La mostra “moveo_ergo_sum”

intreccio di foto stampate su acetato trasparente
intreccio di foto stampate su acetato trasparente

I “piccoli movimenti rivoluzionari” di Gigi Piana piacciono!
E’ stato il crescente apprezzamento del pubblico a far decidere di prorogare sino a venerdì 2 marzo la chiusura della mostra “moveo_ergo_sum (piccoli movimenti rivoluzionari)” dell’artista Gigi Piana presso la galleria Après-coup Artein via Privata della Braida 5, inizialmente programmata per sabato 17 febbraio.

Curata da Sarah Lanzoni, la nuova personale di Gigi Piana è un’affascinante riflessione sulla ricerca del movimento attraverso un linguaggio che è cifra stilistica dell’artista: stampe fotografiche su acetato trasparente di uomini e donne tagliate in strisce orizzontali e verticali, quindi tra loro intrecciate e fissate sul telaio della cornice come fossero trama e ordito.

Il risultato è uno straordinario movimento di corpi nudi che si scompongono e ricompongono in un gioco di sguardi tra l’osservatore e i soggetti ritratti dalla fotografa polacca Ewa Gleisner, intrecciati successivamente da Gigi Piana, che vanta una collaborazione pluriennale sia con Stalker Teatro di Torino sia con Michelangelo Pistoletto a Cittadellarte a Biella.

Opere d’arte che trasmettono un messaggio emotivo intenso e spiazzante, frutto di una ricerca in continua evoluzione che trova nella luce un elemento eccezionale di amplificazione e completamento.
A Milano Gigi Piana espone nove opere di varie dimensioni, cinque delle quali realizzate ex novo per la galleria di arte contemporanea Après-coup Arte.

Fra tutte le “trame” che saranno esposte va segnalato in particolare il trittico “free_still#olga_2” con il quale l’osservatore potrà interagire facendolo scorrere su binari predisposti, sovrapponendo o separando i diversi livelli che lo compongono.

Ogni performer è stato ritratto in scatti che registrano il movimento libero del soggetto durante l’azione, a partire dalla posizione fissa della prima foto in ordito. Le immagini singole sono state in seguito sovrapposte a formarne una sola.

Après-coup Arte
Via Privata Della Braida 5, Milano
La mostra è aperta al pubblico da martedì a sabato dalle 8.30 alle 22.00

“IAD InCubo” : Mostra di Anna Pozzuoli

BackIAD.
BackIAD.

“IAD InCubo” è il titolo della mostra di Anna Pozzuoli che si inaugura oggi venerdì 16 febbraio alle ore 19, presso il Teatro Summarte in via Roma 15 a Somma Vesuviana (Napoli).

Nei suoi lavori Anna Pozzuoli affronta in chiave concettuale e con umorismo la dipendenza telematica. L’esposizione si ricollega al percorso già avviato dall’artista nella mostra “InCubo”, presentata nel 2011 all’Ascult La Roggia di Pordenone.

Da “InCubo” è nato poi “IAD. Internet addiction disorder”, allestito nel 2014 ad Aversa (Caserta) con grande successo in occasione dell’evento “Artisti in osteria”, presso l’Osteria Vintage e Cucina di Diego Sarra e Francesca Prisco. La mostra venne proposta dal critico d’arte Enzo Di Grazia e presentata da Enzo Battarra.

Così descrive Anna Pozzuoli l’intervento realizzato nello spazio del Teatro Summarte: «La mia istallazione a parete “IAD InCubo“ vuole essere un ologramma 3D di un display con le windows e le sue icone, e in modo ossessivo troviamo le famose icone di “IAD“.

Su altre pareti frammenti di icone, mentre di impatto all’ingresso ci sono i pannelli “Qunatum”. Ciò che Orwell aveva predetto nel celeberrimo “1984” trova oggi un riscontro sempre più evidente nella società in cui viviamo e agiamo: un grande occhio digitale ci osserva, ci sorveglia e cerca di influenzare le nostre esistenze.

Queste sono le motivazioni e le esigenze del mio nuovo lavoro in workingprogress».
Mentre il critico d’arte Enzo Battarra così scrive sui presupposti dell’installazione:

«Incubo, come nightmare, oppure InCubo, come living in a box. Il senso della vita non cambia. Paura, ansia, timore di soffocamento: sono sintomi comuni. Un demone notturno giace con noi e ci rinchiude in un cubo nero. Anna Pozzuoli svela la consapevolezza di una vita imprigionata in una scatola, una vita rinchiusa in se stessi. Si iniziano i giorni, a volte, in una incubatrice che ci fa sopravvivere al male ambientale, ma si rimane poi tutti incubati in un contenitore impalpabile che ci schiavizza, che ci toglie la luce».

