Smog: news

polveri sottili
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Scattano domani, martedì 28 gennaio, le misure temporanee di 1° livello nei Comuni con più di 30.000 abitanti e in quelli aderenti su base volontaria nelle province di Milano, Monza, Cremona, Pavia, Bergamo, Como, Lodi, Varese e Mantova. L’assessore all’Ambiente e Clima della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, commenta: “Abbiamo attivato le misure temporanee di primo livello perché le condizioni meteo per oggi non sono favorevoli alla dispersione degli inquinanti. Da domani a mercoledì si preannunciano invece condizioni atmosferiche più favorevoli alla dispersione, quindi rivaluteremo il loro mantenimento nel corso della settimana”.

L’aggiornamento dei dati relativi alla giornata di ieri ha fatto registrare il raggiungimento del 6° giorno di superamento consecutivo per la provincia di Monza, il 5° per Milano, Lodi, Cremona, Mantova e Bergamo e il 4° per Varese, Como e Pavia.
Ambiti

Le misure temporanee di primo livello riguardano il traffico (limitazioni per i veicoli fino a euro 4 diesel in ambito urbano, obbligo spegnimento motori in sosta), il riscaldamento domestico (limitazione all’uso di generatori a biomassa legnosa di classe inferiore ‪alle 2 stelle compresa, riduzione di 1 grado delle temperature nelle abitazioni), l’agricoltura (divieto di spandimento liquami zootecnici) e divieto assoluto di combustioni all’aperto (accensione di fuochi, falò, barbecue, fuochi d’artificio).

I dati sulla qualità dell’aria vengono esaminati ogni giorno e viene data comunicazione in maniera tempestiva circa la cessazione delle limitazioni temporanee. Come previsto dalle d.G.R. n. 7095 del 18 settembre 2017 e n. 712 del 30 ottobre 2018, qualora si registrassero un valore al di sotto della soglia unito a previsioni metereologiche con condizioni favorevoli alla dispersione degli inquinanti oppure valori al di sotto della soglia per due giorni consecutivi si potrà procedere con la disattivazione delle misure temporanee.

Progetto “Piazze Aperte “

Quarto-Oggiaro-Val-Lagarina
Quarto-Oggiaro-Val-Lagarina

Via Val Lagarina a Quarto Oggiaro, via Toce a Isola, Piazza Ferrara al Corvetto. Sono le tre località che, insieme al progetto su Bruzzano, sono già state oggetto di approfondimenti e saranno per prime teatro dei nuovi interventi di urbanistica tattica da realizzare nei prossimi mesi con lo strumento dei Patti di Collaborazione.

È quanto emerso questo pomeriggio in Triennale alla presenza degli assessori Pierfrancesco Maran (Urbanistica), Marco Granelli (Mobilità) e Lorenzo Lipparini (Partecipazione) nel corso dell’incontro pubblico con cittadini, associazioni, comitati, commercianti e municipi.

Le località Val Lagarina, Toce e Ferrara – insieme a Bruzzano – saranno le prime a veder realizzati gli interventi perché già individuate dall’Amministrazione prima dell’apertura dell’avviso pubblico. Prosegue invece per le altre località il percorso partecipativo avviato oggi, che vedrà confrontarsi i tecnici e i proponenti per recepire le indicazioni di tutti i soggetti coinvolti e perfezionare i progetti, e che consentirà di individuare le prossime località da realizzare, che saranno annunciate in primavera.

“Abbiamo avviato Piazze Aperte un anno e mezzo fa come sperimentazione in alcuni quartieri – dichiarano gli assessori Maran, Granelli e Lipparini – ma la grande partecipazione di oggi dimostra come si sia sviluppata capillarmente in tutta la città la voglia e la necessità di nuovi spazi pubblici di qualità e di aggregazione, caratterizzati da un sistema di mobilità sostenibile e maggiore sicurezza stradale, dove poter far giocare i bambini in sicurezza, fermarsi per una partita a ping pong o a fare due chiacchiere con i vicini di casa. Ringraziamo tutti i cittadini che hanno presentato le proposte e dato vita a questo percorso partecipativo, che ci aiuta a comprendere meglio le esigenze di chi vive quotidianamente i quartieri. Partiamo ora con la progettazione definitiva dei primi tre interventi che riguardano aree già attenzionate dall’Amministrazione perché in prossimità di scuole e nel frattempo lavoriamo sulle altre proposte”.

