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domenica, Maggio 17, 2026

L’arte é senza barriere. La mostra di Sofia in Villa Venino

“A modo mio”, l’arte senza barriere di Sofia esposta in Villa Venino. Lei 12enne novatese, frequenta la prima media ed ha la sindrome di Angelman, una rara malattia genetica del neurosviluppo.

Causa grave disabilità intellettiva, assenza di linguaggio e frequente ilarità. Sofia ha anche un dono particolare, quello della pittura e i suoi lavori sono esposti in Villa Venino.

«Ci siamo accorti della sua malattia quando aveva circa tre anni. Nel tempo non riusciva a tenere in mano nemmeno la matita e solo dopo tanta terapia     ha iniziato ad usarla, scarabbocchiando puntini, cerchi, niente di più. Poi un giorno ho notato che attraverso il pennello riusciva a scorrere di più sui fogli e quindi ho pensato potesse essere un modo di comunicare. Sono passati anni e un lungo lavoro insieme per farle conoscere i colori e da qualche anno dipingere è la sua forma di espressione. Parliamo di una bambina che si esprime a fatica e non riesca a scrivere», spiega la mamma Cinzia.

Ora continua il racconto la mamma, Sofia quando sente la necessità, va a prendere la tela e inizia a dipingere. Cinzia e il suo compagno Gianluca aggiungono alle tele delle parole, delle fotografie o dei ritagli di giornale, un simbolo che esprime le emozioni che il quadro regala.

«Il titolo della mostra “Sofia Mes Art” anche se è un francese errato, é l’unica parola che Sofia riesce a dire ed é un termine nato insieme al vice preside Simone Giudici, della scuola Don Milani, frequentata dalla dodicenne. Questo é il mondo di Sofia, il suo modo di vedere il mondo di esprimersi. Per me questa mostra é un regalo di mamma ed é un regalo che lei ha fatto a me. Siamo unite dalla sua nascita e ho portato avanti da sola tanti situazioni e percorsi… é un regalo per noi. Voglio anche ringraziare Gianluca per esserci e per trattare Sofia come una figlia», conclude Cinzia.

E così in un’atmosfera primaverile, nella sala di Villa Venino sono esposte un trentina di lavori della giovane novatese, in cui i colori si uniscono, restituendo a chi li guarda, eleganti e raffinati tratti e spunti di immaginazione. Tratti puliti, che spaziano, e si contengono nell’ingombro della tela, che non esagerano mai e donano la sensazione di arte, di mestiere e di riflessione. Anche le diverse persone che si sono recate in Villa Venino, sono state accolte dal sorriso e dalla gioia di Sofia che invitava, portava le persone verso i suoi lavori, in un misto di arte, eleganza ed emozioni.

«L’arte è un linguaggio del cuore aperto a tutti. L’arte é terapia. Attraverso il personale processo creativo si crea consapevolezza del sé comunicandolo al mondo senza bisogno di parole. L’arte é inclusone. Cercare di oltrepassare quel muro che a volte si crea nei confronti della disabilità, con questo andare oltre, guardare e osservare in libertà. L’arte non ha barriere, ma accoglie e unisce», conclude Cinzia Diconzo, mamma di Sofia.

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Davide Falco

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