Scuola, disabilità e autismo ai tempi del Covid-19

Lucia Azzolina, Ministra dell'Istruzione
Lucia Azzolina, Ministra dell’Istruzione

Scuola, disabilità, autismo – Lettera alla Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina

Milano, 7 maggio 2020
ANGSA Lombardia (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici), attraverso il suo socio Andrea Buragina, padre di un ragazzo autistico, ha inviato oggi una seconda lettera – dopo quella al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte – alla Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, nella quale si esprime la preoccupazione delle famiglie con ragazzi autistici, rappresentate dall’Associazione ANGSA, per le tempistiche e le modalità della ripresa delle lezioni nella scuola italiana.
La lettera mette in evidenza come la decisione politica di continuare ad avere una parte preponderante della didattica «a distanza», oltre alle molte difficoltà di ordine pratico – solo il 30% della popolazione italiana dispone di connessione internet, abitazioni di ridotte dimensioni e sovrappopolate, relativa scarsità di tablet o Pc – comporti anche problemi di natura sociale e didattica. Come era già stato evidenziato nella precedente missiva al Presidente del Consiglio lo scorso 30 Aprile, “se, nel caso di ragazzi realmente abili, le lezioni a distanza solo in parte compensano la chiusura delle scuole, lo stesso non si può dire nel caso di soggetti autistici che sono abituati alla loro routine e che, essendo l’uno diverso dall’altro, necessitano di percorsi personalizzati. Una personalizzazione che già a scuola è difficile assicurare per via del taglio progressivo delle ore di sostegno (non vi è di fatto mai un rapporto 1:1), cosa che rende sostanzialmente impossibile la sua implementazione a distanza. A questo si aggiunge il fatto che a molti soggetti autistici non è proprio possibile erogare delle lezioni in remoto”.
“Nel periodo attuale, a scuole chiuse,” prosegue la lettera alla Ministra, “avrebbe, quindi, senso spingere sull’educazione domiciliare. Uso il condizionale in quanto, a causa della già citata allocazione parziale di risorse, poche scuole si sono mosse in maniera proattiva suggerendo ai propri utenti un servizio di questo tipo. Si tratta però di una soluzione che è già formalmente prevista nell’articolo 48 del decreto ‘Cura Italia’ del 17 marzo 2020, ma che di fatto è quasi impossibile implementare. Se guardiamo invece alla ripresa della scuola, che, secondo le ultime notizie, prevede una frequenza fisica solo parziale, avrebbe senso darne priorità agli alunni con disabilità (come peraltro suggerito anche dell’emendamento della Fish al Decreto Legge 22/20). Nel caso specifico di bambini e ragazzi autistici c’è infatti anche un tema di socialità/inclusività che solo la frequenza di persona garantirebbe”.