Per via Val Lagarina la proposta di intervento era stata presentata dall’Istituto scolastico I.C.S. “Via Val Lagarina”, l’Associazione di Secondo Livello Vill@perta e Comitato Genitori scuola primaria via Val Lagarina e riguarda l’estensione e la messa in sicurezza dello spazio pedonale all’uscita dalla scuola per oltre 300 alunni.

Analogamente su via Toce l’intervento, per cui sono arrivate due proposte da Comitato di Quartiere Isola e Repubblica del Design e Ghigos, ha l’intento di pedonalizzare un tratto della via, rendendo più sicura l’uscita dalla scuola materna per 100 bambini e andando a ricongiungere il passaggio tra i due giardini limitrofi.

Infine per Piazzale Ferrara si interverrà nell’area di fronte al mercato coperto, come richiesto anche dalla proposta presentata da un gruppo molto ampio di cittadini, commercianti, associazioni e cooperative (La strada, Terzo Paesaggio, Casa per la pace, Milano Bicycle, il Consorzio del Mercato Comunale), con il supporto del programma La cittàintorno di Fondazione Cariplo, con Labsus e Italia Nostra.

Le nuove Piazze Aperte seguiranno gli esempi di Dergano, Angilberto II, Porta Genova, Spoleto/Venini, Belloveso. Interventi, quelli già realizzati, che hanno riscontrato il parere favorevole di molti cittadini. Secondo le rilevazioni fatte per conto di AMAT su un campione di quasi 650 persone che vivono o frequentano quotidianamente i quartieri in cui si trovano le 5 piazze, l’81% degli intervistati si ritiene soddisfatto dagli interventi e il 76% vorrebbe fossero definitivi, con un picco del 91% per piazza Dergano, dove si registra anche un aumento dei flussi pedonali e ciclabili del 20%. In tutte le aree pedonalizzate è aumentata la percezione della sicurezza (77,6%).

Piazza Belloveso è il luogo dove ci si ferma per più tempo (oltre il 71% ci passa 1-2 ore), mentre sono le panchine le installazioni più utilizzate (68,8%). Alla domanda “Cosa le piacerebbe che fosse incrementato?” il 57% ha risposto il verde, anche se il 63% si ritiene soddisfatto di quello già presente.

Il progetto Piazze Aperte è stato avviato nel settembre 2018 in collaborazione con Bloomberg Associates e il supporto della National Association of City Transportation Officials (NACTO) Global Designing Cities Initiative. Obiettivi: valorizzare le piazze quale luoghi di aggregazione al centro dei quartieri, migliorare lo spazio pubblico, ampliare le aree pedonali e fruibili e promuovere forme sostenibili di mobilità a beneficio dell’ambiente e della qualità della vita in città.

Il riscatto di laurea agevolato

riscatto di laurea agevolato
riscatto di laurea agevolato

’Inps, con la pubblicazione della Circolare n. 6/2020 nella giornata del 22 gennaio scorso, ha fornito le attese istruzioni operative sul riscatto di laurea agevolato nelle Gestioni Inps, a seguito delle modifiche introdotte dal decreto legge n. 4/2019, convertito con modificazioni dalla L. 28 marzo 2019, n. 26.

Con il presente approfondimento vengono riepilogate le norme e la principale prassi di riferimento, esaminando i singoli casi di convenienza ed elaborando un esempio di calcolo concreto per individuare le opportunità rappresentate dal riscatto agevolato.

