Si rinnova nel 2022 la seconda edizione della mostra collettiva Skyline. Grande è il viaggio che anche quest’anno si compie osservando le creazioni di artisti del ‘900 e della contemporaneità , uniti tutti, nella loro diversità verso l’orizzonte che l’arte porta sempre nella storia: Skyline è questo.
L’orizzonte della creazione è per noi una finestra ampia e profonda, capace di catturare le infinite direzioni del pensiero diventando materia. L’uomo non può vivere senza orizzonte ma spesso lo dimentica e cammina ostinatamente ed egoisticamente su strade che non sono portatrici di verità e bellezza: mai come oggi tutto questo appare evidente, schiacciante, urgente.
L’orizzonte dell’arte, è vita nel segno, nel colore, nella materia, nello spazio e nel suono. Dalla fine del 2019 fino ad oggi la pandemia ha condizionato la nostra esistenza, i nostri rapporti, la vita nello spazio ed ognuno a suo modo ha cercato di difendersi non sempre con le armi giuste.
Gli artisti hanno continuato con grande difficoltà a proiettare se stessi nella creazione: all’interno di questa esposizione vedremo posizioni molto diverse in un confronto polifonico utile secondo noi in relazione al tema proposto.
Skyline è orizzonte, profilo, sguardo, attesa, limite. E così, in questo modo il visitatore potrà osservare disegni, dipinti, fotografie, arte digitale, video, installazioni che raccontano storie legate a spazi e condizioni vissute in forme diverse dall’uomo. Appare schiacciante oggi più di ieri un interrogativo: abbiamo dimenticato la Natura? Quanto è per noi importante l’Ambiente?
Queste domande dovremmo porcele tutti ogni giorno. Non solo nel ‘900 l’arte ha dimostrato il suo impegno forte nei confronti del tema ambientale ma oggi tutto questo appare più urgente attraverso posizioni che non devono essere ideologiche. Molte delle opere presenti in mostra si concentrano su questo tema fondamentale che deve essere per noi l’orizzonte sensibile della vita che si realizza nella creazione.
All’interno dei disegni e dei dipinti di alcuni artisti del ‘900 (Giandante.X, Persicalli, Viviani, Klersy, Pasquetti e Bartolini) il rapporto con la realtà si traduce in lirica poesia nel racconto dell’orizzonte del paesaggio. Anche nel segno dell’informalità o della geometria le opere di Van Vlijmen, De Santis, Chancho, Granaroli, Tedesco, Gusmeroli, Luo Zhonglin, Han, sono testimonianze di ieri e di oggi di autentica forza e riflessione.
La figurazione contemporanea espressa nei disegni e nelle tele di Conca, Olinsky, Cannas, Biagioni, Fusheng, Ming, Xiao, Xinkuo, Yi, Chunhong, Rongjia, Jilan, Fengming, Jingjing, Ziyu, è una polifonia significativa e vibrante. Le fotografie di Yimeng, Dayong, Zhen, Xingyuan, raccontano non con minor forza della pittura l’orizzonte del contemporaneo fra figura e paesaggio così come nelle opere digitali di Jianwei, Yuxi e Meiqi.
La forza dinamica e sonora delle opere video di Sokolov & Makarov, Zechuan, Chao, Zemin, Jingdong, coinvolge e stordisce. L’unica installazione presente in occasione di questa mostra (realizzata da Lingling) è una struggente riflessione sulla ricchezza della semplicità , sulla leggerezza che sempre di più sentiamo assente nella nostra contemporaneità ormai contaminata e irrimediabilmente compromessa.
Dal 15 al 23 ottobre in Villa Venino a Novate Milanese. Ingresso libero.
Lunedi h 15-19
Ma – Gio – Sa h 10-12 / 15-19
Me – Ve h 10-12
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