Sex Geography 2019

 

sesso_geografia
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La geografia del sesso emersa da un sondaggio realizzato da SpeedDate.it, il portale che offre ai single il modo più veloce e divertente per incontrare nella vita reale gente nuova e nuovi potenziali partner, conferma ancora una volta che le abitudini sessuali degli italiani cambiano da regione a regione.

La maggior parte degli uomini italiani ama prendere l’iniziativa, ma su questo fronte l’Italia è ancora divisa in due: gli uomini sono più impetuosi al Centro-Sud Italia. Ma, d’altra parte, gli uomini più fantasiosi sono quelli del Nord Italia.

La geografia del sesso emersa dal sondaggio realizzato da SpeedDate.it su un campione di mille uomini e mille donne di età compresa tra i 18 e i 48 anni, dimostra che le regioni con gli uomini più impetuosi sono il Lazio con un indice di impetuosità di 8/10 e la Campania con un indice di 8/10. Seguiti a breve distanza da Sicilia con 6,5/10, anch’essa sul podio, e poi ancora da Emilia Romagna (6/10), Toscana (anch’essa a 6/10), Piemonte (5/10) e Lombardia (4,5/10).

In quest’ultima regione, inoltre, gli uomini sono più fantasiosi. «In Lombardia, più che in altre regioni, gli uomini amano trasgredire» commenta Giuseppe Gambardella, ideatore di SpeedDate.it e di SpeedVacanze.it, portale quest’ultimo dedicato ai viaggi per single.

Nelle regioni che guidano la classifica degli “impetuosi” nel ranking di SpeedDate.it, la tendenza degli uomini è quella di volere essere dei «latin lover» alla moda, sempre attenti anche alla forma fisica, con tanto desiderio di uscire e divertirsi.

«In questi contesti geografici quando escono per un appuntamento, per fare colpo, gli uomini non badano a spese» sottolinea Roberto Sberna, direttore generale di SpeedDate.it. (WORLDNET)

Barbie porta i bambini alla scoperta dei vulcani

locandina_Scopri i vulcani
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Barbie porta i bambini di due scuole del napoletano alla scoperta del Mav di Ercolano insieme alla vulcanologa Arianna Soldati, nuova role model Barbie.

Barbie, che ha compiuto 60 anni nel 2019, non perde di vista il suo impegno nella valorizzazione dei sogni di ogni bambina attraverso la celebrazione di donne che rompono gli schemi diventando una fonte di ispirazione per la prossima generazione di ragazze. Negli ultimi anni, infatti, diverse ricerche hanno identificato che a partire dai 5 anni, le bambine sono meno propense rispetto ai maschi a considerarsi brillanti e di successo e iniziano a perdere fiducia nelle proprie capacità. Al fine di combattere questo fenomeno, chiamato Dream Gap, Barbie ha commissionato all’università Bicocca una ricerca per monitorare la situazione italiana rispetto ai desideri e alle ambizioni delle più piccole, con l’intento di identificare delle misure e azioni che possano combattere gli stereotipi ed espandere le possibilità che bambine e bambini percepiscono come accessibili per il loro futuro.

L’11 ottobre, in occasione della Giornata Internazionale delle Bambine e delle Ragazze, il Dream Gap Project ancora una volta sarà protagonista di un evento molto speciale. Barbie celebrerà una nuova role model italiana: Arianna Soldati, vulcanologa scelta nel 2015 in qualità di National Geographic Young Explorer. Per rendere ancora più speciale questa celebrazione, Barbie unirà le proprie forze a quelle dell’Unione Industriali Napoli e di National Geographic dando l’opportunità a cento bambini provenienti da due scuole elementari del napoletano (una di Napoli e l’altra di Castellammare di Stabia) di scoprire la bellezza e il fascino di un ambito, la vulcanologia, all’interno del quale le figure femminili che si distinguono sono ancora poche.

