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giovedì, Maggio 7, 2026

TRE SORELLE di Liv Ferracchiati_dal 12 al 17 maggio all’Elfo

Un atteso ritorno all’Elfo Puccini: Liv Ferracchiati porta in scena in sala Shakespeare la sua ultima creazione, Tre sorelle, una produzione del Teatro Stabile di Torino che, dopo il  debutto al Teatro Carignano il 17 marzo scorso, conclude a Milano la tournée 2026.

Liv Ferracchiati propone una riscrittura di Tre sorelle che dialoga con la tradizione senza rinunciare a uno sguardo personale. Čechov scrisse l’opera nel 1900, nella Russia attraversata da tensioni sociali e da un diffuso senso di stagnazione: in questo contesto nasce il destino di Olga, Maša e Irina, bloccate in una provincia che soffoca i loro desideri di riscatto e il sogno mai realizzato di tornare a Mosca.

Ferracchiati mette in risalto l’attualità del testo, rivelando come l’immobilità e la  frustrazione delle protagoniste trovino eco in una sensibilità contemporanea segnata da precarietà e incertezza. Attraverso una regia che scandaglia le contraddizioni interiori, lo spettacolo illumina il bisogno umano di cambiare, di immaginare un altrove, pur sapendo che la vita, spesso, rimane incompiuta.

Dalle note di regia

Tre sorelle è un testo filosofico sull’esistenza, infatti somiglia a una sequenza di fotografie che racconta come l’essere umano impiega e attraversa il tempo prima di morire. La questione centrale non è il tempo che passa, ma il momento in cui il tempo non garantisce più un senso, una promessa, una direzione. Čechov non racconta un crollo improvviso: racconta un’erosione lenta, un logoramento per accumulo, una disgregazione silenziosa che avviene mentre la vita continua uguale a se stessa, così che, alla fine e in profondità, tutto tende a equivalersi. Come direbbe Čebutykin, l’anziano dottore: «tutto è uguale».

In Čechov anche il ricordo del passato sbiadisce e si perde ogni riferimento. Non a caso nel terzo atto, Čebutykin rompe l’orologio appartenuto alla madre delle sorelle, la donna che ha amato e che ora quasi non ricorda più. Un atto violento, apparentemente casuale, che neppure lui riesce a giustificare e che mostra una verità, apre un varco nella narrazione del tempo e della memoria. Questo orologio di porcellana in pezzi, a terra, è per noi uno dei nuclei più potenti dell’opera e da qui abbiamo scelto di irraggiare l’azione.

Čechov parla del tempo per parlare della vita e l’orologio è, in questa prospettiva, un oggetto di sfondo appartenente a un’epoca in cui si credeva che il tempo conducesse da qualche parte. Per questo Tre sorelle ci appare così contemporaneo: anche il nostro tempo ha perso le sue garanzie senza trovare nuove fondamenta. Čechov sembra dirci che persino la memoria, ultimo appiglio doloroso, non può che cedere. I personaggi continuano a dimenticare e a non comunicare. Forse per questo, sulla scena, si scattano fotografie, per tentare di fermare la vita, di salvare almeno l’attimo presente.

La consapevolezza non sprofonda mai, però, nel nichilismo, anzi rafforza il valore dell’agire nell’orizzonte terrestre, nulla è più prezioso del vivere stesso, un bicchiere di champagne, una musica da ascoltare. Va bene anche scoprire che nulla ha senso. È Tuzenbach a dirlo: «Nevica. Che senso ha?».

Nato a Todi nel 1985, Liv Ferracchiati è autore, regista e performer. Diplomato alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano nel 2014, nel gennaio 2015 fonda la compagnia teatrale The Baby Walk e dà vita alla Trilogia sull’identità, sul tema dell’identità di genere. Nel settembre 2016 inizia una collaborazione con il Teatro Stabile dell’Umbria e debutta con Todi is a small town in the center of Italy.

Nel giugno 2017 il secondo capitolo della Trilogia, Stabat Mater, vince il Premio Hystrio Scritture di Scena, mentre, nel luglio dello stesso anno, il terzo capitolo, Un eschimese in Amazzonia, si aggiudica il Premio Scenario. Todi is a small town in the center of Italy, Peter Pan guarda sotto le gonne e Stabat Mater vengono selezionati da Antonio Latella per la Biennale Teatro 2017 – 45° Festival Internazionale del Teatro di Venezia. Alla Biennale del 2020, una menzione speciale è attribuita a La tragedia è finita, Platonov, racconto autorale
dall’omonimo dramma di Anton Čechov. Nel 2020 è pubblicato da Marsilio Editori il suo primo romanzo, Sarà solo la fine del mondo.  Nel 2022, con la produzione di Marche Teatro, Teatro Bellini, CSS di Udine e Teatro Metastasio, mette in scena Uno spettacolo di fantascienza.

Nel 2024 compone la riscrittura di Morte a Venezia. Al Piccolo ha messo in scena, nella stagione 2022/23, Hedda. Gabler. Come una pistola carica e nella stagione 2023/24 Come tremano le cose riflesse nell’acqua, scrittura originale da Il gabbiano di Anton Čechov, premio Le Maschere del Teatro Italiano 2024 come miglior spettacolo di prosa. Attualmente è impegnato, insieme all’illustratore Ehsan Mehrbakhsh, nella scrittura di un graphic novel edito da Fandango.

DISTRIBUZIONE PERSONAGGI – INTERPRETI

Ol’ga, Irene Villa
Maša, Valentina Bartolo
Irina, Livia Rossi
Andrej, Antonio Mingarelli
Nataša, Giordana Faggiano
Veršinin, Rosario Lisma
Kulygin, Marco Quaglia
Tuzenbach, Riccardo Martone
Solënyj, Francesco Aricò

Teatro Elfo Puccini, sala Shakespeare, corso Buenos Aires 33, Milano
Orari: martedì, mercoledì, giovedì e sabato ore 20.30 | venerdì ore 19.30 | domenica ore 16.30

Biglietteria: tel. 02.0066.0606 – biglietteria@elfo.org – whatsapp 333.20.49021

Dal 12 al 17 maggio nella sala Shakespeare, Teatro Elfo Puccini
TRE SORELLE
NEVICA. CHE SENSO HA?
da Anton Čechov
testo e regia Liv Ferracchiati
dramaturg Piera Mungiguerra
consulenza letteraria Margherita Crepax
con (in ordine alfabetico) Francesco Aricò, Valentina Bartolo, Giovanni Battaglia, Giordana Faggiano, Rosario Lisma, Riccardo Martone, Antonio Mingarelli, Marco Quaglia, Livia Rossi, Irene Villa scene Giuseppe Stellato costumi Gianluca Sbicca luci Pasquale Mari suono Giacomo Agnifili produzione Teatro Stabile Torino – Teatro Nazionale

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Davide Falco

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