Floraleda Sacchi “rilegge” Ludovico Einaudi

Floraleda Credit F Castiglioni
Floraleda Credit F Castiglioni

A poco più di un mese dall’uscita del nuovo album di Floraleda Sacchi dedicato a Ludovico Einaudi – che raccoglie 9 brani del famoso pianista/compositore – Floraleda ha deciso di regalare ai suoi ascoltatori un concerto dal vivo, che verrà trasmesso in streaming alle 21:30 il prossimo 26 febbraio dal Teatro all’Antica di Sabbioneta (Mantova).

L’album “Ludovico Einaudi by Floraleda Sacchi” ha già totalizzato sulla sola piattaforma Spotify oltre 400.000 ascolti.
Diversi brani sono entrati nella classifica dei singoli più venduti su iTunes. L’11 gennaio scorso, il brano “Primavera” ha raggiunto il 19esimo posto in classifica (tutti i generi compresi), un risultato sorprendente per una composizione di sola arpa ed elettronica.

L’album oltre che su tutte le piattaforme digitali è disponibile anche in formato fisico su chiavetta USB (con file ad alta risoluzione 48kHz/24bit) accompagnato da un prezioso libretto fotografico di 24 pagine curato personalmente dall’artista.

A seguito del grande interesse che il disco ha suscitato, Floraleda ha deciso di presentare al pubblico in concerto i brani. Per ovviare alle attuali limitazioni sullo spettacolo dal vivo è stato concepito uno streaming in un luogo di grande importanza storica e bellezza e una ripresa audio che regali all’ascoltatore un’esperienza tridimensionale come in presenza.

Costruito nel 1588, il Teatro all’Antica di Sabbioneta (Mantova), primo esempio di teatro stabile d’Europa, riveste un ruolo di primaria importanza nell’ambito degli edifici teatrali europei. Divenuto patrimonio Unesco e dotato di un’acustica straordinaria, sebbene attualmente aperto al pubblico solo su prenotazione nei giorni feriali, ha aperto le sue porte per questo concerto grazie alla generosa collaborazione e all’entusiasmo dell’amministrazione comunale che cura questo luogo prestigioso.

Il concerto è stato ripreso in doppio binaurale grazie al sistema Andrea von Salis® Recordings HD-3D utilizzato per la ripresa microfonica. Questo tipo di registrazione non presenta compressioni, equalizzazioni o effetti artificiali. Fondendo due “prospettive” differenti (quella del suono percepito dal musicista e quello che l’esecutore desidera essere il suono percepito dallo spettatore) se ascoltata in in cuffia o con uno stereo, regala all’ascoltatore una perfetta ricostruzione 3D dello strumento.

Danza in tv e streaming

Lo schiaccianoci 1979/1980
Lo schiaccianoci 1979/1980

Una settimana di danza in tv e in streaming

Giovedì 25 febbraio alle 21.15 Rai 5 trasmette la serata
“Grandi momenti di danza” registrata a dicembre;
domenica 28 alle 20 “Omaggio a Nureyev” in streaming sul sito
e sulle pagine FB e YouTube del Teatro

Dopo il successo di Giselle realizzata con la supervisione, accanto al Maestro Manuel Legris, di Carla Fracci, e trasmessa in streaming su RaiPlay lo scorso 30 gennaio, il Ballo torna con due serate straordinarie nell’arco di pochi giorni: giovedì 25 alle 21.15 Rai 5 trasmette la serata “Grandi momenti di danza” registrata a dicembre; domenica 28 è la volta dell’“Omaggio a Nureyev” – sempre voluto e programmato dal M° Legris che proprio da Nureyev era stato scelto come étoile all’Opéra di Parigi – in streaming sul sito e sulle pagine FB e YouTube del Teatro. La serata sarà registrata il 26 febbraio.

