La malattia di Alzheimer rappresenta la forma più comune di demenza, una condizione neurodegenerativa progressiva che compromette memoria, linguaggio, orientamento e capacità di svolgere le attività quotidiane. In Italia, si stima che oltre un milione di persone convivano con una forma di demenza, con un impatto crescente sulla qualità della vita dei pazienti, delle famiglie e sull’intero sistema sanitario.
In questo scenario, la prevenzione, la diagnosi precoce e la presa in carico integrata diventano elementi fondamentali per affrontare la sfida della demenza. Il Medico di Medicina Generale (MMG), in sinergia con i Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD) e i servizi territoriali, riveste un ruolo cruciale nel riconoscere precocemente i segnali di declino cognitivo, orientare i pazienti nel percorso diagnostico e garantire continuità assistenziale.
Durante il convegno organizzato dall’ASST Rhodense lo scorso 8 novembre, nella sala Capacchione dell’ospedale di Rho, è stata fatta una panoramica aggiornata e multidisciplinare sui fattori di rischio, sulle nuove terapie farmacologiche e sulle strategie di prevenzione, oltre ad illustrare il nuovo percorso diagnostico terapeutico assistenziale regionale (PDTAR) per le demenze, evidenziando il ruolo centrale del medico di medicina generale nella presa in carico del paziente.
Un’occasione per favorire il confronto interdisciplinare attraverso la presentazione di casi clinici e una tavola rotonda tra i diversi attori coinvolti nella cura della demenza.
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