Smog: trovare il giusto equilibrio

smog
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“L’aria che respiriamo oggi è migliore di quella che respiravamo fino ad alcuni decenni fa. Ci sono inquinanti, come l’anidride solforosa, il monossido di carbonio e il benzene che allora esistevano e che oggi sono stati debellati. Anche il pm10 ha concentrazioni che sono meno della metà di quelle che si avevano vent’anni fa. Questo significa che le politiche che stiamo facendo stanno funzionando”.

Lo ha detto l’assessore regionale all’Ambiente e Clima, Raffaele Cattaneo, durante la seduta della Commissione Ambiente del Consiglio regionale.

“E’ sbagliato – ha aggiunto Cattaneo, riferendosi al ricorso presentato davanti al Tar della Lombardia da parte di un’Associazione in merito aggiornamento del Piano aria (Pria) approvato dalla Giunta regionale – generare allarmismi. Ci sono molti cittadini che ritengono che quello che stiamo facendo sfavorisca la mobilità, impattando anche in maniera significativa sulle vite di tutti i giorni. Non dobbiamo combattere la mobilità, ma gli inquinanti e il compito di chi ha responsabilità istituzionali è quello di trovare il giusto equilibrio”.

Cattaneo ha anche fatto presente che la Lombardia è l’area in Europa “che ha le peggiori condizioni orografiche e climatiche che favoriscono l’accumulo degli inquinanti. Stiamo chiedendo sacrifici ai cittadini con politiche che hanno già più che dimezzato i valori e che da qui al 2025 ci consentiranno di rientrare all’interno dei limiti che ha dato l’Unione Europea e questo è il nostro obiettivo”.

 L’assessore ha ricordato come sia già stato avviato un bando per la sostituzione dei veicoli commerciali più inquinati (del valore totale di 6.5 milioni di euro) a favore delle piccole e medie imprese: “il mio obiettivo è di poter avere in breve tempo risorse per ulteriori incentivi che riguardino i veicoli dei privati, sicuramente attraverso risorse ricavate dal bilancio regionale, ma mi auguro anche dal Governo”.

Milano: condannati gli aggressori di dipendenti Atm

Assessore-De-Corato
Assessore-De-Corato

L’assessore a Sicurezza, Immigrazione e Polizia locale di Regione Lombardia Riccardo De Corato ha espresso soddisfazione per la condanna degli aggressori ai dipendenti dell’Atm di Milano per l’episodio dello scorso 21 marzo.

 “Apprendo positivamente che i due aggressori ai dipendenti dell’Atm sono stati condannati per interruzione di pubblico servizio e violenza a incaricati di pubblico servizio – dichiara l’assessore”.

“I due cugini erano stati arrestati in seguito all’aggressione avvenuta a Cadorna il 13 maggio, a calci e pugni di due dipendenti dell’Azienda dei trasporti milanesi, intervenuti a difesa di un collega autista – prosegue -.Purtroppo queste condanne non apriranno loro, come il più delle volte accade, le porte del carcere e magari, domani, i tre lavoratori Atm si troveranno nuovamente faccia a faccia con l’arroganza dei loro aggressori. Ormai lavorare sui mezzi pubblici a Milano comporta il rischio per la propria incolumità”.

 “Per questo, anche in vista dell’aumento del prezzo del biglietto a 2 euro già deciso dal sindaco – suggerisce De Corato – auspico che vengano messe in campo dall’azienda misure assicurative per i dipendenti, costretti ora a lavorare in un clima di insicurezza”.

 “Speriamo – conclude l’assessore alla Sicurezza – che l’ATM doti il personale di tessera di riconoscimento e fascia distintiva di Polizia Amministrativa previste dalla delibera approvata in Giunta regionale, su mia proposta, con l’intento di disincentivare aggressioni ai loro danni”.

Onu riconosce il valore di Areu

Gallera
Gallera

I professionisti dell’AREU (Azienda Regionale di Emergenza Urgenza) e i Vigili del Fuoco hanno ottenuto dalle Nazioni Unite la certificazione Insarag (International Search and Rescue Advisory Group) come “i migliori team classificati fino ad ora”. La definizione è di Jasper Holmer Lund, segretario Insarag, una rete globale di oltre 80 paesi e organizzazioni che fa capo delle Nazioni Unite.

L’Insarag si occupa di questioni relative alla ricerca urbana e al salvataggio, con l’obiettivo di stabilire standard internazionali minimi per i team USAR (Urban Search And Rescue) e la metodologia per il coordinamento internazionale nella risposta ai terremoti.