Giovedì 25 febbraio 2021 – ore 21.15
Rai 5 e Rai Play
Grandi momenti di Danza
direttore David Coleman

Classico e moderno, tradizione e creazioni del nostro tempo: fra musica e coreografia questa serata concepita dal Direttore del Corpo di Ballo scaligero Manuel Legris abbraccia la storia del balletto, la sensibilità del Novecento e la creatività contemporanea, per mettere in risalto la versatilità stilistica e interpretativa dei danzatori scaligeri. Rievocate pagine immortali, da La Sylphide, titolo capostipite del balletto romantico qui nella versione di August Bournonville (1836), che ricrea nel passaggio del secondo atto con James e la Silfide (Nicola Del Freo e Vittoria Valerio) nella foresta incantata una tensione tra reale e sovrannaturale, tra spirito e materia, a Le Spectre de la rose nella versione di Rudolf Nureyev da Fokin che con Emanuela Montanari e Claudio Coviello riporta la leggendaria avventura creativa dei Ballets Russes con Nijinskij che ne fu la prima incarnazione, languida e vibrante, accanto a Tamara Karsavina.
E ancora, con il passo a due della Civiltà che libera lo Schiavo dalla prigionia (Martina Arduino e Federico Fresi), l’italianissimo Excelsior riporta in scena la storia della Scala (dove nacque nel 1881, su libretto e coreografia di Luigi Manzotti, musica di Romualdo Marenco e scene di Alfredo Edel, esaltazione delle conquiste del Progresso scientifico e tecnologico che unisce e affratella i popoli) e la storia recente dell’edizione firmata nel 1967 da Crivelli, Dell’Ara, Carpi, Coltellacci, alla Scala dal 1974, che ha alleggerito costruzione, orchestrazione, pantomima e organico dell’originale mantenendo intatto l’estro del “ballo grande” manzottiano e il sapore antico dello spirito italiano in danza.
Virtuosismo ed energia che esplodono nel Grand pas de deux dal terzo atto di Don Chisciotte di Rudolf Nureyev, uno dei veri cavalli di battaglia della Compagnia, in repertorio alla Scala dal 1980, quando fu Nureyev stesso protagonista accanto a Carla Fracci. Protagonisti sono Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko con Gaia Andreanò.
Lirismo, energia e spirito d’avventura in Le Corsaire, tra i più impressionanti ballet d’action del XIX secolo, qui nella versione creata da Manuel Legris nel 2016 per lo Staatsballett di Vienna: diversi estratti con Virna Toppi, Marco Agostino, Antonella Albano, Mattia Semperboni, Agnese Di Clemente, Gaia Andreanò e Linda Giubelli riportano l’essenza della sua produzione, dal nuovo lavoro coreografico e di ricerca musicale nella danza delle Odalische, alle danze di carattere che esaltano il Corpo di Ballo, alle danze dei pirati nell’originale del Teatro Mariinskij, fino a al passo a due della camera di Medora e Conrad.
Storia ma anche modernità, e nuova linfa coreografica del nostro tempo, che portano per la prima volta alla Scala Philippe Kratz, fra i migliori nuovi coreografi per l’originalità del suo lavoro, dallo stile molto personale, che ha rimontato per gli artisti scaligeri Alessandra Vassallo, Christian Fagetti e Andrea Risso.

Il trio conclusivo, sulla Berceuse op. 57 di Chopin, di SENTieri, sua creazione per Aterballetto del 2014, estratto che Manuel Legris invitò già a rimontare per la sua Compagnia a Vienna nel 2016.
Torna sul nostro palcoscenico anche Progetto Händel, creazione che Mauro Bigonzetti, tra i maggiori coreografi italiani del nostro tempo, destinò nel 2017 proprio al Balletto della Scala, tornando al suo grande amore per la musica antica e barocca, assecondando i timbri e i cromatismi delle diverse situazioni musicali evocate dalle note di Händel: qui, nel passo a due dal secondo atto interpretato da Maria Celeste Losa e Gabriele Corrado, la celebre Sarabanda dalla Suite n. 4 in re minore per clavicembalo.

