Il sindaco di Sesto San Giovanni, Roberto Di Stefano, ha firmato la proroga fino a sabato 31 ottobre dell’ordinanza sindacale che dispone la chiusura anticipata dei minimarket e degli esercizi commerciali H24 dotati di distributori automatici, dalle ore 20.00 alle 7.00.
Il provvedimento si applica alle aree della città maggiormente interessate da fenomeni di degrado urbano e microcriminalità, con l’obiettivo di rafforzare le misure di sicurezza e di tutela della vivibilità.
Il provvedimento riguarda gli esercizi di vicinato con superficie di vendita inferiore a 100 mq adibiti alla vendita al dettaglio di merce alimentare ed alla vendita mista di merce alimentare e non alimentare, nonché dei locali h.24 dedicati alla somministrazione a mezzo di distributori automatici.
“La sicurezza è e continuerà ad essere una priorità assoluta della nostra Amministrazione – ha dichiarato Di Stefano- La proroga di questa ordinanza è una risposta concreta a una situazione che richiede attenzione e fermezza.
Non intendiamo penalizzare chi lavora onestamente e rispetta le regole, ma contrastare quei comportamenti che favoriscono spaccio, violenza, consumo abusivo di alcol e degrado urbano. Continueremo a lavorare, in stretta collaborazione con Prefettura e Forze dell’Ordine, affinché le nostre strade siano sempre più sicure e decorose”.
La proroga dell’ordinanza si inserisce in un più ampio piano di interventi già attuati sul territorio, che comprende pattugliamenti serali, controlli mirati, DASPO urbani, operazioni di contrasto allo spaccio e l’installazione di oltre 230 telecamere di videosorveglianza.
L’amministrazione conferma così il proprio impegno nel garantire vivibilità, legalità e decoro urbano, proseguendo con determinazione nell’azione di contrasto ai fenomeni che compromettono la qualità della vita nei quartieri.
L’ordinanza interessa gli esercizi di vicinato ricadenti nel perimetro delimitato dalle vie Matteotti, Montegrappa, Casiraghi, IV Novembre, Roma, Breda, Mameli, Marconi, Damiano Chiesa, Fratelli Bandiera, Italia, Marelli, Piave, Garibaldi, Gramsci, Adua e G. D’Arco. Il provvedimento non si applica ai pubblici esercizi e alle attività adibite alla produzione artigianale di merce alimentare e prodotti gastronomici.
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