A guadagnarsi il prestigioso riconoscimento sono stati i team USAR Italia, formati dai Vigili del Fuoco e dagli operatori sanitari di AREU. Da Amatrice a Rigopiano fino al ponte Morandi, gli USAR sono stati protagonisti di grandi interventi di soccorso, che hanno visto gli uomini di AREU in prima fila negli interventi di assistenza sanitaria al team e anche, dove necessario, di assistenza alle vittime delle calamità.

“La presenza di medici e infermieri all’interno dei nuclei – ha spiegato l’assessore Gallera – assume un ruolo di primaria importanza nell’efficacia delle operazioni USAR e per questo motivo il personale medico infermieristico e tecnico è selezionato tra i professionisti esperti in soccorso extra-ospedaliero con una formazione specifica ad interventi in ambienti ostili”.

“Durante le operazioni – ha sottolineato l’assessore – il personale sanitario è sempre integrato con le squadre di intervento. Ad esempio, una volta individuate e raggiunte le vittime da parte del personale tecnico, uno o due operatori sanitari possono accedere al sito e procedere con la stabilizzazione del paziente. Sono molto orgoglioso che anche l’ONU riconosce e valorizza tutto il lavoro di formazione, addestramento e operatività sul campo svolto da questi team unici in Italia”.

Acqua: Piano straordinario riguardante gli invasi

piano-invasi
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Grazie all’intesa raggiunta oggi all’unanimità in Conferenza unificata sul Piano straordinario riguardante gli invasi multiobiettivo e il risparmio di acqua negli usi agricoli e civili, il Governo può sbloccare circa 250 milioni di euro per finanziare 30 opere nel settore idrico.

Si tratta di una decisione importante da parte degli enti territoriali e locali coinvolti nel processo e di notevole responsabilità, nella direzione di avviare iniziative per la risoluzione dei problemi della siccità e di quelli delle inondazioni, facce diverse di una stessa medaglia.

Dei 30 interventi finanziati dal Piano, 19 opere sono dotate di progettazione esecutiva e 11 di definitiva. Il Piano verrà adottato con decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, di concerto con il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari, Forestali e del Turismo, Gian Marco Centinaio. Non appena sarà firmato il decreto, il Mit procederà alla stipula delle convenzioni con i soggetti attuatori, con priorità per quelli che hanno a disposizione interventi già cantierabili.

Tra questi ultimi, vi è ad esempio la cassa di espansione Baganza, cofinanziata per 6 milioni di euro su 61 di costo totale, che proteggerà la città di Parma dalle inondazioni dell’omonimo torrente. Un’altra diga, destinata a contenere le piene, è prevista in Molise, e finanziata con 30 milioni di euro.

In Sicilia vengono finanziati con 1,8 milioni di euro i lavori di sistemazione del paramento di valle che contribuiscono alla sicurezza complessiva, anche dall’erosione delle piogge, della grande Diga di Lentini.

Altri interventi hanno, invece, la funzione di alimentare territori importanti dal punto di vista agricolo o densamente abitati e, quindi, con un rilevante fabbisogno in termini di acqua potabile.

Nella prima fattispecie ricadono la traversante di Mirafiori nel piacentino, dell’importo di 8,7 milioni di euro, e il sistema idrico derivante dalla diga di Pianfei in Piemonte, finanziata per 7,3 milioni di euro.

All’uso potabile sono destinati sia l’intervento di adeguamento del sistema idrico nell’area Flegreo-Domiziana in Campania (finanziata con 31,5 milioni di euro), sia il completamento della galleria di derivazione dall’invaso di Castagnara che permetterà di ottimizzare l’uso plurimo dell’acqua del fiume Metramo in Calabria (26,5 milioni di finanziamento).

Con funzione strettamente irrigua sono, inoltre, previsti gli interventi per la messa in sicurezza del canale LEB nel Veneto, finanziato per 20 milioni, e per l’ottimizzazione delle condotte dell’impianto di Tavo-Saline in Abruzzo, per altri 20 milioni di euro.

Sono poi state finanziate circa una ventina di opere di costo più contenuto – spesso non superiore a 5 milioni di euro – ma non per questo con funzione meno rilevante ai fini sia del contenimento della dispersione idrica sia dell’incremento della capacità di invaso: tra queste opere si citano il canale essiccatore principale nell’Alberese (1 milione) e la derivazione dalla diga di Montedoglio (1,1 milioni di euro) in Toscana, il collettore padano (2,5 milioni) in Veneto, l’interconnessione tra i bacini di Olai e Gavossai (0,8 milioni) in Sardegna, finalizzata a incrementare la capacità complessiva dell’intero sistema attraverso il collegamento di bacini contermini.