Domenica 28 febbraio 2021 – ore 20
in streaming sul sito e sulle pagine FB e YouTube del Teatro
“Omaggio a Nureyev”
Direttore Koen Kessels

Un filo resistente lega il nome di Rudolf Nureyev alla Scala, dove sono state innumerevoli le occasioni per poterlo acclamare, come interprete di balletti memorabili con altrettanto memorabili partnership artistiche, e custodire in repertorio i titoli da lui coreografati; un filo altrettanto forte lega Nureyev al neo direttore del Ballo scaligero Manuel Legris, grande interprete dei suoi classici, da lui nominato étoile dell’Opéra di Parigi nel 1986, inizio di un periodo di collaborazione fondamentale per la sua crescita artistica, collaborazione che prosegue ora con la Fondazione Nureyev convogliando la sua esperienza nel rimontare e ridare vita alle sue produzioni. Nasce così la nuova serata in omaggio a Nureyev, che unisce celebri passaggi dalle sue versioni dei grandi classici, che alla Scala lo hanno visto in scena come coreografo e straordinario interprete e che sono state protagoniste anche nelle recenti stagioni, ad altri titoli da tempo non allestiti sul nostro palcoscenico o che addirittura saranno presentati per la prima volta dagli artisti scaligeri.
Una Spagna affascinante, danze di gitani e il candore sospeso del giardino delle Driadi: dal secondo atto di Don Chisciotte lirismo, virtuosismi e ricchezza coreografica riportano in scena uno dei cavalli di battaglia della Compagnia – qui rappresentata da Giuseppe Conte, Nicoletta Manni, Maria Celeste Losa, Agnese Di Clemente, Federico Fresi – in repertorio dal 1980, mentre la magia sognante dell’Adagio della Rosa omaggia con Martina Arduino, Mick Zeni, Massimo Garon, Edoardo Caporaletti e Gioacchino Starace la sua versione de La Bella addormentata nel bosco che proprio alla Scala, unica tra le sue coreografie, vide il suo debutto nel 1966.
Con il passo a tre del terzo atto, Nicoletta Manni, Timofej Andrijashenko e Christian Fagetti celebrano il suo Lago dei cigni che manca dal nostro palcoscenico dal 2014, e con il passo a due dal secondo atto interpretato da Alessandra Vassallo e Gabriele Corrado torna, con la sua visione onirica e hollywoodiana, anche Cenerentola, rappresentata in Scala l’ultima volta nel 2006.
Sarà la scena del balcone dal primo atto a far rivivere con Marco Agostino e Vittoria Valerio il suo Romeo e Giulietta sul palcoscenico scaligero, dove fu rappresentato nel 1980, per poi essere protagonista della tournée al Metropolitan di New York. Proprio danzando nel ruolo di Romeo Nureyev fece, nel 1965, la sua prima apparizione alla Scala, e ancora oggi la memoria, la storia e il carisma di questo straordinario artista continuano a risplendere: questa serata potrà offrire al pubblico un excursus tra i suoi lavori, e agli artisti scaligeri di oggi l’occasione per riprendere o affrontare per la prima volta i balletti e lo stile del grande artista. Mai rappresentati dalla nostra Compagnia, Manfred, di cui in questa serata Claudio Coviello presenterà un assolo di grande densità emotiva, balletto che Nureyev creò nel 1979 traendo ispirazione da poemi di Byron e dal libretto su cui Čajkovskij basò la sua meravigliosa sinfonia, e Raymonda, che chiuderà questo articolato omaggio: fu l’Opéra di Parigi, dove mise in scena la versione definitiva della sua produzione, a portarlo alla Scala nel 2000. Ora, per la prima volta, sarà il Balletto scaligero a presentare questo titolo, nell’atto III, con lo sfolgorante divertissement per le celebrazioni delle nozze di Raymonda e Jean de Brienne interpretato da Virna Toppi, Nicola Del Freo, Maria Celeste Losa, Antonella Albano insieme al Corpo di Ballo.

Giovedì 25 febbraio 2021 ~ ore 21.15
Rai 5 e Rai Play

Grandi momenti di danza

Primi ballerini, Solisti e artisti del Corpo di Ballo
del Teatro alla Scala

La Sylphide
dall’atto II
Coreografia August Bournonville
Musica Herman Severin Løvenskjold
Vittoria Valerio · Nicola Del Freo

da Le Corsaire
Coreografia Manuel Legris
da Marius Petipa e altri
Musica Adolphe Adam e altri

Virna Toppi · Marco Agostino
Antonella Albano · Mattia Semperboni
Agnese Di Clemente · Gaia Andreanò · Linda Giubelli
e il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala

SENTieri
Trio
Coreografia Philippe Kratz
Musica Fryderyk Chopin
Alessandra Vassallo · Christian Fagetti · Andrea Risso