1. LE REGOLE DEL RISCATTO
La norma di riferimento sul riscatto di laurea è il D.Lgs. n. 184/1997. Questo, all’articolo 2, prevede due metodi di calcolo degli oneri di riscatto. Da un lato quello della riserva matematica, dall’altro quello del calcolo a percentuale. Il primo consiste in un onere che valorizza il beneficio in termini di misura e di anticipazione dell’accesso a pensione causato dal riscatto, proporzionandolo all’età e alle caratteristiche del lavoratore al momento della richiesta. Per un lavoratore che, attraverso il riscatto, percepisce un incremento sulla pensione di 10.000 euro lordi annui, tale cifra costituirà, moltiplicata per la tariffa attuariale stabilita dal DM Lavoro 31.8.2007 corrispondentemente alla sua età anagrafica, sesso e condizione, il costo del riscatto teoricamente dovuto. Il secondo, di più facile elaborazione, applica all’imponibile previdenziale delle ultime 52 settimane di contribuzione obbligatoria (cf. Circolare Inps n. 162/1997) l’aliquota di computo della assicurazione IVS (33%-34% nel caso dei lavoratori dipendenti del settore privato). Per un impiegato che guadagna 35.000 euro lordi annui, dunque, il riscatto di un periodo di laurea da valutare con il sistema contributivo ha un costo teorico di 11.550 euro annui. In entrambi gli scenari il riscatto può essere rateizzato in un massimo di 10 anni e senza l’applicazione di alcun interesse.
Gli Approfondimenti della
APPROFONDIMENTO DEL 24/01/2020
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Per il Fondo dei dipendenti e la maggioranza delle gestioni Inps (fatta eccezione per la Gestione Dipendenti Pubblici e pochi altri casi) il saldo del riscatto necessario alla maturazione del diritto pensionistico deve situarsi comunque prima dell’accesso a pensione e non può essere rateizzato oltre la decorrenza del trattamento pensionistico. La spesa del riscatto è completamente deducibile dal reddito fiscalmente imponibile del beneficiario ai sensi dell’art. 10 c. 1 lett. e del TUIR. L’onere sarà calcolato con la riserva matematica se il periodo di studi in corso deve essere valutato con metodo di calcolo retributivo, quindi riferito a:  Periodi ante 01.01.1996;  Periodi ante 01.01.2012 se il richiedente matura 18 anni di contribuzione al 31.12.1995, includendo gli stessi anni oggetto di riscatto.
L’onere sarà calcolato con sistema a percentuale se il periodo di studi rientra nella competenza del metodo di calcolo contributivo, riferendosi a:  Periodi post 31.12.1995 se il richiedente non matura 18 anni di contribuzione al 31.12.1995, includendo gli stessi anni oggetto di riscatto;  Periodi post 31.12.2011 se il richiedente matura 18 anni di contribuzione al 31.12.1995, includendo gli stessi anni oggetto di riscatto.
Per maggiori dettagli sulle regole ordinarie del riscatto di laurea si rimanda alla trattazione e agli esempi di calcolo si rimanda all’Approfondimento Fondazione Studi del 19 settembre 2017.
2. IL RISCATTO PER INOCCUPATI
La L. 247/2007 ha introdotto (al c. 5bis dell’art. 2 del D.Lgs. 184/1997) la facoltà agevolata di riscatto per gli inoccupati al momento della domanda, intendendo per tali tutti i soggetti non iscritti ad alcuna forma obbligatoria di previdenza che non abbiano iniziato l’attività lavorativa, anche all’estero. Il calcolo è su base percentuale e prende in considerazione il minimale reddituale vigente nella Gestione Commercianti per l’anno della domanda di riscatto. Nel 2020 tale minimale è previsionalmente pari ad euro 15.941; su questa base si applica la percentuale vigente di contribuzione per i lavoratori dipendenti (33%). Per ogni anno di laurea riscattato, l’onere sarà
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quindi pari ad euro 5.260. Il regime fiscale prevede, oltre alla ordinaria deducibilità dell’onere, la sua detraibilità al 19% da parte del soggetto che abbia in carico il beneficiario (nel caso di un padre che sostenga la spesa del riscatto per il figlio neolaureato ancora privo di occupazione o in stage, a fronte di una spesa di 5.260 euro, vi sarà un ritorno in termini di detrazione pari a quasi 1.000 euro per ogni anno riscattato). Tale istituto ha tuttavia trovato scarso successo in quanto inaccessibile da parte di tutti coloro che avevano svolto qualsiasi attività lavorativa, anche di breve durata (lavori estivi, occasionali) e che avevano conseguentemente accantonato già contribuzione.
3. IL RISCATTO AGEVOLATO PIÙ ACCESSIBILE
Il decreto di riforma del welfare (D.l. 4/2019, art. 20), accanto alla introduzione della pensione in Quota 100, ha previsto, in modo stabile, una terza forma di riscatto. Il nuovo comma 5-quater ha introdotto permanentemente nell’articolo 2 del D.Lgs. 184/1997 (da non confondersi con la pace contributiva, sperimentale fino al 2021) una forma di riscatto agevolato che si quantifica identicamente a quella prevista per inoccupati, dunque con il costo stabilito per il 2020 di circa 5.260 euro per ogni anno di contributi acquisiti. Nella prima versione del decreto, per potere accedere al riscatto agevolato si rivelava necessario presentare la domanda prima del compimento dell’età anagrafica di 45 anni e avere studiato in un periodo di competenza del metodo di calcolo contributivo. In sede di conversione (attraverso la L. 26/2019), il tenore letterale della norma ha espunto il requisito anagrafico lasciando, quale unico requisito di accesso, che gli anni di studio in corso fossero sotto il governo del metodo di calcolo contributivo, istituito dalla Legge Dini (Cf. le Slide di approfondimento della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro del 21 Gennaio 2019). Il comma 5-quater dell’art. 2 recita infatti, nella versione vigente:

