L’altra metà dell’Alzheimer. Ricerca sui caregiver

Alzheimer_OsservatorioRealeMutua
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In Italia sono 600.000 le persone che soffrono di Alzheimer e che si trovano a confrontarsi, ogni giorno, con un progressivo declino della memoria e delle capacità cognitive, fino all’impossibilità di portare a termine persino i compiti più semplici.
Numeri importanti di un fenomeno che però ha anche un altro volto: quello dei familiari che, in molti casi, si fanno carico in prima persona dell’assistenza al loro parente. Un’attività spesso svolta in maniera informale, che per ben un italiano su tre (30%) ha il suo impatto più forte, provante, e complesso da gestire, sulla sfera psicologica ed emotiva.
Lo rileva l’ultima ricerca dell’Osservatorio di Reale Mutua sul welfare1 che, in occasione del mese dell’Alzheimer, ha accesso un faro sui caregiver e su come gli italiani percepiscano l’assistenza da loro prestata, tra ruoli, difficoltà e bisogni di fronte alla patologia.
Oltre agli impatti psicologici, per un italiano su quattro (23%) preoccupano le ripercussioni sulle disponibilità economiche derivanti dai costi di cura e assistenza. Dati che trovano conferma in una ricerca Censis-Aima (Associazione italiana malattia di Alzheimer), che ha quantificato i costi diretti dell’assistenza in oltre 11 miliardi di euro, di cui il 73% a carico delle famiglie. Un costo annuo medio, per paziente, di oltre 70.000 euro, comprensivo dei costi a carico del SSN, di quelli che ricadono sulle famiglie e di quelli indiretti, come i mancati redditi da lavoro percepiti dai pazienti o gli oneri di assistenza dei caregiver.
L’aspetto più difficile da gestire assistendo un familiare affetto da Alzheimer è il cambiamento irrevocabile nella persona e nella relazione (31%), seguito dal rischio che il paziente possa far male a se stesso o agli altri (20%) e dalla sua regressione psichica (18%), che può portare a comportamenti come, tra i più tipici, la frequente tendenza a reiterare domande e gesti (11%) e a stati di agitazione e insonnia (8%).
Ma quali sono, nella percezione degli italiani, i campanelli d’allarme del manifestarsi della malattia? Il più caratteristico è la dimenticanza dei nomi dei familiari (24%), così come l’incapacità di svolgere azioni abituali (23%) e il disorientamento spazio-temporale, che si manifesta ad esempio con lo smarrirsi per strada (21%). Altro segnale è l’incapacità di ricordare posizioni di oggetti dentro casa (17%) o la data del giorno (7%).
Quali sono le realtà e i soggetti che gli italiani, in generale, percepiscono come più attivi sul fronte dell’Alzheimer? In primo luogo, le strutture e le cliniche private (27%), seguite dalle associazioni nazionali o territoriali (24%), mentre solo in terza posizione troviamo le prestazioni e i servizi del Sistema Sanitario Nazionale (20%), cui seguono quelli messi a disposizione dal Comune e dalla Regione (12%). Quanto a specifiche attività sul territorio dedicate all’assistenza ai malati di Alzheimer, più di due italiani su tre (67%) affermano di non conoscere alcun progetto a riguardo.
Per sostenere l’attività dei caregiver, oltre la metà degli italiani opterebbe per servizi di assistenza domiciliare (52%), magari integrati da attività presso centri diurni (44%) o comunque da attività dedicate durante il giorno (24%). Più di un italiano su quattro vede inoltre una soluzione efficace nella flessibilità oraria (28%), che permette di conciliare la cura del proprio caro con l’attività lavorativa, senza dovervi rinunciare.
Per affrontare e gestire con efficacia gli impatti psicologici, due italiani su tre si rivolgerebbero infine a uno psicologo o psicoterapeuta (70%), magari ricorrendo ad associazioni dedicate. Un 15% andrebbe dal medico di base mentre un 10% cercherebbe sostegno non da uno specialista ma in famiglia.
“L’Alzheimer ha un forte impatto sulle famiglie in termini di costi, oneri di assistenza e cura e anche, come confermato dal nostro Osservatorio, carichi psicologici ed emotivi.” – commenta Michele Quaglia, Direttore Commerciale e Brand di Gruppo – “Se guardiamo ai trend demografici, i dati ci dicono che in Italia ci sono 13,8 milioni di ultra 65enni, il 23% della popolazione, ed è in corso un continuo fenomeno di invecchiamento. È quindi importante affiancare le famiglie, che in gran parte fanno fronte da sé ai compiti di assistenza, con soluzioni di welfare dedicate. Noi di Reale Mutua mettiamo a disposizione strumenti specifici che offrono un supporto concreto per gestire le diverse necessità e urgenze che possono verificarsi nella vita quotidiana: a partire dai prodotti Long Term Care che proteggono dal rischio di non autosufficienza, passando per i servizi di tutoring medico personalizzato per fornire informazioni e consigli utili, al supporto psicoterapeutico, alle sedute di orientamento e counseling, fino a servizi pratici come la consegna della spesa a domicilio e alle diverse prestazioni di assistenza domiciliare, che possono sostenere e affiancare l’operato del caregiver.”
1 Indagine CAWI condotta dall’istituto di ricerca Nextplora su un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d’età, sesso ed area geografica.
Fondata a Torino nel 1828, la Società Reale Mutua di Assicurazioni è la più importante Compagnia di assicurazioni italiana in forma di mutua. È capofila di Reale Group, un Gruppo internazionale nel quale operano oltre 3.700 dipendenti per tutelare circa 5 milioni di Clienti. Reale Mutua offre una gamma molto ampia di prodotti, sia nei rami Danni sia nei rami Vita. I suoi Soci/assicurati sono quasi 1,4 milioni, facenti capo a 355 agenzie presenti su tutto il territorio italiano. La Società evidenzia un’elevata solidità, testimoniata da un indice di solvibilità (Solvency II), calcolato con il Modello interno Parziale, che si attesta al 370,7% (Year End 2018).

