Sergio Casabianca: il nuovo singolo “Chi sono io”

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Sergio Casabianca: il nuovo singolo “Chi sono io”

(feat. Le Gocce)

Una canzone rivolta alle persone affette da Alzheimer

Da venerdì 22 maggio in rotazione radiofonica e disponibile in digitale “Chi sono io”, il nuovo singolo di Sergio Casabianca con il featuring de Le Gocce, scritto in collaborazione con l’attore Marco Pier Giulio Magnani e arrangiato da Francesco Montesi.

Il brano lancia un messaggio forte e importante, in cui parole e musica toccano l’anima. Quando ti viene diagnosticata una malattia, come in questo caso l’Alzheimer, la vita non finisce, ma continua in modo diverso, con altri colori ed altre percezioni.

«Ho scelto di interpretare questo brano perchè rappresenta ciò per cui mi impegno da vent’anni; il sostegno alle persone malate o bisognose, la voglia di sensibilizzarle verso un mondo migliore attraverso la musica e far si che queste si sentano un po’ meno sole e il desiderio di essere una voce per chi non ha voce», commenta Sergio Casabianca.

Il brano è accompagnato da un videoclip (visibile al seguente link: https://youtu.be/X0EzryWYU1U) realizzato e montato dal coreografo e ballerino Marco Baldazzi, che ha utilizzato diverse immagini girate da altri registi come Marco Toscani, trasformandole in una storia toccante.

“Chi sono io” video credits:

Ideazione Concept e montaggio: Marco Baldazzi

Immagini per gentile concessione di: SIPAA, Oceania Healthcare & HomeInstead

Alcune immagini del video sono tratte dal cortometraggio “Ti ho incontrato domani” di Marco Toscani prodotto da Paola Taufer.

Autodefinitosi “canta – attore”, Sergio Cenci, in arte Sergio Casabianca, è capace di trasportare la musica nel teatro e il teatro nella musica, grazie a una voce calda e grintosa e a una grande capacità comunicativa.

Nato a Rimini, classe 1966, inizia la carriera come cantante, imitatore e cabarettista nei locali della Riviera Romagnola, coinvolgendo le piazze con un’energia esplosiva e il carisma di un animale da palcoscenico.

Caparbio e tenace, dopo essersi proposto al pubblico interpretando cover di grandi artisti, si dedica al cantautorato, esprimendo appieno le sue doti. Ha partecipato ad eventi prestigiosi come Castrocaro, Sanremo Rock, e a trasmissioni televisive come “Il Senso della vita” con Paolo Bonolis, “Geo & Geo”, “Una Canzone per te” con l’amico Alessandro Greco e Federica Panicucci. Ha al suo attivo numerose collaborazioni e duetti con grandi artisti, quali Giulio Capiozzo e Paul Manners, l’apertura del concerto di Zucchero a Parma, Irene Fornaciari, Filippo Graziani, Paolo Vallesi, Iskra Menarini, Andrea Mingardi, Barbara Cola, Paolo Belli, Marco Della Noce, Alessandro Politi, Aleandro Baldi e i Nomadi.

Proprio dalla collaborazione con questi ultimi, è nata una splendida realizzazione; è di Sergio Casabianca il testo del brano “Io ci credo ancora” contenuto nell’album “Nomadi dentro”, pubblicato dalla band NOMADI il 27 ottobre 2017, pezzo di cui ha co-firmato anche la musica con Carletti, Reggioli e Montesi.

Uomo di spettacolo completo, dotato di mille risorse, da alcuni anni Sergio si è avvicinato anche al mondo del teatro, scrivendo e interpretando spettacoli comici e musicali, in cui regala emozioni miscelando forme d’arte diverse e offrendo spazio ad artisti emergenti, sempre con un grande successo di pubblico e critica.

Artista poliedrico, nei suoi spettacoli racconta il cuore vero della Romagna e diffonde un messaggio di profonda positività legato ai valori più autentici: l’onestà, il rispetto, la passione, la capacità di seguire i propri ideali e di scegliere di Vivere, anziché di sopravvivere.

Cantautore e a tratti cantastorie, per ciò che racconta nei suoi coinvolgenti monologhi e per la teatralità che porta sul palco durante i concerti, trasmette la sua fede in una Forza Universale e i suoi brani, a volte intimi e sempre emozionanti, danno voce all’amore e alle contraddizioni del mondo, regalando sorrisi e momenti di riflessione.

