“Dammi la mano”: mostra fotografica virtuale

Mostra fotografica virtuale
Mostra fotografica virtuale

“Dammi la mano”, la mostra fotografica virtuale organizzata da Europa Donna Italia che valorizza il ruolo dei caregiver,

resta disponibile per altri due anni grazie al grande successo riscosso:

5000 accessi al sito e più di 300.000 utenti social raggiunti

La mostra, visitabile virtualmente sui canali proprietari di Europa Donna Italia, continuerà a rimanere visibile sul sito grazie al successo di pubblico virtuale ottenuto.

Resta disponibile “Dammi la mano”, la mostra fotografica virtuale di immagini del prestigioso Archivio Fondazione 3M – Collezione Ferrania organizzata da Europa Donna Italia, il movimento nazionale nato nel 1994 a tutela dei diritti delle donne nella prevenzione e nella cura del tumore al seno, con il contributo non condizionante di Lilly Italia. La mostra, iniziata il 07 luglio 2020, sta ottenendo un grande successo in termini di pubblico virtuale: a metà dicembre ha superato 5000 accessi al sito, ha raggiunto una copertura di più di 300 mila utenti su Facebook e su Instagram. Proprio grazie a questo apprezzamento si è deciso di non chiudere la mostra il 31 dicembre, come inizialmente previsto, ma di prolungarla e renderla disponibile per altri due anni sul sito di Europa Donna Italia.

L’emozionante mostra ha l’obiettivo di valorizzare i caregiver – ovvero tutti coloro che, familiari o amici, si prendono cura di una persona malata – evidenziando il ruolo fondamentale che svolgono nell’accompagnare la paziente con tumore al seno nei luoghi di cura e nell’adesione alle terapie. I caregiver hanno creato un racconto che ha illustrato le esperienze e le dinamiche proprie del rapporto profondamente affettivo tra i caregiver e le pazienti commentando 25 immagini, scattate in varie epoche da grandi fotografi italiani. Grazie alla disponibilità del Teatro Franco Parenti, le loro testimonianze sono state interpretate dagli attori Gigio Alberti e Lella Costa che, come voci narranti, hanno commentato le testimonianze originali di chi ha vissuto l’esperienza di stare a fianco e sostenere la propria cara: compagna, moglie, madre, figlia o sorella. Il linguaggio emozionale adottato per la narrazione, associato alla potenza evocativa della fotografia, ha reso la mostra particolarmente suggestiva e toccante. La colonna sonora della mostra è una versione strumentale de “La cura” di Franco Battiato, canzone che celebra il prendersi cura del prossimo.

In questi mesi di esposizione sono state realizzate anche alcune toccanti dirette Facebook nelle quali amici, parenti, mariti o compagni di donne con tumore al seno hanno condiviso ulteriori testimonianze della propria esperienza di caregiver, mentre alcuni psicologi hanno spiegato i meccanismi psicologici che si possono innescare nelle persone che accompagnano e amano una donna-paziente.

“Dammi la mano” costituisce il prosieguo dell’omonimo progetto di Europa Donna Italia avviato l’anno scorso, con la pubblicazione di un “Vademecum del caregiver”, per far luce su queste silenziose e al tempo stesso fondamentali figure.

“Sono particolarmente orgogliosa del successo che sta ottenendo la mostra “Dammi la mano” che, per ovvi motivi, abbiamo dovuto organizzare virtualmente anziché nella versione itinerante che avrebbe toccato varie città d’Italia, come inizialmente previsto” dichiara Rosanna D’Antona, Presidente di Europa Donna Italia. “Il pubblico l’ha seguita comunque e ha apprezzato l’attenzione che abbiamo voluto dare ai caregiver e al loro fondamentale ruolo nel percorso di cura della donna; un ruolo fatto di attenzione, amore e sostegno verso chi sta lottando con tutte le proprie forze contro il tumore al seno. È quindi con grande piacere che annunciamo che la mostra sarà virtualmente visitabile sul sito di Europa Donna Italia per altri due anni.”