A Monza il “Paese ritrovato”

Presidente Senato Elisabetta Casellati
Presidente Senato Elisabetta Casellati

“E’ un progetto che ci rende estremamente orgogliosi, un’eccellente collaborazione tra pubblico e privato che attesta la grande generosità di questo territorio. Regione Lombardia, inoltre, sta lavorando per verificare la possibilità che diventi un modello standard di assistenza accreditato”.

Lo ha detto il vicepresidente di Regione Lombardia e assessore alla Ricerca, Innovazione, Università, Export e Internazionalizzazione in occasione della visita della Presidente del Senato al centro ‘Il Paese ritrovato’ di Monza, primo villaggio in Europa dedicato alla cura dei pazienti affetti da sindrome di Alzheimer.

Guardando più in generale al ‘sistema-Brianza’ il vicepresidente della Regione ha sottolineato quanto sia “Importante accendere i riflettori sulle eccellenze del nostro territorio, che il mondo ci invidia. Per questo un sentito ringraziamento alla Presidente del Senato per l’importante visita che ha organizzato a Monza”.

“In Brianza – ha proseguito – ci sono circa 180 imprese al chilometro quadrato, un dato unico. Un patrimonio che ha bisogno del massimo supporto anche a livello nazionale per essere valorizzato e per emergere nel panorama internazionale. In questo senso la vicinanza espressa dalla Presidente del Senato rappresenta un sostegno importante” ha concluso il vicepresidente.

“Nonnasballo” di Mirko Zullo

nonnasballo,copertina libro
nonnasballo,copertina libro

«Nonnasballo, settantacinque anni e una collezione di scarpe e smalti con necessità annua di censimento, è senza dubbio la nonna più bellissima che si possa desiderare, e lo so che “più bellissima” non si dovrebbe dire, ma di lei si può dire ogni cosa. Specie ciò che non si può.».

