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lunedì, Aprile 20, 2026

Elena Bresciani Canto del Benessere e Vibralchimia Interiore

Intervista a Elena Bresciani, autrice a quattro mani con Renato Caruso del libro “Canto del Benessere e Vibralchimia Interiore”

Elena Bresciani è una intellettuale eclettica: cantante lirica di fama internazionale, vocal coach, mentore e acquerellista, esperta di voci femminili che segue in tutta Italia, autrice di saggi e curatrice di rubriche radiofoniche e scritte sul panorama musicale. Membro di Giuria in concorsi di Canto Internazionali sia per la lirica che per il pop e consulente per Agenzie Concertistiche, dirige il suo prestigioso studio di canto dal 1999, sede d’esami del Trinity College of Music di Londra. Ricercatrice delle connessioni fra Canto e Spiritualità, CEO del progetto di ricerca “Vibralchimie” ci presenta il suo nuovo libro scritto a quattro mani con il chitarrista Renato Caruso “Canto del Benessere e Vibralchimia Interiore” edito da Fingerpicking.

Intervista

Cosa si intende per vibralchimia interiore ?

«La parola Vibralchimia è un termine che ho coniato io e che contiene al suo interno due parole: Vibrazione e Alchimia.
Lavoro con le Frequenze che sono in fisica acustica il numero di Vibrazioni al minuto secondo che ogni corpo vibrante emette; in natura tutto è Vibrazione! Anche la fisica quantistica di Albert Einstein ne parla.
La Vibralchimia interiore è il lavoro che l’essere umano compie all’interno di sé stesso per evolvere anche attraverso l’aiuto del suono, oltre a percorsi di crescita personale mediati da altre discipline.
Compio Vibralchimia quando, dopo aver ascoltato il suono curativo entro nel silenzio e cerco il vero senso della vita e delle cose. Mi pacifico con il tutto, rallento e respiro»

Possiamo definire il libro come un percorso a 360° tra musica e parole per trovare una propria serenità  ?

«Se vogliamo semplificare sì, ma è riduttivo rispetto allo spessore delle mie ricerche. Quando un progetto di ricerca ha oggettivamente valore e ne sei consapevole, devi rivendicare il tuo lavoro.

Nel libro ci sono applicazioni tecniche per cantanti assolutamente innovative che ampliano la gamma degli armonici di una voce grazie all’uso delle frequenze, sono la sola al mondo al momento ad usare queste tecniche sui cantanti ed è una mia personale scoperta, prima testata su di me e poi su alcuni allievi con risultati vocali notevoli. La bellezza timbrica migliora esponenzialmente ed anche la gamma espressiva e l’estensione. Pensi che settimana scorsa una giovane emergente che seguo, Zoe Tedeschi, che ha cantato a X Factor Malta e lanciato alcuni singoli di successo, è arrivata in studio con gola molto infiammata e raffreddatura, ho usato delle frequenze (integrandole con altre strategie) e dopo due giorni ha affrontato con successo un concorso ben noto, diversamente non avrebbe potuto cantare. Abbiamo tutto il carteggio in merito a questo tracciato sul cellulare. Alcune applicazioni sono strabilianti, infatti, la sorella di questa giovane artista, che l’ha accompagnata in studio da me in provincia di Bergamo dall’Emilia Romagna, era profondamente stupita da questo risultato.

Nel mio percorso di ricerca, parto come un archeologo da ciò che già si conosce sin dall’Antichità e poi ci aggiungo l’aspetto nuovo e pionieristico della voce.
Da un lato c’è Pitagora e dall’altro la musica orientale. In mezzo c’è il Canto. Due sono le frontiere della mia ricerca: una tecnica per i cantanti, l’altra elaborativa per le persone.
Dal punto di vista fisico acustico, il suono curativo entra nel corpo come curva sinusoidale drenando liquidi e tossine.  Il canto curativo eseguito in singing flow sulle frequenze di antiche campane scioglie nodi emotivi, aiuta a sanare ferite, esalta il potenziale delle persone. Fa rallentare, respirare, decongestiona dallo stress, riempie di pace, fa germinare il nuovo. Fa piangere, elaborare, rilassa, trasforma le forze egoiche dell’essere umano dal piombo all’oro, plasma, fa evolvere»

Cosa l’ha spinta, come è nato questo libro ?

«Il dolore. Un grande dolore che dovevo elaborare mi ha spinta ad uscire dalla zona di comfort e ad indagare musica orientale e frequenze. Lavorando su di me ho scoperto cose così belle che dovevo condividere, in primo luogo, la pace interiore»

Musica, lettura, ascolto. Ha una preferenza o sono legate insieme ?

«La mia visione della vita e dell’arte è interdisciplinare, vedo connessioni ovunque, le ricerco, le studio. Prima viene il silenzio, poi il suono, infine la parola. La mia preferenza è sempre per il silenzio, dal silenzio imparo l’ascolto e dall’ascolto imparo il senso della vita, l’attenzione per l’altro, l’osservazione del mondo»

Intervista a cura di Davide Falco

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Davide Falco

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