“Siamo orgogliosi di aver sponsorizzato questa iniziativa”, commenta Huzur Devletsah, AD e Presidente di Lilly Italy Hub, azienda farmaceutica che ha fornito un supporto per la realizzazione della mostra “dando voce a chi ogni giorno contribuisce a migliorare la qualità di vita delle donne con tumore, che è fatta non solo di condizione clinica ma anche psicologica e sociale.”

La mostra rimarrà online al seguente link:

https://europadonna.it/dammilamano/

Le dirette Facebook con i caregiver al seguente link: https://europadonna.it/ambito/caregiver/

Il video “The best of” delle dirette con i caregiver al seguente link: https://youtu.be/Jwg47d7N8t4

Vademecum del caregiver

https://europadonna.it/wp-content/uploads/2019/11/Vademecum-caregiver-2019-europa-donna.pdf

Invitiamo ad utilizzare sui social network l’hashtag ufficiale della mostra:

#dammilamano

 

“Tutte quelle cose”

tutte quelle cose
tutte quelle cose

Red Lab Gallery, laboratorio di sperimentazione nato nel 2018 e pensato per promuovere la cultura delle immagini stimolando il pubblico a interagire, presenta dal 16 dicembre 2020 per due mesi sino al 16 febbraio 2021 il nuovo progetto “Tutte quelle cose”, dialogo di visione e ascolto in quattro puntate tra le fotografe Giovanna Gammarota (Milano) e Francesca Loprieno (Parigi) a cura di Lucia Pezzulla.

Per due mesi, ogni due settimane, sul sito www.redlabgallery.com, sulle pagine social (Instagram, Facebook) e sul canale Youtube della galleria verrà presentato un video in cui le autrici si affidano l’una all’altra nella reciproca lettura di intime riflessioni sulla ricerca fotografica, coadiuvate dalle immagini di alcuni dei loro lavori.
Obiettivo del progetto è quello di entrare in relazione con l’osservatore/ascoltatore, prima invitandolo all’ascolto e alla visione, e poi ad interagire a sua volta con Francesca e Giovanna postando una lettera o un semplice commento, una fotografia o un video.

Il percorso delle due autrici, che a cuore aperto mettono a confronto due distinti sistemi di pensiero sulla forza del linguaggio fotografico, parte da lontano e prende avvio da un affascinante “carteggio” privato sulla fotografia, che oggi Giovanna e Francesca hanno voluto trasformare in una opportunità di dialogo e confronto aperta a tutti.

In un momento storico complicato per la cultura, “Tutte quelle cose” rappresenta una proposta trasversale e innovativa: di fronte a una pandemia che ci ha costretto a riscrivere le nostre esistenze, le parole e le fotografie di Giovanna Gammarota e Francesca Loprieno riportano lo sguardo all’essenza della visione, non solo fotografica ma della vita stessa, quasi a volerla sottrarre ad una contemporaneità accelerante e famelica.

“Tutte quelle cose” è un progetto in itinere, un viaggio diverso attraverso la fotografia, viatico privilegiato per provare a costruire nuove mappe mentali e nuove ipotesi di percorso, nel tentativo di aiutarci a comprendere meglio la nostra stessa esistenza.

TUTTE QUELLE COSE
Progetto di Giovanna Gammarota e Francesca Loprieno
A cura di Lucia Pezzulla

A partire dal 16 dicembre 2020 ogni quindici giorni sino al 16 febbraio 2021 on line sul sito www.redlabgallery.com.

Inoltre, disponibile anche sulle pagine social e sul canale Youtube della galleria:
Instagram: https://www.instagram.com/red_lab_gallery/?hl=it
Facebook: https://www.facebook.com/RedLabGallery
Youtube: https://www.youtube.com/channel/UCq0EjxiqS6NhedtfOmWo7_A

La terza puntata dei Lunedì di Casa Testori

Lunedi_testori
Lunedi_testori

Con tante mostre che oggi non è possibile vedere, l’arte pubblica assume ancor più importanza e visibilità. Il terzo appuntamento dei Lunedì di Casa Testori (che eccezionalmente andrà in diretta alle 18.30) avrà come ospite Emilio Isgrò che ha da poco presentato una grande installazione a Brescia, dedicata ad un capolavoro-simbolo per la città, la statua greca della Vittoria. Insieme ad Isgrò sarà con noi anche il curatore Marco Bazzini.

