L’Nba Global Games London 2017

radio italia nba
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Dal 29 Novembre al 13 Dicembre sul sito radioitalia.it sarà attivo un concorso che permetterà ad un ascoltatore (e a un suo accompagnatore) di aggiudicarsi un volo per Londra e due biglietti per assistere al match tra “Indiana Pacers” e “Denver Nuggets”. Appuntamento il 12 Gennaio 2017, “O2 Arena” di Londra.

Partecipare al concorso è semplice: basterà collegarsi a radioitalia.it, cliccare nell’apposita sezione www.radioitalia.it/nbaglobalgames e rispondere correttamente ad alcune domande sul mondo del basket. Tra tutti coloro che avranno risposto correttamente alle domande, sarà estratto il vincitore finale.

Alessandro Volanti, responsabile marketing Radio Italia: “Siamo molto felici di offrire questa opportunità unica ai nostri ascoltatori. La partnership con NBA Italia è per noi molto importante. Questa collaborazione conferma l’attitudine della nostra emittente a presidiare settori strettamente complementari alla musica e a legarsi a realtà, come quella sportiva, molto amate e seguite dal pubblico”.

Basket: A Bologna, sapore di NBA

steve nash
steve nash

Atmosfera da grande NBA quella che circonderà il Canada che il 25 e 26 giugno scenderà sul parquet di Piazza Azzarita per affrontare l’Italia di Ettore Messina nell’Imperial Basketball City Tournament, il penultimo grande appuntamento prima dei tornei di qualificazione olimpica che vedranno gli azzurri impegnati a Torino ed i canadesi a Manila, entrambi alla ricerca di un pass per Rio che manca ormai da tempo.

E’ infatti di questi giorni l’annuncio della federazione canadese di affidare il ruolo di general manager della squadra ad una delle stelle che hanno fatto la storia dell’NBA, il due volte MVP della lega Steve Nash. L’ex stella di Phoenix, Dallas e Lakers, 8 volte All Star, ha accettato con entusiasmo il nuovo incarico con l’obiettivo di riportare la nazionale canadese ai livelli degli anni ’80 e ’90. Grande appassionato di calcio e amico di Alex Del Piero, Nash sarà sicuramente una delle figure più note ed ammirate delle due giorni bolognese.

Ma il suo non sarà l’unico nome che farà rivivere l’atmosfera del grande basket NBA. Sulla panchina della nazionale canadese, dopo l’addio di Leo Rautins, siederà infatti Jay Triano, una vita passata sulle panchine dei più prestigiosi club NBA, dai Toronto Raptors ai Portland Trail Blazers ai Phoenix Suns, compresa un’esperienza come assistente nella nazionale USA quando venne chiamato a sostituire proprio Mike D’Antoni.

Con lui, in campo, Cory Joseph, guardia dei Raptors, campione NBA 2014 con i San Antonio Spurs; Joel Anthony ala dei Detroit Pistons, ex Boston Celtics e Miami Heat e Tyler Ennis guardia dei Milwaukee Bucks, ex Phoenis Suns.

Sarà dunque grande Canada, quello che si vedrà a Bologna e che giungerà in Italia nei prossimi giorni dopo due settimane di training camp a Toronto. Senza dimenticare un tocco d’Italia: nello staff dei canadesi, infatti, ci sarà con il ruolo di Managing Director una vecchia conoscenza del nostro basket: Maurizio Gherardini, non a caso per anni vice-president dei Toronto Raptors.

I biglietti per l’Imperial Basketball City Tournament possono essere acquistati sul circuito di vendita ufficiale www.vivaticket.it e dal 20 giugno presso la biglietteria del PalaDozza, dalle ore 10.00 alle ore 19.00.

EA7 Emporio Armani Olimpia Milano – Manital Torino

e7 emporio armani-manital- basket
Il sofferto successo di Milano sulla Manital Torino fa da contorno all’evento della serata.

Gli 80 anni dell’Olimpia riempiono infatti il forum e la serata di eventi che avvicinano sempre di più la gestione della società di Piazzale Lotto ad un NBA style visibilmente in crescendo.

Alla presentazione al buio dei giocatori prima della partita, completa di fuochi e fiamme, si aggiunge oggi al Forum un nuovo tabellone centrale a 4 facce che permetterà al pubblico una migliore lettura del punteggio e aggiungerà la possibilità di visionare i replay, ma soprattutto permetterà di intrattenere sempre di più le pause dei match futuri con sketch tipici del basket oltre oceano.

