Mostra: One Two Five – Steven Holl

ONE TWO FIVE,
ONE TWO FIVE,

Oggi inaugura la mostra ONE TWO FIVE,  allestita presso la Galleria Jannone dal 17 aprile.
Un’installazione che arricchisce l’outdoor di uno dei più affascinanti cortili milanesi in Corso Garibaldi grazie all’art direction di Stevan Tesic e Milena Veljkovic (di_archon_ass architetti).

Un’installazione, ospitante, una _ Quinta _ in marmo di Botticino inciso in modo sapiente, appesa e movibile grazie a cerniere che generano rotazioni fluide di elementi dai pesi notevoli, liberandoli dalla sensazione di gravità.

Le sedute in pietra, che si dispongono in un micropaesaggio di oggetti multipli, accolgono rubinetti e manopole, diventando espositori – lanterne.

Il concept di questo ambiente, installazione scenografica del racconto di expertise delle quattro aziende, ideato da di_archon_ass, si rende disponibile per essere vissuto anche come un momento di incontro, intervallo, ludico.

ONE TWO FIVE – STEVEN HOLL dal 18 aprile al 3 giugno è una mostra dedicata alla sua identità progettuale e al suo tratto distintivo: l’acquerello. Una trentina di opere, oltre agli acquerelli, schizzi di progetto, arredi in edizione limitata e sculture.

Mostra a cura di Marco Sammicheli.

Inaugurazione mostra mercoledì 18 aprile dalle ore 18.00.

Steven Holl sarà ospite di Casa Corriere, via Balzan 3, martedì 17 alle ore 18.00.

Sipari d’Artista: “Bestiario del firmamento”

Luigi Mainolfi “Bestiario del firmamento -Sipario-dartista-phMarcoBorrelli_
Luigi Mainolfi “Bestiario del firmamento -phMarcoBorrelli_

Sabato 21 aprile alle 11.30 all’Obihall di Firenze grande festa, a cui tutti sono invitati, per l’inaugurazione del nuovo Sipario d’artista, progetto dell’Associazione Amici della Contemporaneità Teatrale, voluto nel 2005 da Claudio Bertini e Massimo Gramigni, grazie all’incoraggiamento di uno dei più grandi ed eccentrici appassionati d’arte contemporanea che Firenze abbia mai avuto, Pier Giovanni Marzilli, all’aiuto nelle scelte del gallerista Santo Ficara e al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze.

L’opera SIPARI D’ARTISTA /Bestiario del firmamento di Luigi Mainolfi, sagome di animali fantastici di velluto bianco, visioni ancestrali tipiche del lavoro dell’artista campano, applicati su uno sfondo di velluto blu notte, andrà ad arricchire l’originale collezione di arte contemporanea che annovera sipari firmati da importanti artisti contemporanei italiani.

Alla collezione, iniziata nel 2005 con Applausi di Aldo Mondino, si sono aggiunti negli anni i lavori di Carla Accardi (Rossoro, 2007), Getulio Alviani (Permutabile negativopositivo, 2009), Mimmo Paladino (Attori, 2012), Nicola De Maria (Musica colorata dai sogni, 2015) fino al magnifico del 2016 di Pino Pinelli Pittura R, 2015 – 101 Elementi.I .

Inaugurazione Sipario d’artista / Bestiario del firmamento di Luigi Mainolfi
sabato 21 aprile 2018 ore 11.3
Firenze, Obihall, via Fabrizio De André
info@obihall.it www.obihall.it

World Design Weeks Asia

LIN CUNZHEN
LIN CUNZHEN

In occasione del Fuorisalone 2018 il World Design Weeks Asia ha invitato le città di Pechino e Tokyo a presentare, dal 17 al 22 aprile presso la Triennale di Milano, l’esposizione tematica “WORLD DESIGN WEEKS ASIA IN MILAN”.

La mostra, co-organizzata dalla Beijing Design Week e dalla Tokyo Design Week, sostenuta dal Sino European Innovation Institute, è divisa in due sezioni: la prima, interamente dedicata a Pechino, presenta il progetto di design “Harmony with Nature”, mentre la seconda, tributo di Tokyo, presenta la grande installazione “World Flowers”.

BEIJING DESIGN WEEK – HARMONY WITH NATURE
Curata dal Professore Xu Ping e dalla Professoressa Lin Cunzhen, docente alla China Central Academy of Fine Arts (già designer delle medaglie e del logo delle Olimpiadi Pechino 2008, nonché ideatrice del logo delle Olimpiadi Invernali Pechino 2022), l’esposizione “Harmony with Nature” si ispira all’antica filosofia cinese del Feng-Shui e all’idea che l’uomo possa costruire “con il territorio” e non “contro” il territorio, rimettendo al centro la simmetria tra uomo e natura.

