GAM: Presentata oggi la mostra “Canova. I volti ideali”

GAM_Canova. I volti ideali
GAM_Canova. I volti ideali

Dal 25 ottobre la Galleria d’Arte Moderna di Milano presenta la mostra “Canova. I volti ideali”, un prezioso percorso che per la prima volta ricostruisce nelle sue sale la genesi e l’evoluzione delle celebri “teste ideali” di Canova, il particolare e fortunato filone della sua opera dedicato alle molte diverse declinazioni della bellezza femminile e realizzato all’apice della sua carriera.
Custode di una delle più importanti collezioni di arte neoclassica a livello nazionale, la Galleria d’Arte Moderna è la cornice perfetta per le opere di Canova, di cui conserva tre capolavori: il modello originale in gesso di “Ebe”, il busto in bronzo di “Napoleone” e l’erma in marmo della “Vestale”, fulcro della mostra.
Curata da Omar Cucciniello e Paola Zatti, l’esposizione è promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura, Galleria d’Arte Moderna di Milano e dalla casa editrice Electa, e racconta la storia di questo genere attraverso 39 opere di cui 24 di Canova. Tra queste 5 sculture mai esposte in Italia prima d’ora, come l’erma di “Corinna” e la “Musa” del 1817.
Le opere in mostra provengono dai principali musei nazionali (Gallerie degli Uffizi di Firenze, Gipsoteca Canoviana di Possagno, Galleria d’Arte Moderna di Torino, Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Museo Correr di Venezia) e internazionali (Hermitage di San Pietroburgo, J. Paul Getty Museum di Los Angeles, Kimbell Art Museum di Fort Worth, Museu Calouste Gulbenkian di Lisbona, Musée des Beaux Arts di Lione, Musée Fabre di Montpellier), oltre che da collezioni private.
Veneto di nascita, dopo il trasferimento a Roma nel 1780 Antonio Canova(Possagno, 1757 – Venezia, 1822) diventa il più importante scultore a cavallo tra XVIII e XIX secolo, interpretando la lezione di Winckelmann e fondando la scultura moderna. Corteggiato dai sovrani di tutta Europa, da Napoleone ai Papi, dal re d’Inghilterra allo zar, Canova ha modificato e orientato il gusto di un’intera epoca, a cui ha fornito modelli di bellezza idealizzata, interpretati soprattutto nelle sue sculture di soggetto mitologico.
Negli ultimi dodici anni di attività, quando è lo scultore più famoso e più richiesto d’Europa, Canova si dedica a una serie di effigi femminili di personaggi ideali che ha immediata fortuna tra i contemporanei, sia tra la committenza che tra la critica dell’epoca. A queste, che lui stesso chiamò “teste ideali”, è dedicata la mostra.
I volti scolpiti da Canova non rappresentano personaggi reali, ma costituiscono un filone fortunatissimo di volti idealizzati in cui lo scultore indaga le infinite variazioni della bellezza femminile, basate sull’equilibrio perfetto tra l’idealizzazione derivante dalla scultura classica e lo studio della natura. Sottoposti a sottili, raffinatissime variazioni nelle acconciature, nelle espressioni, nella resa virtuosistica del marmo, questi volti giungono a una progressiva semplificazione formale ed espressiva che trova il suo culmine nella “Vestale”.
Realizzata tra il 1818 e il 1819, la “Vestale” fu replicata in tre marmi che per la prima volta si trovano riuniti in occasione di questa mostra e vengono messi a confronto in un dialogo inedito al centro del percorso espositivo. Delle tre opere, la più nota fa parte delle collezioni della GAM, le altre due sono conservate alla Fondazione Calouste Gulbenkian di Lisbona e al J. Paul Getty Museum di Los Angeles.
Nel percorso espositivo vengono presentate le diverse versioni realizzate da Canova dello stesso soggetto, ma sono anche proposti preziosi confronti con opere che vanno dall’antichità ai nostri giorni, che non solo indicano i modelli dello scultore ma evidenziano il valore universale della sua arte. Tra questi si segnalano le sculture antiche della collezione Farnese (viste da Canova a Napoli), gli affreschi del Quattrocento toscano, gli scultori che seguirono il classicismo del maestro nell’Ottocento (come Gaetano Monti o Pompeo Marchesi) ma anche l’arte del Novecento e la scultura di Wildt.
L’esposizione mette così in risalto non tanto il contesto dei contemporanei dello scultore (già tante volte indagato dagli studi e dalle mostre negli ultimi anni) ma la posizione di assoluto rilievo che Canova riveste per l’arte occidentale, evidenziando non solo la complessità e vastità dei suoi modelli, ma anche l’influenza che ha avuto sull’arte moderna, culminando infatti con un’opera di Giulio Paolini.
La mostra è suddivisa in 5 sezioni, che percorrono la storia di questo genere dalle sue prime formulazioni all’emergere di una sensibilità romantica, echeggiante esempi rinascimentali, fino ai preziosi marmi realizzati da Canova come dono in ringraziamento ai diplomatici inglesi che avevano appoggiato nel 1815 la sua missione di recupero delle opere d’arte italiane sottratte dalle truppe napoleoniche.
Allestita nelle sale del piano terra della Villa Reale, che conservano gli splendidi ornati di fine Settecento eseguiti dalla scuola di Albertolli, la mostra instaura un dialogo con gli ambienti neoclassici e ne sfrutta le prospettive e le decorazioni, utilizzando in particolare gli specchi e i riflessi, recuperando le indicazioni canoviane sull’esposizione dei suoi marmi, ma fornendo anche un’interpretazione contemporanea di Canova, basata sullo sguardo.
L’allestimento, ideato e curato da Massimo Curzi, declinerà, con sensibilità e attenzione, le atmosfere settecentesche degli ambienti espositivi con la ricerca di materiali contemporanei e la ripresa di dettagli allestitivi della storia del museo.
Nell’ambito del progetto #canovamilano per le due mostre “Canova|Thorvaldsen. La nascita della scultura moderna” alle Gallerie d’Italia e “Canova. I volti ideali” alla Galleria d’Arte Moderna (GAM), è prevista una riduzione reciproca: il biglietto d’ingresso della prima mostra visitata dà diritto all’ingresso ridotto alla seconda esposizione.

