Arianna Censi, co-presidente di Arlem

Arianna-Censi
Arianna-Censi

La vicesindaca della Città Metropolitana di Milano, Arianna Censi, è stata nominata oggi co-presidente della commissione per lo Sviluppo sostenibile dell’Assemblea regionale e locale euromediterranea (ARLEM).
ARLEM, istituita nel 2010 dal Comitato europeo delle regioni (CdR) è un’assemblea di rappresentanti dell’Unione Europea e dei Paesi mediterranei suoi partner eletti a livello locale e regionale, nata per consentire ai rappresentanti eletti delle tre sponde del Mediterraneo di rappresentare politicamente i loro enti locali, mantenere il dialogo politico e promuovere la cooperazione interregionale.

In particolare, da un punto di vista politico, offre un forum per il dialogo in corso e contribuisce ai lavori consultivi del Comitato delle Regioni attraverso relazioni tematiche. L’area di interesse di ARLEM comprende i seguenti Paesi: Algeria, Albania, Bosnia-Erzegovina, Egitto, Giordania, Israele, Libano, Marocco, Mauritania, Monaco, Montenegro, Palestina, Siria (partecipazione attualmente sospesa), Turchia, Tunisia. Partecipa anche la Libia ma in qualità di Stato osservatore.

ARLEM comprende 80 membri e 2 osservatori dell’UE e dei paesi partner del Mediterraneo. E’ presieduta da due co-presidenti che, su un piano di parità, rappresentano rispettivamente i Paesi partner mediterranei e l’UE. I principali obiettivi sono:
. conferire una dimensione territoriale all’Unione per il Mediterraneo;
. promuovere la democrazia locale, la governance multilivello e la cooperazione decentrata nel bacino del Mediterraneo;
. incoraggiare il dialogo Nord-Sud e Sud-Sud tra gli enti locali e regionali;
. incentivare lo scambio di buone pratiche, di conoscenze e di competenze tecniche nei settori di competenza degli enti locali e regionali;
. favorire la coesione e l’integrazione a livello regionale.

Cosi commenta Arianna Censi: ”E’ un onore per me essere stata nominata co-presidente della commissione per lo Sviluppo sostenibile dell’Assemblea regionale e locale euromediterranea (ARLEM). Oggi più che mai, è necessario rafforzare la conoscenza reciproca, la cooperazione e il dialogo per giungere all’elaborazione di un’agenda politica condivisa tra tutti i Paesi che si affacciano sulle tre sponde del Mediterraneo.

Elaborare e sostenere modelli di sviluppo economico sostenibile che pongano al centro le comunità locali, condividere politiche tese a contrastare il cambiamento climatico e l’emergenza Covid-19, favorire il multilateralismo, rilanciare i contenuti della Carta di Milano – l’eredità culturale di Expo Milano 2015 sul tema del diritto al cibo – per eliminare la fame entro il 2030 coerentemente con gli obiettivi per uno Sviluppo Sostenibile promossi dalle Nazioni Unite: queste sono le sfide che ci attendono nei prossimi anni e su cui mi impegnerò”.

Qualità dei laghi Maggiore e Ceresio

Laghi Maggiore e Ceresio
Laghi Maggiore e Ceresio

ACQUE ITALO-SVIZZERE, MIGLIORA LA QUALITA’ DEI LAGHI MAGGIORE E CERESIO

Cattaneo: dati confermano che azioni intraprese portano frutti

L’assessore all’Ambiente e Clima di Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, ha partecipato alla ‘due giorni’ della ‘Commissione internazionale per la protezione delle acque italo-svizzere’ (Cipais) in qualità di delegato per la Regione Lombardia.

All’incontro, tenutosi in streaming, erano presenti anche i rappresentati del Governo italiano (ministero dell’Ambiente in qualità di presidente di Commissione, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dei ministeri della Salute e dei Trasporti), di quello Federale svizzero, e degli assessori del Piemonte, dei Cantoni Ticino, Vallese e Grigioni.

MIGLIORA STATO ACQUE – “Anche i dati presentati quest’anno confermano il miglioramento della qualità delle acque dei Laghi italo-svizzeri Maggiore e Ceresio” ha spiegato l’assessore Cattaneo.