Coerente con i suoi ideali, porta avanti con entusiasmo un forte impegno nel sociale, che gli ha fatto fondare nel 2002, insieme all’amico Gianpaolo Bernabini, la Onlus “Una Goccia per il Mondo” e nel 2018 l’Associazione Culturale “Sorridolibero”. Con le sue esibizioni artistiche e le sue conferenze, nelle scuole e in numerose convention dove racconta in parole e in musica la sua esperienza di tre anni di vita in Cambogia, aiuta a sostenere i progetti locali e Internazionali della Onlus e attraverso l’Associazione Culturale organizza eventi per dare spazio ad altri artisti e per sensibilizzare maggiormente le persone all’importanza dell’Arte nella vita di ognuno.

Gli anni di volontariato, trascorsi anche a fare animazione in numerose strutture per anziani, e le esperienze di vita, hanno portato inoltre Sergio ad avvicinarsi al delicato tema dell’Alzheimer. Da questi contatti è nata nel 2020 l’ispirazione per il brano “Chi sono io”, composto insieme a Marco Giulio Magnani e arrangiato da Francesco Montesi. La canzone, mirata a sensibilizzare il pubblico e a inquadrare la malattia in un più ampio messaggio di speranza, è stata accolta con calore da diverse Associazioni legate al mondo dell’Alzheimer e, nel febbraio 2020, è stata presentata con successo a Sanremo nell’ambito di eventi collaterali al Festival, tra i quali la trasmissione Sanremo Doc.

www.sergiocasabianca.com

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https://www.instagram.com/casabiancasergio/

 

Un’infezione parassitaria protegge dall’Alzheimer

Marina Saresella_Don Gnocchi
Marina Saresella_Don Gnocchi

Un’infezione parassitaria protegge dall’Alzheimer

Pubblicato su Brain, Behavour and Inflammation uno studio dell’Università di Milano e della Fondazione Don Gnocchi che verifica come l’infezione con il parassita Leishmania impedisca lo sviluppo di infiammazione e possa avere un ruolo protettivo contro lo sviluppo della malattia di Alzheimer.

Milano, 29 aprile 2020. La malattia di Alzheimer colpisce prevalentemente individui anziani, ha un’eziologia ancora sconosciuta ed è una condizione neurodegenerativa caratterizzata da una progressiva demenza da severa infiammazione, per la quale non esiste ancora alcuna cura. Diversi studi hanno mostrato come i meccanismi infiammatori, probabilmente scatenati dalla presenza di placche di amiloide nel cervello, siano secondari all’attivazione di un sistema multiproteico intracellulare chiamato inflammasoma.
Un recente articolo pubblicato sul New York Times ha rivelato come in una tribù amazzonica studiata per anni non vi fosse alcun segno di Alzheimer negli anziani, nonostante la presenza del solo fattore di rischio generico noto: ApoE4; il giornalista ipotizzava come ciò potesse essere collegato alla presenza di infezioni parassitarie.
Stimolati da questa osservazione, l’Università degli Studi di Milano e la Fondazione Don Gnocchi (prof. Clerici, Taramelli e Basilico e dr.sse Saresella e Banks) hanno condotto uno studio che ha verificato la possibilità che l’infezione con Leishmania, un parassita endemico in Amazzonia, possa inibire l’attivazione dell’inflammasoma e lo sviluppo di infiammazione in cellule stimolate con amiloide, o di pazienti con malattia di Alzheimer. I risultati, pubblicati sulla prestigiosa rivista Brain, Behavour and Inflammation hanno confermato questa ipotesi: l’infezione con parassiti impedisce lo sviluppo di infiammazione e potrebbe avere un possibile ruolo protettivo contro lo sviluppo della malattia.
L’idea di utilizzare composti derivati da parassiti come farmaci immunomodulatori in malattie autoimmuni era già stata avanzata in precedenza. Recenti risultati ottenuti in modelli animali hanno evidenziato che questo tipo di approccio potrebbe essere di beneficio anche in malattie umane; quest’ultimo studio suggerisce la possibile utilità anche per la malattia di Alzheimer.

