‘Jeux d’Artistes’ – Mostra collettiva

Jeux d'artistes
Jeux d’artistes

‘Jeux d’Artistes’ è il titolo della collettiva che si inaugurerà il prossimo 13 dicembre alle ore 18.30 presso Arcadia Art Gallery in Ripa di Porta Ticinese 61 a Milano.
L’attività creativa dell’artista come naturale prolungamento della sua fase infantile: gioco d’artista che, seppur sublimato e caricato di contenuti e valori profondi, è pervaso da un apparente leggerezza e profondamente ispirato al divertissement del suo autore; gioco d’artista che ingaggia e seduce il visitatore e lo tenta, invitandolo a liberarsi delle briglie della mente per seguire sentieri emozionali che lo guidano verso introspezione ed inconscio.

È questa l’idea alla base di questa collettiva che riunisce attorno a questo fil rouge le opere di 11 artisti italiani, molto diversi tra loro per tecnica, stile e poetica, con opere che toccano le nostre corde emotive per riportarci indietro a ricordi sopiti, a memorie di età pre-adulta, indicandoci un percorso intimo volto ad assaporare il nostro universo emozionale.

Dall’esplicito richiamo al mondo del gioco con le micro-macchine di Alessandra Spaggiari, i balocchi volanti dell’istallazione di Davide Tinelli, fino alle plastiche suggestioni del mondo di Barbie di Dario Murri. Dalla libertà espressiva, senza forma e senza segno, di Sal Festa agli emozionanti inchiostri di Monomax ai leggiadri sogni astratti di Eugenio Galli.

Dai giochi di bianco e nero di Francesco Siclari e della sua allieva Antonella Cerabona alle sculture oniriche di Vinicio Verzieri. Dai sorprendenti manoscritti miniati di Marzio Foresti alle fiabe scultoree di Dana.

Una rassegna d’Arte Contemporanea anche ludico-sensoriale, che diverte e coinvolge il fruitore in una riflessione che va al di là della sensazione immediata.

“Viscere”, personale di Sabino de Nichilo

Sabino de Nichilo
Sabino de Nichilo

Le sale del Museo Archeologico della Fondazione Depalo-Ungaro di Bitonto in provincia di Bari (via Giuseppe Mazzini 44) si aprono all’arte contemporanea e accolgono le sculture di Sabino de Nichilo, in occasione della sua mostra personale “Viscere” curata da Bianca Sorrentino. La mostra si inaugura sabato 1 dicembre 2018 alle ore 18:30 con una lettura di poesie di Silvana Kuhtz e si può visitare fino alla fine del mese.

Le forme cave plasmate dall’artista dialogano con i corredi tombali e le testimonianze archeologiche degli antichi Peuceti e interagiscono in modo installativo con la collezione di gessi della vecchia Scuola comunale di disegno conservati nel museo. Caratterizzate da una volumetria morbida e da colori brillanti di gusto pop, le sculture di Sabino de Nichilo somigliano a strutture organiche e possono ricordare a chi li osserva cuori, fegati e stomaci, ma non rispondono ai canoni di un’anatomia ortodossa.

“Organi da asporto”, “Carne frolla” e “Anus” – questi i nomi di alcune serie di opere esposte – sembrano ribellarsi al corpo che li potrebbe contenere e crescono liberamente, a loro piacimento, assecondando un impulso vitale alieno, inconsulto, barbaro. Sabino de Nichilo rende nobili gli scarti e le frattaglie e i processi digestivi ai quali allude evocano la società dei consumi nelle forme di una vanitas contemporanea, mescolando ironia e retaggi alchemici.

“Come un aruspice venuto da un altrove – scrive Bianca Sorrentino – Sabino de Nichilo interroga le viscere deformi che sopravvivono al lento decomporsi del mondo, alla ricerca di un auspicio che pronunci la sua verità di uomo. La ceramica smaltata restituisce nella materia e nel colore il tormento dell’essere fuori misura: se è vero che gli organi che si sottraggono alle leggi della realtà sono espressione di un tempo precario, essi si prestano allora a un dialogo critico con il passato e con i suoi simboli. Nella loro cavità, le sculture sembrano in effetti contenere qualcosa che non resta, ponendosi in questo senso in contrasto con lo spirito che caratterizza ogni Museo, che invece contiene qualcosa affinché resti. Ecco che dal ventre della terra, le reliquie dei banchetti si spogliano della loro sacralità e si rivestono di una visceralità che può dirsi ora pienamente umana”.

Cina 1978. Appunti di viaggio

Soldatesse cinesi di spalle
Soldatesse cinesi di spalle

Inaugura sabato 15 dicembre alle ore 19.00, la mostra Cina 1978. Appunti di viaggio, una serie di scatti in bianco e nero del fotografo Paolo Gotti che documentano diversi aspetti della Cina di quarant’anni fa.