“Entrambi i laghi – ha detto ancora – mantengono o sono prossimi al raggiungimento degli obiettivi di qualità e si stanno riossigenando. Prosegue il miglioramento collegato agli interventi passati e in atto: le concentrazioni di fosforo sono in continuo decremento, l’ossigenazione migliora e le fioriture algali sono stabili, non tossiche e lo stesso vale per le schiume. Un risultato visibile è stato il ripristino della balneabilità a Porto Ceresio”.

RICERCHE – L’assessore Cattaneo ha inoltre chiesto alla Commissione maggiori informazioni sull’origine delle schiume che nel periodo estivo si diffondono sul Lago Maggiore.

“Dalle indagini svolte emerge che queste schiume sono di origine naturale, non sono tossiche e non sono una conseguenza dell’inquinamento. Va approfondita – ha rimarcato – tuttavia l’origine di queste schiume e anche l’origine dell’efflorescenza algale”.

Cattaneo ha anche posto l’attenzione sulla necessità di introdurre altri temi per il nuovo programma di ricerca 2022-24: “I contaminanti ambientali emergenti, le microplastiche e le specie invasive che abitano i laghi prealpini e che impattano sull’equilibrio naturale dei nostri laghi vanno studiati in modo approfondito al fine di prevedere misure precise di contrasto”.

RENDERE DATI FRUIBILI – “Obiettivo di queste indagini, oltre ad indirizzare le scelte per interventi sulla qualità delle acque – ha quindi concluso Cattaneo – è anche quello di informare i cittadini sullo stato delle acque e proprio nel caso dei laghi Ceresio e Maggiore di rassicurare sul loro miglioramento. Nei prossimi mesi ci siamo impegnati a rendere più fruibili i risultati delle ricerche. La collaborazione tra le istituzioni italiane e svizzere prosegue anche in questa direzione”.

Gruppo CAP: premio Innovazione Smau 2020

Gruppo CAP - depuratore di Pero
Gruppo CAP – depuratore di Pero

Servono per individuare in tempo reale sostanze inquinanti negli impianti di depurazione e per risalire agli scarichi illeciti, ridurre i cattivi odori e l’impatto ambientale. Sono dei veri “detective elettronici”, innovativi sistemi di monitoraggio in continuo di Gruppo CAP, grazie ai quali il gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano ha ricevuto il Premio Innovazione Smau 2020. Il riconoscimento è stato assegnato  in occasione di Smau Milano, l’evento di riferimento per l’ecosistema dell’innovazione nazionale e internazionale in calendario oggi e domani 21 ottobre.

Il Premio Innovazione Smau è riservato a imprese, amministrazioni e agli enti più innovativi del territorio, che hanno imboccato la strada dell’Open Innovation collaborando con aziende o startup per innovarsi.

“Questo premio riconosce il nostro impegno per far crescere il territorio secondo logiche di sostenibilità e attenzione all’ambiente, ha commentato Andrea Lanuzza, direttore generale gestione di Gruppo CAP. Il nostro obiettivo è quello di integrare i più avanzati standard tecnologici e digitali in tutti i nostri settori e processi produttivi. L’obiettivo di allineare i sistemi di depurazione ai più innovativi standard internazionali ci ha portato ad adottare questi speciali sensori, che ci permettono di individuare chi inquina con sversamenti illeciti nelle reti fognarie, preservando il nostro prezioso patrimonio idrico e al tempo stesso il benessere di ogni comunità”.

Il “detective elettronico” si basa sull’innovativa tecnologia sviluppata da Kando, dove un approccio di tipo “Early Warning” consente di rilevare in anticipo la presenza di sostanze inquinanti nelle acque reflue. Parliamo di un avanzato dispositivo che facendo leva su un sistema di prevenzione e controllo, garantisce una migliore capacità di previsione delle sostanze inquinanti e la possibilità di individuare con assoluta tempestività gli scarichi irregolari.
Il nuovo sistema di monitoraggio in continuo della rete fognaria fa seguito al progetto pilota realizzato nel bacino del depuratore di Pero, uno dei più grandi fra quelli gestiti da Gruppo CAP: serve infatti 21 Comuni per 620mila abitanti equivalenti. La zona è stata scelta anche per le diverse attività produttive presenti, quali aziende di trattamento di rifiuti, farmaceutiche, chimiche e galvaniche. I risultati della prima fase hanno già portato a una notifica di reato e all’avvio dell’attività di controllo coordinata con l’ARPA (Agenzia Regionale Protezione Ambiente) e con la polizia provinciale, identificando l’origine dello scarico anomalo e bloccando di conseguenza la fonte di inquinamento. L’obiettivo è estendere il progetto su tutti i 40 impianti presidiati dalla water utility.

