Ied in concorso al Fashion Film Festival

IED_Out.Create
IED_Out.Create

IED IN CONCORSO AL FASHION FILM FESTIVAL MILANO DIGITAL EDITION
CON I SEI FASHION FILM DEL PROGETTO AMPHIBIA.

In corsa anche il corto Use me again and again. Per la sezione speciale #FFFMilanoForGreen in piattaforma lo short film girato durante il lockdown, THE TIME IS NOW! New Citizen 1.5

L’Istituto Europeo di Design partecipa al Fashion Film Festival di Milano – Digital Edition con i 6 fashion film Amphibia ideati e presentati in anteprima ad Altaroma lo scorso gennaio 2020 da team multidisciplinari di studenti IED. Amphibia è una raccolta di suggestioni sull’acqua vista come una risorsa primaria dell’ecosistema, che genera e influenza la vita dell’uomo rappresentandone un motore primario. L’acqua interpretata come nascita, trasformazione, evoluzione, adattamento all’ambiente.

Il filo conduttore dei 6 fashion film Crawled Ashore, Gola, Out.Create, Petricore, The Abstract Problem e Venus è proprio la bellezza narrata della risorsa naturale per eccellenza del nostro Pianeta, che nel suo continuo movimento non è mai uguale a sé stessa. Crawled Ashore è un’esortazione a prendere coscienza del cambiamento climatico ma anche ad imparare nuovamente l’alfabeto perduto della natura; Gola riaccende la questione di come le cattive abitudini alimentari dell’uomo hanno trasformato l’idrosfera in un oceano di plastica; Out.Create invita ad adottare un atteggiamento di speranza e ottimismo come fonte di un cambiamento reale; in Petricore si rivive la sensazione della terra bagnata dalla pioggia che emana il suo inconfondibile odore; The Abstract Problem affronta la realtà della costante decrescita o improvviso innalzamento del livello delle acque del Pianeta e ancora la Venere contemporanea di Venus ci parla di rinascita, di adattamento e di speranza: la vita che si ridefinisce in corpi nuovi, inaspettati e meravigliosi.

In concorso anche l’opera Use me again and again, progetto realizzato in didattica nell’ambito del corso Triennale di Fashion Stylist: una video-performance che riflette – nell’atto di indossare abiti abbandonati in un sacco dell’immondizia – sulle identità rifiutate e ri-legittimate nella società post-consumo.

Approda invece nella sezione fuori concorso del progetto speciale #FFFMilanoForGreen lo short film girato durante i mesi di lockdown The time is now! New Citizen 1.5, che racconta l’evoluzione del progetto di IED, Consorzio Italiano Implementazione Detox – CID e Greenpeace Italia sulla moda sostenibile. Gli studenti delle Scuole di Moda, Design e Comunicazione di tutte le sedi italiane IED sono stati chiamati a ragionare sull’identità del “New Citizen 1.5” (dove 1.5 indica l’aumento massimo della temperatura media globale, secondo l’Accordo di Parigi, per limitare i cambiamenti climatici) e disegnare nuove collezioni moda uomo etiche e sostenibili, progettare degli oggetti di design e ideare una campagna di comunicazione per raccontare il progetto nel suo insieme.
I team multidisciplinari hanno avviato la collaborazione con le aziende impegnate in Detox, selezionate per i processi privi di sostanze chimiche pericolose, che hanno fornito i tessuti con cui realizzare le collezioni e accolto il nuovo stimolo ricevuto da Greenpeace Italia di voler ridisegnare l’identità del proprio Green Market. Inevitabile il cambio in corsa delle attività a causa dei mesi di lockdown: un mondo 1.5 prima soltanto immaginato è divenuto reale e il lavoro da sempre svolto a scuola e nei laboratori è stato necessariamente adattato alle nuove esigenze e riorganizzato a distanza. Gli studenti di Comunicazione sono riusciti a trasformare una difficoltà in un’opportunità e l’idea iniziale di una campagna di comunicazione si è evoluta diventando il racconto del lavoro di resilienza portato avanti a distanza. Il racconto si è quindi trasformato in uno short film corale diretto da Daniel Fazio, Fondatore e Direttore creativo di Loft Films Ltd. I designer hanno quindi lavorato in team multidisciplinari alla creazione di personas rappresentative di linguaggi e stili di mondi diversi e contemporanei da cui poi sono state realizzate sei capsule collection complete dei concept degli oggetti di product design per il Green Market di Greenpeace, pensati per orientare comportamenti sostenibili.