Particolare attenzione è stata inoltre riservata alle derivazioni principali e alle interconnessioni tra adduttori. Svolgono un ruolo di indubbia valenza nel trasporto della risorsa idrica l’adduttore alimentato dalla diga del Liscia in Sardegna (19,5 milioni di finanziamento), le opere di impermeabilizzazione del Canale Villoresi in Lombardia (20 milioni) o l’ammodernamento delle tratte ammalorate degli adduttori primari, finanziate dal Piano straordinario al Consorzio di bonifica della Capitanata in Puglia per complessivi 10,5 milioni di euro.

Panda a Ecomondo

Panda a Ecomondo
Panda a Ecomondo

Recupero di energia e di materiali, sinergia con aziende e università per incentivare ricerca e innovazione nel segno della sostenibilità e dell’economia circolare applicata al settore idrico. Gruppo CAP porta a Ecomondo, la fiera internazionale di riferimento nella green e circular economy, tutte le sue ultime iniziative per promuovere la #waterevolution, lo scenario in cui l’acqua sarà centrale nello sviluppo delle nostre smart cities, sempre più green e intelligenti.

“La rivoluzione dell’acqua è sempre più connessa a sofisticate applicazioni e processi di conversione, che mirano a dare nuova vita ai prodotti di scarto seguendo un processo sostenibile e attento all’ambiente, spiega il presidente e amministratore delegato di Gruppo CAP, Alessandro Russo. Ma tale processo, per avere buon esito, ha bisogno delle migliori sinergie, connesse in un sistema di networking e sharing knowledge. Ecco che allora davvero gli scarti per un settore diventano opportunità per un altro”.

Speciale testimonial dell’impegno di Gruppo CAP nell’innovazione legata ai progetti di economia circolare è la Panda #Biometanow, capace di ridurre le emissioni di anidride carbonica del 97%, che torna a Rimini per il secondo anno come icona della sostenibilità e della conversione degli scarti in energia pulita. L’auto era stata la protagonista del progetto annunciato lo scorso anno: riuscire a sfruttare l’acqua per alimentare il motore di un’automobile. Missione compiuta, ora si passa alla fase operativa.

Il 7 novembre infatti si concluderanno i lavori per la realizzazione dell’impianto di produzione di biometano estratto dai fanghi reflui dell’impianto di Bresso-Niguarda, periferia nord di Milano. Sarà così possibile produrre biometano su scala industriale, per un totale di oltre 341.640 kg, sufficienti ad alimentare 500 veicoli per 15 mila km all’anno: 7.500.000 km percorribili complessivi, equivalenti a quasi 200 volte la circonferenza della Terra.

Avviato nel 2016 con il supporto scientifico del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e la collaborazione tecnologica di FCA (Fiat Chrysler Automobiles), quello di Gruppo CAP è uno dei primi casi nel panorama italiano di progetto di trasformazione degli impianti di depurazione in bioraffinerie.

La Panda parte domani, 7 novembre, per fare un giro in città alla scoperta dei luoghi della mobilità green, guidata da Roberto Sposini, responsabile divisione automotive di Lifegate.

Oggi 6 novembre, la giornata di apertura inizia proprio con un intervento di Gruppo CAP sulla valorizzazione dei fanghi di depurazione, toccando tutti gli aspetti normativi e sanitari. È questo il primo di una serie di approfondimenti da parte della monotutility pubblica che vuole riflettere su un argomento oggi più che mai oggetto di attenzione e dibattito anche da parte dell’opinione pubblica. Il pomeriggio è invece dedicato alle emissioni odorigene e a tutti gli interventi messi in campo da Gruppo CAP per deodorizzare i luoghi di depurazione.

Domani 7 novembre l’attenzione si sposta invece sulla conferenza dal titolo “L’innovazione al servizio dell’ambiente: esperienze di simbiosi industriale, sinergie e incubazione”. L’incontro, organizzato alle 13.30 in piazza delle Utilities in collaborazione con +Community, intende raccontare come nascono e crescono esempi concreti di sinergia alla ricerca di modelli di business che incrocino le attività di soggetti diversi valorizzando spazi, competenze, prodotti e scarti che, nella simbiosi fra settori diversi un tempo non comunicanti, acquistano invece nuova vita e recuperano valore da restituire al territorio.

In questo contesto Gruppo CAP presenterà alcune esperienze recenti: l’accordo con Novamont per attività di ricerca congiunta in tema di prolungamento della vita dei prodotti e di recupero di materiali e la collaborazione con Danone, che prevede di utilizzare gli scarti organici per alimentare gli impianti per la produzione di biogas.

Per poi dedicare un focus sul progetto di incubazione di startup all’interno del Centro Ricerche in Idroscalo, che ospiterà in Salazzurra la canadese Rainmaker Enterprise per individuare i siti ottimali per scavare nuovi pozzi nel Darfur da equipaggiare con pompe e pannelli solari.