È consentita la facoltà di riscatto di cui al presente articolo dei periodi da valutare con il sistema contributivo. In tal caso, l’onere dei periodi di riscatto è costituito dal versamento di un contributo, per ogni anno da riscattare, pari al livello minimo imponibile annuo di cui all’articolo 1, comma 3, della legge 2 agosto 1990, n. 233, moltiplicato per l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche dell’assicurazione generale obbligatoria per i lavoratori dipendenti, vigenti alla data di presentazione della domanda.

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Il riscatto agevolato, anch’esso rateizzabile senza interessi in massimo 120 rate mensili e completamente deducibile dal reddito fiscalmente imponibile, risulta accessibile senza alcun limite di età, ma mantenendo il secondo requisito, cioè che il periodo di studi riscattato si collochi in un periodo afferente al metodo di calcolo contributivo. Tale formula di riscatto vale sia ai fini del diritto alla pensione (aumentando la anzianità contributiva), sia ai fini della misura, incrementando il quantum della pensione. Essendo tuttavia un riscatto di natura contributiva, l’incremento del montante e della futura pensione causerà un aumento molto limitato rispetto alle cifre di costo richieste per il riscatto ordinario. La Fondazione Studi, con la Circolare n. 5/2019 aveva fornito una lettura della norma in esame, andando oltre l’interpretazione più diffusa, secondo cui il periodo riferito al calcolo contributivo fosse limitato agli anni di studio successivi al 1995. Infatti, il riscatto agevolato, oltre a coloro che, avendo meno di 18 anni di contributi o anche totale assenza di contributi ante 1996, nella lettura della Fondazione Studi è applicabile anche ai soggetti che hanno optato per il metodo di calcolo contributivo. La riforma Dini (L. 335/1995) all’art. 1 c. 23 consente infatti, agli assicurati che abbiano meno di 18 anni di contributi al ’96, ma almeno 15 anni di contribuzione di cui non meno di 5 anni successivi al ‘95, di optare in modo irrevocabile con modello telematico per il calcolo pensionistico integralmente contributivo. In questo modo, anche chi aveva studiato ante 1996, acquisirebbe per tutta la sua anzianità contributiva il metodo contributivo puro, con il diritto a riscattare con il calcolo a percentuale con forma agevolata. La Circolare n. 6/2020 di Inps ha finalmente chiarito la bontà della tesi in esame. Infatti, al paragrafo 4.2 si specifica che l’onere di riscatto per le domande presentate successivamente all’esercizio della facoltà di opzione per il sistema contributivo, anche se inerenti periodi anteriori al 1996, o comunque di competenza del metodo retributivo, saranno determinate secondo il criterio del calcolo a percentuale; al contrario, nel caso di domande presentate prima dell’opzione a soggetti che avevano studiato prima del ’96, il calcolo del riscatto seguirà il metodo della riserva matematica. Inps ha inoltre chiarito che se il soggetto, dopo aver optato per il metodo contributivo, richieda e accetti il calcolo a percentuale di riscatto (in forma ordinaria o agevolata), il metodo di calcolo non potrà ulteriormente cambiare anche nel caso in cui gli anni di riscatto consentissero di raggiungere l’anzianità contributiva di 18 anni al 1995.
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La Circolare dell’Istituto, pur non esplicitando in modo tassativo tale facoltà, conferma che il soggetto optante per il metodo contributivo applicherà al riscatto di laurea il metodo di calcolo a percentuale, rendendo irrevocabile l’opzione per il metodo contributivo applicato alla futura pensione.