Ministro dell’istruzione Lucia Azzolina
Palazzo del Ministero della pubblica istruzione
viale Trastevere, 76/a
00153 Roma
Milano, 7 maggio 2020
Oggetto: SCUOLA, DISABILITÀ E AUTISMO AI TEMPI DEL COVID-19
Gentile Ministra dell’istruzione,
Le scrivo in qualità di cittadino, che ama profondamente il suo Paese, e al tempo stesso di genitore di un
ragazzo autistico, socio di Angsa Lombardia (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici).
Ho letto in questi giorni alcune sue dichiarazioni in merito alla riapertura delle scuole. Se guardiamo alla fluidità
delle stesse, si ha quasi l’impressione (probabilmente errata) che prendere una decisione piuttosto che un’altra
abbia impatti simili sulla vita dei diretti interessati (gli studenti), dei relativi genitori ed in ultima analisi
sull’economia del Paese.
Scopo della politica dovrebbe essere gestire al meglio dei ”trade off”, andare cioè ad individuare delle soluzioni
che garantiscano un giusto giusto compromesso, nel caso specifico fra salute, diritto allo studio e benessere
economico. Guardando anche a come altri paesi stanno approcciando la cosiddetta fase 2, sembra che ci sia
da parte del nostro Paese un approccio teoricamente troppo spostato sul tema della salute. Dico teoricamente
in quanto si stanno forse perdendo di vista quelle che potrebbero essere le ripercussioni di carattere
economico-sociale che sono poi strettamente connesse con la salute delle persone. Si stanno, se guardiamo
alla scuola, perdendo di vista quelle che presumibilmente saranno le ripercussioni sull’educazione dei nostri
figli.
Si parla ora di un rientro a scuola che avverrà solo in parte fisicamente. Continuerà ad avere una parte
preponderante l’educazione a distanza. Se ci riferiamo a minori ed in particolare a scuole primarie e secondarie,
le criticità sarebbero tante. Una parte importante della popolazione, stimata nell’intimo del 30%, non dispone,
infatti, di una connessione internet. Le sembrerà forse strano (questa è stata almeno la mia impressione
iniziale) ma per molti bambini il tablet è un oggetto del desiderio e tale rimarrà anche a causa delle ripercussioni
economiche che questa crisi avrà. Per altri ancora c’è un tema di appartamenti densamente popolati. Converrà
con me che due bambini in 40 mq, anche se provvisti di un tablet, avranno una certa difficoltà nella fruizione
di lezioni a distanza; e magari il genitore che sta con loro avrà qualche difficoltà nel suo smart working,
ammesso che abbia ancora un lavoro.
Se poi ci spostiamo nell’ambito della disabilità ed in particolare dell’autismo il discorso si complica
ulteriormente. Come evidenziato in una lettera inviata al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte in data 30
Aprile 2020, se, nel caso di ragazzi realmente abili, le lezioni a distanza solo in parte compensano la chiusura
delle scuole, lo stesso non si può dire nel caso di soggetti autistici che sono abituati alla loro routine e che,
essendo l’uno diverso dall’altro, necessitano di percorsi personalizzati. Una personalizzazione che già a scuola
è difficile assicurare per via del taglio progressivo delle ore di sostegno (non vi è di fatto mai un rapporto 1:1),
cosa che rende sostanzialmente impossibile la sua implementazione a distanza. A questo si aggiunge il fatto
che a molti soggetti autistici non è proprio possibile erogare delle lezioni in remoto.
Nel periodo attuale, a scuole chiuse, avrebbe avuto e avrebbe quindi senso spingere sull’educazione
domiciliare. Uso il condizionale in quanto, a causa della già citata allocazione parziale di risorse, poche scuole
si sono mosse in maniera proattiva suggerendo ai propri utenti un servizio di questo tipo. Si tratta però di una
soluzione che è già formalmente prevista nell’articolo 48 del decreto ‘Cura Italia’ del 17 marzo 2020 ma che di
fatto è quasi impossibile implementare.
Se guardiamo invece alla ripresa della scuola, che, secondo le ultime notizie, prevede una frequenza fisica solo
parziale, avrebbe senso darne priorità agli alunni con disabilità (come peraltro suggerito anche
dell’emendamento della Fish al Decreto Legge 22/20). Nel caso specifico di bambini e ragazzi autistici c’è infatti
anche un tema di socialità/inclusività che solo la frequenza di persona garantirebbe.
Segue in allegato la lettera di appoggio di Angsa Lombardia a cura della Presidentessa Anna Curtarelli Bovi.
Distinti saluti.
Andrea Buragina

Sindrome Asperger: incontro gratuito a Milano

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Uniche come me, Donne Asperger: le invisibili alla fine dello spettro
L’incontro presenta in anteprima il libro Autismo al femminile
di Fisher Bullivant F.

Con il patrocinio del Municipio 6 del Comune di Milano,
domenica 16 febbraio 2020,
in occasione della Giornata Mondiale della Sindrome di Asperger
a Milano, presso Superstudio Più, dalle 9.00 alle 18.00,
un incontro gratuito

