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venerdì, Aprile 17, 2026

Renato Caruso Canto del Benessere e Vibralchimia Interiore

Intervista a Renato Caruso, autore a quattro mani con Elena Bresciani del libro “Canto del Benessere e Vibralchimia Interiore”

Renato Caruso, classe 1982, suona dall’età di 6 anni: chitarra e pianoforte sono i primi strumenti ai quali si avvicina. Il chitarrista e compositore lavora per cinque anni presso l’accademia musicale di Ron,Una Città Per Cantare”, come docente di chitarra classica, acustica ed elettrica, teoria e solfeggio, informatica musicale e responsabile web.  Renato Caruso nel corso della sua carriera si esibisce con artisti del calibro di Ron, i Dik Dik, Red Ronnie, Alex Britti e Fabio Concato. Nel 2015 pubblica il suo primo libroLA MI RE MI (Europa Edizioni): un breve saggio-discorso sulla musica e il suo intreccio innovativo con le tecnologie informatiche. Nel 2016 esce il suo primo album di chitarra acustica “ARAM.

Il chitarrista crotonese è l’inventore del genere musicaleFujabocla, che mescola vari stili musicali, tra cui il funk, il jazz, la bossa nova e la classica. Nel maggio 2018 pubblica il suo secondo album solo guitar “PITAGORA PENSACI TU”. A luglio dello stesso anno apre il “Fiuggi Guitar Festival”, il più importante festival chitarristico d’Italia, a settembre si esibisce nell’ambito del “City of guitars”, il prestigioso festival internazionale dedicato alle sei corde di Locarno (Svizzera) e ad ottobre è tra gli ospiti del “MEI- Meeting delle Etichette Indipendenti” di Faenza (RA). Nel marzo 2019 apre una data di “Off the record” (la serie di concerti di Francesco De Gregori al Teatro Garbatella di Roma). Nel 2021 ha pubblicato “Grazie Turing” (Believe), album solo guitar, colonna sonora perfetta per immergersi nella lettura del suo libro, “# DIESIS O HASHTAG?” (OneReed, 2021). Nel 2022 ha messo in vendita i suoi primi tre NFTNon Fungible Guitar (9 AM), Non Fungible Guitar (11 AM), Non Fungible Guitar (11 PM) – legati a un concetto che Renato ha sviluppato, ovvero il concetto di “RELATIVITÀ MUSICALE”. Renato Caruso è compositore e chitarrista per diversi artisti. Attualmente lavora presso diverse accademie come docente di chitarra classica, acustica, T&S e informatica musicale.

Intervista

Cosa significa “scienza della musica”?

«La “scienza della musica” si riferisce allo studio della musica non solo come forma d’arte, ma anche come fenomeno governato da principi matematici e scientifici. Fin dall’antichità, la musica era considerata una delle discipline del quadrivio, insieme ad aritmetica, geometria e astronomia. Le note sono essenzialmente vibrazioni misurabili in termini numerici, e i principi fisici che regolano il suono, come le frequenze e le armoniche, possono essere descritti attraverso la matematica. La “scienza della musica” esplora quindi le leggi che governano la produzione e la percezione dei suoni, ma anche l’interazione tra questi principi scientifici e il linguaggio espressivo della musica»

Qual è il rapporto tra la matematica e la musica?

«La matematica e la musica sono profondamente connesse attraverso il concetto di proporzione e armonia. Le note musicali si basano su frequenze precise, e l’intervallo tra di esse segue rapporti matematici specifici, come nella serie degli armonici. Filosofi e scienziati, da Pitagora a Leibniz, hanno riconosciuto la musica come un “esercizio occulto dell’aritmetica”, dove il calcolo avviene inconsapevolmente attraverso il suono. Inoltre, molte teorie musicali, come la dodecafonia o la musica spettrale, utilizzano strutture matematiche per organizzare le composizioni. Anche nelle tecnologie moderne, la matematica è fondamentale per l’elaborazione digitale del suono e per lo sviluppo di strumenti musicali virtuali»

Quale tra i suoi brani è il suo preferito?

«Tra i brani composti, VideoGame ha un significato particolare. È ispirato al mondo dei primi videogiochi e al ruolo che questi hanno avuto nell’introduzione della tecnologia informatica nelle case. La composizione unisce elementi di musica elettronica e chiptune, ricreando le sonorità degli 8 bit. Il pezzo rappresenta un omaggio all’informatica e alla cultura digitale degli anni ’70 e ’80, che hanno influenzato il percorso artistico e professionale»

Tra i suoi ruoli c’è anche quello di docente di informatica musicale. Come possiamo spiegare questa disciplina ai nostri lettori?

«L’informatica musicale è una disciplina che unisce la tecnologia informatica alla musica, occupandosi di come il computer può essere utilizzato per creare, analizzare e riprodurre musica. In questo campo si studiano argomenti come l’elaborazione digitale del suono, la sintesi e il campionamento audio, la programmazione di strumenti musicali virtuali e l’uso dei software per la composizione e la produzione musicale. L’informatica musicale permette di esplorare nuove forme espressive e di espandere i confini della composizione tradizionale, offrendo strumenti per manipolare il suono e creare effetti innovativi»

Intervista a cura di Davide Falco

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Davide Falco

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