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lunedì, Agosto 3, 2026

“Prometeo”, la mitica storia: in scena alle Tavole Palatine di Metaponto e Maratea

Prometeo“, il titano

La mitica storia del titano che ruba il fuoco agli dei per donarlo agli uomini, disubbidendo a Zeus. E’ Prometeo, interpretato da Edoardo Siravo (premio alla carriera ai Premi Flaiano 2020), sarà il 24-25 agosto alle Tavole Palatine di Metaponto (MT) ed il 26-27 agosto a Maratea (PZ) presso Villa Tarantini.

“Prometeo”, un ribelle contro Zeus

La centralità di Prometeo in tutta l’opera è costante: un ribelle contro Zeus e i nuovi dei, che piegano ogni cosa alla loro volontà – spiega l’organizzazione –. Il protagonista appare così portatore di un valore che non può non suscitare simpatia nello spettatore: la solidarietà verso gli uomini e la volontà di aiutarli a progredire, facendo loro conoscere il fuoco. E lo spettacolo porta alla luce una domanda ancora bruciante: merita l’uomo questo supplizio atroce, senza pace e senza fine, che Prometeo, innamorato dell’umano, subisce?

“Prometeo” e il segreto carpito ai numi

Prometeo è il dio amico degli uomini e loro benefattore, il Titano che li favorisce dando loro il fuoco contro il volere di Zeus. Il fuoco significa il sapere e Zeus rappresenta lo status quo, la situazione dominante dell’Occidente attuale.

Prometeo «colui che riflette prima», il Titano che ama il genere umano, altro non è se non la metafora d’una lotta inesausta, identica a se stessa nell’apparente trascorrere del tempo: lotta contro il potere dei pochi, affidato all’ignoranza dei molti. Ed è questo il segreto che Prometeo ha carpito ai numi: senza il fuoco della conoscenza lo sfruttato è il miglior alleato dello sfruttatore, perché non ha coscienza dei diritti.

Prometeo non è un solo mito, è un modo d’essere dell’uomo nella storia di tutti i tempi. Come un passero intrappolato, piuttosto che vivere in gabbia si rompe le ali contro le sbarre per riconquistare la libertà di volare, così l’uomo sfida le imposizioni e mette in gioco la vita, se il potere prova a imporgli un’ideologia di annientamento della sua libertà di scelta.

Una condizione senz’altro riconducibile alla nostra attuale in cui anche ciascuno di noi, forse confuso e spaventato, dovrà portare con sé la fiaccola del fuoco sacro della conoscenza per non essere mai asservito al potere ma sempre artefice del proprio destino.

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Con il sostegno: Regione Basilicata
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Tiziana Barbetta

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