Per effetto del decreto di riforma del welfare, come sopra rappresentato, il metodo di calcolo a percentuale ha sempre due metodi di quantificazione del costo alternativi, a scelta dell’assicurato:  metodo a percentuale ordinario (rapportato all’imponibile previdenziale delle ultime 52 settimane di contribuzione);  metodo a percentuale agevolato (rapportato al minimale di reddito della Gestione dei lavoratori autonomi) con un costo ‘fisso’ per il 2020 e pari a circa 5.260 euro.

Inps anticipa anche che in sede di accettazione del riscatto sarà fornita una informativa sugli effetti dello stesso sulla propria pensione. La Circolare n. 6 fornisce anche due ulteriori informazioni. Le lavoratrici che aderiscono alla cd. opzione donna (pensionamento anticipato per soggetti di sesso femminile con almeno 58 o 59 anni di età e 35 anni di contributi maturati entro il 2019) potranno chiedere contestualmente alla pensione di accedere al riscatto calcolato con metodo a percentuale (specificando dunque la forma ordinaria o agevolata). Nel caso di rinuncia a opzione donna, la richiedente non potrà più avvalersi del riscatto agevolato, salva ulteriore opzione, a parte, al metodo di calcolo contributivo se applicabile. L’Istituto specifica anche che il riscatto (originariamente retributivo con riserva matematica, ma ricalcolato con metodo a percentuale) potrà essere richiesto alle medesime condizioni, sempre contestualmente alla domanda di pensione, da coloro che esercitano la facoltà di Computo in Gestione Separata ex art. 3 D.M. Lavoro n. 282/1996.

In sostanza, chiunque opti per il metodo contributivo (avendo meno di 18 anni di contributi al ’95), subendo in molti casi un decremento sulla propria pensione, acquisterà però il diritto di riscattare con un metodo agevolato molto più conveniente della riserva matematica. Tale orientamento innovativo da parte dell’Inps sembra fornire una forma di esodo anticipato che, a fronte di un decremento sulla pensione (effetto del passaggio al calcolo contributivo della stessa), fornisce un metodo di incremento degli anni di contributi a basso costo in modo da avvicinare sia il traguardo della pensione anticipata (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le
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donne fino al 2026 con la successiva finestra di 3 mesi), sia quella di Quota 100 (38 anni di contributi), ma anche la pensione per lavoratori precoci (41 anni di contributi), per lavoratori addetti a mansioni usuranti (almeno 35 anni di contributi), e soprattutto per chi sceglie opzione donna (35 anni di contribuzione). Il calcolo di convenienza andrà esaminato caso per caso pesando, da un lato, la diminutio sull’assegno e, dall’altro, i termini di anticipazione dell’accesso a pensione. Proprio il metodo sperimentale opzione donna, recentemente prorogato dalla L. 160/2019, offre un esempio di calcolo di particolare convenienza. Infatti, le donne che optino per questa pensione anticipata convertono il proprio assegno, a prescindere dagli anni di anzianità al 1995, al metodo di calcolo contributivo. I requisiti sono di 58 anni di età per le lavoratrici dipendenti, 59 per le autonome; sono richiesti 35 anni di contributi effettivi ed entrambi i requisiti, anagrafici e contributivi, sono da maturarsi entro il 31.12.2019. La decorrenza della pensione si situerà dopo 12 mesi dalla maturazione dei requisiti per le dipendenti e dopo 1 anno e mezzo per le lavoratrici iscritte alla gestione dei lavoratori autonomi. Per una donna che stia valutando opzione donna, dunque, il metodo di calcolo contributivo rappresenta un elemento comunque d’impatto sulla propria pensione.
4. ESEMPIO
Se una assicurata lavoratrice dipendente, nata a marzo del 1961, iscritta esclusivamente all’assicurazione generale obbligatoria e laureata nel 1984 in Economia e Commercio, avesse maturato al marzo 2019 esattamente 31 anni di contributi, non avrebbe i contributi necessari per maturare il diritto entro il 2019 a opzione donna, dovendo aspettare la decorrenza della pensione di vecchiaia, previsionalmente nel gennaio 2029. Questa ipotetica lavoratrice al marzo del 2020, con una retribuzione lorda di 43.400 euro annui, avrebbe maturato una pensione lorda di 2.055 euro mensili calcolata con il metodo misto. Nel caso del ricalcolo contributivo applicabile con opzione donna, l’assegno scenderebbe a 1.650 euro al mese, con un taglio permanente superiore al 19%. In assenza di sufficiente contribuzione per accedere a opzione donna, la stessa avrebbe valutato il calcolo del riscatto afferente al metodo retributivo, che con riserva matematica si aggirerebbe attorno a 145.000 euro, da pagare integralmente prima di accedere a pensione, senza potere godere in
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modo integrale del vantaggio fiscale della deduzione a causa del reddito imponibile inferiore al valore della stessa. Il riscatto di 4 anni del corso di studi avrebbe consentito però di maturare anche il requisito contributivo dell’opzione donna con una decorrenza della pensione ad aprile del 2020 e con un anticipo di oltre 8 anni rispetto alla decorrenza della pensione di vecchiaia. Grazie all’orientamento interpretativo confermato dalla Circolare n. 6/2020 dell’Inps, la stessa potrà applicare il metodo di calcolo percentuale, optando per la forma agevolata del riscatto di laurea. In questo scenario il riscatto avrà un onere complessivo pari a circa 21.040 euro, integralmente deducibili dal reddito. Il risparmio, rispetto al riscatto ordinario, è di oltre 123.960 euro, consentendo ugualmente un fondamentale anticipo dell’accesso a pensione.