Paola De Rosa in mostra a Napoli

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Paola De Rosa. Archè: dipinti e disegni d’architettura
Napoli – Galleria Serio
Dal 22 febbraio al 2 marzo 2018
a cura di: Danilo Russo

“L’arte autentica di oggi è legata all’attività sociale rivoluzionaria: la prima, al pari della seconda, tende alla confusione ed alla distruzione della società capitalista” (André Breton).

Gli obblighi sociali hanno fatto il loro tempo. Niente dovrebbe costringere l’uomo a privarsi della libertà, né la guerra né il contributo alla difesa nazionale.
La rivoluzione è nelle idee, scendere in strada con una rivoltella in pugno e sparare a caso tra la gente è una mostruosità che non colpisce più.

L’ignavia è espressa dalla tranquilla indifferenza di coloro che per proprio tornaconto ignorano problemi ed ostacoli abdicando alla morale ed alle conseguenti scelte politiche e sociali.

Dalla confusione etica che ne discende, si salvano solo talune attività spirituali e qualche paradosso.
Di esperienze esasperate, di prove d’amore, di sacrifici personali, di uomini pronti onorevolmente a morire per le proprie idee, la propria terra, il proprio popolo, nessuna traccia, o forse, raramente, solo un’ombra di esse.

Tutti credono di amare, tutti credono di individuare il nuovo, tutti ritengono di essere artisti. Illusi, o peggio falliti in altro.
Da un certo nichilismo intellettuale è derivata l’universale vigliaccheria di lottare contro i desideri dell’anima, contro l’omologazione, contro un certo sistema dell’arte.

Il Surrealismo non è stato un mezzo d’espressione nuovo o più facile, e neppure una metafisica della poesia; è stato lo strumento di assoluta liberazione dello spirito e di tutto ciò che gli è affine: una vera rivoluzione.

Tutto questo fa dell’arte contemporanea – la vera arte contemporanea – un grido dello spirito diretto a se stesso, deciso, nella disperazione, a frantumare le sue pastoie.
Paola De Rosa si mette alla prova e, con ingegno, non c’è ostacolo, barricata o proibizione che non riesca a superare o violare; liberato da catene, lo spirito, disordinato e folle, sfida i lenoni della penna e gli animi corrotti della Chiesa cattolica.

Indifferente alle possibili critiche, Paola usa il pennello come una biro, riconoscendo che la dialettica, ove capace di farsi interlocuzione fra l’artista e l’osservatore, sia utile ad interpretare l’amore, i sogni, la poesia, la follia dell’arte e della ragione.

Sorretta dalla fides, Paola si inoltra sulla strada dell’ignoto, convinta che dalla temerarietà non possa prescindersi per il raggiungimento di uno scopo o di un obiettivo.
Il mondo esterno viene negato a vantaggio di quello che l’individuo trova in sé: di qui l’importanza riconosciuta all’inconscio e alle sue manifestazioni, che trovano la loro traduzione in un linguaggio nuovo, in un linguaggio liberato.

In base ad una profonda consapevolezza di sé, l’artista contrappone al mondo il proprio essere, pretendendo di piegare il primo al secondo.
Di qui, l’individualismo rivoluzionario insito nel suo pensiero. Paola vive in uno stato di furore, che è la condizione prima di una vera trasformazione della vita e che deve concludersi con la risoluzione delle contraddizioni all’interno di una surrealtà che comprende e supera il conscio e l’inconscio, l’uomo ed il mondo, il naturale e il sovrannaturale.

La ricerca di tale stato viene condotta collettivamente e con tutti i crismi dell’ esperimento tecnico-artistico.

Betto Lotti – collettiva Palazzo Giustiniani

Betto Lotti_Dame au parapluie_1925
Betto Lotti_Dame au parapluie_1925

La mostra “ECLETTICHE ARMONIE. Percorsi figurativi tra rinnovamenti inizio secolo e nuove frontiere del realismo al tempo della Costituzione”, progettata e curata da Marco Moretti sotto il patrocinio del Senato della Repubblica e del Museo Soffici di Poggio a Caiano con l’organizzazione della Lotti Art di Como, riguarda l’esposizione di 55 opere tra dipinti, incisioni e disegni aperta dal 20 febbraio al 16 marzo a Palazzo Giustiniani, Sala Zuccari, Senato della Repubblica a Roma.