Essere donne Asperger spesso induce a vivere in uno stato di perenne invisibilità, creato da una parte dalle abilità di mascheramento sociale e dall’altra dalla calibrazione dei test diagnostici sulla base di caratteristiche strettamente maschili. L’Asperger al femminile presenta specificità che spesso sfuggono alla lente clinica, portando in alcuni casi a diagnosi sbagliate, con un carico seguente di sofferenza difficilmente sopportabile. Come spiega Tony Attwood, uno dei massimi esperti in materia: “Abbiamo urgente bisogno di elaborare una versione femminile dei test per la sindrome di Asperger, che identifichi le ragazze in base a come si presentano. L’Asperger non diagnosticato può portare a una devastante perdita di autostima nelle ragazze”. Allo stesso tempo gli interventi psicologici ed educativi, quando intrapresi, presentano le medesime fragilità, favorendo il senso di non adeguatezza, di incapacità e di insicurezza spesso condiviso da ragazze e donne di tutte le età. Riconoscersi ed essere riconosciute per le proprie specificità, abilità e fragilità, diventa quindi un momento fondamentale e irrinunciabile per ogni donna nello spettro.

Per questo motivo Spazio Asperger ONLUS, in collaborazione con Edizioni Edra e Superstudio Group, ha deciso di dedicare la Giornata mondiale della Sindrome di Asperger alle donne Asperger, organizzando un evento gratuito dal titolo “Uniche come me. Donne Asperger: le invisibili alla fine dello spettro”, durante il quale sarà presentato in anteprima il libro di Fisher Bullivant F. “Autismo al femminile. Una guida pratica per riconoscere, comprendere e lavorare con bambine e ragazze con autismo lieve e Sindrome di Asperger”, a cura di David Vagni e edito da Edizioni Edra.

L’evento, patrocinato dal Municipio 6 del Comune di Milano e introdotto dai saluti dell’Assessore alle Politiche sociali e abitative del Comune di Milano, Gabriele Rabaiotti, si svolgerà durante l’arco della giornata del 16 febbraio 2020, dalle 9.00 alle 18.00, e affronterà da un punto di vista scientifico ed educativo numerosi temi legati all’Asperger al femminile: dal camaleontismo sociale all’identità di genere e alla sessualità nelle donne Asperger, passando attraverso le possibili tipologie di intervento a sostegno di ragazze e donne nello spettro, insieme ad uno sguardo inedito sulle multi-eccezionalità che in alcuni casi caratterizzano le donne e le ragazze Asperger. Interverranno anche donne Asperger per raccontare la propria esperienza ed i propri vissuti. I relatori provengono da numerose e diverse realtà italiane che hanno intrapreso un pionieristico viaggio a riconoscimento e supporto delle specificità delle donne Asperger: Davide Moscone e David Vagni dell’Associazione Spazio Asperger ONLUS e del centro CuoreMenteLab di Roma; Patrizia Ventura e Concetta De Giambattista dell’Associazione DeltaEnne e del Policlinico di Bari; Letizia Cavalli e Sara Travaglione di CuoreMenteLab di Roma; Manuela Cianella e Giulia Cavallo dell’Officina Pedagogica altamente differente di Pisa, Cristina Parisi della Fondazione Sacra Famiglia di Varese. Sarà presente anche Francesca Mela, amministratrice del gruppo Asperger Adulti Italia che descriverà l’esperienza del gruppo e presenterà una app per aiutare le persone autistiche a gestire le proprie energie.

Obiettivo generale dell’incontro è la condivisione di esperienze di vita e di percorsi di intervento capaci di far emergere non solo le difficoltà esperite dalle donne nello spettro, ma anche le loro potenzialità, allo scopo di poterne vivere responsabilmente e consapevolmente.
Riportando al femminile quanto espresso da Hans Asperger: “Il positivo e il negativo in una persona, il suo potenziale di successo o fallimento, le sue attitudini e difficoltà – si condizionano reciprocamente e derivano dalla stessa fonte. Il nostro obiettivo terapeutico dovrebbe essere quello di insegnare alla persona come far fronte alle proprie difficoltà. Non come eliminarle. Dobbiamo educare la persona ad affrontare sfide speciali con strategie speciali; il nostro compito non è di rendere la persona consapevole di essere malata, ma quello di renderla responsabile della propria vita.”
Scheda dell’evento
Titolo evento: Uniche come me. Donne Asperger: invisibili alla fine dello Spettro
Luogo: Milano, Superstudio Più, via Tortona 27
Data e orario: domenica 16 febbraio 2020, dalle 9.00 alle 18.00
Accesso: gratuito, su prenotazione obbligatoria all’indirizzo
https://www.cuorementelab.it/evento/gmsa2020/
Evento promosso da: Spazio Asperger ONLUS, Edizioni Edra, Superstudio Group
Con il patrocinio di: Municipio 6 del Comune di Milano

