Matteo Faustini: “La bocca del cuore”

Matteo Faustini_ph Marco Piraccini abiti Daniele Alessandrini 2020
Matteo Faustini_ph Marco Piraccini abiti Daniele Alessandrini 2020

Da venerdì 4 dicembre sarà in radio “La bocca del cuore”, il nuovo singolo del cantautore MATTEO FAUSTINI, estratto dall’album di esordio “Figli delle favole” (Dischi dei Sognatori, distribuito da Warner Music Italia).

“La bocca del cuore”, scritto interamente da Matteo Faustini, è un brano che racconta la fine di un’intensa storia d’amore, un ultimo addio alla persona profondamente amata che ha lasciato un’impronta digitale nella vita e nel cuore del cantautore.

«Il perdono è difficile da ottenere, ma ancora più difficile da dare. È molto più facile aggrapparsi al rancore – dichiara Matteo Faustini – In questo brano parlo di amore, quello vero, quello che perdona. Ci siamo amati e poi lasciati, ma sono enormemente grato di quello che ho avuto e non lo rinnego, di quello che ho imparato e non lo dimentico, di come sono migliorato grazie all’amore e al dolore che ne è derivato. Non c’è più rabbia, non c’è più gelosia, solo una malinconica accettazione. Quella persona è in una stanza del mio cuore, chiusa a chiave, ma è lì, e scelgo di onorare ciò che ho avuto e di non dimenticarlo, perché fa parte di me».

L’album  “Figli delle favole”  contiene inoltre i singoli “Nel Bene e Nel Male” (scritto dallo stesso Matteo insieme a Marco Rettani), in gara al 70° Festival di Sanremo nella categoria “Nuove Proposte” e vincitore del “Premio Lunezia per Sanremo” per il suo valore musicale e letterario, “Vorrei (La Rabbia Soffice)” e “Il Cuore Incassa Forte”.

Questa la tracklist di “Figli delle Favole”: “La Bocca Del Cuore”, “Nel Bene E Nel Male”, “Si, Lei È”, “Vorrei (La Rabbia Soffice)”, “Il Cuore Incassa Forte”, “Figli Delle Favole”, “Un Po’ Bella Un Po’ Bestia”, “Come Lo Stregatto”, “Il Gobbo”, “Lieto Fine?”, “Nel Bene E Nel Male (Unplugged Version)”.

La foresta rinasce grazie a VaiaCube

Foto Paolo Giuseppe Federico - Credits Giulia Lenzi
Foto Paolo Giuseppe Federico – Credits Giulia Lenzi

Si è conclusa con successo la prima ripiantumazione di 500 abeti e larici avvenuta venerdì 22 maggio in Val di Fiemme: la startup VAIA,Etifor e la “Magnifica Comunità di Fiemme”si sono unite per far rinascere e ristabilire l’equilibrio ambientale nelle foreste delle Dolomiti, devastate dalla spaventosa tempesta Vaia del 2018. Adesso l’obiettivodella start-up,fondatadal trentinoFederico Stefani, dal venetoPaolo Milane dal sicilianoGiuseppe Addamo è la messa adimora di 7 mila alberi, tanti quanti sono i Vaia Cube venduti al momento.

Le fasi di questo primo step avvenuto la settimana scorsa prevedono la pulizia del bosco, l’impianto dei giovani alberi e/o assistenza alla ricrescitanaturaledelle piantine rispettando il piano di gestione forestale regionale; manutenzione del boscoe miglioramento delle infrastrutturedel bosco danneggiate (sentieri, aree sosta, etc.), certificazione FSC(Forest Stewardship Council) della foresta e identificazione GPS delle aree di progetto. ConEtifor sarà garantito il rispetto degli standard FSC, la buona gestione della foresta e la quantificazione degli impatti positivi per la cattura e conservazione della CO2 e degli effetti positivi nella lotta contro il cambiamento climatico.