SEZIONI
Dal ritratto all’ideale
La mostra si apre con il primo esempio di testa ideale creato da Canova, la musa “Clio”, donata alla Contessa d’Albany e replicata tre volte, con modifiche nella resa della morbida epidermide e nell’acconciatura, attentamente studiata e variata da Canova in ogni esemplare. I tratti perfetti di questo volto nascono probabilmente da un’elaborazione idealizzante di un ritratto di Elisa Baciocchi, sviluppato poi in un’opera autonoma, da cui l’artista emenda ogni riferimento particolare e ritrattistico. Al tema delle Muse appartiene anche il superbo busto conservato al Kimbell Art Museum di Fort Worth (Texas), donato da Canova a Charles Long e mai esposto in Italia.

Elena e Isabella
Il primo esemplare in marmo del busto raffigurante Elena di Troia fu donato da Canova a Isabella Teotochi Albrizzi, che nel 1809 aveva pubblicato “Opere di scultura e di plastica di Antonio Canova”. Il busto ebbe enorme risonanza presso i contemporanei e fu celebrato in versi da lord Byron, tanto da indurre Canova a replicarlo diverse volte, spesso anche in pendant con il busto di Paride: proprio la coppia di busti in marmo, proveniente dal museo Hermitage di San Pietroburgo, è al centro di questa sezione.

La Vestale
Ispirata a prototipi antichi – in particolare a busti di Vestali, come quello noto col nome di “Zingarella” proveniente dal Museo Archeologico di Napoli – l’erma di Vestale rappresenta l’apice della rarefazione formale imposta da Canova al volto ideale, nella semplificazione assoluta degli elementi decorativi. Al centro della sezione sono per la prima volta riunite le tre versioni della “Vestale”: accanto al marmo di Milano, quelli provenienti dalla Fondazione Gulbenkian di Lisbona e dal J. Paul Getty Museum di Los Angeles, mai esposti in Italia. Memore anche del virtuosismo settecentesco di Corradini, presente con la splendida “Puritas” di Ca’ Rezzonico a Venezia, il tema della velata avrà enorme successo per tutto l’Ottocento in una lunga serie di variazioni esplorate dai successori e dagli emuli di Canova, come mostrano i marmi esposti, da Pompeo Marchesi a Gaetano Monti a Adolfo Wildt.