Truffe agli anziani

Comune-di-Milano-Vicesindaco Scavuzzo
Comune-di-Milano-Vicesindaco Scavuzzo

Ripartono martedì 28 gennaio gli incontri in tutti i Municipi per aiutare le persone più anziane a prevenire e contrastare le truffe ai loro danni. Condotti da agenti della Polizia locale, della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, gli appuntamenti sono nati nell’ambito del progetto “Contrasto alle truffe agli anziani” coordinato dalla Prefettura e dal Comune.

“Gli incontri dedicati alle persone più anziane nascono con l’idea che sia fondamentale partire dalla prevenzione per ridurre sempre più il numero delle vittime di truffe e raggiri – commenta la Vicesindaco e assessore alla Sicurezza Anna Scavuzzo –. Appuntamenti come questi, uniti ad operazioni come ‘Municipal Fakes’, fanno capire alle persone che non sono sole e che possono fare affidamento sulle Istituzioni: il primo passo per contrastare questi odiosi reati”.

Nove gli appuntamenti tra gennaio e febbraio per imparare a riconoscere i truffatori che si presentano a casa o che si possono incontrare per strada, per conoscere i casi più ricorrenti e le migliori precauzioni da adottare, ma anche i numeri utili da contattare se si è stati vittima dei reati di truffa e raggiro.

I vademecum e i volantini che vengono distribuiti durante gli incontri sono stati resi disponibili anche per i Comuni della Città metropolitana

Coronavirus: Informazioni

Giulio Gallera
Giulio Gallera

“Il sistema di prevenzione e di sicurezza sanitaria è stato attivato ed è pronto ad intervenire. In Lombardia e in Italia però non c’è nessun allarme e non è stato segnalato alcun caso di contagio da Coronavirus”. Lo afferma l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, illustrando il piano d’azione messo in atto in applicazione delle indicazioni internazionali di salute pubblica.