A seguire, racconteremo la bellissima esperienza di Extraordinario: un capannone a Marghera messo a disposizione degli studenti dell’Atelier F dell’Accademia di Venezia, da Vulcano Agency. Un workshop collettivo che è diventato una mostra. Ne parleremo con i promotori Daniele Capra e Nico Covre e con due degli artisti protagonisti del progetto, Adelisa Selimbašić, e Giulio Malinverni.

Chiude la serata come di consueto Federica Fracassi con la lettura di un incipit testoriano: sarà la volta delle prime pagine della Maria Brasca.

Sabato 5 dicembre torna l’annuale Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI, Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani con il rinnovato sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del MiBACT e la collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Anche quest’anno, seppur in modalità differente, siamo felici di partecipare all’iniziativa: dalla home page del sito di Casa Testori si potrà assistere a due eventi di approfondimento tratti dalla mostra “Meristà” curata da Giulia Zorzi, in corso nella dimora di Novate Milanese (che sarà possibile visitare nuovamente alla riapertura dei musei). I due progetti sono: L’Ouvert di Fatima Bianchi e Jest di Ilaria Turba, progetti che rispondono pienamente al tema della “community” a cui l’AMACI ha chiesto di far riferimento per questa edizione, oltre alla possibilità di essere fruibile anche sullo spazio digitale.

Segnaliamo inoltre che in occasione della Giornata del Contemporaneo, Palazzo Fabroni, uno dei Musei appartanenti al circuito Amaci, renderà visibile online per un giorno il film di Andrea Mastrovito “I am not legend”, nato da un progetto a cura di Casa Testori e vincitore della Sesta Edizione di Italian Council.

Il Calendario 2021 progettato da Casa Testori e Associazione Giovanni Testori è quest’anno dedicato alla Lombardia, territorio così duramente colpito dalla pandemia, nel quale siamo nati e da cui partono per l’Italia i nostri progetti.

È la Lombardia così visceralmente amata da Giovanni Testori, vista con l’occhio di grandi e importanti artisti, da Umberto Boccioni fino a Christo, che hanno saputo intercettare sia la poesia che l’energia di questo territorio. Ognuno dei 12 artisti fornisce un punto di vista e di interpretazione diverso. Ma tutti testimoniano la bellezza antica e insieme così contemporanea di questa regione.
Il calendario è dunque anche un augurio perché la Lombardia possa riprendere la sua corsa nel 2021 che ci attende

Rgb Light Experience 2020 V edizione

Festival
Festival

Le opere di luce che ridisegnano le architetture urbane e le superfici di luoghi sospesi,
trasformando Roma in un museo a cielo aperto.

RGB LIGHT EXPERIENCE 2020
V edizione

NATURARE

19 – 22 dicembre
ROMA
Parco Sangalli – Pigneto – Prenestina – EUR
dalle h18.30

e dal 20 al 30 dicembre incontri, workshop e laboratori per bambini

Artisti

Lino Strangis | Diego Repetto&Gianni Maroccolo | Simona Verrusio
Chiara Patriarca&Francesca Cecarini | DELTAPROCESS | Hinrich Gross
Lea Brugnoli&Anna Torrazza | Luca Cataldo | Luca Mauceri + MediaMash Studio
Quadro Quantico | Collettivo L4R | Daniele Spanò | I light | Flavia Tritto
Olga Tuzova e Lorenzo Pagella | Simone Palma e Raffaele Settembre | Jeremy Oury

Diciotto opere di luce site specific in quattro luoghi della Capitale, una mostra itinerante che per quattro giorni prova a ridisegnare le superfici architettoniche urbane, creando nuovi immaginari che mettano al centro un diverso rapporto fra Uomo e Natura e trasformando la città in un vero museo a cielo aperto.

Dal 19 al 22 dicembre torna RGB Light Experience, il festival urbano di light art, urban light e video-mapping prodotto da Luci Ombre e diretto da Diego Labonia che dal 2015 porta a Roma le opere di luce firmate da artisti visivi e light designer nazionali e internazionali.

