Nel 2026, per qualsiasi azienda è ormai una priorità investire in soluzioni green. Lo conferma uno studio condotto dalla società di ricerca e consulenza americana Kearney, secondo il quale l’80% dei consumatori è solito considerare l’impatto ambientale prima di effettuare un acquisto.
Per questo la sostenibilità è ormai una scelta pressoché obbligata per le imprese, cosa che vale anche per quelle attive (sia direttamente che indirettamente) nella logistica. Tra le frontiere più attuali in tal senso troviamo quelle della cosiddetta logistica automatizzata, in particolare per quanto concerne i magazzini automatici: tra le misure più innovative in assoluto. Scopriamo qualcosa di più.
La sostenibilità del magazzino in chiave ESG
Il magazzino è da sempre il fulcro attorno al quale si sviluppano le molteplici operazioni della logistica e vede alla base 3 elementi su cui focalizzare la sua operatività in chiave green, gli stessi delle soluzioni ESG.
Deve dunque garantire non solo un impatto contenuto a livello ambientale, ma anche prevedere iniziative di matrice sociale, come quelle volte alla promozione del benessere dei propri collaboratori, che si traducono in standard ottimali di sicurezza. A ciò deve aggiungere politiche di governance in sinergia con il fattore ambientale e quello sociale.
Le opzioni più all’avanguardia, come i magazzini automatici ICAM, sono pensate per ottimizzare sia le operazioni di stoccaggio che quelle di picking. Si rivelano non soltanto rispondenti a questi principi, ma in linea con i parametri più attuali della transizione verso l’Industria 5.0.
Parliamo pertanto di una realtà leader del settore, presente dal 1957 e da sempre attenta all’innovazione, in grado di supportare attivamente le aziende di settori tra loro anche diversi (dal retail all’healthcare), sempre con proposte logistiche personalizzabili, oltre che green.
Ma come mai i magazzini automatici risultano così validi per la sostenibilità? In virtù delle loro stesse caratteristiche. Entriamo più nei dettagli.
Le caratteristiche green dei magazzini automatici
I magazzini automatici apportano un cambio radicale di prospettiva nella logistica. In che modo? Perché nelle soluzioni tradizionali tutto ruota attorno all’operatore e al suo lavoro. Nella logistica automatizzata è piuttosto il contrario: l’operatore rimane centrale, ma in modo diverso.
L’organizzazione di base del lavoro viene conseguita attraverso il supporto di macchinari che effettuano le operazioni di stoccaggio e di picking, gestite in maniera automatizzata. Per dirlo in parole ancora più chiare, non è tanto l’operatore a muoversi in direzione delle merci, ma il contrario: sono le merci a spostarsi verso di lui, attraverso un flusso logistico che risulta più performante e sicuro.
Questi fattori denotano un impatto positivo a livello sociale e di governance. E l’impatto ambientale? Avviene in primis nella gestione degli spazi: esistono versioni di magazzini automatici – quelli verticali – che ben si adattano agli spazi ridotti, sfruttando le superfici verticali. Anche questo è sostenibilità.
Ma non è tutto. Negli impianti dove vengono integrate delle pratiche energetiche green, come gli impianti fotovoltaici, si assiste a una riduzione ancora maggiore delle emissioni di CO2, che si aggiunge alle misure di risparmio ed efficientamento energetico già predisposte nei macchinari.
Possiamo dunque concludere che i magazzini automatici risultano green in virtù delle loro stesse caratteristiche, a fronte di una progettazione che già contempla la sostenibilità, che non è mai una conseguenza. È dunque trattata come un obiettivo a cui dare la priorità.
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