Michelle ha poco più di vent’anni, non riesce a guardarsi nuda allo specchio e non ha mai avuto una storia d’amore. Vive in un piccolo paese di provincia e ha rinunciato all’università per aiutare la madre nella trattoria di famiglia. Ha una nonna, “la Milvia” – come la chiamano in paese –, che è sempre stata “una di quelle che difficilmente tenevi ferme” e che più di ogni altra cosa ama ballare.

Per questo Michelle l’ha soprannominata Nonnasballo. Una nonna chiassosa, irruente, a volte scurrile, sempre straordinaria. Impossibile non volerle bene.
È lei, la nonna, ad averla cresciuta quando il padre se n’è andato da un giorno all’altro senza un’apparente spiegazione.

Una fuga che nasconde un doloroso segreto che Michelle, per la vergogna, non è mai riuscita a confidare a nessuno.

Poi un giorno, Nonnasballo inizia a non essere più la stessa. E la diagnosi del neurologo è una sentenza: Alzheimer.
Per Michelle è il dramma, si sente sola e abbandonata.

Nonnasballo non potrà più essere il suo punto di riferimento, forte e coraggiosa, fonte inesauribile di consigli. I ruoli si sono invertiti: ora è nonna la sua bambina, tocca a lei starle vicino come una mamma.
Una storia che, con delicatezza e ironia, affronta il tema della malattia e dei rapporti famigliari.

L’AUTORE
Mirko Zullo, nato a Verbania, vive e lavora a Milano. Laureato in Filosofia, è scrittore, regista, autore e produttore televisivo. Ha pubblicato diverse raccolte di poesia e narrativa breve. Nonnasballo ha vinto il Premio Zanibelli 2017 per la narrativa inedita.

Emergenza Alzheimer

alzheimer
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Sabato 25 novembre 2017 dalle 9 alle 13.30 nella Foresteria Esercito – Sala Convegni – Caserma Pio IX – Castro Pretorio 95 a Roma si svolgerà il convegno “Invecchiare in Salute: quali Percorsi”, organizzato da 26 differenti Club del Rotary, provenienti da 4 Distretti. Il convegno si prefigge l’obiettivo di aumentare la conoscenza delle malattie neurodegenerative della terza età, in particolare l’Alzheimer, come strumento per ridurre l’emarginazione ed il pregiudizio sociale nei confronti delle persone colpite da tali patologie e dei loro familiari per permettere loro la partecipazione, per quanto possibile, alla vita attiva della comunità, come obiettivo di fondo.

I DATI IN ITALIA – «Le malattie neurodegenerative sono un problema di forte impatto sociale – ha spiegato il dott. Mario Possenti, presidente della Federazione Alzheimer Italia – in tutta Italia parliamo di circa 1 milione e 200mila affetti da demenza di cui il 60% è colpito da Alzheimer. Mentre nel Lazio, una delle regioni particolarmente interessate dalla patologia, si contano circa 70mila malati. In generale, purtroppo – continua Possenti – l’Alzheimer colpisce maggiormente le donne e il progressivo invecchiamento della società sta contribuendo fortemente a fare crescere i numeri di incidenza della malattia. Per questo iniziative come questo convegno sono assolutamente apprezzabili ed encomiabili».

L’APPUNTAMENTO – Inoltre 700mila italiani affetti dalla patologia che non sanno ancora di essere malati. Sul tema, quindi, il Rotary è disponibile e vuole collaborare con gli Enti e le Istituzioni che si occupano dell’argomento. Con il convegno si vuole mettere in luce che la senescenza non può essere un problema solo per la famiglia del malato, ma è necessario stimolare gli Enti e le Istituzioni competenti a mettere in atto tutti gli strumenti di prevenzione possibili, ragione per la quale diventa fondamentale la corretta informazione.