Nell’auditorium dell’Università di San Giovanni Teduccio di Napoli l’11 ottobre alle ore 11.30, gli alunni delle elementari verranno accolti da Anna Del Sorbo, vice presidente dell’Unione Industriali di Napoli, che introdurrà i piccoli partecipanti alla giornata. Dopo questo momento iniziale, interverrà Andrea Ziella, Head of Marketing and Digital di Mattel Italy che illustrerà ai bambini il Dream Gap Project.

Il cuore della mattinata sarà l’intervento di Arianna Soldati, vulcanologa e National Geographic Young Explorer 2015. Arianna, laureata in Geologia con il massimo dei voti, ha conseguito il dottorato di ricerca presso l’Università del Missouri. Tra i suoi lavori più significativi si ricorda Science on Wheels, un programma che si concentra sulla promozione di una percezione positiva della scienza presso le comunità rurali nello stato del Missouri. Di recente si è trasferita in Germania per lavorare come ricercatrice presso l’Università LMU. Arianna, nel corso della sua carriera, si è particolarmente interessata all’interazione tra le proprietà fisiche della lava, che possono essere misurate solo in laboratorio, e l’aspetto morfologico, che è ciò che si vede sul campo e ha potuto portare avanti i suoi studi proprio in qualità di National Geographic Young Explorer nel 2015.

La dottoressa Soldati avrà così il piacere di trasmettere ai bambini presenti la sua passione per il mondo dei vulcani tenendo una breve lezione di vulcanologia, affinché i piccoli studenti siano preparati per la speciale gita che li attende nel pomeriggio. Seguirà l’intervento di Annamaria Schena, imprenditrice dell’Unione Industriali Napoli, che darà testimonianza dell’importanza e dell’impegno delle donne nell’imprenditoria.

Dopo il pranzo tutti insieme, alle ore 14.30, avrà inizio la visita guidata all’interno del Mav di Ercolano, il museo virtuale aperto nel 2003 e dedicato ai villaggi che sorgevano ai piedi del Vesuvio. I bambini potranno così scoprire la storia di questi nuclei abitati prima dell’eruzione del vulcano del 79 d.C. Grazie alle preziose nozioni della dottoressa Soldati gli studenti saranno così in grado di vivere un’esperienza culturale a 360°, affiancati dall’impegno di Mattel e di Barbie.

About Mattel

Leader nel settore dell’intrattenimento per bambini, Mattel è un’azienda globale specializzata nella progettazione e nella produzione di giocattoli e beni di consumo di altissima qualità. Creiamo prodotti innovativi ed esperienze che, attraverso il gioco, possano ispirare, divertire e accompagnare i bambini nel loro sviluppo. Coinvolgiamo i consumatori attraverso il nostro portfolio di marchi iconici, tra cui Barbie®, Hot Wheels®, American Girl®, Fisher-Price®, Thomas & Friends® e MEGA®, nonché altri marchi famosi di nostra proprietà o in licenza, in collaborazione con società di entertainment globali. La nostra offerta comprende film e contenuti televisivi, gaming, musica ed eventi dal vivo. Siamo presenti in 40 Paesi e distribuiamo prodotti in oltre 150, in collaborazione con le principali società di vendita al dettaglio e tecnologiche nel mondo. Sin dalla sua fondazione nel 1945, Mattel è orgogliosa di poter essere un partner di assoluta fiducia nell’esplorare la meraviglia dell’infanzia e nel permettere ai bambini di sviluppare e raggiungere il loro pieno potenziale.
In Italia dal 1969, Mattel Italy ha sede a Milano.

Per maggiori informazioni: www.mattel.com

Sondaggio: il reggiseno è sufficientemente sexy? Agli uomini non importa.