Giunto alla sua quinta edizione, quest’anno il festival/exhibition cambia modalità di fruizione, nel rispetto delle attuali normative di contrasto alla diffusione del Covid-19: “in questi tempi dettati dalla distanza, dall’isolamento e dalla paura il progetto RGB è stato completamente ripensato per permettere che si svolga nel pieno delle sue possibilità. Invece della consueta passeggiata lungo un percorso disseminato di opere d’arte, saranno le opere stesse a muoversi all’interno del tessuto urbano” afferma Diego Labonia, Direttore Artistico di RGB. E così due camion attrezzati porteranno ogni giorno in un sito diverso dei quattro selezionati tutte le opere in programma, che – dalle 18.30 fino all’ora del blocco previsto dalla normativa vigente – saranno fruibili dai pedoni, da chi passa in auto o sui mezzi pubblici, dalle finestre degli appartamenti ma anche in diretta streaming sui canali social di RGB.

Naturare è il leitmotiv – o, meglio, “lightmotiv”! – e titolo di quest’anno: un invito a ribaltare la concezione antropocentrica della Natura e a considerare l’Umanità come parte, fra le tante, di un sistema vivo e interconnesso, i cui equilibri sono oggi gravemente compromessi proprio a causa dell’azione umana. Un concetto evocato fin dal visual, realizzato dall’artista Mariano Peccinetti, in cui l’elemento umano ha nei confronti dell’elemento naturale un atteggiamento contemplativo.

Video-illuminatori, luci motorizzate di vario tipo, laser e diffusori sonori saranno i pennelli con i quali gli artisti selezionati potranno creare ambienti emozionali, interagendo con l’architettura dei luoghi scelti. Da Tutto tatto a perdere, opera audio-visiva dell’artista intermediale di fama internazionale Lino Strangis dedicata alla perdita dei contatti umani in tempi di pandemia alla celebrazione del genio di Yves Klein in Y.K. L’altra metà del cielo, opera dell’artista e architetto Diego Repetto in compagnia di uno dei più importanti musicisti, compositori e produttori indipendenti italiani degli ultimi 40 anni, Gianni Maroccolo. Dai molteplici interventi dell’attrice, videomaker, regista e performer Simona Verrusio, che in Ellissi 2.0 si muove fra astronomia, matematica, pittura e cinema, alle morbide luci policrome esaltate da sonorità a tratti dolci, a tratti vibranti, di Giardino di cemento, intervento firmato dal duo tutto al femminile composto da Chiara Patriarca e Francesca Cecarini, attive da anni in campo teatrale e musicale come scenografe e light designer. E se Overflow, progetto del collettivo multimediale DELTAPROCESS, si muove attraverso le mappe psico-geografiche e la tecnica della deriva di Guy Debord, mostrando il processo di evoluzione spaziale di una muffa sulla mappa del Pigneto, l’artista olandese Hinrich Gross in Groninger Tiles riflette sulla natura dei pixel. Dall’immagine digitale di Gross si passa poi alla reinterpretazione in chiave contemporanea della scatola ottica proposta da Lea Brugnoli e Anna Torrazza, artiste ma anche madre e figlia, che a RGB presentano Dissolvenze, nuovo tassello del loro ciclo sul pre-cinema. L’artista multidisciplinare Luca Cataldo presenta invece Legame, opera che riflette su alcune modalità simbiotiche che legano il mondo vegetale a quello animale mentre l’interazione fra uomo e natura all’interno di un contesto metropolitano è il cuore di Crescerà l’erba sulle nostre città, opera firmata da Luca Mauceri con il collettivo fiorentino MediaMash Studio. In Data Storming, invece, lavoro dell’ensemble di creativi Quadro Quantico, un flusso caotico di dati trova un proprio equilibrio armonioso nell’accostamento al movimento sinuoso degli uccelli nel cielo, diventando un vero quadro digitale che invade lo spazio pubblico modificandone la percezione. Su un fronte simile si muove Concrete Walls del duo internazionale Collettivo L4R: pennellate di luce pronte a ridefinire i muri cittadini per comporre una rappresentazione in forma di mosaico della Natura e attivare processi di contemplazione, attività quasi dimenticata da chi vive nelle selve di cemento. In Fino a qui Daniele Spanò propone invece una riflessione sull’architettura come superficie che separa l’interno dall’esterno, in questo caso uno spazio intimo come il teatro con uno spazio pubblico come la piazza. Un ragionamento sviluppato in forma diversa anche dagli artisti Olga Tuzova e Lorenzo Pagella con Teatri d’Italia, carrellata malinconica sui teatri vuoti di questo periodo pandemico che si prendono la strada come nuovo spazio per andare in scena davanti a un pubblico reale. A RGB Tuzova e Pagella presentano anche La vita prima e dopo, opera con un titolo che non lascia spazio a equivoci nel suo riferirsi alla drammatica spaccatura temporale nelle nostre vite generata dalla pandemia. Segni di luce del collettivo di fotografi e performer I light, sarà invece una vera e propria antologia in loop dei loro migliori lavori di light painting, mentre la giovane artista barese Flavia Tritto con Raw Flows (Dancing Bodies Change the World) presenterà una serie di quattro video-installazioni che mostrano l’andamento delle waveform RGB (oscilloscopio digitale) derivanti da sequenze video, i cui protagonisti ballano in diverse location: i corpi diventano così forme “immateriali” di luce e colore quasi indistinguibile dal mondo circostante e le loro danze sono espressione ed invito al movimento libero e liberatorio, un riconnettersi collettivo a sé stessi e al mondo. Il sound e visual artist francese Jeremy Oury gioca in modo equilibrato fra componente audio e componente video in Emersive, opera/performance ipnotica che attraverso griglie e frattali esplora le varie tipologie di spazio di un microcosmo, su un tappeto sonoro che evoca, grazie all’uso di registrazioni d’archivio, il contributo apportato alla nostra società dalle scoperte scientifiche e dall’evoluzione tecnologica. A completare in modo perfetto questa intensa programmazione ci pensa l’opera Attraversamenti#02 di Simone Palma e Raffaele Settembre, due artisti attivi nel campo teatrale, che in questo caso si concentrano sulla questione dell’identità e della percezione di sé: “Ogni tanto tocco il mio corpo per capire se sto sognando. Guardarmi allo specchio non basta per rendermi conto della mia esistenza, ormai non vedo più il mio volto. L’immagine riflessa non so a chi appartenga. Mi sembra di vivere la vita di un’altra persona, vedendomi da fuori in una sequenza d’immagini che scorrono lentamente: dove sono io?”