L’altra metà dell’Alzheimer. Ricerca sui caregiver

Alzheimer_OsservatorioRealeMutua
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In Italia sono 600.000 le persone che soffrono di Alzheimer e che si trovano a confrontarsi, ogni giorno, con un progressivo declino della memoria e delle capacità cognitive, fino all’impossibilità di portare a termine persino i compiti più semplici.
Numeri importanti di un fenomeno che però ha anche un altro volto: quello dei familiari che, in molti casi, si fanno carico in prima persona dell’assistenza al loro parente. Un’attività spesso svolta in maniera informale, che per ben un italiano su tre (30%) ha il suo impatto più forte, provante, e complesso da gestire, sulla sfera psicologica ed emotiva.
Lo rileva l’ultima ricerca dell’Osservatorio di Reale Mutua sul welfare1 che, in occasione del mese dell’Alzheimer, ha accesso un faro sui caregiver e su come gli italiani percepiscano l’assistenza da loro prestata, tra ruoli, difficoltà e bisogni di fronte alla patologia.
Oltre agli impatti psicologici, per un italiano su quattro (23%) preoccupano le ripercussioni sulle disponibilità economiche derivanti dai costi di cura e assistenza. Dati che trovano conferma in una ricerca Censis-Aima (Associazione italiana malattia di Alzheimer), che ha quantificato i costi diretti dell’assistenza in oltre 11 miliardi di euro, di cui il 73% a carico delle famiglie. Un costo annuo medio, per paziente, di oltre 70.000 euro, comprensivo dei costi a carico del SSN, di quelli che ricadono sulle famiglie e di quelli indiretti, come i mancati redditi da lavoro percepiti dai pazienti o gli oneri di assistenza dei caregiver.
L’aspetto più difficile da gestire assistendo un familiare affetto da Alzheimer è il cambiamento irrevocabile nella persona e nella relazione (31%), seguito dal rischio che il paziente possa far male a se stesso o agli altri (20%) e dalla sua regressione psichica (18%), che può portare a comportamenti come, tra i più tipici, la frequente tendenza a reiterare domande e gesti (11%) e a stati di agitazione e insonnia (8%).
Ma quali sono, nella percezione degli italiani, i campanelli d’allarme del manifestarsi della malattia? Il più caratteristico è la dimenticanza dei nomi dei familiari (24%), così come l’incapacità di svolgere azioni abituali (23%) e il disorientamento spazio-temporale, che si manifesta ad esempio con lo smarrirsi per strada (21%). Altro segnale è l’incapacità di ricordare posizioni di oggetti dentro casa (17%) o la data del giorno (7%).
Quali sono le realtà e i soggetti che gli italiani, in generale, percepiscono come più attivi sul fronte dell’Alzheimer? In primo luogo, le strutture e le cliniche private (27%), seguite dalle associazioni nazionali o territoriali (24%), mentre solo in terza posizione troviamo le prestazioni e i servizi del Sistema Sanitario Nazionale (20%), cui seguono quelli messi a disposizione dal Comune e dalla Regione (12%). Quanto a specifiche attività sul territorio dedicate all’assistenza ai malati di Alzheimer, più di due italiani su tre (67%) affermano di non conoscere alcun progetto a riguardo.
Per sostenere l’attività dei caregiver, oltre la metà degli italiani opterebbe per servizi di assistenza domiciliare (52%), magari integrati da attività presso centri diurni (44%) o comunque da attività dedicate durante il giorno (24%). Più di un italiano su quattro vede inoltre una soluzione efficace nella flessibilità oraria (28%), che permette di conciliare la cura del proprio caro con l’attività lavorativa, senza dovervi rinunciare.
Per affrontare e gestire con efficacia gli impatti psicologici, due italiani su tre si rivolgerebbero infine a uno psicologo o psicoterapeuta (70%), magari ricorrendo ad associazioni dedicate. Un 15% andrebbe dal medico di base mentre un 10% cercherebbe sostegno non da uno specialista ma in famiglia.
“L’Alzheimer ha un forte impatto sulle famiglie in termini di costi, oneri di assistenza e cura e anche, come confermato dal nostro Osservatorio, carichi psicologici ed emotivi.” – commenta Michele Quaglia, Direttore Commerciale e Brand di Gruppo – “Se guardiamo ai trend demografici, i dati ci dicono che in Italia ci sono 13,8 milioni di ultra 65enni, il 23% della popolazione, ed è in corso un continuo fenomeno di invecchiamento. È quindi importante affiancare le famiglie, che in gran parte fanno fronte da sé ai compiti di assistenza, con soluzioni di welfare dedicate. Noi di Reale Mutua mettiamo a disposizione strumenti specifici che offrono un supporto concreto per gestire le diverse necessità e urgenze che possono verificarsi nella vita quotidiana: a partire dai prodotti Long Term Care che proteggono dal rischio di non autosufficienza, passando per i servizi di tutoring medico personalizzato per fornire informazioni e consigli utili, al supporto psicoterapeutico, alle sedute di orientamento e counseling, fino a servizi pratici come la consegna della spesa a domicilio e alle diverse prestazioni di assistenza domiciliare, che possono sostenere e affiancare l’operato del caregiver.”
1 Indagine CAWI condotta dall’istituto di ricerca Nextplora su un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d’età, sesso ed area geografica.
Fondata a Torino nel 1828, la Società Reale Mutua di Assicurazioni è la più importante Compagnia di assicurazioni italiana in forma di mutua. È capofila di Reale Group, un Gruppo internazionale nel quale operano oltre 3.700 dipendenti per tutelare circa 5 milioni di Clienti. Reale Mutua offre una gamma molto ampia di prodotti, sia nei rami Danni sia nei rami Vita. I suoi Soci/assicurati sono quasi 1,4 milioni, facenti capo a 355 agenzie presenti su tutto il territorio italiano. La Società evidenzia un’elevata solidità, testimoniata da un indice di solvibilità (Solvency II), calcolato con il Modello interno Parziale, che si attesta al 370,7% (Year End 2018).