Ventisei gli artisti rappresentati, attraverso i quali viene documentato con l’ausilio bibliografico di libri e riviste un percorso figurativo che, iniziato tra estetiche simboliste e la rinascita culturale avviata a Firenze nel 1903, si è snodato attraverso il periodo fra le due guerre fino alla nascita della Repubblica e della Costituzione.

Assai interessante è il raffronto tra le opere di Betto Lotti e Ottone Rosai, che dopo avere esposto nella mostra d’incisione a Pistoia, terranno nel novembre-dicembre 1913 un’esposizione nella fiorentina via Cavour, poco distante da quella futurista di “Lacerba”.

I pittori futuristi, condotti da Papini, visiteranno l’esposizione ed esterneranno il loro incoraggiamento ai due giovani artisti.
I dipinti di Lotti e di Rosai risentivano del clima tardo simbolista influenzato dalla letteratura di Mallarmé e Baudelaire, autori cari ad una cerchia ristretta di artisti e d’intellettuali facenti capo ai ritrovi culturali nei caffè cittadini.

Di Lotti sarà in mostra la grande tela delle Anime; di Rosai, I miei amici della notte, due dipinti che tornano ad incontrarsi 104 anni dopo la comune esposizione.

Accompagna la mostra un esaustivo catalogo pubblicato da Masso delle Fate Edizioni con testi critici di Emanuele Bardazzi, Costanza Contu e Marco Moretti.

Coordinate mostra
Titolo ECLETTICHE ARMONIE. Percorsi figurativi tra rinnovamenti inizio secolo
e nuove frontiere del realismo al tempo della Costituzione
A cura di Marco Moretti

Sede Palazzo Giustiniani, Sala Zuccari, Senato della Repubblica
ingresso da via della Dogana Vecchia 29, Roma
Date 20 febbraio – 16 marzo 2018

Inaugurazione lunedì 19 febbraio, ore 16-19
Orari lun-mer ore 10-12:30 / 14-18; gio-ven ore 10-18. Sabato e domenica chiuso
Ingresso libero

Mostra: “Marte. Incontri ravvicinati con il Pianeta Rosso”

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Apre al pubblico a Milano da domani, venerdì 9 febbraio, la mostra “Marte. Incontri ravvicinati con il Pianeta Rosso”, promossa da Agenzia Spaziale Italiana (ASI), Ministero dei beni e delle attività Culturali e del Turismo (MIBACT) e Museo Nazionale della Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci in collaborazione con Agenzia Spaziale Europea, INAF, Leonardo, Thales Alenia Space Italia e National Geographic.

La mostra, curata da Viviana Panaccia, vuole raccontare al grande pubblico la storia dell’esplorazione di Marte e l’importante contributo italiano a questa avventura.
Dopo un richiamo alla figura mitologica del dio Marte, un’introduzione dedicata alle prime osservazioni dei canali di Giovanni Schiaparelli e alla grande produzione di letteratura fantascientifica, il percorso espositivo illustra lo stato della conoscenza che oggi abbiamo di Marte, attraverso i dati e le immagini che la più avanzata tecnologia spaziale ha permesso di acquisire: dalle prime ‘storiche’ immagini delle sonde Viking fino alla sonda europea Mars Express, ai rover americani Curiosity e Opportunity e alla sonda americana Mars Reconnaissance Orbiter.

La ricca galleria di immagini consente al visitatore un “incontro ravvicinato” con il tormentato e affascinante paesaggio marziano, con i suoi profondi canyon, le distese di dune, gli altissimi vulcani, le pianure sconfinate, e le preziose tracce di acqua scoperte di recente.

La mostra vuole essere anche un omaggio al programma europeo ExoMars, realizzato con un importante contributo italiano, il cui obiettivo è una conoscenza approfondita del Pianeta Rosso, in prospettiva della sua colonizzazione.
Sono esposti i modelli delle sonde ExoMars TGO e Mars Express e di un rover della Nasa progettato per uno sbarco nel 2020.

Durante il periodo di apertura, l’esposizione sarà accompagnata da un calendario di incontri e appuntamenti.
In particolare, il Museo proporrà due weekend speciali al mese (10-11 e 17-18 febbraio; 10-11 e 17- 18 marzo; 21-22 e 28-29 aprile; 12-13 e 19-20 maggio) pensati per tutte le età. Attività interattive nei laboratori, visite guidate ed esperienze con i visori di realtà virtuale grazie al sistema PlayStation®VR, permetteranno di addentrarsi nelle più recenti scoperte, nei futuri progetti di esplorazione e dare spazio alla propria creatività o immergersi nella cultura popolare ispirata al Pianeta Rosso.

La visita alla mostra è compresa nel biglietto d’ingresso al Museo.