Il convegno trae spunto dalla considerazione che non è esatto dire che la vita si è allungata, ma sarebbe più corretto sostenere che ad allungarsi è stata la vecchiaia, con tutti gli inconvenienti che si porta dietro.

GLI OSPITI – Il Convegno affronta questi argomenti affidandosi a relatori di eccezione in grado di assicurare pluralità di opinioni, in particolar modo per quanto concerne l’attività di ricerca, i modi ed i metodi di difesa dalle malattie della terza età. I relatori sono: il Dott. Osvaldo Scarpino è il Presidente dell’Associazione Italiana Psicogeriatria (AIP) Marche ed intratterrà sul declino cognitivo dell’anziano; il Dott. Francesco Maietta, responsabile delle Politiche Sociali del CENSIS, farà una introduzione strettamente orientata sul sociale; il Dott. Daniele Zaccaria è sociologo particolarmente esperto nel settore dell’invecchiamento attivo; la Prof.ssa Laura Calzà, rappresentante della Fondazione IRET, Docente presso l’Università di Bologna, parlerà della fase preclinica della malattia soffermandosi sulla ricerca e terapia; mentre la dott.ssa Nicoletta Berardi, del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Firenze, parlerà di come ci si può difendere dall’Alzheimer. Il dott. Mario Possenti, della Federazione Alzheimer Italia, darà voce alle persone affette da demenza senile e la Dott.ssa Liliana La Sala, Direttore dell’Ufficio 6° del Ministero della Salute, in sostituzione del Ministro Beatrice Lorenzin, impegnata all’estero, che darà voce alle Istituzioni con quanto auspicabile e fattibile a livello statale. In rappresentanza del Rotary saranno presenti Ugo d’Atri, Presidente del Rotary Club Roma Capitale e Silvana Zummo, Presidente del Rotary Club Fermo.

Al Convegno partecipano ed aderiscono i seguenti Rotary Club :
R,C, Aprilia Cisterna – R.C. Guidonia Montecelio – R.C. Ostia – R.C. Pomezia Lavinium – R.C. Rieti – R.C. Roma – R.C. Roma Appia Antica – R.C. Roma Capitale – R.C. Roma Cassia – R.C. Roma Est – R.C. Roma Foro Italico – R,C. Roma Leonardo da Vinci – – R.C. Roma Nord Ovest – R.C. Roma Olgiata – R.C. Roma Parioli – R.C. Roma Polis – R.C. Roma Sud – R.C. Roma Tevere – Rotaract Roma Tirreno Montemario (Distretto 2080 – Lazio e Sardegna) – R.C- Lovere Iseo Breno (Distretto 2050 Lombar- dia Sud e Piacenza) – R.C. Ascoli Piceno – R.C. Fermo – R.C. Pescara Ovest – R.C Todi (Distretto 2090 Marche-Umbria-Abruzzo-Molise) – R.C. Palermo Baia dei Fenici (Distretto 2110 Sicilia e Repubblica di Malta) – R.C. Nardò (Distretto 2120 Puglia e Basilicata).

IL ROTARY – Il Rotary è una rete globale di 1,2 milioni di uomini e donne intraprendenti, amici, conoscenti, professionisti e imprenditori, uniti per apportare cambiamenti positivi e duraturi nelle comunità di tutto il mondo. La risoluzione di problemi reali richiede vero impegno e visione. Per oltre 110 anni, i soci del Rotary hanno fatto leva sulla loro passione, energia e intelligenza per passare all’azione e realizzare progetti sostenibili. Dall’alfabetizzazione all’edificazione della pace, dall’acqua alla salute, siamo continuamente impegnati, fino alla fine, a migliorare il mondo in cui viviamo. Il nostro motto è “Servire al di sopra di ogni interesse personale”.