Excelsior
Passo a due dall’atto II
Coreografia Ugo Dell’Ara
Musica Romualdo Marenco
Martina Arduino · Federico Fresi

Progetto Händel
Passo a due dall’atto II
Coreografia Mauro Bigonzetti
Musica Georg Friedrich Händel
Maria Celeste Losa · Gabriele Corrado

Le Spectre de la rose
Coreografia Rudolf Nureyev
da Michail Fokin
Musica Carl Maria von Weber
Emanuela Montanari · Claudio Coviello

Don Chisciotte
Grand Pas de deux, atto III
Coreografia Rudolf Nureyev
Musica Ludwig Minkus

Nicoletta Manni · Timofej Andrijashenko
Gaia Andreanò
e il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala

Orchestra del Teatro alla Scala

Direttore
David Coleman

Domenica 28 febbraio ore 20
in streaming sul sito e sulle pagine FB e YouTube del Teatro

Omaggio a Nureyev

Primi ballerini, Solisti e artisti del Corpo di Ballo
del Teatro alla Scala

Orchestra del Teatro alla Scala
Direttore Koen Kessels

Don Chisciotte
Musica di Ludwig Minkus – dall’atto II
Giuseppe Conte (Don Chisciotte), Nicoletta Manni (Kitri/Dulcinea), Maria Celeste Losa
(La regina delle Driadi), Agnese Di Clemente (Amore), Federico Fresi (Uno zingaro)
e il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala

La Bella addormentata nel bosco
Musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij
Adagio della Rosa dall’atto I
Martina Arduino (La principessa Aurora), Mick Zeni, Massimo Garon,
Edoardo Caporaletti, Gioacchino Starace (Quattro Principi)

Manfred
Musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij
Assolo
Claudio Coviello

Il lago dei cigni
Musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij
Coreografia Rudolf Nureyev da Marius Petipa e Lev Ivanov – Regia Rudolf Nureyev
Pas de trois dall’atto III
Nicoletta Manni (Odile), Timofej Andrijashenko (Siegfried), Christian Fagetti (Rothbart)

Cenerentola
Musica di Sergej Prokof’ev
Pas de deux dall’atto II
Alessandra Vassallo (Cenerentola), Gabriele Corrado (La vedette)

Romeo e Giulietta
Musica di Sergej Prokof’ev
Pas de deux dall’atto I
Marco Agostino (Romeo), Vittoria Valerio (Giulietta)

Raymonda
Musica di Aleksandr Glazunov
Divertissement dall’atto III
Virna Toppi (Raymonda), Nicola Del Freo (Jean De Brienne),
Maria Celeste Losa (Henriette), Antonella Albano (Clemence)
e il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala

“Commedia Divina”

Commedia Divina
Commedia Divina

COMMEDIA DIVINA

UN NUOVO PROGETTO TEATRALE TRIENNALE
DI FEDERICO TIEZZI
ISPIRATO ALLA DIVINA COMMEDIA
PER IL 7° CENTENARIO DELLA MORTE DI
DANTE ALIGHIERI

regia: Federico Tiezzi
drammaturgia: Edoardo Sanguineti, Mario Luzi, Giovanni Giudici
scene: Marco Rossi
costumi: Gregorio Zurla
luci: Gianni Pollini

A settecento anni dalla morte di Dante Alighieri, è ancora alle immagini che ha dipinto la sua parola che facciamo riferimento quando pensiamo all’Aldilà.

Più contemporanea che mai, la Commedia è sempre in grado di interpretare il mondo che viviamo e le persone che siamo, drammi e passioni, premi e punizioni.

Da sempre affascinato dal mondo dantesco, in occasione di questo anniversario, Federico Tiezzi rimette mano e dà nuova forma e anima a tre drammaturgie che, tra 1989 e 1991, tre grandi poeti italiani, Edoardo Sanguineti, Mario Luzi e Giovanni Giudici, avevano elaborato su sua richiesta.

I tre poeti, in collaborazione con Tiezzi, affrontarono le tre cantiche proponendo per ognuna una personale e originale visione drammaturgica che oggi Tiezzi prende come base per dare vita ad un progetto teatrale triennale che debutterà questa estate al Napoli Teatro Festival.