Tutto questo è stato possible grazie alla missione della start-up deitre giovani imprenditori under 30(inseriti nella prestigiosa classifica dei “100 giovani leader del futuro” stilata daForbes Italia per il 2020nel settore“impresa sociale”):restituire quanto tolto alla naturavalorizzando una preziosa materia prima dando vita all’amplificatore passivoVaia Cube, una cassa per smartphone realizzata dal legno degli alberi abbattuti dalla tempesta dai designer Alice Tonelli, Gabriele Motter e Giorgio Leonardelli (designer e artigiano).

Il progetto, che ha ricevuto grandissima attenzione dalla stampa nazionale in modo trasversale dati i temi che abbraccia (design, ambiente, sostenibilità, tecnologia, musica, arredamento) nasce dalla volontà di “ trovare una soluzione concreta alla problematica di tutti questi alberi abbattuti e ormai inutilizzabili per le grandi strutture” – spiega Federico Stefani, co-founder di Vaia – “Da qui l’idea di usare quel legno, considerato ormai inutilizzabile, per creare un oggetto di design, il VAIA CUBE, che potesse anche lanciare un messaggio forte e allo stesso tempo sostenere la ripresa del territorio.”

Ogni VaiaCube, realizzato dal legno dell’Abete della Val di Fassa, un pregiato tipo di abete rosso usato da sempre per costruire i violini, è un pezzo unico epermette di propagare in maniera completamente naturale qualunque suono inserendo al suo interno il proprio smartphone: “Per noi si tratta di una metafora forte e concreta, una cassa attraverso la quale amplificare ulteriormente il grido di aiuto della natura e mantenere alta l’attenzione sul cambiamento climatico” prosegue Federico Stefani “creando allo stesso tempo un progetto sostenibile.”

Torna quindi l’obiettivo iniziale di Vaia, quello di creare un modello circolare e sostenibile di business (la cassa viene realizzata da artigiani e falegnami locali): da un lato recuperare le materie prime e dall’altro restituirle all’ecosistema compromesso, non andando a pesare sul territorio e sul fabbisogno di risorse naturali.

L’idea del team di Vaia è di applicare questo modello circolare ogni qualvolta ci sia un problema ambientale, uno spreco o un’emergenza dovuta al cambiamento climatico. L’obiettivo è quello di intervenire producendo oggetti di design che non vadano a compromettere ulteriormente l’ecosistema e che siano funzionali a riqualificare i territori che sono stati colpiti.

Torinodanza Festival 2019: “Inoah”

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Inoah

Con la sua compagnia Grupo de Rua, con sede a Rio de Janeiro, Bruno Beltrão ha sviluppato, a partire dagli anni ’90, un lavoro coreografico di natura rigorosa che usa la danza urbana come punto di partenza.

In Inoah, la sua ultima creazione, opera una decostruzione appassionata e sottile dei codici della danza hip hop, per cui le periferie del mondo entrano di prepotenza sul palcoscenico, come metafora di contraddizioni sociali che sono anche esistenziali.

TORINODANZA Festival 2019
11 settembre – 26 ottobre

TEATRO ASTRA
28 settembre 2019 – ore 20.45
29 settembre 2019 – ore 17.00

INOAH
direzione artistica BRUNO BELTRÃO
con Bruno Duarte, Eduardo Hermanson, Douglas Santos, Guilherme Nobre,
Joao Chataignier, Leandro Gomes, Leonardo Laureano, Alci Junior Kpuê,
Ronielson Araujo «Kapu» e Sid Yon
luci Renato Machado
costumi Marcelo Sommer
musiche Felipe Storino
GRUPO DE RUA (Brasile)
con il patrocinio dell’Ufficio Culturale dell’Ambasciata del Brasile in Italia

Lorenzelli Arte: Mostra di Herbert Ferber

“Herbert Ferber. Scultura come metafora di un'idea”
“Herbert Ferber. Scultura come metafora di un’idea”

La mostra inaugurata giovedì 14 febbraio è dedicata a uno dei principali scultori espressionisti astratti, Herbert Ferber (1906-1991), artista di fama internazionale, già attivo nella fervente New York degli anni Quaranta e Cinquanta.

La rassegna presenta venti sculture e trenta disegni realizzati tra il 1952 e il 1985, anni della piena maturità dello scultore americano, mostrando al pubblico italiano l’acme della parabola artistica di uno degli attori fondamentali della “generazione eroica” di New York.