Gli uomini non danno l'importanza all'intimo della propria partner
Gli uomini non danno l’importanza all’intimo della propria partner

Le donne investono molto tempo nel pensare a cosa indossare sotto i vestiti, un tempo ben maggiore rispetto a quello dedicato ai vestiti stessi. Ma 8 uomini su 10 non danno alcun peso alla biancheria intima della propria partner. A metterlo in evidenza è un sondaggio di SpeedDate.it, il portale che offre ai single il modo più veloce per trovare nuovi potenziali partner.
Il reggiseno è sufficientemente sexy? Gli slip sono coordinati? Si accorgerà del push-up? Le donne investono molto tempo nel pensare a cosa indossare sotto i vestiti, un tempo ben maggiore rispetto a quello dedicato ai vestiti stessi.
Ma ben 8 uomini su 10 non danno alcun peso alla biancheria intima della propria partner. È quanto emerge da un sondaggio di SpeedDate.it, il portale che offre ai single il modo più veloce e divertente per incontrare nella vita reale gente nuova e nuovi potenziali partner.
Spendere denaro e trascorrere tante ore a scegliere e coordinare la propria lingerie, dunque, va bene per piacere a se stesse. Ma per piacere ad un uomo a quanto pare è solo una perdita di tempo.
«Donne e uomini hanno idee molto diverse in fatto di intimo» puntualizza Roberto Sberna, direttore generale di SpeedDate, secondo il quale le donne comprano lingerie perché hanno il bisogno di sentirsi belle, di trovarsi attraenti e non per forza di esserlo. Insomma di potersi guardare allo specchio e di riuscire a piacersi.
Quello che importa è che l’intimo che una donna decide di indossare la faccia sentire a proprio agio e valorizzi le sue forme. «Che sia di pizzo o in cotone, che sia colorato o monocromatico, l’importante è che l’intimo riesca a farla sentire bene, perché anche se gli altri non lo vedono lei sa che cosa sta indossando e questo la rende immediatamente più self confident» aggiunge Roberto Sberna.
Ma cosa le donne indossino sotto i vestiti agli uomini importa poco. Su un campione di 2 mila uomini di età compresa tra i 21 e i 48 anni intervistati da SpeedDate.it, il 78% dichiara di non dare peso, durante gli incontri hot, alla biancheria intima della propria partner.
Per l’88% degli uomini non è poi un problema se la biancheria della partner è scoordinata. «Un uomo neanche ci fa caso se il reggiseno è rosa e lo slip è nero oppure se il top ha le righe e il sotto è a quadretti» commenta Giuseppe Gambardella, fondatore di SpeedDate e di SpeedVacanze.it, portale quest’ultimo che per primo ha introdotto in Italia l’esclusiva formula dei viaggi e delle crociere di gruppo per single.
Secondo il sondaggio di SpeedDate, il 65% degli uomini non ama però una lingerie troppo complicata. Per un uomo a volte è già un’impresa sganciare un reggiseno, immaginiamo cosa può accadere con corsetti e giarrettiere. È meglio andare sul semplice.
«La verità è che gli uomini vogliono arrivare al sodo e la lingerie è solo l’ultimo ostacolo da superare. A lui interesserà solamente toglierla senza stare lì a farsi troppe domande» conclude Giuseppe Gambardella.
«E attenzione anche ai reggiseni troppo imbottiti. Il vostro partner non farà di certo caso al colore, alla stoffa o alla forma del reggiseno che indossate, ma una quarta che diventa una seconda non potrà certo sfuggirgli. Apprezzerà molto di più trovarsi davanti esattamente ciò che si aspetta, una prima compresa» aggiunge Roberto Sberna.

Camila Raznovich si racconta sul settimanale F

COVER F 25092019
COVER F 25092019

Nel numero in edicola domani di F – il settimanale femminile di Cairo Editore diretto da Marisa Deimichei – il racconto in esclusiva di Camila Raznovich, conduttrice de Il Borgo dei Borghi e Kilimangiaro, entrambe in onda su Rai3.

Tredici anni fa aveva raccontato in un libro dal titolo “Lo rifarei!” la sua ‘infanzia alternativa’ che vedeva come una ricchezza, una diversità.