“Un tipo della beltà italiana”
Se l’opera di Canova è universalmente celebre per l’ispirazione all’antichità classica di epoca greca e romana, altrettanto interessante, seppur meno noto, è il rapporto con l’arte del Rinascimento. In una serie di busti degli anni della maturità, lo scultore si ispira alla letteratura italiana e all’arte dei cosiddetti Primitivi (pittori del Tre e Quattrocento), per creare un tipo di bellezza moderna e italiana, che apre al Romanticismo. In un inedito confronto, i busti della Beatrice dantesca (ispirato alla bellissima Juliette Récamier), e di Eleonora d’Este (musa di Torquato Tasso), sono messi a confronto con la pittura a fresco di Ghirlandaio, ammirata da Canova durante i viaggi a Firenze.

L’idea e la poesia
In alcune delle ultime teste realizzate sullo scorcio del secondo decennio del secolo, Canova porta l’idealizzazione delle forme a confrontarsi con soggetti slegati dalla presenza di attributi, attinti direttamente all’antichità, a ribadire l’imprescindibile valore della classicità. Le erme di Saffo e Corinna sono rappresentazioni ideali della poesia greca. Il busto della Pace o ancora di più l’erma della Filosofia, costituiscono altrettante incarnazioni di concetti astratti e intangibili, resi attraverso una forma purificata e quasi concettuale, ma al contempo vere e naturali perché rappresentazioni della civiltà umana al più alto grado. Una purificazione che non mancherà di affascinare gli artisti per i secoli successivi, come mostra l’opera di Giulio Paolini.
La mostra sarà accompagnata da un programma di concerti, attività didattiche e visite guidate, organizzato dal museo.
Il catalogo, con saggi di approfondimento e schede scientifiche delle opere, è edito da Electa.

SCHEDA TECNICA
Titolo
Canova. I volti ideali

Sede
GAM Galleria d’Arte Moderna
Via Palestro 16, Milano

Date al pubblico : 25 ottobre 2019 – 18 febbraio 2020

A cura di Omar Cucciniello e Paola Zatti

Promossa e prodotta da
Comune di Milano – Cultura
GAM Galleria d’Arte Moderna
con la casa editrice Electa

Progetto allestimento: Massimo Curzi
Progetto grafico : Studio Tassinari Vetta

Orari
martedì – domenica 9.00 – 19.30
lunedì chiuso
Ultimo accesso un’ora prima della chiusura

Ingresso
intero euro 10
ridotto euro 5

Informazioni
T. +39 02 884 459 43
c.gam@comune.milano.it

Visite guidate e didattica
Ad Maiora
Sezione didattica GAM

Sito internet
gam-milano.com
electa.it

#canovamilano

Il Trenino Thomas arriva al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa: un’area a tema tutta da scoprire!

Trenino Thomas
Trenino Thomas

Il Trenino Thomas è il treno più amato dai bambini di tutto il mondo: grazie alle avventure in giro per il mondo della locomotiva blu insieme a Sir Topham e ai suoi amici, i bambini hanno potuto scoprire tante curiosità del pianeta in cui vivono e imparare molto sul valore dell’amicizia!
Dopo innumerevoli viaggi Il Trenino Thomas è in arrivo in un posto molto speciale: a partire dal 21 settembre fino al 15 dicembre il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa a Napoli ospiterà un’area interamente dedicata al Trenino Thomas!
Questo museo è uno dei luoghi più iconici per le ferrovie italiane: è qui infatti che venne inaugurata la prima linea ferroviaria in Italia nel 1839 e dove venivano prodotte le macchine che correvano lungo i binari di tutta la penisola.
E’ proprio in questo storico museo che verrà allestita all’interno di uno dei padiglioni un’area ambientata nella Stazione del Trenino Thomas: lì i bambini potranno trovare non solo la famosa locomotiva blu ma anche gli altri personaggi principali della serie realizzati in legno! Con queste simpatiche mascotte i bambini potranno fotografarsi ed avere un ricordo molto speciale della loro visita al museo!
Inoltre non poteva mancare nei fine settimana, a partire dal 21 settembre e fino al 7 dicembre, un’area gioco dove i bambini potranno scoprire tutti i nuovi prodotti del Trenino Thomas e divertirsi con attività di colora&crea, grazie ad alcune hostess dedicate.
Per maggiori informazioni, consultare il sito http://www.museopietrarsa.it/ e le pagine Facebook https://www.facebook.com/MuseoPietrarsa/ https://www.facebook.com/IlTreninoThomasIT/
Trenino Thomas nasce dalla fantasia di un reverendo inglese, Rev. W. Awdry, che oltre 70 anni fa si inventò dei racconti di locomotive a vapore per il figlioletto che divennero presto un libro. La storia narrata nel libro diventò velocemente la franchise di successo globale che conosciamo oggi e che continua a divertire le famiglie in più di 100 Paesi in 40 lingue diverse attraverso molteplici piattaforme e formati che includono gli oltre 400 episodi per la TV, 11 film, 14 siti web in nove lingue, app, giocattoli (Trenino Thomas è la property numero uno nella categoria prescolari in UK e Australia a al numero due negli Stati Uniti), prodotti a licenza, libri e spettacoli dal vivo. Trenino Thomas ha vinto diversi premi prestigiosi, fra i tanti il Parent’s Choice Award, il Webby e il Licensing Award per la miglior property classica. La famosa locomotiva blu e i suoi amici invitano i bambini a entrare nel loro mondo fantastico viaggiando sulle rotaie di un treno. Insieme, bambini e locomotiva, partono per avventure senza tempo sperimentando le preziose lezioni di vita impartite dalle scoperte, l’amicizia e la collaborazione. Gli episodi di Trenino Thomas sono visti su più di 30 canali televisivi tra cui Cartoonito (IT), PBS KIDS (US), Super RTL (Germania), ABC Kids (Australia), NHK (Giappone),Five’s Milkshake! e Nick Jr. in Inghilterra. Gli episodi sono scaricabili da iTunes a You Tube. Per maggiori informazioni sul meraviglioso mondo di Trenino Thomas visitate www.thomasandfriends.com, facebook.com/thomasandfriends e Twitter @ThomasFriends