Delle tre cantiche il drammaturgo e regista toscano da deciso di partire per il 2021 con il Purgatorio. Il motivo è tutto racchiuso nella contemporaneità: “la realtà storica ha superato la fantasia. L’Inferno di Dante è tutto segnato dal dolore e dalla sofferenza, dall’eterno buio. Abbiamo preferito non seguire l’ordine, ma iniziare con il Purgatorio che è la cantica dell’arte e dell’amicizia dove tutti pregano e pregando, come diceva Sant’Agostino, creano la speranza. E proprio di tutto questo c’è più bisogno in questi giorni”.

Sanguineti immaginò un Inferno in cui il mondo contemporaneo amplificasse per immagini e ricchezza di senso una sorta di galleria di ritratti monologanti.
Luzi, il poeta più vicino alla malinconia della seconda cantica, sottolineò nel suo Purgatorio come questa sia la cantica dell’amicizia, degli artisti e della pietas; i suoi personaggi dialogano e domandano incessantemente notizie del mondo lasciato in terra, nel regno mai abbastanza rimpianto della vita.
Giovanni Giudici pensò a un Paradiso che si svolgesse nella memoria, nel ricordo, intuizione che Tiezzi spinse verso una sorta di ricerca del tempo perduto, che si incarnasse nel passaggio dalla memoria dell’io narrante del poeta al momento della rievocazione dell’avventura escatologica e del suo travasarsi in scrittura.

Riprendendo in mano un materiale a tanti anni di distanza, Tiezzi vuole offrire allo spettatore di oggi l’esperienza suprema, insieme teologicamente verticale e umanamente orizzontale, della Commedia dantesca: tutto ciò che i banchi di scuola hanno spesso coperto di polvere – riscoprirlo, rivelarlo in modo vivo e concreto, con le voci, i volti e i corpi del teatro.

Scrive Tiezzi: «Collocandosi al centro della storia europea, nel punto di snodo tra l’evo antico e quello moderno, la Commedia è tra le più vaste e profonde opere dello spirito umano, nella sua consapevole pretesa di abbracciare tutta la realtà. Le radici della nostra cultura – filosofia, etica, estetica, politica – affondano in questo testo, in cui Dante coglie e tramanda i valori di quella cultura nella quale l’Europa ancora attinge le ragioni del suo stesso esistere »

L’interesse di Tiezzi è quello di enucleare la teatralità della Commedia: fino dal titolo che immerge immediatamente nel mistero del teatro, con personaggi che si stagliano a tutto tondo e che fanno parte dell’immaginario collettivo nazionale (Virgilio e Beatrice, Paolo e Francesca, Farinata, Brunetto, Ulisse, Ugolino, Casella, Manfredi, Bonconte e la Pia, Cunizza, Oderisi, Francesco, Guinizelli, Bernardo…). Teatralità che risiede anche nella presenza di monologhi, dialoghi e azioni che determinano un forte dinamismo scenico; tempi narrativi, pause e intervalli pienamente ‘teatrali’ e, infine, un verso profondamente nutrito di parola teatrale, una parola che dipinge attraverso la lingua italiana più immaginifica e sorprendente e spaziante tra i più diversi registri, situazioni, paesaggi, luci, spazi e suoni.

Lo spettacolo sarà realizzato da Associazione Teatrale Pistoiese, Compagnia Lombardi Tiezzi, Fondazione Teatro Metastasio, Napoli Teatro Festival, Teatro di Napoli con la collaborazione dell’Accademia della Crusca e dell’Opera di Santa Croce. E con il sostegno di Mibact, Regione Toscana, Ente Cassa di Risparmio di Firenze, Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e del Comitato Nazionale per le celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri.

Teatro Arcimboldi: John Malkovich’s Inferno

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Evento unico nel suo genere, JOHN MALKOVICH’S INFERNO nasce in occasione delle celebrazioni per il settecentenario della morte del sommo poeta e andrà in scena al Teatro Arcimboldi di Milano venerdì 3 dicembre 2021.