Fra i siti scelti, tre saranno in punti cardine all’interno dello storico percorso che il festival ha proposto in questi anni, nei quartieri Pigneto e Torpignattara (Roma Est): Parco Sangalli lungo l’Acquedotto Alessandrino che ospiterà RGB il 19 dicembre; un’area parcheggio del Pigneto il 20 dicembre e il tratto della Prenestina sotto le arterie sopraelevate della Tangenziale Est il 21 dicembre. Novità di questa edizione, le Torri Ligini che affacciano sul Laghetto dell’EUR e che rivivranno di nuova luce nella serata conclusiva dell’evento, il 22 dicembre.

Ognuno con le proprie peculiarità e con storie diverse, sono però tutti luoghi sospesi, schiacciati fra la perdita dell’identità e una perenne condizione di casualità e precarietà, condannati all’incuria da uno sviluppo urbanistico caotico. Progetti architettonici che hanno avuto una storia travagliata e un impatto importante nell’urbanistica di Roma, e che oggi – eccezion fatta per l’acquedotto Alessandrino – sono simbolo di degrado urbano e di cattivo utilizzo del bene pubblico. Luoghi perfetti per sviluppare Naturare, il fil rouge di questa edizione. “L’Umanità agisce in modo invasivo e irresponsabile, egoistico e arrivistico, illudendosi di governare il mondo naturale e ignorando le responsabilità che ha nei confronti di esso. È necessario introdurre un cambiamento rapido e radicale: abbiamo la responsabilità di prenderci cura della Natura, questo è il pensiero che deve governare le nostre azioni quotidiane, facendoci ispirare dalle visioni degli artisti. Come possiamo, attraverso l’arte, ‘Naturare’ l’impatto dell’azione dell’intera Umanità e metterla in armonia con la Natura?” dichiara Labonia.