Museo Omero: le proposte educative 2019-2020

Educazione-museoomero
Educazione-museoomero

Il Dipartimento Educazione del Museo Tattile Statale Omero propone anche per l’anno 2019/2020 una serie di attività volte ad educare lo sguardo, il pensiero e le mani. Percorsi bendati, laboratori con l’argilla, creazione di libri tattili, nozioni di Braille, incontri di arte e musica: sono alcune delle proposte per le scuole di ogni ordine e grado, per le famiglie, per i gruppi. I percorsi didattici comprendono un’iniziale visita guidata in collezione e una parte pratica e creativa in laboratorio.
Gli obiettivi sono fare dell’arte un’esperienza piacevole per tutti e sentirsi bene nello Spazio-Museo. Prerogativa di ciascuna attività è quella di essere pensata accessibile per tutti.
Tra le proposte anche percorsi educativi inclusivi e progetti specifici per non vedenti e ipovedenti, per i centri diurni e per le associazioni per persone con disabilità: attività completamente gratuite.
Il Dipartimento Educazione, che è l’anima operativa e instancabile del Museo, è composto da professioniste specializzate in grado di raccontare attraverso un approccio multisensoriale la bellezza dell’arte: la coordinatrice Manuela Alessandrini, Francesca Graziani, Francesca Santi, Anna Chiara Broggi e, per la musica, Giulia Cester.
I responsabili dei progetti sono Aldo Grassini e Andrea Sòcrati.
Quest’anno il nostro Dipartimento sarà impegnato anche in numerose attività legate alla grande mostra dedicata a Maria Montessori e Bruno Munari alla Mole da novembre 2019 a marzo 2020.

Info e prenotazioni:
Cell. e whatsapp 335 569 69 85 – e-mail: didattica@museoomero.it
Ingresso al Museo: libero.
http://www.museoomero.it/main?p=servizi_educativi

“Domenica al museo”. Due ore in più (e biglietto ridotto) per scoprire “Leonardo mai visto”. Gratuiti gli altri musei civici

mostra 'Leonardo mai visto'_Castello Sforzesco
mostra ‘Leonardo mai visto’_Castello Sforzesco

Con oltre 140mila visitatori in tre mesi e mezzo di apertura al pubblico, “Leonardo mai visto”, il programma di mostre e iniziative allestite al Castello Sforzesco per omaggiare il genio da Vinci nel cinquecentesimo della sua morte, conferma il proprio successo mantenendo la seconda posizione tra le esposizioni più visitate in Italia (dopo la Biennale d’Arte di Venezia) e la prima in Lombardia.