Protagonista dell’evento lo straordinario attore hollywoodiano John Malkovich, noto per aver sempre indagato l’animo umano grazie ai suoi personaggi, accompagnato da Massimo Mercelli, celebre flautista e direttore artistico che si è avvalso della collaborazione della Dante’s Society of London nella traduzione delle terzine dantesche.
Creata per un pubblico internazionale, questa traversata dell’Inferno nasce dal profondo legame tra la lingua di Dante e la lingua inglese e si avvale di un minuzioso lavoro sulla parola e sul carattere universale dell’opera.

John Malkovich scende nei cerchi dell’inferno per incontrare quegli storici personaggi, eterni custodi di messaggi universali. Dal testo dantesco sceglie momenti di poesia controversi, ma quanto più vicini al significato del peccato nella sensibilità contemporanea.

Fra questi il Quinto Canto e il girone dei lussuriosi dove incontra Semiramide, Didone, Cleopatra, Elena e soprattutto Paolo e Francesca. La passione adultera fra i due, che li porta a una morte violenta, diventa un cortocircuito tra arte e amore, una tempesta infernale che travolge la ragione. Allo stesso modo l’anima di Ulisse descrive la vertigine del sapere e il desiderio di andare oltre ciò che si conosce. Il nono cerchio dove il ghiaccio eterno imprigiona i traditori della patria offre una riflessione politica, uno spaccato dell’ambiguità e delle forme fratricide dell’ambizione.

Le musiche, composte da Gabriel Prokofiev, nipote del celebre Sergei, può essere paragonata alla guida di Virgilio durante il viaggio surreale nell’abisso dantesco.
DJ e produttore, Prokoviev si è lasciato ispirare dal potere della musica classica e da generi più contemporanei come hip-hop, grime ed elettronica.

La musica, creata in questa prospettiva multiforme, completa il rapporto alchemico tra la voce di Malkovich, il flauto di Mercelli e l’orchestra, per una lettura dell’Inferno che sicuramente saprà affascinare e conquistare il pubblico del Teatro Arcimboldi.

PREZZI BIGLIETTI:
– Platea Vip € 150,00 + prevendita
– Platea Bassa Gold € 110,00 + prevendita
– Platea Bassa € 80,00 + prevendita
– Platea Alta € 65,00 + prevendita
– Platea Alta visibilità limitata € 55,00 + prevendita
– Prima Galleria € 50,00 + prevendita
– Prima Galleria visibilità limitata € 40,00 + prevendita
– Seconda Galleria € 30,00 + prevendita
– Seconda Galleria vis. limitata € 25,00 + prevendita

INFO E PRENOTAZIONI GRUPPI E SCUOLE:
Per info sul teatro è possibile contattare l’infoline: info@showbees.it tel. 02. 30329 530
Per prenotazione gruppi (10 persone) è possibile contattare l’e-mailprenotazioni@grattacielo.net
Per info eventi aziendali contattare l’e-mail info@showbees.it

BIGLIETTI DISPONIBILI DA LUNEDI’ 15 FEBBRAIO 2021 SU TICKETONE.IT

 

“Il fantasma della verità” docu-film online

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IL 12 FEBBRAIO 2021 IL TEATRO STABILE DI TORINO PRESENTA ON-LINE
“IL FANTASMA DELLA VERITÀ”
UN DOCUFILM DI LUCIO FIORENTINO SULLO SPETTACOLO

“COSÌ È (SE VI PARE)” DI LUIGI PIRANDELLO, CON LA REGIA DI FILIPPO DINI

 

 

Il secondo appuntamento del progetto CAMERE NASCOSTE. Svelare il teatro a porte chiuse è con IL FANTASMA DELLA VERITÀ: il docufilm, prodotto dal Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale e realizzato dal regista Lucio Fiorentino, sarà disponibile gratuitamente online a partire da venerdì 12 febbraio 2021, alle ore 18.30, al link www.teatrostabiletorino.it/camerenascoste

Dedicato all’opera teatrale Così è (se vi pare) di Luigi Pirandello, con la regia di Filippo Dini, il video racconta, anche attraverso le interviste ai protagonisti, il dietro le quinte delle prove di uno spettacolo che ha riscosso grande consenso di pubblico e di critica, ottenendo il Premio Le Maschere del Teatro Italiano 2019 per la miglior regia e le migliori luci, e che è stato il primo Pirandello in lingua italiana eseguito (con enorme successo) in Cina.