Dal 13 al 18 gennaio sarà possibile vedere i fashion film Amphibia e lo short film The time is now! New Citizen 1.5 sulle tre piattaforme del Festival: la piattaforma digitale di CNMI fashionfilmfestivalmilano.cameramoda.it, il sito ufficiale del FFFM fffmilano.com e la piattaforma di streaming cinematografico mymovies.it.

The Inglorious Serf: musiche di Dario Vero

The Inglorious Serf_Dario Vero Conf
The Inglorious Serf_Dario Vero Conf

Il compositore italiano
Dario Vero
firma la colonna sonora del nuovo Sushi Spaghetti Western
The Inglorious Serf
di Roman Perfilyev
prodotto da Star Media e Kristi Film

Est Europa, Giappone, Medio Oriente, Stati Uniti, Italia:
ai tempi del covid, un melting pot cinematografico sulle note di un italiano e un’orchestra internazionale di 88 musicisti

Ospite speciale Tina Guo, violoncellista di Sherlock Holmes, Wonder Woman, Inception

Esce l’11 gennaio 2021 la colonna sonora di The Inglorious Serf, film di Roman Perfilyev prodotto da Star Media e Krist Film per oltre un milione di euro di budget, esempio del nuovo Sushi Spaghetti Western: un melting pot cinematografico e musicale, ispirato alla grande tradizione italiana, realizzato tra Est Europa, Giappone, Medio Oriente e Stati Uniti, e firmato dalle musiche dell’italiano Dario Vero.

Un’impresa unica nel suo genere che ha visto coinvolti, in tempo di covid, 88 musicisti sparsi in tutto il mondo e diretti a distanza dal compositore italiano.

Nel 1971 Sergio Leone regalava agli amanti del grande cinema, e non solo, il capolavoro di Giù la Testa, con le musiche di Ennio Morricone. Cinquant’anni dopo, il genere che ha contribuito a far conoscere al mondo il cinema italiano trova nuove forme nell’estremo oriente con il Sushi Spaghetti Western: un salto spazio temporale che segue, mezzo secolo dopo, la scia di grandi italiani con protagonisti ninja e samurai alle prese con scazzottate e fischiabotti.

Ultimo esempio delle nuove visioni del genere italo-western declinato in sushi, è The Ingloriuos Serf, che ha visto la produzione impegnata tra Giappone, Est Europa e Stati Uniti. A firmare le musiche è un italiano, il compositore Dario Vero, che per l’occasione ha diretto in presenza e a distanza un’orchestra internazionale di 88 elementi, con un’ospite d’eccezione: Tina Guo, violoncellista di Sherlock Holmes, Wonder Woman, Inception e altri grandi kolossal d’oltreoceano degli ultimi 20 anni.

Teaser The Ingloriuos Serf: https://www.youtube.com/watch?v=pE2xecukTmk

The Ingloriuos Serf è una colonna sonora inusuale e originale di 42 tracce orchestrali e sinfoniche, in cui il mandolino incontra il koto, una sorta di arpa giapponese, le chitarra slide tipicamente western, i tamburi Taiko giapponesi, l’Erhu e lo scacciapensieri, di Morriconiana memoria, in combinazione della americanissima chitarra elettrica col wah wah nelle scene action.

A realizzarla, diretti a distanza da Dario Vero, una squadra di musicisti internazionali unica: 18 violini primi, 16 secondi, 14 viole, 12 celli, 10 contrabbassi, 3 flauti, 2 oboe, 2 clarinetti, 2 fagotti, 1 controfagotto, 6 corni, 3 trombe, 3 tromboni, 1 basso tuba, 1 cimbasso, 2 arpe e 5 percussionisti. In aggiunta il team giapponese, con Koto, Shakuhachi, Taiko, Erhu, temple block, Tsuzumi e altre percussioni + un Hurdy Gurdy Ukraino: un’impresa titanica, per un totale di 88 musicisti sparsi in ogni angolo del globo.

