Premio “Ambiente e Legalità” per lavoro svolto ed efficacia della Polizia Locale di Milano
Hanno ritirato il di Premio “Ambiente e Legalità” Legambiente e Libera gli agenti e gli ufficiali del Nucleo problemi del territorio della Polizia locale di Milano per il lavoro svolto con particolare efficacia e dedizione nel contrasto alle varie forme di criminalità ambientale, in riferimento alle complesse indagini dell’operazione ‘Rifiuti preziosi’, su traffico rifiuti anche pericolosi, spaccio di stupefacenti ed estorsione aggravata dal metodo mafioso, che ha portato a 33 ordinanze di custodia cautelare, come si legge nella motivazione.
Premio “Ambiente e Legalità”, XVII edizione
Il Premio, giunto alla sua XVII edizione, è stato consegnato ieri nell’ambito di Festambiente, la manifestazione nazionale di Legambiente in corso a Rispescia (Grosseto) che per cinque giorni accende i riflettori sui più svariati aspetti della transizione ambientale attraverso il confronto tra Istituzioni, politica, rappresentanti del Terzo settore, dell’associazionismo, della società civile e delle imprese.
La XVII edizione del Premio “Ambiente e Legalità” di Legambiente e Libera si è concentrata su undici storie con protagonisti, oltre alla Polizia locale di Milano, Forze dell’ordine, Capitanerie di porto e Magistratura che combattono ogni giorno per la legalità e la difesa dell’ambiente.
Premio “Ambiente e Legalità” per l’operazione “Rifiuti preziosi”
L’operazione “Rifiuti preziosi” era stata avviata dalla Polizia locale nel giugno del 2020 a partire dalle segnalazioni e dai monitoraggi promossi nell’ambito del “Progetto Ambiente”, per il contrasto all’abbandono di rifiuti, ed era finalizzata a ricostruire la sospetta gestione di rifiuti che ruotava intorno al campo, dove venivano riversati 200mila chili di scarti all’anno, provocando degrado, pericolo ambientale e un ingente danno economico: i passaggi di AMSA avvenivano fino a tre volte ogni settimana con un costo per la collettività di oltre 100mila euro all’anno.
Dopo una prima selezione dei materiali, dai quali venivano conservati rifiuti utili per essere rivenduti (come per esempio il ferro), gli indagati all’interno del campo riversavano gli scarti sulle vie Bonfadini e Zama: oltre ai rifiuti di grandi dimensione (prevalentemente arredi), venivano lasciati ai margini della strada anche materiali pericolosi, come amianto, prodotti RAEE e materiale di lavorazione provenienti da cantieri.
All’interno del campo è stato anche individuato un mercato di spaccio di sostanze stupefacenti (prevalentemente cocaina).
Considerata la gravità dei reati contestati sono stati disposti il sequestro del campo e il contestuale abbattimento di tutti i manufatti presenti (8 fabbricati in muratura e una ventina di baracche in legno). Le operazioni sono avvenute con l’ausilio della Polizia di Stato per l’attività di ordine pubblico, e del personale dell’Assessorato alle Politiche sociali del Comune di Milano, per supportare le famiglie con minori.

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