Oggi ha cambiato idea sul suo vissuto anomalo tanto che è stato ripubblicato con una nuova prefazione.
Perché ha cambiato idea? «Tredici anni fa ero giovane e quando si è giovani leggi tutto in maniera positiva. Il fatto di diventare madre (10 anni fa di Viola e 7 anni fa di Sole, ndr) ha cambiato radicalmente la percezione del mio passato. “Non lo rifarei” nasce da una nuova consapevolezza: non è una esperienza che farei fare alle mie figlie».

Quando è arrivata questa consapevolezza? «Dopo la gravidanza ho avuto una depressione post partum, che ha aperto un vaso dentro di me da cui è uscito tutto, è stata il pretesto per iniziare un percorso di analisi serio. Lì ho scoperto che il sentirmi inadeguata come mamma nasceva dalle lacune affettive ed educative gravi accumulate nell’infanzia. Non conoscevo la gerarchia familiare base e quindi non sapevo attuarla».

Qual è stata l’esperienza che l’ha segnata di più nel corso della sua infanzia? «Senza dubbio i quattro mesi nella sperduta campagna inglese in un regime militare. Ero in quinta elementare e fui selezionata per questo esperimento che prevedeva che trecento bambini vivessero con nove adulti, questa era la proporzione. Nel libro lo raccontavo quasi divertita: con l’analisi ho capito di esserne stata fortemente traumatizzata tanto che uno dei miei compagni, da grande, mi ha raccontato che piangevo tutte le notti, l’avevo rimosso. Il sentimento più forte che ho provato era la paura».

All’età di sette anni ha subito anche delle molestie sessuali da parte di un amico di famiglia. «Questo signore, papà peraltro di un mio carissimo amico, mi toccò nelle parti intime mentre guardavo un cartone animato, con la scusa di farmi una coccola. Ricordo la sensazione di bruciore, l’imbarazzo, e poi il senso di colpa, tanto che allora mi augurai che lui non ne parlasse con nessuno. Quando sono cresciuta ho capito che era solo un maledetto pedofilo disturbato e l’ho rimesso al suo posto […] la mia vita per fortuna non ne ha risentito. È un episodio che mi preoccupa più ora, pensando alle mie figlie».

Che influenza ha avuto questo vissuto sulla sua vita sentimentale? «Mi ha portata a cercare punti di riferimento. Mi sono sposata giovane con un australiano che apparteneva alla comunità. Con Eugenio, il padre delle mie figlie, ho voluto una casa, una famiglia. Purtroppo alla fine eravamo diventati come fratelli. Oggi ho accanto un uomo, Loic, francese, anche lui con un’educazione e impostazione tradizionale. Certo, il prezzo che pago per queste mie insicurezze è alto, soprattutto nella vita di coppia. Se non ho l’attenzione del mio compagno per cinque minuti entro in crisi, penso non mi ami abbastanza. Ho ancora una ferita lacerata, putrida, che si apre in maniera sproporzionata rispetto all’offesa che posso subire. Ma ci sto lavorando».

Crede all’amore per sempre? «Mi piacerebbe molto, non posso dire di credere a quello per tutta la vita perché nel mio caso non è andata così. Ma adesso che ho 45 anni… Una trentina d’anni li tiro. Posso farcela».

Il settimanale F è disponibile anche in versione iPad e iPhone, nell’edicola di iTunes Store.

Canale 5: in esclusiva a “Live – non è la D’Urso” le prime immagini di Fabrizio Corona in carcere

FABRIZIO CORONA FOTO DAL CARCERE
FABRIZIO CORONA FOTO DAL CARCERE

Domenica 22 settembre 2019, in prima serata su Canale 5, in esclusiva a “LIVE – NON È LA D’URSO” le prime immagini di Fabrizio Corona direttamente dal carcere di San Vittore dopo l’arresto di sei mesi fa.

Il video è stato girato dalle telecamere del programma lo scorso giovedì 19 settembre, in occasione di un torneo di calcio di beneficenza.
Inoltre, ai microfoni di “LIVE”, le testimonianze di chi in carcere ha incontrato l’ex re dei paparazzi.