Nell’atipica mezz’ora abbondante dell’intervallo sui nuovi monitor appaiono le testimonianze di illustrissimi e amatissimi rappresentanti delle scarpette rosse del passato; da Sandro Gamba al sempre presente Peterson, passando per i mostri sacri come Mcadoo, Kenney e Meneghin.

La festa prosegue poi sul parquet dove il pubblico può rivedere e osannare atleti del calibro di Gentile e Gallinari padri, Pittis, Riva, Fucka, Rocca e molti altri.

Tante distrazioni insomma che hanno rischiato di coinvolgere anche i ragazzi di Coach Repesa che ottengono si i 2 punti, ma ai supplementari contro gli ultimi in classifica dell’ Auxilium Torino, dopo essere stati sotto di 9 lunghezze a meno di 5 minuti dal termine dei tempi regolamentari.

Grande prova di Lafayette, decisivo nei momenti caldi del match, ma sono 5 punti consecutivi di Simon a 17 secondi dal termine a decidere il match terminato 94 a 90 in favore dell’Emporio.

Stefano Daprile

NBA, gli Heat conquistano l’anello

La gioia immensa di James

Miami (U.S.A.), 22 giugno 2012 di Fiorenzo Di Costanzo. Non è stata solo una sfida tra Campioni dell’Ovest e Campioni dell’Est. Non è stato solo un duello tra Durant-Westbrook-Harden e James-Wade-Bosh. Non è stato solo un confronto Durant-James. Non è solo la contrapposizione tra due filosofie, Miami costruita con i dollari, Oklahoma attraverso scelte azzeccate al draft. È stata la rivincita di LeBron James verso tutto coloro che lo hanno sempre criticato di non essere decisivo nei momenti che contano, perchè se avesse perso la terza finale NBA della carriera sarebbe stato impossibile scrollarsi dalle spalle la nomea di perdente. Invece James, il “Predestinato”, ha guidato i suoi alla vittoria con prestazioni mostruose e ha concluso le Finals con numeri incredibili: 28,6 punti; 10,2 rimbalzi; 7,4 assist.
La serie Finale ha visto i primi due capitolo svolgersi in casa dei Oklahoma City Thunder e sono state due partite dall’andamento molto simile: gli Heat conducono per tutto il primo tempo, andando anche in vantaggio di 12 punti, ma il tifo di casa trasmettono energia a Durant e compagni che riescono, in gara 1, a ribaltare il risultato, mentre in gara 2 il recupero non riesce del tutto. Le Finals si spostano a Miami sul 1 pari, dove si giocheranno 3 partite. Gara 3 è la gara più equilibrata, con le due squadre che vanno all’intervallo con Miami in vantaggio solo di 1 punto, ma saranno ancora James e Wade ad avere la meglio, si va così sul 3 a 1 per gli Heat. In gara 4 e gara 5, i Thunder cedono all’enorme pressione di dover vincere a tutti i costi e le vittorie di Miami sono molto più larghe di quanto non dicano i risultati finali.

Per i Thunder è stata una sconfitta molto dura da digerire, soprattutto nelle dimensioni, perchè giungevano a queste Finals dopo aver sconfitto, in ordine, Dallas (campioni del 2011), i Lakers e i Spurs, la franchigia più vincente dello sport americano negli ultimi 15 anni. È fa male anche perchè uomini che nelle prime fasi dei playoff sono stati decisivi, come Harden, Ibaka, Sofolosha, sono mancati nei momenti decisivi delle Finals. Ma il futuro della franchigia non può essere che roseo, perché Durant, che è il più anziano dei big-3, ha appena 24 anni e se il management riuscirà a confermare in blocco il team allora la prossima stagione ha già una seria candidata al titolo.
Si conclude così la stagione NBA, con l’apoteosi di James che finalmente ottiene il primo anello in carriera e spazza via tutte le critiche negative che gli sono piovute addosso sopratutto dopo la pesante sconfitta delle Finals dell’anno scorso. Ma oltre ad essere la vittoria di James e dei big-3 di Miami, è stata soprattutto la vittoria di due veterani, Battier e Miller. Il primo è stato un autentico cecchino da dietro la linea dei 3 punti e ha letteralmente spezzato i piani difensivi di coach Brooks con un ottimo 15 su 16 nelle 5 gare. Il secondo è stato addirittura commovente in gara 5 con un illogico 7 su 8 da 3 punti tirato in condizioni fisiche al limite dell’accettabile.