“Rete per l’alzheimer” a sostegno di malati e familiari

Alzheimer
Alzheimer

“I servizi di sostegno e di assistenza per i malati di Alzheimer e per chi si prende cura di loro realizzati negli ultimi anni grazie al ‘Progetto: una Rete per l’Alzheimer’ proseguiranno con lo stesso impegno da parte dell’Amministrazione e con nuove forme di accompagnamento e di sostegno dei familiari”. Lo ha ribadito questa mattina in Sala Alessi a Palazzo Marino l’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino, intervenuto al convegno “Alzheimer tra miti e realtà”.

Alla Rete coordinata dal Comune partecipano Enti ed associazioni attive sul territorio che contribuiscono alla realizzazione di diverse attività finanziate dal Comune: la conduzione dei nove Alzheimer Café dove sono svolte attività ludico-ricreative e di sostegno ai familiari; interventi non farmacologici, dalla pet-therapy, all’attività motoria, dalla musicoterapia ai laboratori espressivi; due centri di incontro e coordinamento “Modello Meeting Center” che impiegheranno psicologi, psicomotricisti, educatori, terapisti occupazionali e della riabilitazione; corsi di formazione per familiari e assistenti (care giver) svolte in sedi decentrate sul territorio.

Durante il mese di ottobre entrerà in funzione il nuovo numero verde. Al momento il servizio per informare i cittadini e indirizzarli ai servizi già esistenti risponde al numero 02.88463067.

davide falco,dietrolanotizia.it,Il Comune di Milano ha attivi sul territorio Centri di Psicologia per l’Anziano, Alzheimer (CAA), Alzheimer Café e Centri per l’Incontro.
I Centri di Psicologia per l’Anziano e per l’Alzheimer sono nove, uno per ogni zona di decentramento. L’anno scorso hanno coinvolto 1.550 nuclei familiari nuclei familiari di persone affette da decadimento cognitivo, demenza e malattia di Alzheimer. Tutti gli interventi si caratterizzano per l’azione di supporto, aiuto ed accompagnamento alle famiglie e ai caregiver :

·Municipio 1 via Strehler 2 Cam Garibaldi;
·Municipio 2 via Pindaro 44 Rsa Pindaro;
·Municipio 3 via Pitteri 81 Rsa Santa Giulia;
·Municipio 4 via dei Cinquecento 19 Rsa Casa per Coniugi;
·Municipio 5 via Spaventa 19 Laboratorio Occupazionale “Il Posto delle Fragole”;
·Municipio 6 via di Rudinì 3 Cma Famagosta;
·Municipio 7 via Anselmo da Baggio 54 Cma Baggio;
·Municipio 8 via Aldini 72 Centro Socio Ricreativo Aldini;
·Municipio 9 via Brivio 2/4 Cma Brivio

Gli Alzheimer Café presenti nel Comune di Milano sono:
Municipio 1 – CSRC “Mozart”, via Mozart 16/b;
Municipio 2 – RSA Pindaro, via Pindaro 44;
Municipio 3 – CSRC Ricordi, via Boscovich 42;
Municipio 4 – RSA Gerosa Brichetto, via Mecenate 96;
Municipio 5 – Lab. Terapia Occupazionale, via Spaventa 19;
Municipio 6- Piccolo principe Coop. sociale, via Rimini 29;
Municipio 7- CSRC Carlo Poma, via Caio Mario 18;
Municipio 7- PAT/RSA Bezzi, via Bezzi 10;
Municipio 8- CSRC Appennini, via Appennini 94/a;
Municipio 9- Circolo ARCI Metissage, via de Castilla 8.

I Centri di incontro sono:
·Municipio 4 – Presso il CSRC “Mazzini”, via Giacinto Mompiani, 5;
·Municipio 7 – CSRC Carlo Poma, via Caio Mario 18;
·Municipio 9 – CSRC Cassina Anna, Via Sant’Arnaldo, 17.