Est Europa, Giappone, Medio Oriente, Stati Uniti, Italia: The Ingloriuos Serf è una fantasiosa rivisitazione della storia di Taras Schevchenko, il piu influente poeta Ukraino. In questa vicenda, Taras per riprendersi la sua amata e ritrovare la fiducia in se stesso imparerà l’arte della katana da un samurai giapponese, fuggito dall’oriente in cerca di vendetta. Nel viaggio incontreranno un venditore di armi ebreo. La combriccola affronterà ogni difficolta e si cimenterà tra di loro una solida e sincera l’amicizia. The Ingloriuos Serf è forse il più significativo esempio di Sushi Spaghetti Western. Ha tutte le dinamiche e i paradigmi, anche visivi, del western ma al suo interno non troviamo volti messicani o nativi americani, bensì ninja e samurai, tra stunt man ed effetti speciali, con molto action e riprese mozzafiato.

 

Cinema italiano su IWonderfull

IWonderfull
IWonderfull

Settimana dal 14 gennaio all’insegna del cinema italiano su IWONDERFULL con tre autori celebrati nei maggiori festival internazionali.

STOP THE POUNDING HEART, IL FILM CHE HA RIVELATO ROBERTO MINERVINI, AFFIANCATO DA LIBERAMI DI FEDERICA DI GIACOMO E HANNAH DI ANDREA PALLAORO, ENTRAMBI PREMIATI ALLA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA.

Un inedito in digitale con un racconto precursore dell’America contemporanea, una tradizione antica che si radica nel presente e la storia di una donna misteriosa. Sono questi i racconti della “Triplette” tutta italiana di IWONDERFULL di questa settimana.

IWONDERFULL, la piattaforma streaming Video On Demand di I Wonder Pictures, realizzata in partnership con MYmovies.it, fa questa settimana un Viaggio in Italia, con tre film di altrettanti cineasti dal respiro internazionale. Roberto Minervini e Andrea Pallaoro vivono ormai da molti anni negli Stati Uniti, fanno un cinema molto diverso tra loro ma entrambi hanno mantenuto intatta la sensibilità cinematografica europea, unendola a un pragmatismo americano. Federica Di Giacomo ha vinto con Liberami il premio per il miglior film nella sezione Orizzonti al Festival di Venezia del 2016. Tre storie diversissime tra loro che in qualche modo si intrecciano, raccontando l’oggi con uno sguardo attento al passato.

La Prima Visione di questa settimana è una novità in digitale, il film che ha fatto conoscere lo straordinario talento di Roberto Minervini. Stop The Pounding Heart è la storia di Sara e Colby, due giovani alla scoperta dell’amore. Un racconto di grande potenza, delicatezza e poesia. Minervini vive in Texas e voleva raccontare la dimensione fuori dal tempo in cui vivono molte comunità rurali del grande stato, profondamente religiose e travolte da tradizioni agghiaccianti. Mentre documentava questo mondo altro, Sara e Colby si sono incontrati e innamorati, sotto l’occhio della camera che ha scrutato la nascita e la crescita di un sentimento. Stop the Pounding Heart è uno dei film più sorprendenti degli ultimi anni, fiore all’occhiello della Unipol Biografilm Collection, premio speciale della giuria al Torino Film Festival del 2013, David di Donatello per il miglior documentario nel 2014.

Il film della settimana è Liberami. La regista spezzina Federica Di Giacomo va in Sicilia per indagare sul fortissimo legame che lega Padre Cataldo con i suoi fedeli. Possessione oggi vuol dire molte cose e gli uomini cercano conforto nella spiritualità, chiedendo di essere liberati dal male, qualunque esso sia. Per questo ogni anno cresce il numero di preti esorcisti, proprio come Padre Cataldo, veterano e instancabile. Ogni martedì Gloria, Enrico, Anna e Giulia seguono, insieme a tantissimi altri, la messa di liberazione di padre Cataldo e cercano la cura a un disagio che non trova altrove risposte. Liberami pone ancora più domande e in un mondo pieno di incertezze non può che essere un bene farsene.

Per I Wonder Story arriva sulla piattaforma Hannah, altro titolo di punta della Unipol Biografilm Collection. Il film di Andrea Pallaoro che ha dato a Charlotte Rampling la sua prima, meritatissima, Coppa Volpi alla Mostra del cinema di Venezia del 2017. La vita di una donna, Hannah, viene sconvolta dall’improvviso arresto del marito. La donna si nasconde dai vicini, suo figlio non vuole avere alcun rapporto con lei. Misteri che possono essere svelati solo scoprendo quello che Hannah custodisce gelosamente e con dolore dentro di sé.

