Tutto ciò che c’è da sapere sul pesce surgelato

Pesce
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Continua a crescere il consumo di prodotti surgelati da parte degli italiani: il consumo pro-capite annuo di cibo surgelato è arrivato infatti a circa 14 kg e nel 2017 il business ha registrato una crescita del +2%, anche grazie all’ incremento di canali di vendita che propongono la consegna di surgelati direttamente a domicilio.

Tra i motivi per i quali i consumatori preferiscono il cibo surgelato ci sono la praticità (può essere preparato e consumato in breve tempo rispetto a molti prodotti freschi), la sicurezza (le basse temperature tipiche della surgelazione bloccano il naturale processo di degradazione del cibo) e la lotta allo spreco alimentare (è più facile dosarlo e utilizzarlo solo quando necessario).

Affinché il cibo surgelato sia davvero sicuro, però, è assolutamente fondamentale che venga rispettata la catena del freddo dalla produzione fino al momento del suo consumo, per non correre alcun tipo di rischio dal punto di vista igienico-sanitario.

Che differenza c’è tra cibo surgelato e congelato?

La differenza tra questi due processi di conservazione sta nel tempo di azione. La surgelazione è un processo più rapido che implica la formazione di tanti piccoli cristalli di ghiaccio; questi non vanno a intaccare la struttura cellulare dell’alimento né la sua consistenza.

Nel caso del congelamento, invece, si può osservare la formazione di una quantità minore di cristalli di ghiaccio che sono però di dimensioni maggiori e hanno un impatto negativo sulla qualità e sulla consistenza dell’alimento.

Il pesce surgelato è sano?

In cima alla classifica degli alimenti surgelati consumati dagli italiani troviamo i prodotti ittici, che hanno registrato quota +7% nel canale retail. Al contrario di quanto molti credono, dal punto di vista nutrizionale il pesce surgelato presenta le stesse caratteristiche del pesce fresco e ha quindi tutte le qualità tipiche di questo alimento.

Bisogna però fare molta attenzione all’eventuale presenza di additivi e di condimenti: il pesce impanato ad esempio è decisamente più calorico di quello semplice; la stessa cosa si può dire per i primi piatti pronti, che contengono una percentuale minima di pesce e hanno al loro interno additivi e grassi che sono assenti nel prodotto originario.

Alimenti come il filetto di merluzzo, l’orata, il nasello e il branzino sono identici a quelli freschi; la questione diventa diversa per gli alimenti trasformati che richiedono la presenza di antiossidanti e stabilizzanti (come gli anelli di totano, i crostacei, i preparati misti per risotti, ecc).

Pesce
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Ospedale San Carlo: nessuna chiusura

Palazzo Lombardia103
Palazzo Lombardia103

“Il San Carlo non corre nessun rischio di chiusura”. Lo ha detto l’assessore al Welfare della Regione Lombardia a margine del sopralluogo all’ASST dei Santi Paolo e Carlo con la direzione strategica coordinata dal direttore generale, Matteo Stocco, spiegando che l’ospedale “è e rimarrà un polo di riferimento per il territorio, anche dopo la realizzazione dell’ospedale unico, con la riqualificazione di alcuni edifici esistenti e ulteriori servizi specifici che saranno definiti nel dettaglio. Gli allarmismi sono infondati e fuorvianti”.

“A breve – ha aggiunto – formuleremo una proposta operativa al Comune e al Municipio 7 per la declinazione dei servizi e degli spazi che dovranno essere specificati sulla base dei nuovi bisogni e delle nuove esigenze di carattere socio sanitario.
Siamo inoltre in fase di definizione dell’Accordo di programma per la realizzazione del nuovo ospedale unico e presto trasmetteremo al Comune di Milano il piano dettagliato dell’operazione. Non possiamo permetterci di interrompere la corsa all’innovazione che si concretizza con la realizzazione di un nuovo presidio moderno e funzionale, strutturato sulle eccellenze dei due poli esistenti. Ma non saranno smantellati i servizi ad esempio legati alla cronicità, a beneficio dei cittadini che animano questo popolato quartiere di Milano accanto al San Carlo”.

