“Potendo si sarebbe fatto volentieri a meno di tutta questa mitologia” ha scritto Cesare Pavese nella prefazione dei Dialoghi con Leucò.
Potendo, ma non si può perché il mito è fonte inesauribile di simboli e di storie. Mito dunque è un modo di raccontare e un modo di pensare. Ci porta dal lontano passato al nostro quotidiano presente e poiché il mito è fatto di un groviglio di racconti, ci conduce inevitabilmente all’incontro con il Teatro.
Odissea, errare è umano accompagna il giovane pubblico ad accostarsi all’archetipo del romanzo di formazione in cui la parola “errare” ha un doppio significato, quello del vagare cercando la propria strada e quello della possibilità di sbagliare.
Come sempre il nostro percorso artistico si discosta dalla filologia per avvicinarsi invece a un’interpretazione più contemporanea che, come succede in tutti i grandi classici, è già presente nell’opera stessa.
Odissea, errare è umano
di Valeria Cavalli
con Giulia Marchesi e Marco Vitiello
regia e disegno luci Claudio Intropido
produzione Manifatture Teatrali Milanesi
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