Per i tre film della Triplette, inoltre, IWONDERFULL ha realizzato 3 contenuti speciali in esclusiva: 3 extended Q&A con i registi, disponibili gratuitamente dal 14 gennaio per chi acquista i film oppure acquistabili singolarmente a 2,99€.

VIAGGIO IN ITALIA è la Triplette IWONDERFULL del 14 gennaio 2021

Prima Visione: Stop the Pounding Heart a € 7.99

Il film della settimana: Liberami a € 2.99

I Wonder Story: Hannah a € 4.99

LOGO E GRAFICA IWONDERFULL SCARICABILI AL LINK: http://biografilmfestival.com/guest/iwonder/IWP_iwonderfull_logo.zip

IMMAGINI SCARICABILI AL LINK:
http://www.biografilmfestival.com/guest/IWF_foto_210111.zip

 

“Andate a lavorare”

Dams Bologna
Dams Bologna

“Andate a lavorare” – Un docufilm di Ambrogio Lo Giudice e Cristiano Governa per celebrare i 50 anni del DAMS

Nel 2021 il DAMS compie 50 anni. Il regista Ambrogio Lo Giudice e lo scrittore e giornalista Cristiano Governa stanno lavorando alla sceneggiatura e alla pre-produzione del docufilm “Andate a lavorare” prodotto da Giorgio Ciani, per la Genoma Films di Paolo Rossi Pisu. L’opera farà parte del programma di celebrazioni che l’Alma Mater sta organizzando con il contributo della Regione Emilia-Romagna e la partecipazione del Comune di Bologna e della Cineteca di Bologna. Prima assoluta prevista per il prossimo 17 giugno in Piazza Maggiore a Bologna.

“Andate a lavorare”, questo è il titolo del docufilm di Ambrogio Lo Giudice e Cristiano Governa prodotto da Giorgio Ciani con Paolo Rossi Pisu e la sua Genoma Films.

Il lungometraggio ripercorre, sempre in bilico tra finzione e realtà, l’avventura del Dams di Bologna. Il “Corso di laurea in discipline delle Arti della Musica e dello Spettacolo” nato nel 1971 da un’intuizione del grecista Benedetto Marzullo, compirà quest’anno 50 anni e il film farà parte del prestigioso programma di celebrazioni che l’Alma Mater sta organizzando per la primavera-estate prossima

Un’opera, per raccontare un’idea che avrà fra i suoi pionieri Renato Barilli, Furio Colombo, Umberto Eco, Giuliano Scabia, Gianni Celati, Luciano Anceschi, Ezio Raimondi, Tomás Maldonado, Paolo Fabbri, Luigi Squarzina… E studenti, diventati protagonisti della vita culturale del nostro paese e non solo, dai compianti Andrea Pazienza e Roberto “Freak” Antoni, a Roberto Grandi, Eugenia Casini Ropa, Pino Cacucci, Patrizio Roversi, Enrico Scuro, Paolo Soglia, Igor “Igort” Tuveri, Paolo Fresu, Fabio Testoni, e tanti altri, fino ad alcuni protagonisti del DAMS del presente. Un’opera di ricerca storica e di indagine sull’attualità, legate dalla fiction, che vuol rispondere sostanzialmente a due domande:

Cosa c’era di speciale in quell’idea? E perché tutto è accaduto a Bologna?

Cristiano Governa (sceneggiatore):

“Si frequentano le cose perché parlano di te” ci ha detto uno degli intervistati. Scoprirete chi.

A quanti ragazzi e ragazze ha parlato il DAMS? E cos’ha detto di così speciale? Essere ascoltati senza dover aprir bocca, poter finalmente accettare la sfida dei propri sogni e fare di essi un lavoro. Questa è la storia che volevo raccontare e il cuore della sfida stava nella sua stessa contraddizione.

Il sogno che sbatte contro la realtà. Quelli che ce l’hanno fatta e quelli perduti per strada. Salvo poi scoprire che se c’è un merito nell’avventura che racconteremo è quello di aver reso inutili le due categorie attraverso le quali guardiamo la vita: quelli che ce l’hanno fatta e quelli che non ce l’hanno fatta.

Vivere dei propri sogni.