Menopausa e sindrome dell’ovaio policistico

MioDottore
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Complici i ritmi frenetici della quotidianità e il ruolo sempre più pervasivo della tecnologia nelle abitudini e nello stile di vita delle persone, quasi la totalità degli italiani (85%) si affida alla rete per trovare informazioni sulla propria salute e per chiarire dubbi su sintomi e patologie.

Ma quali sono state le malattie più ricercate dai milanesi e dagli abitanti delle principali città italiane durante l’anno appena concluso? Per scoprirlo, MioDottore – piattaforma leader in Italia e nel mondo specializzata nella prenotazione online di visite mediche e parte del gruppo DocPlanner – ha analizzato le ricerche condotte sulla sua piattaforma nel 2018 facendo emergere curiosità che caratterizzano gli utenti delle diverse regioni, nonchè analogie e differenze rispetto al 2017.

La top 10 di Milano nel dettaglio
Che le donne siano molto attente alla propria salute è ormai risaputo: lo dimostra il fatto che al primo posto tra le malattie più cercate a Milano si confermi per il secondo anno consecutivo la parola chiave “menopausa”. Si tratta di un tema che sta particolarmente a cuore agli italiani, tanto da essere in cima alla classifica nazionale e presente in tutte le top 10 delle altre tre principali città del Bel Paese prese in esame (1° a Roma, 5° a Napoli e 2° a Catania).

Da notare che più in generale l’area delle malattie ginecologiche è stata al centro delle ricerche dei milanesi nel 2018, con ben tre patologie nella top 10 – oltre a menopausa anche sindrome dell’ovaio policistico (2°) e cistite (6°) – che rappresentano insieme circa il 13% delle ricerche totali realizzate nel capoluogo lombardo lo scorso anno.

Lo stesso non è stato però nelle altre città: solo a Catania e Napoli oltre alla menopausa è rientrata in classifica anche un’altra patologia tipicamente femminile, ovvero l’endometriosi (rispettivamente 1° e 3°).
Mettendo a confronto la classifica di Milano con quella delle altre tre città italiane prese in esame – Roma, Napoli e Catania – emergono grandi differenze rispetto alle aree tematiche che hanno catalizzato l’interesse degli utenti: infatti, ben 5 patologie su 10 non ricorrono negli altri ranking.

Oltre alla già citata ginecologia, le differenze riguardano prettamente la dermatologia: le malattie più cercate sono state onicomicosi (7°), dermatite atopica (8°), alopecia areata (9°) e acne rosacea (10°), solo quest’ultima compare alla decima posizione delle malattie più cercate dai romani.

Rispetto al 2017 è interessante notare come i milanesi abbiano modificato i propri interessi di ricerca in ambito della salute: ad eccezione della menopausa, nessuna malattia ricercata negli ultimi 12 mesi figura, infatti, anche nella classifica di MioDottore dell’anno precedente.

Patologie più cercate a Milano nel 2018 (top 10)
1. Menopausa 6. Cistite
2. Sindrome dell’ovaio policistico 7. Onicomicosi
3. Lipoma 8. Dermatite atopica
4. Glaucoma 9. Alopecia areata
5. Herpes zoster 10. Acne rosacea

Estendendo, invece, la ricerca alla regione Lombardia, si possono notare interessanti similitudini e differenze rispetto alle ricerche effettuate nel capoluogo. La classifica si conferma per le prime due posizioni (menopausa e sindrome dell’ovaio policistico), mentre alla terza si posiziona l’alluce valgo, che è addirittura fuori dalla top 10 delle malattie più cercate a Milano.

Patologie più cercate in Lombardia nel 2018 (top 3)
1. Menopausa
2. Sindrome dell’ovaio policistico
3. Alluce valgo

”I ritmi lavorativi spesso serrati e i molteplici impegni quotidiani che affollano le nostre agende possono portare a trascurare la propria salute e, a volte, persino a rimandare l’incontro con uno specialista. Nell’ottica di semplificarci la vita la tecnologia sta assumendo sempre più importanza, semplificando e velocizzando molte attività. In questo contesto MioDottore rappresenta uno strumento indispensabile per avvicinare gli specialisti ai pazienti: attraverso la nostra piattaforma gli utenti non solo possono cercare informazioni, ma anche trovare un esperto, prenotare una visita specialistica e ottenere risposte affidabili alle proprie domande da veri professionisti” dichiara Luca Puccioni, CEO di MioDottore.

Analisi Bia e consigli nutrizionali

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