Autismo: lanciata campagna di sensibilizzazione

Istituto Serafico Assisi
Istituto Serafico Assisi

Nel nostro Paese i Disturbi dello Spettro Autistico (ASD) colpiscono 1 bambino su 77 (tra i 7 e i 9 anni), stima che mette in evidenza la necessità di adottare politiche sanitarie, educative e sociali atte a incrementare e migliorare i servizi a supporto dei pazienti e delle loro famiglie. In questo ambito, l’Istituto Serafico di Assisi è da sempre in prima linea per garantire innovazione e le migliori competenze nella presa in carico di bambini e ragazzi con questi disturbi e fornire un supporto concreto alle famiglie, spesso abbandonate a se stesse. Per questo il Serafico ha scelto di investire sulla formazione dei propri educatori e terapisti, offrendo loro un corso sulla scienza applicata ABA (Applied Behavior Analysis), un metodo evidence-based molto efficace, che favorisce la riduzione di comportamenti disfunzionali, migliora e aumenta la comunicazione, l’apprendimento e i comportamenti socialmente appropriati.

E per sensibilizzare un pubblico sempre più ampio sulla condizione delle persone con Disturbi dello Spettro Autistico e abbattere i pregiudizi e l’isolamento, l’Istituto Serafico lancia la campagna social #Fuoridallabolla a sostegno delle persone con autismo e delle loro famiglie, che lottano ogni giorno per ottenere pari opportunità e inclusione all’interno della società. Dal 30 gennaio 2020 tutti possono sostenere l’iniziativa condividendo sui propri social network (IG / Twitter / Facebook) un selfie o un post in cui sia presente una bolla di sapone che esplode, simbolo evocativo della campagna, ricordando sempre di utilizzare l’hashtag #Fuoridallabolla e di taggare i canali social dell’Istituto Serafico.

Autismo, il Serafico investe sull’innovazione e sulla formazione dei suoi operatori offrendo loro il corso sulla scienza applicata Aba

L’Istituto Serafico di Assisi offre gratuitamente il corso ABA a tutti i suoi operatori e terapisti
con l’obiettivo di favorire l’evoluzione, l’inclusione e il miglioramento della qualità della vita
delle persone con disturbi dello spettro autistico e delle loro famiglie.
E per abbattere l’isolamento e i pregiudizi legati a questi disturbi, dal 30 gennaio 2020 l’Istituto lancia la
Campagna social #Fuoridallabolla

I casi di autismo continuano a crescere a livello globale[1], a tal punto che le recenti statistiche internazionali ne rivelano un incremento 10 volte superiore rispetto agli ultimi 40 anni. In particolare, nel nostro Paese i Disturbi dello Spettro Autistico (ASD)[2] colpiscono 1 bambino su 77 (tra i 7 e i 9 anni), stima dovuta anche un affinamento delle capacità di intercettazione precoce del fenomeno, ma che mette in evidenza la necessità di adottare politiche sanitarie, educative e sociali atte a incrementare e migliorare i servizi a supporto dei pazienti e delle loro famiglie. Per garantire le migliori competenze nella presa in carico di bambini e ragazzi con queste problematiche e fornire un supporto concreto alle famiglie, il Serafico ha scelto di investire sulla formazione dei propri educatori e terapisti offrendo loro un corso sulla scienza applicata ABA (Applied Behavior Analysis), un metodo evidence-based[3] molto efficace, che favorisce la riduzione di comportamenti disfunzionali, migliora e aumenta la comunicazione, l’apprendimento e i comportamenti socialmente appropriati. Il corso è stato tenuto dalla Dott.ssa Fabiola Casarini, una ricercatrice che ha studiato il metodo ABA direttamente negli USA ed è tornata per insegnarlo in Italia.