Cercavo un titolo che fosse una fotografia di questa eterna contraddizione. Solo Bologna riesce, allo stesso tempo, a intercettare le aspirazioni di migliaia di ragazzi e, mentre li osserva inseguire quei sogni, pensare di loro “Andate a lavorare”. A Bologna, per sopravvivere, bisogna imparare ad ascoltare gli sguardi.

La cosa buffa è che quei ragazzi speravano esattamente questo: andare a lavorare. In quante altre città la stessa frase rappresenta un invito a smettere di sognare e – al contempo – la forza per proseguire a farlo?

Mi piaceva che il Dams avesse una voce sua, come un amico che una sera ti telefona e ti racconta i suoi primi cinquant’anni. E in quella chiacchierata prova fare luce su un po’ di cose, per esempio quello che di lui non hai capito ma soprattutto ciò che credi di avere capito.

Il DAMS è stata una fune per acrobati, solo che invece di percorrerla uno alla volta, erano tutti insieme in equilibrio sui loro sogni.

Quella fune c’è ancora, è passata da Strada Maggiore a Via Guerrazzi per finire in Via Barberia.

Studiando e ripercorrendo quegli anni provo una strana forma di nostalgia; mi manca quello di cui, pur vivendo qua, non mi sono accorto. Con questo lavoro provo a risarcire me stesso di quella distrazione, soprattutto ora che – in qualche modo – su quella fune da acrobata ci sono anch’io.

Ma da vecchi o si cade o si fa ridere”.

Ambrogio Lo Giudice (regista):

“Per me il Dams non è mai stato un’istituzione accademica, ma un “luogo”. Nel mio caso via Guerrazzi. Un luogo dove incontrare persone, sogni, desideri, utopie, follie, arte, scritte sui muri, esami di gruppo e professionalità prestigiose.

Un luogo che mi ha consentito un’esperienza di conoscenza, una vera e propria immersione in quel mondo, affascinante e misterioso, che era l’arte e lo spettacolo. Una dimensione che già mi attraeva ma che fino a quel momento non ero riuscito ad avvicinare e comprendere come volevo.

Un luogo dove imbattermi in materie che non sapevo nemmeno che esistessero come la semiotica.

Un luogo che allargava l’orizzonte culturale di chiunque fosse disponibile a mettersi in gioco.

In qualche modo posso dire che il Dams ha saziato e al contempo nutrito la mia sete di conoscenza.

Perché è importante raccontare questa storia?

Per trasmettere una novità che ha cinquant’anni. E’ importante raccontare questa storia alle nuove generazioni e a chi non ha conosciuto l’energia e la vitalità del Dams, direi quasi che importa più raccontarla a loro questa avventura che a quelli che hanno realmente frequentato il Dams.

Da quelle stanze infatti è uscita una ventata di freschezza e di innovazione, se si vuole anche di punzecchiatura a un mondo accademico, in fondo abbastanza vetusto sotto diversi aspetti.

Il Dams ha elaborato ed emesso segnali circa un nuovo modo di insegnare e anche di essere studenti.

Spesso l’iconografia con la quale lo abbiamo voluto rappresentare, sempre in bilico fra il bohemien e il fancazzista, ci ha tratti in inganno.

Con questo docufilm vogliamo ricordare una cosa che forse non a tutti è chiara; il DAMS era ed è un posto serio dove si fanno cose serie.”

Giorgio Ciani (produttore):

“Quando Cristiano Governa mi ha proposto di celebrare il 50° del DAMS con un docufilm non ho avuto alcun dubbio e ho accettato immediatamente la sfida, enorme per me che ho sempre considerato il Dipartimento una entità mitologica, una eccellenza pura, un luogo dove si insegnava a mettere la creatività al servizio dell’arte, in un secolo nel quale il marketing e la comunicazione cercavano di fare esattamente il contrario.

Ho chiamato Paolo Rossi Pisu che ha benedetto immediatamente l’idea lanciando il suo consueto grido di battaglia “Genoma Films c’è!” A questo punto mancava il regista, e chi meglio di Ambrogio Lo Giudice, peraltro damsiano doc? Un primo incontro con Roberto Grandi e poi con Giacomo Manzoli, direttore dell’attuale Dipartimento delle Arti, che assieme ai colleghi ci ha fatto l’onore di inserire il progetto fra le celebrazioni del 50°. La fase attuale è quella della ricerca e assemblaggio materiali di repertorio, e di interviste ai protagonisti della storia; le riprese e il montaggio saranno fra aprile e maggio”.

