Vi è mai capitato di sentirvi perfettamente a vostro agio alla guida in autostrada a 130 km/h, o magari mentre scrivete un messaggio al semaforo, o nel passare notti insonni prima di un volo? Se la risposta è sì, tranquilli: non siete strani. Anzi, siete perfettamente normali. Il problema è che il nostro cervello non è esattamente un genio quando si tratta di matematica, calcoli o probabilità, come fosse impegnato in una giocata in un poker non AAMS per giocatori italiani.
Pensateci: ogni volta che saliamo in macchina, ci fidiamo di migliaia di altri guidatori che potrebbero essere stanchi, distratti, o semplicemente pessimi al volante. Eppure lo facciamo senza battere ciglio. Ma mettete lo stesso cervello davanti a un Boeing 737 pilotato da professionisti con migliaia di ore di volo alle spalle, sottoposto a controlli maniacali, e improvvisamente diventa un piccolo paranoico che vede catastrofi ovunque.
La verità è che il nostro cervello è rimasto fermo al Paleolitico. Funziona ancora come se dovessimo scappare dai leoni nella savana, non navigare nel traffico di Milano o volare a 10.000 metri di altezza o giocare in un casino non AAMS. E questo ci porta a fare valutazioni del rischio che, diciamocelo, sono spesso completamente sballate.
Quando la televisione ci inganna
Il primo colpevole di questa confusione è la TV (e oggi i social media). Avete mai notato come un incidente aereo faccia notizia per settimane, con esperti che analizzano ogni dettaglio, mentre gli incidenti stradali vengono liquidati in trenta secondi nel telegiornale locale? È normale: “Uomo arriva sano e salvo a destinazione in aereo” non fa audience. “Aereo precipita” invece sì, eccome.
Il risultato? Il nostro cervello, che è fondamentalmente pigro e si fida delle prime informazioni che gli arrivano, pensa: “Se ne parlano tanto, deve succedere spesso”. Sbagliato. È come giudicare quanto è comune vincere alla lotteria oppure online su un analisi del catalogo giochi Mafia Casino basandosi su quante volte ne parlano ai telegiornali.
La realtà dei numeri è impietosa: avete circa una possibilità su 11 milioni di avere problemi in volo. Per fare un paragone, è più probabile che veniate colpiti da un fulmine. Due volte. Nello stesso giorno. Magari mentre vincete una mano in un casino non AAMS.
L’illusione di essere dei piloti della Formula 1
Ma c’è un altro trucco che ci gioca la mente: ci sentiamo dei fenomeni al volante. Ok, forse non tutti si sentono Hamilton, ma inconsciamente pensiamo di avere tutto sotto controllo quando guidiamo. Possiamo frenare, accelerare, cambiare corsia. Lo stesso pensiamo possa succede al tavolo verde di un casino non AAMS. Siamo noi i capitani della nostra nave!
In aereo? Zero controllo. Siamo lì seduti come bagagli parlanti, affidandoci completamente a qualcun altro. E questo ci terrorizza, anche se quel qualcun altro ha studiato per anni, è sottoposto a controlli continui e ha più esperienza di noi nell’evitare incidenti di quanta ne avremo mai nella vita.
È un po’ come avere paura di farsi operare da un chirurgo specializzato ma sentirsi tranquilli nel tentare di togliersi l’appendice da soli con un coltello da cucina. Non ha senso, ma così funzioniamo ogni volta anche in situazioni particolari come giocare in un casino non AAMS.
La matematica del terrore
C’è poi una questione di “packaging” del rischio. Se vi dicessi che ogni anno muoiono 200 persone in incidenti separati, probabilmente non vi colpirebbe più di tanto. Ma se la stessa cifra fosse concentrata in un singolo evento drammatico? Ecco che improvvisamente diventa “reale”, spaventoso, memorabile.
Il nostro cervello è terribile nel gestire le statistiche, infatti non ci riesce neanche in un casino non AAMS, ma bravissimo nel ricordare le storie. E una storia di 200 persone che muoiono insieme è molto più impressionante di 200 storie di singole persone che muoiono separatamente, anche se il risultato finale è identico. Lo stesso succede per le vincite alle lotterie o nei casino non AAMS, il cervello ricorda le storie dei vincitori ma dimentica quanti non hanno avuto successo.
Come vivere meglio con questa consapevolezza
Ora, non sto dicendo che dovete buttarvi dal primo grattacielo che trovate per dimostrare di aver capito la lezione o giocare sensa senso in un casino non AAMS. L’ansia ha la sua funzione: ci tiene vivi. Il punto è riconoscere quando ci sta prendendo in giro.
La prossima volta che salite su un aereo con il cuore in gola, ricordatevi che state per intraprendere il viaggio più sicuro della vostra vita. E quando vi ficcate in macchina senza pensarci, magari date un’occhiata in più agli specchietti.
Non si tratta di diventare dei robot calcolatori degni di sbancare un casino non AAMS, ma di aggiungere un pizzico di razionalità alle nostre paure irrazionali. Dopotutto, la vita è già abbastanza complicata senza che il nostro cervello paleolitico ci renda le cose ancora più difficili, non trovate?
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