In linea con i recenti dati internazionali, anche l’Istituto Serafico di Assisi ha registrato negli ultimi anni un forte aumento delle richieste relative a valutazioni e trattamenti di bambini e ragazzi con autismo. Nel solo 2019, infatti, il 44% degli utenti che si sono rivolti all’Unità Diagnostica dell’Istituto presentava problematiche riconducibili ai Disturbi dello Spettro Autistico. In quest’ambito, la ricerca oggi ha fatto importanti passi in avanti e, per la prima volta, il futuro dei bambini a cui viene riconosciuto il disturbo entro i due anni di vita è ricco di speranza. Anche per gli adolescenti e gli adulti con autismo e multi disabilità la scienza ABA è la principale strategia d’intervento che può aiutare tutti a progettare percorsi personalizzati che migliorino la comunicazione, il comportamento, la crescita continua e la realizzazione di sé. I dati che si raccolgono con ABA, infatti, mostrano inequivocabilmente che non si è mai troppo “grandi” o troppo “gravi” per imparare.

«L’Aba è il trattamento educativo per le persone con disturbi dello spettro autistico che ha mostrato i migliori risultati in tutto il mondo e consiste nell’utilizzo di un metodo per raccogliere dati sul comportamento delle persone al fine di migliorarne la salute, le relazioni con gli altri e la felicità. Il Serafico è il primo ente in Italia ad offrire gratuitamente il corso a tutto il personale assunto nel ruolo di educatore e si tratta di un investimento che non ha precedenti. Perché portare ABA in un luogo che si prende cura delle persone con pluridisabilità come l’Istituto Serafico ha una duplice valenza: significa cambiare mentalità rispetto ai modi tradizionali di curare i pazienti e al contempo dare vita a un Centro di lifelong learning in cui gli utenti non vengano valutati in base alla loro diagnosi o alla loro gravità, ma in base alle loro potenzialità e vengano così accolti come persone in grado di crescere ed imparare durante l’intero ciclo della loro vita», commenta la Dott.ssa Fabiola Casarini.

L’attenzione per l’uso di trattamenti educativi basati su evidenze scientifiche è arrivata da poco in Italia, come effetto delle linee guida per l’Autismo e su forte richiesta delle associazioni che si occupano di diritti delle persone con disabilità. È dunque fondamentale investire sulla formazione di personale specializzato al fine di garantire un alto standard di competenza ai propri utenti e questo il Serafico lo sa bene, tanto da rappresentare un modello di eccellenza italiana ed internazionale nella riabilitazione, nella ricerca e nell’innovazione medico scientifica per i ragazzi con disabilità plurime.

«Siamo orgogliosi di aver investito sulla formazione dei nostri operatori e terapisti offrendo loro il corso ABA, perché l’opera del Serafico è da sempre orientata a valorizzare le infinite potenzialità dei nostri bambini e ragazzi. Ci tengo pertanto a ringraziare la Dott.ssa Fabiola Casarini per il lavoro svolto e per aver tracciato un nuovo percorso nella direzione della ricerca delle autonomie e dei talenti dei ragazzi. Questo corso arricchisce l’offerta del Serafico e il nostro impegno affinché nessuno sia lasciato indietro», dichiara Francesca Di Maolo, Presidente dell’Istituto Serafico di Assisi.

Il corso ABA è regolato da un ente internazionale, il BACB, che garantisce a chi completa il percorso formativo lo stesso livello di competenze di base in tutto il mondo. Il corso si è svolto con 40 ore di formazione teorica, seguite da un tirocinio pratico e da una valutazione individuale, per poi culminare nello svolgimento di un esame internazionale in lingua inglese. Affrontando le complessità del corso per diventare a tutti gli effetti RBT (Registered Behaviour Technician, ovvero Tecnici del Comportamento Registrati), gli operatori hanno scoperto le potenzialità di ABA e vissuto personalmente la soddisfazione che comporta l’apprendimento continuo di un importante metodo innovativo.