“Siamo in stretto e costante raccordo con il Ministero della Salute – spiega Gallera – per le azioni da attivare a cura delle Regioni. Si è svolto oggi a Palazzo Lombardia un incontro fra i rappresentanti dell’Unita Operativa Prevenzione della Direzione Generale Welfare e i responsabili delle Unità di Malattie Infettive delle ASST, i responsabili della rete di Sorveglianza delle Malattie Infettive di ATS. Sono stati condivisi con tutti gli operatori sanitari i criteri per l’individuazione di casi sospetti. Vengono da oggi attivate negli ospedali le procedure per la presa in carico dei pazienti sospetti (percorso dedicato e presidi per ridurre la trasmissione per via aerea), in coerenza con le indicazioni Ministeriali. È prevista inoltre la definizione di un raccordo operativo con i Medici di Base Ei Pediatri a cura delle ATS”.

“Negli aeroporti Lombardi e attraverso le compagnie aeree stiamo diffondendo informazioni utili per i viaggiatori – continua l’assessore – anche se non vi sono voli diretti dal nostro Hub di Malpensa diretti e provenienti dalle aree a rischio della Cina. Teniamo alta l’attenzione, Il sistema di sorveglianza e controllo della malattie infettive di regione Lombardia è di assoluta qualità e complessivamente capace di identificare l’insorgenza di casi sospetti; è quindi importante per tutti i cittadini mantenere la giusta serenità , rivolgendosi sempre per ogni necessità o segnalazione ai riferimenti autorevoli in campo sanitario, in primis il proprio medico curante”.

“Lo sviluppo dell’epidemia da Coronavirus in Cina è una emergenza internazionale – conclude Gallera- pertanto le azioni sono coordinate dall’Organizzazione Mondale della Sanità che si raccorda con le Nazioni anche tramite il supporto del ECDC per le nazioni europee.

Il Ministero della Salute Italiano a sua volta coordina le azioni di competenza delle regioni e fornisce gli indirizzi per la sanità di frontiera (USMAF).

Fermo restando che ad oggi non sono presenti casi in Italia, di riferimento per l’aggiornamento delle informazioni è il sito del Ministero della Salute.

INFORMAZIONI UTILI

FAQ – Infezione da coronavirus 2019-nCoV

Che cos’è un coronavirus?
I coronavirus sono una vasta famiglia di virus noti per causare malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi come la sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e la sindrome respiratoria acuta grave (SARS).

Che cos’è un nuovo coronavirus?
Un nuovo coronavirus (CoV) è un nuovo ceppo di coronavirus che non è stato precedentemente mai identificato nell’uomo.

Gli uomini possono essere infettati da un nuovo coronavirus di origine animale?
Indagini dettagliate hanno scoperto che, in Cina nel 2002, SARS-CoV è stato trasmesso dagli zibetti agli uomini e, in Arabia Saudita nel 2012, MERS-CoV dai dromedari agli uomini. Numerosi coronavirus noti circolano in animali che non hanno ancora infettato esseri umani. Man mano che la sorveglianza migliora in tutto il mondo, è probabile che vengano identificati più coronavirus.

Quali sono i sintomi di una persona infetta da un coronavirus?
Dipende dal virus, ma i sintomi più comuni includono febbre, tosse, difficoltà respiratorie. Nei casi più gravi, l’infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte.

I coronavirus possono essere trasmessi da persona a persona?
Sì, alcuni coronavirus possono essere trasmessi da persona a persona, di solito dopo un contatto stretto con un paziente infetto, ad esempio tra familiari o in ambiente sanitario.

Esiste un vaccino per un nuovo coronavirus?
No, essendo una malattia nuova, ancora non esiste un vaccino. Possono essere necessari anche anni per sviluppare un nuovo vaccino.

Esiste un trattamento per un nuovo coronavirus?
Non esiste un trattamento specifico per la malattia causata da un nuovo coronavirus. Il trattamento deve essere basato sui sintomi del paziente. La terapia di supporto può essere molto efficace.

Cosa posso fare per proteggermi?
Le raccomandazioni per ridurre l’esposizione e la trasmissione di una serie di malattie respiratorie comprendono il mantenimento dell’igiene delle mani (lavare spesso le mani con acqua e sapone o con soluzioni alcoliche) e delle vie respiratorie (starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito flesso, utilizzare una mascherina e gettare i fazzoletti utilizzati in un cestino chiuso immediatamente dopo l’uso e lavare le mani), pratiche alimentari sicure (evitare carne cruda o poco cotta, frutta o verdura non lavate e le bevande non imbottigliate) ed evitare il contatto ravvicinato, quando possibile, con chiunque mostri sintomi di malattie respiratorie come tosse e starnuti.