Le riprese si sono svolte al Teatro Carignano di Torino nel mese di dicembre del 2020: lo spettacolo doveva debuttare durante le Feste di fine anno, ma viste le restrizioni imposte in questo periodo è stato trasmesso in streaming dal 31 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021 con un ottimo riscontro di visualizzazioni.

Sarà possibile addentrarsi nel making of del docufilm attraverso il sito www.teatrostabiletorino.it e i principali social (Facebook e Instagram): foto, brevi clip, battute per cogliere la missione di un teatro e dei suoi lavoratori, un impegno costante, anche quando la scena è preclusa allo sguardo degli spettatori.

Nell’ambito di CAMERE NASCOSTE. Svelare il teatro a porte chiuse è già disponibile on-line il video DOV’È FINITA LA NORMALITÀ? un racconto di The Spank di Hanif Kureishi, spettacolo che ha come interpreti Filippo Dini e Valerio Binasco, diretti dello stesso Dini e, a partire dal 5 marzo 2021, verrà programmato il terzo docufilm del progetto: LE BESTIE realizzato su Il piacere dell’onestà, nuova produzione del TST diretta e interpretata dal Direttore artistico dello Stabile, Valerio Binasco.

La trama dello spettacolo

Un thriller surreale, onirico e grottesco che nella versione di Filippo Dini è stato segnalato come una delle migliori e più autoriali letture registiche degli ultimi anni; Dini oltre a curarne la regia, ne è anche protagonista (nei panni di un insolito Laudisi in sedia a rotelle), con un cast di primo piano: Maria Paiato, Andrea Di Casa, Benedetta Parisi, Nicola Pannelli, Mariangela Granelli, Francesca Agostini, Ilaria Falini, Carlo Orlando, Orietta Notari, Giampiero Rappa, Mauro Bernardi.

Attorno al mistero che circonda una schiva famiglia appena giunta in paese – il signor Ponza, sua moglie forse defunta, forse no, e l’anziana signora Frola, sua suocera – Pirandello costruisce un’indagine, condotta da borghesi piccoli piccoli, che ha il respiro del thriller. Un gioco di enigmi oscuro, morboso. Una sorta di «danza macabra alla ricerca di una verità che non esiste». Il confronto quasi poliziesco tra i personaggi si consuma in un claustrofobico interno borghese (il riferimento del regista è dichiaratamente a Buñuel) come «un gioco al massacro, violento e crudele». Dini scardina la tradizione del “pirandellismo” con un allestimento che concede molto al misterico e al grottesco e si prende ampie libertà. Nella “casa di matti” dove il signor Ponza e la signora Frola si palleggiano colpe e follia, Dini fa degli “inquisitori” – i borghesucci di provincia, gretti, curiosi e pettegoli, con le loro nevrosi, le loro ansie, i loro gesti inconsulti – i veri pazzi. Chi è sano? Chi ha ragione? Non è dato sapere. La verità è sfuggente: non si può conoscere se non nella sua natura, ricorda Pirandello, «tragicamente soggettiva».

DOCUFILM

IL FANTASMA DELLA VERITÀ

riprese, montaggio, regia video Lucio Fiorentino

 

SULLO SPETTACOLO

COSÌ È (SE VI PARE)
di Luigi Pirandello

regia Filippo Dini

con

Maria Paiato – La Signora Frola
Andrea Di Casa – Il Signor Ponza
Benedetta Parisi – La Signora Ponza/Infermiera/Spettro
Filippo Dini – Lamberto Laudisi
Nicola Pannelli – Il Consigliere Agazzi
Mariangela Granelli – La Signora Amalia
Francesca Agostini – Dina
Ilaria Falini – La Signora Sirelli
Carlo Orlando – Il Signor Sirelli
Orietta Notari – La Signora Cini
Giampiero Rappa – Il Signor Prefetto/Un cameriere di casa Agazzi
Mauro Bernardi – Il Commissario Centuri/Un altro cameriere

scene Laura Benzi
costumi Andrea Viotti
luci Pasquale Mari
musiche Arturo Annecchino
assistente regia Carlo Orlando
assistente costumi Eleonora Bruno
Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale

Lo spettacolo ha debuttato in prima nazionale l’11 dicembre 2018 al Teatro Carignano di Torino