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giovedì, Maggio 28, 2026

“Non è normale che faccia così male” Conoscere l’endometriosi per vivere meglio

Da sempre, nella cultura popolare, il dolore viene associato a momenti particolari della vita di una donna, primo tra tutti il parto. Anche con il ciclo mestruale molte sperimentano una sensazione di disagio/dolenzia tanto da dover ricorrere a blandi analgesici per affrontare i mille impegni della giornata.

In condizioni particolari, però, il dolore mestruale è talmente intenso da rendere impossibile qualsiasi attività lavorativa o sociale. Difficile far comprendere quanto si possa stare male e, molto spesso, il dolore è acuito da frasi ironiche, indifferenti, insofferenti con cui si commenta questa sintomatologia e che fanno più soffrire del dolore stesso: “stai ancora male”, “è normale, sei una donna”, “quando avrai un figlio starai meglio”, “forse stai esagerando”, “ti sei fissata, non sembri malata”.

Oggi questa condizione molto complessa, che comprende dismenorrea (mestruazione dolorosa), dispareunia (dolori ai rapporti sessuali), dolori pelvici alla minzione ed alla defecazione, viene ascritta ad una patologia ben precisa, che interessa molte giovani in età fertile e che è l’Endometriosi. In occasione della Giornata Mondiale dell’Endometriosi cerchiamo di fare chiarezza sulle cause, sui sintomi, sulla diagnosi e sulla cura, con i direttori della Ginecologia e Ostetricia dell’ASST Rhodense, Luisa Muggiasca per l’ospedale di Garbagnate e Ambrogio Frigerio per l’ospedale di Rho.

Che cosa è l’Endometriosi?

E’ una malattia cronica, ad eziologia ancora incerta, causata dalla presenza anomala di tessuto simile a quello che riveste la cavità dell’utero (endometro) in zone dove normalmente non dovrebbe trovarsi (ovaie, tube, peritoneo, vagina e, talvolta, retto e vescica).

E’ una malattia ormono-dipendente e tutti i mesi, sotto gli effetti del ciclo mestruale, il tessuto impiantato in sede anomala va incontro ad un sanguinamento interno: questo provoca la formazione di cisti (cisti endometriosiche), crea uno stato infiammatorio cronico degli organi interessati, la comparsa di cicatrici, aderenze che possono provocare, nel tempo, sterilità/infertilità.

I sintomi della malattia sono variabili: l’intensità del dolore infatti non è in rapporto con l’estensione o alle dimensioni delle lesioni. Per tanto donne con endometriosi anche lieve possono avere una sintomatologia importante. I disturbi più frequenti sono rappresentati da: mestruazioni dolorose, dolore localizzato alla vagina, al basso ventre ed alla parte inferiore della schiena; sanguinamento mestruale abbondante o anomalo; presenza di sangue nelle urine o nelle feci durante il ciclo mestruale; dolori ai rapporti; nausea o vomito prima del flusso mensile.

La diagnosi, purtroppo ancor oggi molto spesso tardiva, si basa sulla corretta valutazione dei sintomi, sulla visita ginecologica e su indagini strumentali quali l’ecografia transvaginale, la risonanza magnetica o la TAC, queste ultime per escludere che le eventuali cisti o i noduli evidenziati non siano riferibili ad altre malattie   – spiega la dottoressa Luisa Muggiasca –  Si può eseguire anche un esame del sangue che valuta una proteina presente in grande quantità nelle donne affette da endometriosi. L’unico esame in grado di dare la certezza della diagnosi, però, è la laparoscopia che consente da un lato una visualizzazione diretta degli organi più spesso interessati dalla patologia ed il riconoscimento delle eventuali lesioni e, dall’altro, la possibilità di intervenire chirurgicamente, migliorando la qualità di vita. L’esame istologico permetterà di confermare la diagnosi”. Per gli specialisti dell’ASST Rhodense la cura dell’endometriosi deve essere quanto mai personalizzata, considerando per ogni donna, età, sintomatologia, desiderio di maternità.

È una malattia tipica dell’età fertile, molto diffusa (interessa circa il 10% delle donne). Può avere un comportamento molto variabile e produrre quadri clinici estremamente diversificati. In molti casi genera disturbi lievi o moderati, ma nei casi gravi risulta una malattia davvero invalidante. Si manifesta con dolori mestruali molto forti, dolore pelvico persistente, sterilità, dolore ai rapporti sessuali, dolore nella evacuazione intestinale. Può addirittura nei casi più severi portare a danni renali o degli organi che si trovano nella pelvi (vescica, intestino). Non esiste una vera e propria prevenzione – spiega il dottor Ambrogio Frigerio – Perciò è necessario attuare delle strategie di diagnosi precoce. Non vanno trascutati i controlli. In presenza di dolore pelvico che aumenta durante il ciclo, bisogna rivolgersi al medico specialista. Nei casi severi, che necessitano di intervento chirurgico, le attuali linee guida terapeutiche prevedono l’uso di farmaci a base ormonale, che mettono in quiescenza la malattia (pillola contraccettiva estro progestinica o solo progesterone)“.

Il Ministero della Salute ha riconosciuto, per questi stadi più avanzati della malattia, esenzione dal pagamento di ticket per le visite e gli esami specialistici, ponendo l’endometriosi nel novero delle patologie invalidanti.

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Davide Falco

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