Finale Uefs Euro2016

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C’è mancato davvero poco: l’Italia sfiora l’impresa di laurearsi campione d’Europa nel modo più doloroso possibile, con due disattenzioni difensive che permettono ai russi di segnare proprio sulla sirena il gol del pareggio e quello del definitivo sorpasso quando in realtà la nostra nazionale sembrava in totale controllo dell’ultima fase di partita.

Il contorno è quello delle grandi occasioni: inutile precisare che la stragrande maggioranza dei presenti tifa Russia, rispondendo presente alla conquista della finale da parte dei padroni di casa e gremendo il palazzetto in ogni ordine di posto, rimandandoci così alla mente quelle splendide cornici sudamericane per numeri e tifo.

L’Italia, parte da sfavorita anche sotto il profilo ambientale: i nostri ragazzi sembrano patire in avvio gli arrembanti attacchi russi, mostrando un po’ di fisiologica inesperienza nel giocare un match di tale importanza e costringendo Redivo a una prima parata importante in avvio.

La prima parte del match si svolge insomma secondo i ritmi dettati dai russi: tolto un nostro tentativo di eurogol in pallonetto da centrocampo che l’ottimo portiere avversario smanaccia in angolo, subiamo le iniziative dei nostri avversari, provando principalmente a pungere nelle ripartenze.

La qualità dell’Italia viene però fuori man mano che il tempo passa: avremmo anche un’occasionissima con Alemão di passare in vantaggio, ma il portiere russo compie il primo di tanti miracolosi interventi, aprendo il compasso e chiudendo una conclusione forse un po’ pigra.

Nel successivo capovolgimento di fronte la Russia passa: azione prolungata in cui tutta la squadra avversaria tocca il pallone fino a smarcare la punta che, a tu per tu con Redivo, non sbaglia, insaccando il pallone sotto la traversa: è 1-0 per i padroni di casa.

L’Italia comincia la ripresa così come aveva concluso il primo tempo: in crescendo. Gli Azzurri appaiono infatti in pieno controllo del match, sfruttando anche alcune imprecisioni difensive dei nostri avversari, come l’appoggio corto del difensore russo che costringe il proprio portiere a mettere il pallone in fallo laterale.

Il gol della Russia pochi istanti dopo è perciò un fulmine a ciel sereno: l’arbitro assegna punizione, la botta del giocatore russo è violentissima e Redivo para il pallone all’altezza della linea di porta. Se sia gol o meno non lo sappiamo, ma il direttore di gara lo assegna: mai come questa volta sarebbe servito l’ausilio della tecnologia anche nel football sala, ma tant’è; palla a centrocampo per il nuovo vantaggio russo, 2-1.

 I nostri giocatori tuttavia non si scompongono e indirizzano le energie nervose a cercare di pareggiare il match. Altri due interventi del portiere russo ritardano il nostro pareggio, che però arriva puntuale: il gol di Licini è da cineteca, e la sua girata al volo su calcio d’angolo è indubbiamente una delle reti più belle di questa edizione degli Europei, oltre che essere estremamente importante; 2-2, palla al centro e il nostro bomber si fa perdonare l’errore di qualche minuto prima.

La Russia  è tecnicamente valida, capace di soffrire quando serve (prova ne sono le numerose parate del suo portiere) ma, ahinoi, infallibile a pungere appena ne ha l’occasione. Queste poche parole riassumono il gol del nuovo vantaggio russo, in cui la punta avversaria riceve il pallone, si gira approfittando di un intervento troppo molle del nostro difensore e scaraventa in rete sull’uscita di un incolpevole Redivo: 3-2

Pochi istanti dopo ci gettiamo in avanti a cercare il pareggio in modo disperato, e sembra solo questione di tempo perchè i russi ci castighino col gol della sicurezza.
Ed è quando meno ce lo aspettavamo che avviene il miracolo: al 37′ viene fischiato un calcio di punizione per l’Italia, in cui Valenti tira un missile che colpendo la traversa si deposita alle spalle del portiere russo a tre minuti dal termine.

Tempi supplementari? Macchè, c’è ancora tempo per recriminare contro la sfortuna: a pochi istanti dal termine Licini scarica un bolide in corsa dopo l’appoggio, ma la traiettoria si infrange sul palo e si spegne sul fondo, chiudendo così tra mille rimpianti i tempi regolamentari.

Se finora si è trattato di rimpianto, da qui in poi si può parlare di rammarico. Sì, perchè la nostra determinazione era stata premiata: nel primo tempo supplementare l’arbitro ci assegna un tiro libero per il sesto fallo di mano di un giocatore russo, e Valenti dal dischetto non sbaglia: palla alle spalle del portiere e 4-3 Italia.

Il primo tempo si chiude con la Russia che ci grazia con due errori clamorosi per cui tiriamo un sospiro di sollievo, e iniziamo davvero a pensare che, forse, gli dei del football sala vogliano portare la coppa nel Belpaese.

Si consuma tutto in una manciata di secondi: dall’occasione per noi di chiudere la partita, col portiere russo che si immola per l’ennesima volta salvando il risultato, all’errore clamoroso di Aldo Redivo, che, forse in un eccesso di sicurezza, sottovaluta l’arrivo dell’avversario calciandogli il pallone addosso, facendolo carambolare in rete.

A questo punto, l’Italia sembra aver esaurito le energie mentali per ribattere al colpo del pareggio, forse perchè pensavamo di avere ormai vinto questa lunghissima battaglia. Gli Azzurri si rendono pericolosi soltanto un’ultima volta da posizione però defilata, fino ad arrivare, all’ultimo minuto di partita, al gol del definitivo sorpasso russo: un retropassaggio maldestro coglie impreparato il nostro ultimo, Redivo in uscita disperata prova a fare quel che può, ma la palla si insacca in fondo alla rete: Russia 5, Italia 4, triplice fischio.