Al Teatro degli Arcimboldi per vivere l’arte in totale sicurezza

PHOTO-2020
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Proseguono con grande affluenza le mostre “Claude Monet – The Immersive Experience” e “Unknown Street Art Exhibition”, allestiste al Teatro degli Arcimboldi di Milano.
Il pubblico ha dimostrato di apprezzare la proposta culturale anche per le garanzie di sicurezza anti-covid che permettono di godere l’arte in totale sicurezza a partire dagli ampi spazi che il teatro stesso, il più grande d’Italia, ha a disposizione.

In teatro, per tutto il percorso della mostra e durante gli eventi collaterali, il visitatore potrà sentirsi in un ambiente rilassato e sicuro grazie a una prevenzione attenta e a un rispetto scrupoloso degli adempimenti prescritti dalle normative anti Covid.

– Gli ingressi sono contingentati a gruppi di massimo di 100 persone ogni mezz’ora. E’ richiesto di presentarsi puntuali e possibilmente di effettuare l’acquisto del biglietto tramite il sistema di biglietteria online.
– Prima di entrare a ogni visitatore viene misurata la temperatura (dovrà essere inferiore a 37,5°) e viene chiesto di indossare correttamente la mascherina coprendo naso e bocca.
– Agli ingressi delle due mostre sono presenti dispenser di gel disinfettante ed è necessario igienizzare le mani.
– E’ importante mantenere la distanza minima di sicurezza dagli altri (1 metro) e rispettare il percorso di visita e la capienza massima delle sale.

Giulia Marchi, “La natura dello spazio logico”

LabsGallery_GiuliaMarchi ph Carlo Favero (5)
LabsGallery_GiuliaMarchi ph Carlo Favero (5)

Giulia Marchi
La natura dello spazio logico

a cura di Angela Madesani

24 ottobre – 19 dicembre 2020

Opening: sabato 24 ottobre 2020, ore 15-20

Labs Contemporary Art | Via Santo Stefano 38, Bologna

Inaugura sabato 24 ottobre 2020, dalle ore 15 alle 20, negli spazi di LABS Contemporary Art, la mostra personale di Giulia Marchi dal titolo La natura dello spazio logico a cura di Angela Madesani.

Giulia Marchi ha una formazione artistica di forte impronta letteraria che l’ha portata a una espressività che spesso si connota di narrazione, anche quando la forma scelta – fotografia, ma non solo – non rende così immediata la lettura, ma rimanda a successivi accostamenti, codici che prima ancora di essere decifrati si lasciano interpretare.

Il titolo La natura dello spazio logico riprende quello di una delle serie di lavori proposti in mostra e fa riferimento al filosofo e architetto austriaco Ludwig Wittgenstein; suo l’assunto che segue e che chiarisce gli intenti della ricerca dell’artista: «Luogo spaziale e luogo logico concordano nell’essere ambedue la possibilità di un’esistenza».
Per Wittgenstein il lavoro filosofico, come spesso quello progettuale in senso architettonico, è un lavoro su se stessi e sul proprio punto di vista; concetto che interessa profondamente Giulia Marchi ed è da lei indagato in questa serie, costituita da un corpus di fotografie e lavori scultorei in marmo.

Quattro lastre di marmo della serie L’artefice, sulle quali è inciso l’esametro virgiliano Ibant obscuri sola sub nocte per umbram, scelto e proposto dall’artista nell’errata versione di Jorge Luis Borges: Ibant obscuri sola sub nocte per umbras. Sbaglio voluto dal poeta argentino il quale amava gli errori tanto da considerarli una prova di verità e sicuramente di umanità. Una quinta lastra più grande reca la scritta Null, zero in tedesco, la lingua del filosofo che ha guidato l’intero progetto di lavoro.

Un ulteriore momento della mostra è dedicato ai labirinti e alla loro valenza filosofica: a Borges e al suo labirinto costruito sull’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, al labirinto di Cnosso sull’isola di Creta ed infine al Labirito di Dunure in Scozia. Una riflessione sul concetto di limite, attraverso l’errore, l’umana debolezza, lo spaesamento, il dubbio, l’incapacità di districarsi è quanto caratterizza i lavori esposti. Limite, errore, dubbio che forse sono proprio il senso più recondito, più temibile ma anche più affascinante dell’esistenza.

Giulia Marchi nasce a Rimini, nel 1976. Studia Lettere Classiche all’Università degli studi di Bologna. Ricerca letteraria e approccio concettuale sono precisi stilemi del suo linguaggio fotografico – dall’utilizzo del foro stenopeico alla costruzione delle proprie macchine fotografiche, dalla sperimentazione condotta trattando chimicamente le matrici di polaroid al costante richiamo al testo, punto di partenza e chiave di lettura attraverso il quale dipinge i suoi paesaggi rarefatti. Nel 2012 viene invitata a partecipare al progetto residenziale Hybrid Spaces, condotto da Marco Zanta e promosso dalla Fondazione Francesco Fabbri (TV). Nel 2013 il suo progetto Multiforms, tra i 10 finalisti del Premio BNL Gruppo BNP Paribas, viene presentato alla galleria The Format Contemporary Culture Gallery di Milano, in collaborazione con CAP (Contemporary Art Projects), e realizza il suo primo libro d’artista Multiforms (Danilo
Montanari Editore), con prefazione di Bruno Corà. Nel 2014, in collaborazione con Mustafa Sabbagh, realizza il libro d’artista in tiratura limitata 17:17 (Danilo Montanari Editore). Nel 2015, una sua personale, dal titolo Rokovoko, viene allestita presso la galleria Matèria (Roma). Nello stesso anno, 17:17 entra a far parte della collezione permanente di libri d’artista del MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo e della Collezione Maramotti. Tre opere dal suo progetto Multiforms entrano a far parte della collezione permanente del CAMUSAC – Cassino Museo Arte Contemporanea. Nel 2016 è una degli artisti a partecipare alla collettiva intitolata Murmur presso la Flowers Gallery a Londra. Nel 2017 tiene, insieme all’artista cinese Xiaoyi Chen, una doppia personale presso la galleria Matèria (Roma), dal titolo one giant leap. Nel 2018 vince il premio Rotaract Bologna con l’opera Camera Anecoica, in occasione di Arte Fiera 2018 (Bologna). Nel 2019 viene invitata a tenere un workshop di alta formazione presso l’ISIA di Urbino. In occasione di Artissima 2019 presenta il libro d’artista edito da Danilo Montanari dal titolo Tutto procede con un tempo fortissimo, affiancata da Lorenzo Balbi, autore del testo critico che accompagna il lavoro.