Per consentire ai milanesi e ai sempre più numerosi turisti presenti in città di visitare la rassegna e le installazioni dedicate a Leonardo, tutte le prime domeniche di ogni mese, sino alla chiusura prevista il 12 gennaio 2020, l’orario di apertura sarà esteso fino alle 19.30 (chiusura biglietteria ore 18.30) con ingresso ridotto a 5 euro.

Il biglietto ridotto a 5 euro garantisce l’ingresso anche a tutti i Musei del Castello, ma l’estensione dell’orario riguarda solo il Museo d’Arte Antica che ospita la rassegna “Leonardo mai visto”. Resta invariato l’orario di apertura al pubblico degli altri Musei, compreso il Museo della Pietà Rondanini-Michelangelo, con ultima possibilità di accesso alle ore 17.00.

Per maggiori informazioni: https://www.milanocastello.it/ (press kit Leonardo mai visto https://bit.ly/2WGTlNx).

In occasione di “Domenica al Museo”, domenica 1° settembre restano aperti e gratuiti anche tutti gli altri musei civici: Museo del Novecento, GAM Galleria d’Arte Moderna, Museo Archeologico, Museo di Storia Naturale, Acquario Civico, Museo del Risorgimento, Palazzo Morando|Costume Moda Immagine, Casa Museo Boschi di Stefano e Studio Museo Francesco Messina.

Il biglietto gratuito al Museo del Novecento permetterà di visitare, oltre alla collezione permanente del Museo, anche le mostre “Lucio Fontana. Omaggio a Leonardo” e “Remo Bianco. Le impronte della memoria”.

R…estate al museo 2019

Museo Capo  Colonna
Museo Capo Colonna

Da martedì 16 luglio 2019 il Museo Archeologico Nazionale di Crotone (Crotone) e il Museo e Parco Archeologico Nazionale di Capo Colonna (Crotone) ospiteranno degli incontri che coinvolgeranno il pubblico su varie dimensioni dell’antico.

Gli incontri ci aiuteranno a riflettere, a partire dal primo che si terrà il 16 luglio prossimo con il prof. Francesco Cuteri, che illustrerà aspetti della Grecità ancora connaturati alla Calabria. Nel secondo incontro (il 23 luglio) saranno giustapposti argilla e plastica nelle loro differenti ma non difformi funzioni e nei risvolti pratici, dall’antichità ad oggi.

E grazie alle fotografie del contest a Capo Lacinio i diversi scatti costituiranno nuove visioni delle vestigia greche, ma soprattutto del suo contesto legato a natura, paesaggio, antropologia. In calendario il 10 agosto è l’osservazione dei cieli guidata da due esperti planetaristi, prima al planetario presso l’Istituto Tecnico Nautico poco fuori città e poi a Capo Colonna, mentre martedì 20 ci sarà una gustosa sorpresa presso il museo di via Risorgimento e, infine, il 27 agosto un’importante riflessione sul passaggio dal collezionismo all’istituzione museo.

Il Polo museale della Calabria, che ha come mission la valorizzazione dei beni culturali attraverso l’interscambio con il territorio, in questo frangente estivo propone così di vivere le sedi museali come luogo di approfondimento per capirne meglio il patrimonio materiale, iconografico, archeologico e, soprattutto, culturale che essi custodiscono.

Si cercherà di evidenziare l’attualità di alcuni aspetti peculiari che caratterizzano la nostra regione e di attualizzare quel che appare lontano nel tempo, ma è invece vicino nel quotidiano e sempre vero perché, appunto, timeless. Confrontarsi con l’antico significa, infatti, anzitutto fermarci a riflettere sui nostri fondamentali, per arrivare a comprendere che tutto è contemporaneo: ciò che è stato, che era, è ancora oggi.
Vi aspettiamo quindi numerosi in questo percorso attraverso l’antico per capire meglio il contemporaneo, nello spazio del territorio crotoniate ma non solo, in una dimensione “senza tempo”.

Il Museo Archeologico Nazionale di Crotone (Crotone) e il Museo e Parco Archeologico Nazionale di Capo Colonna (Crotone) sono entrambi diretti da Gregorio Aversa e afferiscono al Polo museale della Calabria, guidato da Antonella Cucciniello.

R…estate al museo 2019
Timeless – Attualità dell’antico
Conversazioni estive
Museo Archeologico Nazionale di Crotone (Crotone)
Museo e Parco Archeologico Nazionale di Capo Colonna (Crotone)
16 luglio/ 27 agosto 2019