La mostra ha come punto di partenza le prospettive e le esperienze della Cina contemporanea, ed esplora le possibilità e modalità di applicazione pratica del concept “In Armonia con la Natura” all’interno della vita quotidiana.

In esposizione a Milano quasi cento articoli tra ceramiche, arredamento e gioielleria, realizzati da nove designer: Hang Hai, He Yang, Lin Cunzhen, Liu Xiaokang, Li Yingjun, Peng Wenhui, Teng Fei, Yang Mingjie, Zhong Song.

Lin Cunzhen: “Il significato del tema dell’esposizione è quello di un ritorno alle origini del design per fornire, ad un mondo tormentato da contraddizioni, un nuovo prototipo portatore dell’idea secondo cui “uomo e natura sono in armonia, così come lo sono con dio”.

“Harmony with Nature” significa quindi progettare per l’uomo ma anche per l’ambiente. Non è la ricerca di una configurazione perfetta bensì la ricerca di un tutto armonico fra elementi e ambiente, l’accettazione dei cambiamenti naturali con i quali convivere, misurando l’equilibrio fra tecniche costruttive, materiali indigeni e natura circostante.

Il designer non può prescindere da una soluzione simmetrica tra interno ed esterno: il design torna ad essere un processo naturale primitivo, capace di coniugare qualità della vita e qualità dell’ambiente, di indagare l’uso razionale ed efficace delle risorse culturali così come delle risorse high-tech.

Perché nella dialettica tra ciò che cambia e ciò che rimane immutato, soltanto gli schemi del design cambiano: ciò che rimane immutata è l’eterna ricerca di bellezza e raffinatezza.

Dopo Milano il “Beijing Design Week” approderà a Città del Messico e Buenos Aires.

Appuntamenti Aprile al Cinemuse

la lente delle meraviglie
la lente delle meraviglie

Giovedì 12 aprile alle ore 21.00 al Cinemuse, come anteprima di Ancona Foto Festival che si terrà dal 19 maggio al 17 giugno a cura di Mascherone Associazione Fotografica e anche in occasione delle due grandi mostre fotografiche che arricchiscono l’offerta del territorio, Henri Cartier-Bresson alla Mole di Ancona e Robert Doisneau a Senigallia (le mostre sono convenzionate tra loro e offrono reciproci sconti), sarà proiettato il documentario Robert Doisneau – La lente delle meraviglie regia di Clèmentine Deroudille, con Clèmentine Deroudille, Éric Caravaca, Sabine Azéma, Quentin Bajac, Jean-Claude Carrière, fotografia Grégoire de Calignon, musiche Eric Slabiak, prodotto da Day For Night productions, Arte France, Institut National de l’Audiovisuel (INA), distribuito da Wanted. La proiezione è in collaborazione con Il Mascherone.

Grazie a un ricco archivio di immagini inedite, interviste ai suoi amici, “complici” e rarissimi video di repertorio, Robert Doisneau – La lente delle meraviglie è lo straordinario ritratto di uno dei più grandi fotografi del XX secolo, noto per capolavori immortali come “Il bacio” e per un approccio profondamente umanista verso l’Arte. Il film racconta la sua vita da giovane ragazzo delle periferie fino a diventare una superstar della fotografia, mostrando tutta la sua determinazione a divenire il più grande “ritrattista della felicità umana”.
Biglietto per la proiezione del documentario €5,00

Esibendo il biglietto del documentario proiettato al Cinemuse è possibile accedere, con un biglietto ridotto €8,00, alla mostra di Henri Cartier-Bresson alla Mole di Ancona.

Al Cinemuse il programma prosegue poi il 16 e il 23 aprile con Cinejazz (in collaborazione con Ancona Jazz-Associazione Spaziomusica) dove lunedì 16 sarà proiettato Ciao Pussycat di Clive Donner (ore 18.30) con a seguire il concerto in acustico di Laura Avanzolini Settetto (ore 21.30) e

il 23 aprile dopo alcuni video dedicati a J.J Johnson & Kai Winding ci sarà il concerto in acustico di Massimo Morganti de Roberto Rossi Quintet omaggio appunto al gruppo J.J Johnson & Kai Winding. Biglietti per i concerti €12 ridotto età, MTcard, Marche Jazz Network €10 e €5 ridotto Università con 40 posti ad esaurimento.