«La scelta di adottare strategie educativo-abilitative-riabilitative basate su una solida metodologia scientifica validata, punta decisamente a promuovere lo sviluppo di interventi precoci e mirati, obiettivi cruciali per favorire positivamente l’evoluzione, l’inclusione e il complessivo miglioramento della qualità della vita delle persone con disturbi dello spettro autistico e delle loro famiglie», spiega Sandro Elisei, Direttore Sanitario dell’Istituto Serafico di Assisi e coordinatore del Centro di Ricerca “InVita”. «La complessità di questi disturbi rappresenta una sfida anche per il nostro Centro di Ricerca “InVita”, attualmente impegnato a sviluppare un progetto già in atto nel nostro laboratorio espressivo a metodologia tecnologica, applicando nell’ambito dell’autismo le teorie successive alla scoperta dei “neuroni specchio” per favorire e migliorare il rispecchiamento affettivo della persona. Attraverso questo approccio, il Serafico si inserisce nella rete di servizi per l’autismo, ponendo al centro i bisogni del bambino e della sua famiglia per predisporre e offrire adeguati interventi di cura e sostegno», conclude Elisei.

La campagna social per rompere la bolla dell’isolamento e dei pregiudizi sull’autismo

Per sensibilizzare un pubblico più ampio sulla condizione delle persone con Disturbi dello Spettro Autistico e abbattere i pregiudizi e l’isolamento, l’Istituto Serafico di Assisi lancia la campagna social #Fuoridallabolla a sostegno delle persone con autismo e delle loro famiglie, che lottano ogni giorno per ottenere pari opportunità e inclusione all’interno della società. Dal 30 gennaio 2020 tutti possono sostenere l’iniziativa condividendo sui propri social network (IG / Twitter / Facebook) un selfie o un post in cui sia presente una bolla di sapone che esplode, simbolo evocativo della campagna, ricordando sempre di utilizzare l’hashtag #Fuoridallabolla e di taggare i canali social dell’Istituto Serafico.

Il Serafico, fondato nel 1871, è un modello di eccellenza italiana ed internazionale nella riabilitazione, nella ricerca e nell’innovazione medico scientifica per i ragazzi con disabilità plurime. Convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale per trattamenti riabilitativi residenziali, semiresidenziali ed ambulatoriali, il Serafico accoglie e cura ogni giorno 157 pazienti, provenienti da tutto il territorio nazionale, per un totale di 14.841 trattamenti riabilitativi e 15.842 trattamenti educativi-occupazionali all’anno (dati 2017). In una superficie complessiva di circa 10.000 mq, posta su di un’area di 40.000 mq, sono disponibili 84 posti letto in regime residenziale, 30 posti letto in regime semi-residenziale, oltre ad un servizio ambulatoriale e di valutazione diagnostica-funzionale. Le persone al servizio degli utenti sono oltre 200: circa 170 tra collaboratori e dipendenti e i numerosi volontari, che mettono in campo non solo capacità e competenze, ma anche un “capitale di umanità” in grado di entrare in sintonia con i pazienti. Per informazioni: www.serafico.org

[1] Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, a livello globale, 1 bambino su 160 ha un disturbo dello spettro autistico. Questa stima rappresenta un dato medio, alcuni studi hanno tuttavia riportato cifre sostanzialmente più elevate https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/autism-spectrum-disorders

[2] I Disturbi dello Spettro Autistico (ASD) sono un insieme eterogeneo di alterazioni del neurosviluppo, causate da fattori genetici o ambientali, la cui condizione compare in età infantile, ma accompagna il soggetto per tutta la vita, con diverse possibilità relativamente all’acquisizione di autonomia personale. Questi disturbi sono inoltre caratterizzati da una compromissione della capacità di interazione sociale, della capacità di comunicazione, o dalla presenza di comportamenti, interessi e attività stereotipate.

[3] Tecnica che si basa soltanto sulle procedure la cui efficacia è stata comprovata dalle ricerche scientifiche.

Intelligenza artificiale, emozioni, autismo, bambini

crowdfunding #RobotFriend
crowdfunding #RobotFriend

Procede con successo la campagna di crowdfunding #RobotFriend: il Robot amico per superare la diversità raggiunge in anticipo il primo step di raccolta su Eppela e ottiene il cofinanziamento di MSD CrowdCaring.