Monitorare la qualità delle acque reflue consente da un lato di cogliere con precisione eventuali scarichi illeciti da parte di utenze industriali, dall’altro di rilevare in tempo reale la presenza di un determinato inquinante nella rete fognaria e di calcolare il tempo di arrivo al depuratore. Informazione fondamentale per i tecnici di CAP, che possono mettere in atto vere e proprie “misure tampone”, per mitigare l’impatto delle sostanze sul processo depurativo all’interno dell’impianto

“Abbiamo introdotto la depurazione 4.0, che ci permette di monitorare in continuo la qualità delle acque depurate. Inoltre, abbiamo dato vita a sinergie con Istituti accademici e aziende private per la ricerca di nuovi modelli di produzione in ottica di economia circolare. Con Novamont ad esempio, stiamo sperimentando nuove soluzioni per la produzione di bioplastiche, studiando proprio le acque trattate”  conclude Lanuzza.

Arpa Puglia potenzia sede di Taranto

Inaugurazione nuovi laboratori Arpa Puglia Taranto
Inaugurazione nuovi laboratori Arpa Puglia Taranto

Arpa Puglia potenzia la sede di Taranto. Inaugurati i nuovi laboratori

L’edificio sarà anche sede del Polo di Specializzazione Microinquinanti di Arpa Puglia, eccellenza nella determinazione dei composti organici persistenti (POP), e in particolar modo di PCB, diossine e IPA, in campioni di aria, acqua, terreni, rifiuti e alimenti

Oggi sono stati inaugurati i nuovi laboratori scientifici della sede Arpa di Taranto alla presenza del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, il presidente dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), Stefano Laporta, il direttore generale dell’Arpa Puglia, Vito Bruno, il direttore del Dipartimento provinciale Arpa di Taranto, Vittorio Esposito.

“Abbiamo lavorato per garantire alla sede di Taranto un upgrade logistico, tecnologico e laboratoristico ed aumentato il numero delle risorse umane specializzate – ha detto il direttore generale di Arpa Puglia, Vito Bruno -, con un programma che prevede a regime 146 figure tra chimici, ingegneri, geologi, biologi, fisici, architetti, agronomi, cercando così di valorizzare i talenti di tanti giovani professionisti.

Ad oggi abbiamo assunto già 67 nuove figure professionali, che portano al Dipartimento di Taranto la più significativa iniezione di risorse umane e strumentali tra le varie sedi territoriali. In questi tre anni non siamo stati mai fermi, tra controlli, monitoraggi, ispezioni, ed una incessante attenzione per l’innovazione tecnologica e laboratoristica per la sede di Taranto. Abbiamo lavorato sempre in sinergia con le altre istituzioni del territorio, per rendere l’Arpa nella provincia di Taranto all’altezza delle grandi sfide che ogni giorno deve affrontare”.

I laboratori del Dipartimento Arpa di Taranto, che fino a ieri erano dislocati in due sedi (una in via Anfiteatro, nel centro della città e l’altra all’ex ospedale Testa) da oggi si polarizzano in una unica sede, in Contrada Rondinella, dove sorgeva il sanatorio antitubercolare di epoca fascista.

“La nuova sede dei Laboratori Chimici di Taranto – spiega l’ing. Nicola Cagnazzi, Dirigente della Gestione Tecnica dell’Agenzia – si sviluppa su una superficie complessiva di 1570 mq che occupano parte del primo piano dell’ex Ospedale Testa. Le attività di laboratorio – continua Cagnazzi – si svolgeranno in 21 laboratori in cui sono presenti 24 cappe chimiche ad espulsione totale. La dotazione del laboratorio si completa con ambienti destinati alle attività d’ufficio ed all’analisi ed elaborazione dei dati. Particolare attenzione – conclude Cagnazzi – è stata rivolta alle soluzioni per il contenimento dei consumi energetici ed al confort degli operatori”.