OLIMPIA EA7 EMPORIO ARMANI MILANO – BANCA TERCAS TERAMO

BANCA TERCAS TERAMO

di Stefano Daprile, Assago 29-04-12

Il puzzle è completo. Nel prepartita tra l’Olimpia Milano e la Banca Tercas Teramo arriva l’ufficialità. Milano sopperisce all’infortunio di JR Bremer completando il roster con il play/guardia Justin Dentmon, leader degli Austin Toros, fresca squadra vincitrice della D-League americana, la lega di sviluppo dove le franchigie Nba piazzano i loro atleti non ancora pronti per giocare a quei livelli. Tanto per usare un termine di paragone di buon auspicio anche un certo Malik Hairston ha fatto gavetta in D-League negli Austin Toros….

 

Alla palla a 2 solito quintetto per Milano formato da Cook, Hairston, Mancinelli, Fotsis e Bourousis. Teramo risponde con Dee Brown, Cerella, Borisov, Amoroso e Brandon Brown.

 

Partenza alla vecchia maniera per l’Olimpia, il quintetto mandato sul parquet da coach Scariolo appare infatti molle e poco concentrato. Teramo può così costruire un tesoretto iniziale di 7 punti tenendo a zero l’attacco EA7 per i primi 5 minuti.

L’impasse meneghino lo toglie una tripla di Hairston, preludio all’ingresso in campo dell’ormai solito micidiale baby quintetto milanese che, sotto la guida di Gentile e Melli, piazza il controsorpasso EA7 sul 13 a 10.

Netta la crescita in questa fase della stagione dei giovani a disposizione di Coach Scariolo, non solo in termini di punti, ma anche con solide prestazioni difensive. Il 18 a 14 EA7 al termine della prima frazione porta anche la loro firma.

 

Alla ripresa dei giochi Alessandro Gentile lancia i primi tentativi di fuga per Milano. Sulla sponda Tercas l’altro baby fenomeno abruzzese Polonara prova a limitare i danni,  ma la tripla di Cook scrive il primo vantaggio in doppi cifra per Milano sul 30 a 19. Un antisportivo fischiato su Gentile dilata il gap a +15 e per l’Olimpia di questo periodo può già dire Game Over.  La Tercas non trova infatti mai conclusioni facili con i giocatori di Milano che sporcano ogni traiettoria disegnabile e costringono i ragazzi di Coach Ramagli a tirare costantemente con le mani in faccia. Il 41 a 25 di fine primo tempo è così servito.

 

Nella ripresa la vecchia guardia di Milano infierisce portando il vantaggio Olimpia sul +19. I ragazzi di Coach Scariolo dominano ogni accoppiamento e in particolare quello di Bourousis su Brandon Brown,  e quello di Hairston su chiunque, sembrano confronti tra giocatori di diversa categoria. Si cade inevitabilmente nell’accademia. Finloy e Melli pescano le triple del +29 spostando ovviamente gli interessi di Milano su altri campi… I tabelloni all’ultimo intervallo dicono 72 a 44 EA7 con già 4 scarpette rosse in doppia cifra.

 

Con un quintetto da 23 anni di media Milano affronta l’ultima frazione con un orecchio a Biella dove Cantù si sta giocando una buona fetta di secondo posto in regular season. Il finale è amaro, la Bennet vince al fotofinish 76 a 77 mantenendo alle spalle Milano, ma questa Olimpia non può aver paura, ne di Cantù ne di Siena.

83 a 64 il risultato al Forum di Assago.

 

Pagelle: Giacchetti 6 –  Mancinelli 6,5 –  Fotsis 6 –  Cook 7  –  Rocca 6 –  Filloy 6 –  Melli 7 –  Gentile 7 –  Radosevic 6 – Hairston 7 – Bourousis 6,5 – Bremer s.v. – Riva 6

 

In Conferenza Coach Scariolo: Abbiamo centrato tutti gli obiettivi di questa partita. Arriviamo al finale di stagione con tutti i giocatori in ritmo. Dentmon mi sembra il giocatore giusto per entrare in questo ritmo, in ogni caso non giocherà contro Treviso. Stiamo giocando con 11 giocatori ma non è detto che i play off li affronteremo con lo stesso numero. Decideremo partita per partita.