Ma c’è tempo fino al 28 dicembre per permettere il raggiungimento dell’obiettivo finale e realizzare così il sogno di un laboratorio di robotica al servizio dei bambini normalmente abili e bambini affetti da sindrome autistica.

La campagna di crowdfunding #RobotFriend, lanciata lo scorso 18 novembre sulla piattaforma Eppela all’interno del programma MSD CrowdCaring – iniziativa di MSD Italia che nasce per promuovere l’innovazione al servizio della salute – ha raggiunto e superato in anticipo il suo primo obiettivo di raccolta (pari a 10.000 euro), grazie agli oltre 9.000 euro donati dai sostenitori e dal cofinanziamento di MSD CrowdCaring che ha donato 5.000 euro all’iniziativa. “Siamo entusiasti per il successo riscosso e ringraziamo tutti coloro (sono più di 100) che ci hanno supportato nel progetto. Questo è pero solo un primo passo verso quello che è il nostro vero obiettivo: avvicinarci il più possibile a quota 20.000 euro” racconta Andrea Buragina, co-founder di LORF , spiegando come questo importo consentirebbe di arrivare a quello che al momento è un sogno: il Robot Pepper, che grazie alla presenza di un tablet, consentirebbe di veicolare in maniera ottimale il gioco #ColorQuiz, sviluppato dalla start up milanese.

LORF intende, infatti, sviluppare un laboratorio di robotica in cui bambini normalmente e diversamente abili si possano incontrare intorno al Robot e, attraverso il gioco, divertirsi, apprendere e socializzare, favorendo in questo modo anche l’educazione alla diversità. #ColorQuiz, ha un livello di difficoltà medio basso: questo lo rende fruibile dai bambini autistici ma al tempo stesso attraente anche agli occhi dei bambini normalmente abili, a cui viene affidato il ruolo di tutor. Saranno, pertanto, proprio questi ultimi ad aiutare i bambini autistici ad interfacciarsi con il Robot.

#ColorQuiz è il primo gioco che LORF ha realizzato e nasce proprio da un’idea dello stesso Buragina: quella di far scoprire ai bambini il mondo che li circonda attraverso i colori. Alla sua creazione ha lavorato un Team, coordinato da Andrea e composto da una psicologa, Claudia Bordicchia, esperta in Psicopatologia dell’Apprendimento, un tecnico, Ewerton Lopes S. de Oliveira, che vanta una consolidata esperienza nell’ambito della robotica, oltre ad un esperto in comunicazione digitale, Michele Berra, da sempre attento a tematiche sociali. Il gioco prevede una prima parte dove i bambini sono chiamati a giocare e a scoprire, attraverso il Robot, i colori primari e secondari. Nella seconda parte i bambini sono invece chiamati a scoprire i colori del mondo che li circonda rispondendo ad una serie di domande formulate dal Robot, attraverso l’ausilio di contenuti multimediali.

Pepper è il primo e più avanzato robot umanoide capace di interagire e di rispondere alle richieste dell’utente, e, grazie ad un complesso algoritmo, di riconoscere e reagire proattivamente alle emozioni umane entrando in relazione con l’interlocutore. Un’interfaccia di alto livello e un sistema di intelligenza artificiale (AI) cloud-based gli permettono di comunicare con chi gli sta intorno, analizzando la gestualità, l’espressione e il tono di voce.

Il Robot ha una forma simile a un giocattolo e dunque cattura subito l’interesse del bambino e crea un canale di comunicazione diretta con lui. Poiché il robot non tradisce emozioni, non cambia espressione vocale o facciale, facilita la concentrazione per i bimbi autistici, che sono ipersensibili agli stimoli esterni e timorosi delle reazioni umane.