Per una notte, le strutture in questione si potranno riscattare: ogni artista interverrà sulle architetture, rendendole altro rispetto all’immaginario quotidiano al quale involontariamente siamo costretti; e il pubblico potrà esplorare questo particolare patrimonio materiale mettendolo in relazione con un nuovo patrimonio immateriale.

Un’azione artistica, dunque, che racchiude in sé un messaggio politico. Un’azione effimera che però vuole avere un valore nel tempo, una possibilità che questo possa diventare permanente.

Infine, dal 20 al 30 dicembre, sarà in programma anche La necessità di modificare l’esistente, un ciclo di incontri con manager, docenti e artisti, che prevede anche laboratori per i più piccoli e workshop intensivi rivolti a chi vuole approfondire la conoscenza della light art e dell’arte digitale.

I luoghi

Parco Giordano Sangalli | 19 dicembre
viale dell’Acquedotto Alessandrino
Il Parco Giordano Sangalli si trova in Viale dell’Acquedotto Alessandrino ed è uno dei tre parchi pubblici del quartiere di Tor Pignattara. L’area dell’Acquedotto fu interessata nel corso del ‘900 da fenomeni massicci di speculazione edilizia e di edilizia spontanea. Immigrati dal sud Italia ma anche sfollati del centro durante il periodo fascista costruiscono le loro case addossandole proprio all’Acquedotto. Una volta abbattute, hanno lasciato spazio all’attuale parco Sangalli.

Parcheggio Pavoni-Pigneto | 20 dicembre
Tra via del Pigneto e via Luigi Pavoni
L’area parcheggio Pavoni/Pigneto rappresenta quello che può accadere quando si costruisce senza nessuna progettazione urbanistica, ma lasciando semplicemente spazio al mero accostamento casuale di palazzi alti quattro volte le costruzioni già esistenti. La casualità ha dunque creato una bruttura: cinque muri ciechi fanno da scenario in questo incastro di colate di cemento, creando una “naturale” zona parcheggio.

Sopraelevata Tangenziale Est | 21 dicembre
via Prenestina, altezza civico 52
È il tratto sopraelevato sulla via Prenestina della Tangenziale Est, una strada ad alto scorrimento progettata dall’architetto Kenzo Tange negli anni ‘60 ma già prevista dal piano regolatore del 1909, nata per unire la parte settentrionale e meridionale della città. La sopraelevata della tangenziale Est è stata una scelta azzardata, un’idea di inizio ‘900 che aveva tutte le possibilità di svilupparsi nel migliore dei modi ma che è finita per insinuarsi tra gli immobili costruiti dopo la speculazione edilizia del dopoguerra, creando così scenari urbani che sono sempre stati associati al degrado.

Torri Ligini – EUR | 22 dicembre
viale America, altezza civico 266
Nate nel 1961 negli ampi spazi dell’EUR e mantenendo le linee dettate dall’architettura razionalista, dopo esser state la sede di alcuni uffici del Ministero delle Finanze, le Torri Ligini non hanno avuto vita facile: per decenni il simbolo del degrado, dell’incuria e del cattivo utilizzo del bene pubblico sono cadute in disuso fino ai giorni nostri. Molti progetti di recupero si sono susseguiti dagli anni ‘90 in poi ma nessuno è stato realizzato.

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Info

http://www.rgblightfest.com/
https://www.facebook.com/rgblightexperience/
https://www.instagram.com/rgblightexperience/
info@rgblightfest.com

 

“Where / Dove”, mostra di Willie Doherty

9) Willie Doherty, Home, 2016
Willie Doherty, Home, 2016

Willie Doherty

Where / Dove

A cura di
Daniele De Luigi e Anne Stewart
7 novembre 2020 – 31 gennaio 2021

Fondazione Modena Arti Visive

Palazzina dei Giardini
Corso Cavour 2, Modena

Willie Doherty, Unapproved Road II, 1995. Courtesy l’artista, Kerlin Gallery, Dublino

