La moda non è soltanto un settore in cui l’estro creativo dei direttori creativi può trovare sfogo, ma un ambito che è strettamente legato alla realtà e ai bisogno sempre mutevoli degli utenti. L’abbigliamento sostenibile, in particolare, è un tema che non può più essere accantonato e gli utenti sono alla ricerca di brand di moda ecosostenibile che sappiano soddisfare i propri bisogni estetici ed etici.
L’inversione di rotta: dal fast fashion rotta sull’abbigliamento sostenibile
L’industria della moda è tra le più redditizie del nostro Paese: secondo recenti studi è stato confermato che la moda italiana genera circa 86,6 miliardi di Euro ogni anno, il 15,6% soprattutto a Milano. Tra le attività più interessanti c’è sicuramente l’export che, dopo la battuta d’arresto degli anni del Covid, l’anno scorso ha ricominciato a crescere.
A fronte di numeri così importanti, viene naturale interrogarsi su quale sia il costo ambientale da pagare per poter sostenere questi ritmi. Sicuramente il mondo del fashion non è stato tra i più “green” in passato e il fenomeno del fast fashion non ha fatto altro che acutizzare la tendenza di acquisti compulsivi: con l’avvento di una nuova stagione nella quale i consumatori sentono il bisogno di dare il proprio contributo alla causa ambientale le cose stanno cambiando.
Fenomeni come la green economy e il successo di piattaforme che permettono di dare una seconda vita ai capi utilizzati stanno invertendo la tendenza. Sebbene sia presto per poter cantare vittoria, anche l’alta moda e gli stilisti più in vista hanno deciso di mandare un messaggio ai propri clienti molto chiaro: la moda sostenibile non può più essere rimandata. Produrre (lato maison) e acquistare vestiti ecosostenibili deve diventare un imperativo categorico, non tanto per noi ma per assicurare alle generazioni future un Pianeta sano.
Abbigliamento ecosostenibile, oltre i trend e le mode
Il periodo pandemico ha innegabilmente cambiato le abitudini e le priorità dei consumatori: secondo un sondaggio di Statista, il 44% degli intervistati ha affermato che il Covid ha reso le sue abitudini di acquisto più sostenibili. Se si unisce a questa informazione il fatto che il 64% delle persone ritiene che l’impatto ecologico e sociale di un capo d’abbigliamento sia ormai un fattore da considerare in fase di acquisto si comprende facilmente l’enorme importanza che ricopre l’abbigliamento sostenibile.
Bisogna per altro precisare che con vestiti ecosostenibili si fa riferimento non solo alla provenienza della materia prima, ma ad un’attenzione più generale all b con un occhio di riguardo particolare alle implicazioni sociali. Gli utenti sono molto attenti infatti ai luoghi di produzione, alle condizioni dei lavoratori e alle quote femminili che partecipano a queste attività (e le condizioni giuslavoristiche implicate).
È chiaro, quindi, che oggi comprare abbigliamento ecosostenibile non è più solo un’alternativa per i consumatori ma è diventata una priorità che difficilmente verrà scalfita negli anni. Si è aperta quindi una caccia al brand che sappia unire i concetti green a quelli del fashion raffinato e che sappia quindi, ad esempio, racchiudere i principi della moda sostenibile in tute eleganti da donna.
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