LORF è una start-up innovativa fondata ed è anche una società Benefit, impegnata in azioni e progetti a sostegno delle persone autistiche e delle loro famiglie. Accreditatasi come B corp, LORF è stata premiata al B Corp Italian summit 2018 di Bologna come Best For Italy 2018 – miglior impatto Comunità, avendo conseguito il punteggio più alto nell’area comunità del BIA (Benefit Impact Assessment), un rigido protocollo che misura le performance economiche, ambientali e sociali di un’azienda. Nel 2019 ha anche ha anche conseguito il Best For The World sia Community che Governance.

LORF ha lanciato l’App loveorfriends, uno strumento che favorisce la socializzazione, promuovendo incontri nel mondo reale con i propri amici; l’obiettivo è invitare le persone a passare sui social network il tempo strettamente necessario per darsi appuntamento nel mondo reale. In questa direzione va anche #WorldFriend, la campagna recentemente lanciata da LORF che vuole sottolineare l’unicità dei momenti vissuti nella vita reale e l’importanza di vivere il mondo reale. Tra le sue attività LORF ha ideato e promosso il progetto HomeMate, che utilizza la tecnologia per innalzare il livello di autonomia delle persone con Autismo e migliorarne la qualità di vita, e ha realizzato, a supporto, il video, “Did you know Autistics Change the World?”, che partendo da personaggi autistici che hanno fatto la storia dell’umanità o indotto cambiamenti epocali, si pensi ad Einstein o a Mozart, illustra non solo cosa è l’Autismo, ma anche il potenziale onere finanziario a carico della comunità in futuro. Con l’obiettivo di far conoscere le potenzialità in termini di socializzazione di un Robot umanoide e i suoi utilizzi a servizio della persona e della comunità, LORF ha ideato e lanciato il Contest #RobotFriend, facendo diventare loveorfriends la prima app al mondo che ha permesso ad i propri utenti di incontrare e interagire con un Robot umanoide. L’obiettivo è ora dare a #RobotFriend una declinazione pratica.

“L’Abbracciata collettiva”

LOCANDINA NAZIONALE CANTANTI
LOCANDINA NAZIONALE CANTANTI

In occasione della giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo (martedì 2 aprile 2019), Mediafriends, con la collaborazione della Nazionale Cantanti, sostiene “L’Abbracciata collettiva”.

L’iniziativa, alla sua quarta edizione e ideata dalla Cooperativa Sociale T.M.A. Group, è una manifestazione che nasce con lo scopo di avvicinare più persone possibili alla disabilità e in particolare all’autismo e ai disturbi mentali gravi.
Si tratta di una maratona in acqua che si terrà in molte piscine pubbliche, presenti in tutto il territorio italiano, il 30 e il 31 marzo (dalle 7.30 del 30 alle 13.30 del 31 marzo).

Ogni partecipante potrà contribuire con una donazione, nuotando, galleggiando, stando in corsia per un minimo di 15 minuti insieme ai ragazzi che svolgono durante l’anno la Terapia Multisistemica in Acqua (TMA metodo Caputo – Ippolito) con gli operatori specializzati.

I metri percorsi in vasca vogliono rappresentare simbolicamente il tentativo di avvicinarsi alle problematiche delle famiglie dei bambini con disturbo dello spettro autistico. Un modo, attraverso lo sport, per integrare i ragazzi nella comunità e favorire la loro socializzazione.

Per chi non potesse partecipare all’evento ma volesse sostenere l’iniziativa, potrà inviare (dal 21 marzo al 7 aprile) un SMS del valore di 2 euro o chiamare da rete fissa al 45582 donando 5 o 10 euro, oppure potrà dare il suo contributo partecipando come pubblico alla partita tra La Nazionale Cantanti e la Nazionale Poste Italiane che si giocherà sempre il 31 marzo alle 15.30 stadio Mancini di Fano.

I tifosi potranno vedere in una veste inedita scendere in campo: Paolo Belli, Enrico Ruggeri, Neri Marcorè, Niccolò Fabi, Ermal Meta, Paolo Vallesi, Briga, Biondo, Moreno, Einar, un team allenato da Marco Masini.

Le somme raccolte consentiranno alle famiglie che hanno meno opportunità economiche di offrire ai loro figli la possibilità di effettuare percorsi di TMA e di integrazione sociale durante l’anno, gratuitamente.