Fondazione Modena Arti Visive presenta Where / Dove, prima personale dell’artista nordirlandese Willie Doherty (Derry, 1959) in un’istituzione italiana, che si terrà nella sede espositiva della Palazzina dei Giardini dal 7 novembre 2020 al 31 gennaio 2021.
La mostra, curata da Daniele De Luigi e Anne Stewart, è co-prodotta da FMAV e National Museums Northern Ireland, che la ospiteranno dal 5 marzo al 6 giugno 2021 presso l’Ulster Museum di Belfast. Realizzata con il sostegno del British Council nell’ambito della UK/Italy Season 2020 “Being Present”, offre una panoramica della carriera di Doherty attraverso opere fotografiche e video focalizzate sul tema dei confini, dai lavori degli anni Novanta fino a una nuova video installazione commissionata per l’occasione.
Willie Doherty è un artista noto a livello internazionale per il suo lavoro fotografico e videoinstallativo, che ha avuto origine nella sua personale esperienza del conflitto nordirlandese vissuta a Derry, sua città natale. Situata all’estremità occidentale dell’Europa, al confine tra Regno Unito e Irlanda, Derry è un luogo dove la complessità storica e politica ha modellato l’esperienza fisica e psicologica del paesaggio. Doherty affronta, in modo particolarmente acuto e tagliente, temi inerenti l’eredità del colonialismo e del conflitto e le linee di frattura, tanto reali quanto percepite, che dividono gli individui e le comunità. Il suo uso del paesaggio per evocare un senso di instabilità e incertezza, attraverso una complessa stratificazione di riferimenti, è uno degli aspetti più dirompenti della sua pratica. Doherty utilizza questo genere artistico per esplorare la persistenza dei traumi individuali e collettivi e le ripercussioni sul presente. Più recentemente, l’artista ha esteso il suo sguardo ad altre aree geografiche contestate, come il confine tra Stati Uniti e Messico, dove l’innalzamento condotto in modo sistematico di un muro crea un’illusione di controllo, strumentalizzando e rinsaldando una falsa sensazione di forza e sicurezza.

Sebbene il concetto di confine – sia esso concreto o immaginario – abbia sempre avuto un ruolo cardine nella pratica artistica di Willie Doherty, per la prima volta viene messo esplicitamente al centro di un suo progetto espositivo, con l’intento di indurre lo spettatore a mettere in discussione le proprie convinzioni sul suo valore e significato, rivelandone la complessità e i numerosi risvolti politici, sociali e psicologici. Questo avviene, non a caso, in un momento storico in cui la tematica dei confini è di un’attualità sempre più stringente non solo in Irlanda e nel Regno Unito, a seguito dell’uscita di quest’ultimo dall’Unione Europea, ma anche a livello globale in un’epoca segnata da migrazioni e pandemie.

Accompagna la mostra, il catalogo Willie Doherty. Where / Dove a cura di Daniele De Luigi e Anne Stewart (Franco Cosimo Panini Editore, italiano e inglese, euro 25), con testi dei curatori e del critico d’arte Declan Long.

Willie Doherty sarà anche visiting professor del Master sull’immagine contemporanea della Scuola di alta formazione di Fondazione Modena Arti Visive, progettato per formare giovani talenti artistici, i quali hanno l’opportunità straordinaria di confrontarsi con i grandi artisti italiani e internazionali protagonisti del programma espositivo di FMAV, che accompagnano gli studenti nella ricerca e sperimentazione di nuovi approcci, linguaggi e progetti (scuola.fmav.org).

Willie Doherty

Where / Dove

A cura di
Daniele De Luigi e Anne Stewart

Sede
FMAV – Palazzina dei Giardini
Corso Cavour 2, Modena

Date
7 novembre 2020 – 31 gennaio 2021

Orari
Mercoledì, giovedì e venerdì: 11-13 / 16-19; sabato, domenica e festivi: 11-19
25 dicembre 2020 e 1 gennaio 2021: 16-19.

Ingresso
Intero € 6,00 | Ridotto € 4,00
Ingresso libero: mercoledì | prima domenica del mese
Acquista online su Vivaticket

Prodotta da
Fondazione Modena Arti Visive e National Museums Northern Ireland | Ulster Museum, Belfast

Con il sostegno di
British Council

In collaborazione con
Kerlin Gallery, Dublino e Alexander and Bonin, New York

Informazioni
Tel. +39 059 2033166 (in orario di mostra) | www.fmav.org