Ferber, grande amico di Rothko, al quale era legato da convinzioni comuni nell’arte e nella politica, negli anni successivi alla seconda guerra mondiale fu un importante membro della New York School, il gruppo di artisti americani che ha aperto la strada all’espressionismo astratto.

“Scultura come metafora di un’idea”, titolo della mostra, rappresenta un principio caro a Ferber secondo il quale la scultura deve avere la capacità di incarnare un processo mentale lucido e forte e quindi possedere valore di metafora che veicola qualità ideali astratte.

Le sue sculture a partire dagli anni Cinquanta, dopo aver abbandonato completamente la figurazione, sono costituite da forme famigliari che vengono poi elaborate in composizioni quasi irriconoscibili.
Ferber trasforma gli elementi formali in qualità plastiche, connotate in quanto superfici modulate sensibilmente e cromaticamente attive, che al contempo valgono come grafie, linee-forza che fendono la volumetria interna della forma conferendole un nuovo dinamismo che le libera da legami gravitazionali e un senso di movimento dato dal perfetto bilanciamento di momenti e pause.

Seguendo inoltre un’indagine incentrata sul percorso tra progetti, studi preparatori e opere finite, molti dei disegni esposti raccontano l’iter che porta alla realizzazione materica delle sculture presentate poiché mette in luce la fitta rete di scambi tra il processo creativo e la sperimentazione di un sistema espressivo.

La mostra è accompagnata da un catalogo (Italiano, Inglese) con le riproduzioni a colori di tutte le opere esposte.

Mannarino ancora al Teatro Verdi di Firenze

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Mannarino_phMagliocchetti004 2018 ok

Buona la prima, la seconda e… la terza. Dopo i due sold-out dello scorso marzo, Alessandro Mannarino sarà di nuovo sul palco del Teatro Verdi di Firenze, sabato 5 maggio, per una serata che si annuncia altrettanto affollata.

I biglietti – da 32/37/42 euro esclusi diritti di prevendita – sono disponibili in prevendita nei punti www.boxofficetoscana.it/punti-vendita tel. 055.210804 e online su www.ticketone.it tel. 892.101 – info tel. 055.667566 – www.bitconcerti.it.

A pochi mesi dall’uscita del primo album dal vivo “Apriti Cielo Live”, nato sulla scia di un tour da oltre 100mila paganti, Mannarino torna al pubblico con “L’impero crollerà”, un nuovo concept tour.

Ancora una volta, il cantautore romano si ritaglia uno spazio live di sperimentazione. “L’impero crollerà” nasce proprio da questa esigenza. Mannarino, artista eclettico e coraggioso, torna con un nuovo concept pensato per una dimensione “più intima” e per offrire uno spettacolo inedito al pubblico che continua a seguire la sua evoluzione.

La parola impero è presente in varie canzoni. È un simbolo ed una metafora; ed è quel luogo immaginario e distopico che fa da sfondo a molte delle sue storie. Con questo tour sarà come entrarci dentro, sentirne i suoni e le voci.

Il tour è prodotto da Vivo Concerti in collaborazione con Vignapr.

Mannarino sul web
www.alessandromannarino.it
www.facebook.com/officialmannarino
www.vivoconcerti.com

Info concerto Mannarino Firenze
Teatro Verdi – via Ghibellina, 99 – Firenze
Tel 055.667566 – 055.212320 – #mannarinofi18
www.bitconcerti.it – www.teatroverdionline.it

Biglietti posti numerati (esclusi diritti di prevendita)
1° settore platea 42 euro
2° settore platea, galleria e palchi I-II-III ordine 37 euro
3° settore palchi IV-V-VI ordine 32 euro

Sconti e riduzioni
I bambini fino a 4 anni entrano gratuitamente accompagnati da un adulto, in numero di un bambino/a per ogni adulto, ma non hanno diritto ad occupare un posto a sedere.

Prevendite
Box Office Toscana www.boxofficetoscana.it (tel. 055.210804)
Ticket One www.ticketone.it (tel. 892.101)
Teatro Verdi www.teatroverdionline.it (055.212320)