Sabato 28 aprile alle ore 18 per Cineragazzi (cinena dedicato ai ragazzi in collaborazione con il Teatro del Canguro) sarà proiettato il film Ernest & Celestine di Stéphane Aubier, Vincent Patar e Bejamin Renner dal libro di Daniel Pennac. Biglietto €5.
I biglietti per Cinemuse si possono prenotare in biglietteria del Teatro delle Muse oppure acquistare presso il musebar da un’ora prima delle proiezioni.
Al Musebar si può degustare un apericine in collaborazione con Tipicità.

www.marcheteatro.it

“Cent’anni dopo – Ricordi di guerra, Sguardi di pace” – mostra

DANIELE LIRA_Centanni dopo
DANIELE LIRA_Centanni dopo

A cent’anni dal primo conflitto mondiale, in collaborazione con Trentino Marketing e con il supporto di Montura, FUJIFILM ITALIA ha chiamato a raccolta cinque professionisti dell’immagine per realizzare un progetto fotografico articolato ed eterogeneo su uno degli avvenimenti più tragici del nostro passato.

Un lavoro affidato alla forza iconica della fotografia per non dimenticare cosa è stato, per intraprendere una rilettura di alcuni dei luoghi principe di scontri e battaglie, per celebrare l’eroismo di chi ne è stato protagonista e, infine, per comprendere il significato del termine “pace”.

Quattro fotografi e un videomaker, ossia cinque sguardi, cinque punti di vista per ripercorrere i luoghi teatro della Prima Guerra Mondiale, un territorio che si estende dal Passo del Tonale sino alla Marmolada per 500 chilometri, il confine conteso tra l’esercito italiano e austro-ungarico.

Un progetto fotografico a più mani che ha visto i cinque autori, Giulia Bianchi, Gianluca Colla, Luciano Gaudenzio, Daniele Lira, Pierluigi Orler, impegnati per mesi in esplorazioni delle montagne e delle valli del Trentino, alla ricerca di quei segni più o meno tangibili che rendono onore al sacrificio di chi ha combattuto per la libertà e la Patria.

Un omaggio al valore della Pace.
Il lavoro risulta articolato, ma chiaro nel suo significato, e culmina in una mostra-racconto che promette emozioni e sensazioni potenti e viscerali, dal titolo “Cent’anni dopo – Ricordi di guerra, Sguardi di Pace”.

La mostra assicura il ripercorrere della storia, di uno spaccato cupo del nostro passato prossimo in piena dialettica, se non in antitesi, con il presente e la fruizione che oggi si fa di questi luoghi magnifici.

Lo spettatore si troverà ad alternare diversi stati d’animo, scoprendosi a dialogare con immagini che immortalano i segni indelebili della guerra, altre che magnificano il paesaggio, altre ancora che mostrano il soggetto ritratto, il territorio osservato, vissuto da persone del luogo o turisti: una presenza umana che contestualizza e mitiga l’orrore di ciò che fu.

La mostra sarà in esposizione dal 28 aprile al 2 settembre 2018 al Palazzo delle Albere di Trento. La curatela è stata affidata a Giovanna Calvenzi che con il suo apporto ha saputo far dialogare assieme 162 fotografie di autori con stili e approcci differenti, creando, col filo conduttore rappresentato dalla memoria, un ricco racconto che si articola in quattro chiavi di lettura, quella del paesaggio dei luoghi interessati, quella dell’esperienza legata ai sentieri e ai rifugi, quella di documentazione dei reperti del conflitto (forti, trincee, camminamenti, etc.) e infine una globale, fortemente emozionale, affidata a immagini video.

“Gli autori hanno deciso di misurarsi con un mondo che conoscevano perfettamente o che non avevano mai visto. L’obiettivo era suggerito dal titolo dell’evento: ricordi di guerra, sguardi di pace, il passato e il presente, appunto, e una speranza per progettare il futuro. In modo inevitabile, quindi, indipendentemente dalle storie personali, professionali e artistiche, ogni autore non ha potuto non misurarsi con la storia e con la memoria. La fotografia e il video sono stati strumenti di indagine prima ancora che di creazione, troppo forti le memorie, troppa la sofferenza della quale i luoghi attraversati dal Sentiero sono stati testimoni. Poi lentamente ognuno ha definito il proprio itinerario, in sintonia con la propria storia, con la propria capacità di declinare la visione, in sintonia anche e soprattutto con la forte carica emotiva che i paesaggi attraversati dal Sentiero della pace suscitava in loro” – Giovanna Calvenzi.