Nel luglio del 1978, Paolo Gotti prende parte a un viaggio d’inchiesta organizzato dall’Istituto politico culturale Edizioni Oriente di Milano per osservare da vicino la società cinese, dal punto di vista di una pluralità di interessi che vanno dall’educazione alla sanità, dalla giustizia all’industria. Il reportage sarà poi pubblicato nella rivista quadrimestrale Vento dell’Est, attiva dal 1965 al 1979.

La delegazione, di cui fanno parte una ventina di persone tra cui personalità del calibro di Silvia Calamandrei, Lisa Foa, Franco Marrone, Paola Mancorda e Claudio Meldolesi, viaggia nella parte settentrionale del paese partendo dalla capitale Pechino per poi visitare le città di Dalian, Shenyang, Changchun, Harbin e i pozzi di petrolio di Daqing, fino ai confini con la Manciuria. L’indagine si inserisce all’interno di una situazione politica segnata dai clamorosi avvenimenti seguiti all’arresto della “banda dei quattro” che rappresentò la fine più evidente di quel movimento politico noto come Rivoluzione Culturale, lanciata da Mao nel 1966 contro le strutture del Partito Comunista Cinese.

L’obiettivo del viaggio era quello di comprendere quanto stava avvenendo e le ragioni che avevano scatenato un’inversione di rotta che avrebbe portato nel tempo a un nuovo schieramento del paese nello scacchiere internazionale, ma questo avveniva registrando non tanto i luoghi della politica quanto piuttosto quelli frequentati dalla gente comune: fabbriche, scuole e asili, quartieri urbani e zone rurali.

Sono queste immagini, scattate da Paolo Gotti, a immortalare alcuni tra gli aspetti più singolari della società cinese di quaranta anni fa – così diversa dalla Cina contemporanea – visti attraverso l’emozione di uno sguardo occidentale: dai mezzi di trasporto spesso bizzarri e improvvisati alle insegne disegnate con i gessetti e ai grandi pannelli illustrati con “fumetti” propagandistici, dalle ricamatrici tradizionali alle esercitazioni delle soldatesse armate di fucile, dalle scuole speciali per bambini ipovedenti fino alle fabbriche, come quelle dei locomotori, che avrebbero portato in futuro il paese a diventare la potenza economica che è oggi.

Per l’occasione sarà presentato il calendario 2019 Cina 1978. C’era una volta con fotografie a colori di quel viaggio.

CINA 1978. Appunti di viaggio
Sede: Temporary Gallery | via Santo Stefano 91/a, Bologna
Opening: 15 dicembre ore 19.00
Periodo mostra: 16 dicembre 2018 – 31 gennaio 2019
Orari: martedì-domenica, 10.30-12.30 | 17.00-19.30

IV edizione Milano Scultura

Milano scultura
Milano scultura

Per il quarto anno consecutivo torna alla Fabbrica del Vapore la fiera che si sta consolidando nel panorama artistico milanese e italiano come l’unico appuntamento che il mercato dedica alle Arti Plastiche.

Milano Scultura si propone come una fiera non generalista che esprime un diverso modo di fare Fiere d’Arte e che riunisce galleristi, artisti e laboratori che producono arte in modo tematico.

La scultura è il terreno d’indagine e l’esigenza di elaborare un discorso specifico su questa disciplina nasce dal fatto che il suo è uno dei linguaggi artistici senz’altro più codificato ma anche maggiormente aperto alla novità.

Da venerdì 26 a domenica 28 ottobre i mille metri quadrati dell’Ex Locale Cisterne della Fabbrica del Vapore saranno il prestigioso contenitore della fiera che si conferma nell’offrire sempre nuove prospettive e occasioni per fare il punto su tutte le declinazioni della scultura.

Nella sua definizione ormai sono incluse non solo le opere tridimensionali in generale, ma anche quelle da parete, realizzate con materiali nobili come marmo o bronzo, le installazioni classiche e multimediali, le opere fatte con materiali di scarto e di recupero, la Public art, fino alle opere tridimensionali effimere o l’arte ambientale.

“Incisioni (1952-1959)”

mostra
mostra

L’Accademia delle Belle Arti di Brera presenta “Incisioni (1952-1959)”, una mostra che rende omaggio alla ricerca artistica di Valentino Vago (Barlassina 1931 – Milano 2018) presentando al pubblico milanese un corpus di oltre quaranta incisioni ad acquaforte rieditate nel 2014 a partire dalle lastre originali realizzate dall’artista nel corso degli anni Cinquanta.

Osservando le opere in mostra, si può ripercorrere la visione della realtà che l’artista comunicava tramite molteplici temi espressivi: figure del quotidiano, contadini al lavoro, paesaggi rurali, scene naturalistiche, fino a giungere alle composizioni astratte, nelle quali il centro di interesse delle ricerche non è più il soggetto o la forma, bensì l’atto creativo di qualcosa in divenire, preludio della ricerca artistica che caratterizzerà l’opera del maestro negli anni Sessanta.