Arpa rappresenta una vera e propria eccellenza nel territorio pugliese, tant’è che nell’ultimo triennio i laboratori del Dap di Taranto, con 34 tecnici di laboratorio, hanno accreditato 32 prove, hanno analizzato 11.350 campioni e hanno eseguito 196.039 prove.

Va ricordato che sono state molteplici le attività di Arpa sul sito Ilva/Ami (ArcelorMittal Italia), e in particolare 12 ispezioni ordinarie e 6 straordinarie. Tanti anche i campionamenti effettuati: 41 sulle emissioni in atmosfera, 92 nelle acque sotterranee, e ben 348 campionamenti sono stati effettuati nell’aria e nell’ambiente dello stabilimento.

“Questo salto di grandissima innovazione – precisa l’Architetto Giovanni Abrescia di Labozeta Spa – rafforza ulteriormente la capacità operativa di Arpa, ovvero quella di monitorare un territorio provato sul quale è necessario assicurare costantemente un’attività di tutela ambientale e sanitaria. Per cui siamo felici di aver contribuito ad efficientare la sede in Contrada Rondinella, dove le attività svolte potranno migliorare la salute pubblica e la tutela dell’ambiente.”

 

È stato inaugurato il murale “Il sogno”

Inaugurazione murale
Inaugurazione murale

#AMBIENTEASCUOLA. INAUGURATO L’ULTIMO DEI TRE MURALES VINCITORI DEL CONCORSO 2019-2020

Si riparte quest’anno, in 230 Scuole Primarie, con il contest “Racconti d’autore”

Galleria fotografica: https://flic.kr/s/aHsmRspRAG

È stato inaugurato il murale “Il sogno”, dedicato allo spreco alimentare e realizzato dagli studenti della Scuola Teresa Confalonieri dell’Ics Barozzi, nell’ambito del progetto #AmbienteAScuola, promosso dal Comune di Milano, A2A e Amsa.

Si tratta dell’ultimo dei tre murales realizzati a seguito del concorso ideato per l’anno scolastico 2019-2020, che ha visto sfidarsi 80 classi di 22 Scuole secondarie di I grado sul piano della creatività, per creare un bozzetto di murale su tematiche ambientali, come la raccolta differenziata, lo spreco alimentare e i cambiamenti climatici. Gli altri due vincitori del concorso sono stati dipinti nelle scorse settimane sotto la guida esperta degli ecodesigner del “Vespaio”: “L’orca di plastica” dell’Istituto San Giuseppe e “Voltare pagina” dell’Ics Don Orione/Da Vinci.

“È particolarmente significativa la sensibilità che gli studenti stanno dimostrando sulle tematiche ambientali – dichiarano la Vice sindaco Anna Scavuzzo e l’assessora all’Educazione Laura Galimberti –. Il compito della scuola è assecondare questo loro rinnovato interesse fornendo stimoli utili per assumere stili di vita corretti e per la diffusione di buone pratiche. È l’obiettivo del progetto #AmbienteaScuola a cui i ragazzi hanno risposto con molto entusiasmo e che speriamo possa andare avanti anche nei prossimi anni”.

Il progetto proseguirà anche in questo anno scolastico con il coinvolgimento di 230 Scuole Primarie di Milano. Per il nuovo contest creativo, “Racconto d’autore”, si chiederà alle classi di completare l’incipit di un racconto appositamente redatto da Guido Quarzo, noto autore di narrativa per ragazzi, sui temi della raccolta differenziata e dei rifiuti.

Obiettivo del progetto #AmbienteaScuola, fin dalla sua nascita, è quello di promuovere in modo sempre più capillare la cultura della sostenibilità, del rispetto dell’ambiente, dell’utilizzo sostenibile delle risorse e dell’energia, dei metodi più corretti per la raccolta differenziata e per la fruizione degli spazi urbani. Il progetto intende raggiungere inoltre alcuni degli ‘Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile’ (Sustainable Development Goals – SDGs), definiti dalle Nazioni Unite e da raggiungere entro il 2030.