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giovedì, Aprile 16, 2026

Curiosità sull’NBA che sicuramente non conosci

L’NBA è semplicemente la lega di basket più prestigiosa e seguita al mondo. Eppure, anche se siamo abituati a sentir parlare delle gesta dei grandi campioni e delle loro squadre, ci sono alcune curiosità che sicuramente sfuggono alla maggior parte degli appassionati. In questo articolo scopriremo insieme alcune delle notizie più interessanti, così da innamorarci ancor di più dello spettacolare campionato di basket made in USA.

LeBron James: un contratto con la Nike prima di esordire in NBA

LeBron James è senza ombra di dubbio uno dei giocatori più famosi e talentuosi della storia. Non a caso, è talmente forte da influenzare da solo le scommesse NBA, come sanno fare soltanto i grandissimi campioni. In tanti, però, non sanno che il suo talento era già talmente evidente da scatenare una caccia allo sponsor prima ancora di esordire in NBA.

Alla fine la corsa all’oro se la aggiudicò la Nike: quando LeBron aveva appena 18 anni, la nota azienda del “baffo” decise di scommettere su di lui, offrendogli un contratto da 90 milioni di dollari. Un investimento che si è rivelato più che azzeccato, che ha dato vita ad una delle partnership più fruttuose nella storia dello sport, bruciando sul tempo concorrenti come l’Adidas e la Rebook.

Shaquille O’Neal: il suo tallone d’Achille erano i tiri da 3 punti

Shaquille O’Neal è stato uno dei giocatori più dominanti nella storia dell’NBA. Per merito dei suoi 2,16 metri di altezza, Shaq sembrava un vero e proprio gigante in giro per il campo, capace di schiacciare a canestro con una potenza inaudita, facendo tremare il parquet. Eppure, nonostante la sua incredibile carriera, c’è un aspetto in cui il grande Shaq ha sempre faticato: i tiri da tre punti.

Pur essendo un fenomeno sotto canestro, e uno dei migliori realizzatori della storia dell’NBA, il tiro da 3 punti non era cosa sua. Durante la sua carriera, infatti, Shaq ha segnato pochissimo dalla lunga distanza, ma c’è un motivo: il suo fisico imponente e la sua forza bruta lo rendevano un arma micidiale sul breve, ma allo stesso tempo limitavano la sua capacità di tirare con precisione da lontano.

L’auto-canestro? No, nel basket NBA non è valido

Nel basket, si sa, gli errori sono all’ordine del giorno, ma nell’NBA non sono concessi gli auto-canestri. Infatti, secondo le regole ufficiali, il punto non verrebbe assegnato alla squadra avversaria, ma sarebbe considerato un “rimbalzo perso” da parte del giocatore che ha commesso l’errore. Un sistema curioso per evitare situazioni imbarazzanti e garantire un gioco sempre corretto e sportivo. Va però detto che, in caso di auto-canestro del tutto accidentale, il regolamento prevede comunque l’assegnazione del punto alla squadra avversaria.

Joel Anthony e il record negativo dello 0-0-0 in 29 minuti

Nella storia dell’NBA ci sono stati molti record memorabili, sia positivi che negativi. Uno dei più curiosi riguarda Joel Anthony: un ex giocatore che, nel corso di una partita, non è riuscito a combinare nulla per ben 29 minuti. Il “fattaccio” è accaduto il 9 gennaio 2011, e ancora oggi rappresenta un record (di cui non andare particolarmente fieri). Anthony, difatti, non è riuscito a segnare alcun punto, né a catturare un rimbalzo o a fornire un assist.

Lionel Simmons e la tendinite al braccio da game boy

Chi l’avrebbe mai detto che la passione per i videogiochi potesse causare un infortunio? Invece, è quanto accaduto a Lionel Simmons nel 1991. Il giocatore, all’epoca 22enne, non riuscì a resistere alla tentazione del Game Boy, appena lanciato sul mercato, ma esagerò così tanto che alla fine si procurò una fastidiosa tendinite al polso e all’avambraccio.

In realtà esistono anche altre curiosità, come l’ossessione per le armi di Ja Morant, considerato uno degli astri nascenti.

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Davide_Falco
Davide Falco

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