La ricerca dimostra che sfogarsi su una batteria musicale ha benefici per gli adolescenti con autismo in termini di cervello, corpo e livelli di attenzione.
C’è una famosa battuta di Karl Kraus sulla psicoanalisi: è la malattia mentale per la quale si considera la terapia. La batteria è il sintomo di un’irrequietezza senza legge, di un’ostentazione, di un desiderio di fare un rumore molto forte – o la cura per questo?
Una recente ricerca fornisce la risposta: è la cura. Una ricerca del 2018 condotta dalla dottoressa Ruth Lowry dell’Università dell’Essex ha suggerito che il «drumming» migliora le capacità motorie e la salute sociale dei bambini con problemi comportamentali ed emotivi.
Una nuova indagine, guidata dalla stessa ricercatrice e organizzata dal Clem Burke Drumming Project (Burke è il formidabile batterista dei Blondie) va oltre.
Il nuovo studio ha diviso 36 adolescenti con vari tipi di autismo in due gruppi, uno che ha ricevuto lezioni di batteria per due mesi e uno che non le ha ricevute. Gli adolescenti che hanno suonato la batteria hanno mostrato una netta diminuzione dell’iperattività e della disattenzione.
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