opera attraverso i sensi in un’esperienza interessante e del tutto innovativa.

Le sfumature dell’affresco di “Europa sul toro” della Casa di Giasone a Pompei, “La Stanza di Arles” di Vincent Van Gogh e “Il filglio dell’uomo” di Magritte prendono vita grazie ad Aives, al suo messaggio poetico, alla potenza delle immagini amplificata dall’audio, dai profumi e dalle percezioni tattili.

La sessione di test, svoltasi anche presso l’Istituto per Ciechi “Francesco Cavazza” di Bologna e il MANN di Napoli si trasferisce nelle sale della Mole Vanvitelliana di Ancona con una sempre più aggiornata e accessibile modalità di fruizione dell’arte. Il sistema integrato Aives per una fruizione multisensoriale dei dipinti permette tre diverse modalità di accesso ai dipinti: descrizione, emozione e curiosità per un’esperienza d’arte da vivere in completa autonomia.

Prenotazione obbligatoria.
Orario di visita 16.00 – 17.00 -18.00
Per prenotare invia un messaggio whattsapp con nome e cognome e fascia oraria preferita al 335 5696985.
Le persone con disabilità, che ne necessitano, devono venire con i propri accompagnatori, a cui si richiede un ruolo attivo non potendo l’operatore aiutarlo direttamente.