Fondazione Arché: Casa Sofia apre le sue porte, un nuovo spazio per l’autonomia di mamme e bambini in ricordo di Sofia Prosperi.
C’è un percorso che unisce la famiglia alla struttura tra Milano e Novate Milanese. A metà marzo si é svolta una cerimonia in memoria di Sofia Prosperi e da oggi la struttura di accoglie le prime famiglie per l’inizio delle attività educative e sociali.
«Padre Giuseppe Bettoni, presidente di Fondazione Arché, dal 1996 al 2010 era parroco nella Parrocchia Sant’Angela Merici di Milano e qui ha incontrato la famiglia di Matteo Prosperi, papà di Sofia. Successivamente ha sposato la coppia e battezzato le due figlie, tra cui appunto Sofia. Sono passati 30 anni e il legame tra Padre Bettoni e la famiglia Prosperi continua», spiegano dalla Fondazione Arché.
La giovane ragazza cresciuta con la famiglia in Ticino, é una delle vittime del tragico rogo di Crans-Montana. Da ieri però quel terribile episodio si é trasformato in un nuovo progetto, l’ attività di accoglienza di Casa Sofia, che amplia la rete di supporto e i servizi di Fondazione Arché a Novate Milanese, dopo che lo scorso 15 marzo, quando la casa è stata intitolata a Sofia Prosperi in un pomeriggio di profonda partecipazione e commozione. Il 15 marzo non è una data a casa ma il giorno in cui Sofia avrebbe compiuto sedici anni e alla Fondazione Arché erano presenti oltre centocinquanta persone tra amici, familiari e compagni di scuola che si sono riunite per dare forma a questo nuovo inizio, affidando al cielo cinquanta palloncini bianchi come segno di speranza e di gratitudine per aver avuto Sofia accanto nella loro vita.
«Vedere questa casa popolarsi è il modo più vitale per onorare il desiderio della famiglia di Sofia», dichiara padre Giuseppe Bettoni, presidente di Fondazione Arché. «Da oggi questo spazio smette di essere un simbolo e diventa un approdo operativo. È qui che la fatica di chi ha sofferto incontra la competenza delle nostre educatrici, trasformando l’accoglienza in un cammino verso la libertà», continuano da Fondazione Arché.
Da ora il lavoro quotidiano tradurrà quel legame in gesti concreti. Casa Sofia nasce come luogo per ripartire da vissuti di violenza, dolore e privazione, offrendo un percorso che metta al centro la dignità della donna e la relazione genitoriale. La struttura, la cui attività è sostenibile dal sito di Arché può ospitare in condivisione fino a 3 nuclei mamme e bambini, accompagnandoli in una fase di semiautonomia abitativa della durata di circa 24 mesi.
L’obiettivo è il raggiungimento di una piena indipendenza personale e lavorativa, supportata da un’équipe educativa attraverso l’orientamento professionale, l’educazione finanziaria e l’accesso ai servizi del territorio. Casa Sofia sorge accanto alla comunità mamma-bambino Casa Adriana e agli uffici della Fondazione.
Altri articoli di Novate Milanese su Dietro la Notizia



