Noemi Apuzzo ha portato in scena a Casa Testori uno studio personale sulla “Gilda del Mac Mahon”, personaggio testoriano.
Come sono andate queste due serate?
«E’ stato molto emozionante poterlo fare qui a Casa Testori, perché con Giuseppe Frangi ci siamo proposti di portare in scena “La Gilda“. L’idea, prima di portarla in teatro, è stata quella di provarla a Casa Testori, nel luogo dove probabilmente è stata ideata. Abbiamo poi visto questa magnolia e l’idea è diventata quella di pensare ad una Gilda proprio in questo giardino.
E’ stato bello perché c’era un pubblico molto eterogeneo quindi di appassionati e cultori di Testori e persone che magari non avevano neppure mai letto la Gilda, non conoscono Testori….quindi è stato un piacevole scambio»
Come mai sei arrivata a Testori?
«Perché ho frequentato nel 2023-2024 un percorso di formazione che si chiama BAT, Bottega Amletica Testoriana tenuto da Antonio Latella e abbiamo lavorato appunto su Testori. In particolare sulle sue tre riscritture di Amleto, è stato un percorso di sei mesi spalmato durante l’anno. L’occasione mi ha spinta a buttarmi a capofitto in Testori e dopo questo percorso in cui avevamo affrontato solo alcuni testi, è rimasta in me la voglia di continuare a lavorare sull’ autore in modo personale. Quindi parlando con Giuseppe Frangi e con Antonio Latella (è lui ad avermi consigliato la Gilda) sono arrivata a questo racconto.
Abbiamo aperto diversi spettacoli al pubblico, ad esempio al Piccolo di Milano e a Pesaro in cui abbiamo sperimentato»
Questo punto non è un punto di arrivo ma potrebbe essere un punto di partenza ?
«Sì è assolutamente un punto di partenza. L’idea era quella solo di dare corpo e voce al romanzo con un minimo di regia, non ho aggiunto parti di testo mie, ho solo fatto dei tagli e vedere se avesse senso. Attualmente il monologo dura 40 minuti, la mia idea è di portarlo a circa a un’ora, ad una forma più completa, pensata magari per un teatro, quindi per spazi interni, con l’ aggiunta di musiche, fare sicuramente un lavoro di sound design. Mi piacerebbe molto lavorare sulla musica, un elemento proprio testoriano, è fondante in tutti i testi»
Il pubblico ha apprezzato molto lo spettacolo…
«Sono contenta che la storia sia arrivata, questo era l’intento. Parlare della Gilda testoriana cercando però di portarla già ai giorni nostri. Lo spunto mi è venuto vedendo il film Anora che è il film che ha sbancato gli Oscar e il finale di Anora è esattamente uguale al finale della Gilda, in cui entrambe scoppiano a piangere con l’unica persona che le dà amore, sono entrambe sex worker, quindi ho trovato proprio un’analogia e ho avuto un’ulteriore conferma dell’attualità della storia. Più avanti voglio approfondire questo tema del corpo, dei corpi delle donne che prendono il loro spazio nel mondo senza chiedere il permesso»
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