Giacomo Manzoli (direttore Dipartimento delle Arti):

“Il DAMS non è solo un corso di Laurea. Il DAMS è un’idea che nasce a Bologna e si irradia su tutto il territorio nazionale, dando vita a una costellazione di corsi triennali e magistrali, di master, scuole di specializzazione, insegnamenti legati alle discipline artistiche e alle loro molteplici e mutevoli configurazioni. E’ un’idea di Università che si confronta col presente, mettendo a disposizione l’accademia per formare e valorizzare i talenti e la creatività, al servizio di una società che non evolve se non ha un’industria culturale vitale, aperta e in continua trasformazione. Siamo grati a Ambrogio Lo Giudice, a Cristiano Governa e a Genoma Films per aver voluto raccontare questa storia utilizzando quel linguaggio audiovisivo che meglio di ogni altro rappresenta l’epoca in cui viviamo.”

[Sognatóre s. m. e agg. (f. -trice) [der. di sognare; cfr. lat. somniator -oris]. – Chi sogna, che sogna. Com. soltanto in senso fig., di persona che è portata alla fantasticheria, che non ha spirito pratico: sei un s.; quel ragazzo è troppo sognatore.]

“… poi ti sei fatta seria e mi hai dato del sognatore… Dal tuo sguardo non mi pareva intendessi una cosa positiva. Ma sai perché i sogni funzionano? Perché hanno un grande montaggio che passa da un desiderio all’altro senza preoccuparsi di giustificarlo. Io, per esempio, ho vissuto così…” (tratto da Andate a lavorare)

 

Walter Nicoletti: miglior attore emergente

Premio Crocitti
Premio Crocitti

L’attore Walter Nicoletti insignito del Premio Internazionale Vincenzo Crocitti come miglior attore e produttore emergente

L’attore e produttore materano Walter Nicoletti è stato insignito del Premio Internazionale Vincenzo Crocitti come miglior attore e produttore emergente.

Il Premio Vincenzo Crocitti, ideato e condotto da Francesco Fiumarella, è giunto alla ottava edizione. Questo evento, diventato ormai un appuntamento annuale fisso per il cinema italiano e per la Città di Roma, è dedicato al grande caratterista Vincenzo Crocitti, noto soprattutto al grande pubblico per la sua fantastica prova al fianco di Alberto Sordi ne “Il Borghese Piccolo Piccolo” che gli valse la vittoria del “David di Donatello” e del “Nastro D’Argento”.

Il premio si è conquistato nel corso degli anni una sua identità e ha visto tra i premiati delle scorse edizioni anche artisti del calibro di Marcello Fonte, Alessandro Borghi, Paolo Genovese, Elena Sofia Ricci, Cinzia TH Torrini, Stefano Fresi, Monica Ward, e tanti altri.

E’ con un sentimento di onore – dichiara Nicoletti – che ricevo questo Premio Internazionale. Onorato di far parte della grande tradizione di artisti che lo hanno ricevuto nel passato. Onorato di essere parte dell’eredità di Vincenzo Crocitti, attore indimenticabile ed indimenticato. Ringrazio il Patron Francesco Fiumarella, unitamente al Comitato Direttivo, per il Premio che oggi mi conferiscono e per l’attenzione che hanno dimostrato nei confronti del mio percorso artistico.

L’intento di perseguire l’obiettivo delle premiazioni anche in quest’anno così difficile – dichiara Fiumarella – è stato principalmente quello di continuare a stimolare gli artisti e quanti dediti al mondo del cinema e della cultura per non abbattersi, per non rinunciare a credere nel loro lavoro, per continuare a sognare e come fanciulli credere che un mondo migliore si potrà sempre costruire. I Premi di questa edizione sono stati tutti fortemente voluti soprattutto dall’autore che insieme alla Direzione hanno meticolosamente visionato i curricula di migliaia di artisti e intellettuali nelle varie categorie compresi i candidati del bando flash che ha preceduto le assegnazioni in modalità virtuale.

FOLLOW VOCE SPETTACOLO

www.vocespettacolo.com

facebook.com/VoceSpettacolo

twitter.com/VoceSpettacolo

youtube.com/VoceSpettacolo

instagram.com/VoceSpettacolo