In particolare, per quanto riguarda il nuovo coronavirus identificato in Cina, si raccomanda di posticipare i viaggi non necessari a Wuhan.

Se ci si reca in Cina, nella città di Wuhan, provincia di Hubei, si raccomanda di vaccinarsi contro l’influenza stagionale almeno due settimane prima del viaggio.

È raccomandato, inoltre, di evitare di visitare i mercati di prodotti alimentari freschi di origine animale e di animali vivi, evitare il contatto con persone che hanno sintomi respiratori.

Qualora una persona sviluppi sintomi respiratori (tosse, mal di gola, difficoltà respiratorie) mentre si trova a Wuhan, dovrebbe rivolgersi immediatamente a un medico.

Qualora una persona di ritorno da un viaggio a Wuhan sviluppi sintomi respiratori nei 14 giorni successivi al rientro, dovrebbe immediatamente rivolgersi ad un medico e informarlo del viaggio.

9. Dove si stanno verificando le infezioni da 2019-nCoV?

Il 31 dicembre 2019 la Commissione Sanitaria Municipale di Wuhan (Cina) ha segnalato all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) un cluster di casi di polmonite a eziologia ignota nella città di Wuhan, nella provincia cinese di Hubei.

La maggior parte dei casi aveva un legame epidemiologico con il mercato di Huanan Seafood, nel sud della Cina, un mercato all’ingrosso di frutti di mare e animali vivi.

Il 9 gennaio 2020, il CDC cinese ha riferito che è stato identificato un nuovo coronavirus (2019-nCoV) come agente causale ed è stata resa pubblica la sequenza genomica.

Al 21 gennaio 2020, sono stati segnalati in totale 295 casi confermati di infezione da 2019-nCoV, inclusi 4 decessi: 291 dalla Cina di cui 270 da Wuhan, 14 a Guangdong, 5 a Pechino e 2 a Shanghai, e 4 casi in altri paesi asiatici: 2 in Thailandia, 1 in Giappone e 1 in Corea del Sud.

10. Quali sono i rischi di propagazione in Europa?

La probabilità di introduzione del virus nell’UE è considerata moderata, anche se non può essere esclusa.

11. Come si contrae questo coronavirus?

Sono necessarie maggiori informazioni per comprendere meglio le modalità di trasmissione e le manifestazioni cliniche di questo nuovo virus. La fonte di questo nuovo virus non è ancora nota. Pertanto, sarebbe prudente ridurre il rischio generale di infezioni respiratorie acute durante i viaggi verso o dalle aree colpite (attualmente Wuhan City).

12. Che fare se si è soggiornato di recente a Wuhan?

Se nelle due settimane successive al vostro ritorno si dovessero presentare febbre, tosse, mal di gola, difficoltà respiratorie, a scopo precauzionale contattate il vostro medico di fiducia, riferendo del vostro recente viaggio

13. Che fare se si è soggiornato in un ospedale in cui è stata ricoverata una persona malata?

Il rischio di trasmissione esiste solo se si è stati in stretto e prolungato contatto con il paziente. I malati affetti da infezione da nuovo Coronavirus, inoltre, vengono ricoverati in ambienti separati dagli altri degenti. Sinora non è stata segnalata alcuna infezione da nuovo coronavirus contratta in ospedale o altra struttura sanitaria.

14. Che fare se si presentano i sintomi del virus?

In caso di sintomi riferiti a una malattia respiratoria, prima, durante o dopo il viaggio, i viaggiatori devono rivolgersi a un medico e informarlo del loro viaggio.

15. Quali raccomandazioni dell’OMS per i paesi?

L’OMS incoraggia tutti i paesi a rafforzare la sorveglianza delle infezioni respiratorie acute acute (SARI), a rivedere attentamente eventuali casi insoliti di SARI o di polmonite e a comunicare all’OMS qualsiasi caso sospetto o confermato di infezione da nuovo coronavirus. I paesi sono incoraggiati a continuare a rafforzare la loro preparazione alle emergenze sanitarie in linea con il regolamento sanitario internazionale (2005).

Fonte: Direzione Generale della prevenzione sanitaria.