Come ben sa chiunque ami l’affascinante e complessa arte della pasticceria, dietro a ogni dolce c’è sempre un mondo tutto da scoprire tra simbologia, storia e tradizioni.
A ricordarlo ci pensa, per citare uno degli esempi più celebri, il caso della torta di rose.
No, la regina dei fiori non viene utilizzata come ingrediente. A essere protagonista è invece la sua inconfondibile forma, che viene richiamata attraverso un sapiente processo creativo che coinvolge l’impasto, molto simile a quello del pan brioche.
Tornato di recente alla ribalta grazie alle rivisitazioni di grandi nomi della pasticceria, questo lievitato, grazie al suo straordinario mix tra consistenza morbida e profumo, ha conquistato davvero tutti.
Per rendersene conto basta citare il successo della torta di rose di Infermentum, realtà di Verona che, da un piccolo laboratorio in un garage, si è trasformata in un punto di riferimento noto in tutta Italia, e non solo, per chi ama i dolci preparati con ingredienti di alta qualità e nel rispetto dei tempi della lievitazione naturale.
A questo punto, non rimane che tirare giù dagli scaffali i libri di storia della gastronomia, per ricordare che la torta di rose ha origini molto antiche, risalenti, secondo le teorie più accreditate, al 1490, anno in cui il ferrarese Cristoforo di Messisbugo, cuoco alla corte dei Gonzaga, la servì durante il banchetto di nozze di Isabella Gonzaga e Francesco II.
Secondo la tradizione, proprio alla bellezza della nobildonna si sarebbe ispirato il pasticcere creando questo dolce e riproponendo la forma del bocciolo di rosa, una delle espressioni più eleganti della natura.
Una cosa che non tutti sanno è che la torta di rose, in passato, veniva spesso portata in dono alle neo mamme.
Il motivo è da ricondurre al suo essere estremamente ricca dal punto di vista nutrizionale, soprattutto grazie alla presenza di burro, zucchero e uova, ingredienti perfetti per supportare quella ripresa delle energie più che preziosa nel post parto.
Preparata in diverse versioni in quanto, come molti dolci, vede numerose città , da Mantova, a Verona, fino a Brescia e alla zona del Lago di Garda, contendersi la sua paternità , questa delizia della pasticceria tradizionale italiana è famosa, oltre che per la sua forma caratteristica, pure per la consistenza, all’insegna del contrasto tra la morbidezza dell’interno, resa speciale grazie alla presenza della crema al burro, e la discreta croccantezza della crosta esterna.
Già così è una carezza per le papille, se poi la si abbina a un vino fresco e con note fruttate e a una crema dolce con aroma di arancia, diventa un vero trionfo di bontà , un viaggio di appagamento sensoriale che, ogni tanto, è importante vivere.
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