A Monza il “Paese ritrovato”

Presidente Senato Elisabetta Casellati
Presidente Senato Elisabetta Casellati

“E’ un progetto che ci rende estremamente orgogliosi, un’eccellente collaborazione tra pubblico e privato che attesta la grande generosità di questo territorio. Regione Lombardia, inoltre, sta lavorando per verificare la possibilità che diventi un modello standard di assistenza accreditato”.

Lo ha detto il vicepresidente di Regione Lombardia e assessore alla Ricerca, Innovazione, Università, Export e Internazionalizzazione in occasione della visita della Presidente del Senato al centro ‘Il Paese ritrovato’ di Monza, primo villaggio in Europa dedicato alla cura dei pazienti affetti da sindrome di Alzheimer.

Guardando più in generale al ‘sistema-Brianza’ il vicepresidente della Regione ha sottolineato quanto sia “Importante accendere i riflettori sulle eccellenze del nostro territorio, che il mondo ci invidia. Per questo un sentito ringraziamento alla Presidente del Senato per l’importante visita che ha organizzato a Monza”.

“In Brianza – ha proseguito – ci sono circa 180 imprese al chilometro quadrato, un dato unico. Un patrimonio che ha bisogno del massimo supporto anche a livello nazionale per essere valorizzato e per emergere nel panorama internazionale. In questo senso la vicinanza espressa dalla Presidente del Senato rappresenta un sostegno importante” ha concluso il vicepresidente.

“Nonnasballo” di Mirko Zullo

nonnasballo,copertina libro
nonnasballo,copertina libro

«Nonnasballo, settantacinque anni e una collezione di scarpe e smalti con necessità annua di censimento, è senza dubbio la nonna più bellissima che si possa desiderare, e lo so che “più bellissima” non si dovrebbe dire, ma di lei si può dire ogni cosa. Specie ciò che non si può.».

Michelle ha poco più di vent’anni, non riesce a guardarsi nuda allo specchio e non ha mai avuto una storia d’amore. Vive in un piccolo paese di provincia e ha rinunciato all’università per aiutare la madre nella trattoria di famiglia. Ha una nonna, “la Milvia” – come la chiamano in paese –, che è sempre stata “una di quelle che difficilmente tenevi ferme” e che più di ogni altra cosa ama ballare.

Per questo Michelle l’ha soprannominata Nonnasballo. Una nonna chiassosa, irruente, a volte scurrile, sempre straordinaria. Impossibile non volerle bene.
È lei, la nonna, ad averla cresciuta quando il padre se n’è andato da un giorno all’altro senza un’apparente spiegazione.

Una fuga che nasconde un doloroso segreto che Michelle, per la vergogna, non è mai riuscita a confidare a nessuno.

Poi un giorno, Nonnasballo inizia a non essere più la stessa. E la diagnosi del neurologo è una sentenza: Alzheimer.
Per Michelle è il dramma, si sente sola e abbandonata.

Nonnasballo non potrà più essere il suo punto di riferimento, forte e coraggiosa, fonte inesauribile di consigli. I ruoli si sono invertiti: ora è nonna la sua bambina, tocca a lei starle vicino come una mamma.
Una storia che, con delicatezza e ironia, affronta il tema della malattia e dei rapporti famigliari.

L’AUTORE
Mirko Zullo, nato a Verbania, vive e lavora a Milano. Laureato in Filosofia, è scrittore, regista, autore e produttore televisivo. Ha pubblicato diverse raccolte di poesia e narrativa breve. Nonnasballo ha vinto il Premio Zanibelli 2017 per la narrativa inedita.