Labs Contemporary Art
Via Santo Stefano 38, Bologna

Orari
Martedì-venerdì: 15.30-19
Sabato: 9.30-12

Informazioni
Tel. +39 348 9325473 | 051 3512448
info@labsgallery.it
www.labsgallery.it

Mostra fotografica dedicata a Mimmo Càndito

mimmocandito
mimmocandito

Crescentino, la cittadina del Vercellese nella quale Mimmo Càndito riposa e al quale è stato dedicato il teatro all’interno del Comune, ricorderà in questi giorni l’inviato “molto speciale” de La Stampa, lo scrittore, il direttore dell’Indice dei Libri, il protagonista di tante avventure pericolose e sempre affrontate con il sorriso e l’attenzione professionale più rigorosa.

Domani sera alle ore 21.00, al Teatro Angelini, il prof. Maurizio Carandini, dirigente scolastico ed ideatore del Cestingeo, Centro Studi Internazionali di Geopolitica, parlerà del suo libro per bambini e allievi delle Scuole Medie, “Mimmo Càndito – La storia di un super eroe”, un racconto sulla piccola Jamina persa per le strade di Tripoli durante il conflitto del 2011, soccorsa e salvata da Mimmo. Il libro è anche occasione per ripercorrere lo stile e il carattere dell’inviato di guerra. (Il volumetto costa 13 euro e si può ordinare scrivendo a info@grappolodilibri.it).

Sabato 17 ottobre, invece, alle ore 16.00 nell’affascinante cornice dell’ex Chiesa della Resurrezione, la cui facciata barocca è stata recentemente restaurata, sarà inaugurata la mostra fotografica “Con la guerra negli occhi. Memorie fotografiche di un reporter di guerra”.

La mostra, organizzata dal Centro Studi Internazionali ideato dal prof. Carandini in collaborazione con il Comune di Crescentino, è visitabile sino al 31 di ottobre. Raccoglie fotografie inedite scattate da Mimmo durante i suoi numerosi viaggi nei centri delle crisi di tutto il mondo, dall’Afghanistan all’Argentina, dall’India al Nicaragua fino all’Africa.

“RAFFAELLO capolavori tessuti” a Bolzano

“RAFFAELLO capolavori tessuti”
“RAFFAELLO capolavori tessuti”

“RAFFAELLO capolavori tessuti” a Bolzano
Mostra accessibile anche con il contributo del Museo Omero

Il Museo Tattile Statale Omero ha contribuito all’evento espositivo “RAFFAELLO Capolavori tessuti. Fortuna e mito di un grande genio italiano”, in programma al Centro Trevi (TREVILAB) di Bolzano dal 10 ottobre al 15 dicembre 2020. L’iniziativa è parte di un percorso per celebrare tre figure emblematiche della cultura italiana e internazionale: lo scorso anno Leonardo da Vinci, ora Raffaello Sanzio e nel 2021 sarà la volta di Dante Alighieri.
La mostra dedica un’attenzione particolare al tema della “accessibilità” ed è stata studiata per consentirne la fruizione a tutte le fasce di pubblico. All’interno della mostra è prevista una sezione tattile per non vedenti e ipovedenti in collaborazione con il Museo Tattile Statale Omero di Ancona (Servizi Tiflodidattici), l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Bolzano e il Centro Ciechi St. Raphael di Bolzano.
Il pezzo forte della mostra l’arazzo Pesca Miracolosa di Raffaello, reso tattile con una stampa in rilievo in scala ridotta (realizzata da Massimiliano Trubbiani); inoltre sono stati prodotti supporti didascalici in Braille (realizzati da Daniela Bottegoni con il supporto di Patrizia Calderone). Nella sezione dedicata è presente anche la riproduzione del busto della Dama di Urbino proveniente dalla Collezione del Museo Omero e il bassorilievo in resina del dipinto di Raffaello, “Ritratto di gentildonna”, noto anche come “La Muta”, (realizzato da Francesca Graziani), supporto già realizzato per il Palazzo Ducale di Urbino dal laboratorio dei Servizi Tiflodidattici del Museo Omero. Dello stesso dipinto è presente un rilievo in vetro nato da un progetto di ricerca sperimentale a cura di Glass Art Design Vetroricerca di Bolzano.
Un ulteriore commissione svolta dallo staff del Museo Omero qualificato nella produzione di supporti e materiali per l’accessibilità al patrimonio culturale.