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domenica, Maggio 3, 2026

La SIGU ricorda J. Craig Venter, pioniere del sequenziamento del genoma umano

La Società Italiana di Genetica Umana esprime profondo cordoglio per la scomparsa di J. Craig Venter, scienziato e imprenditore tra i principali protagonisti della rivoluzione genomica contemporanea, venuto a mancare il 29 aprile a San Diego all’età di 79 anni.

Con Craig Venter scompare uno dei protagonisti assoluti della genomica moderna”, dichiara Paola Grammatico, Presidente SIGU. “Il suo contributo ha accelerato in modo decisivo il passaggio verso una medicina sempre più personalizzata e basata sull’informazione genetica. Oggi le sue intuizioni sono alla base di molte delle applicazioni cliniche che stiamo sviluppando e implementando anche nel nostro Servizio Sanitario Nazionale”.

La sua eredità scientifica – commenta ancora Grammatico –  ci richiama anche alla responsabilità di governare l’innovazione, garantendo che i progressi della genomica siano accompagnati da appropriatezza, equità di accesso e sostenibilità”.

Craig è stato un visionario che ha rivoluzionato la biologia – commenta Giuseppe Novelli –  Negli anni ’90, ritenendo il progetto pubblico troppo lento, fondò Celera Genomics e lanciò una sfida privata con l’obiettivo di decodificare il genoma umano prima e meglio. Utilizzando l’audace tecnica dello ‘shotgun’, favorì un’accelerazione decisiva della ricerca, culminata nel 2000 con l’annuncio della prima bozza del genoma umano”.

Nel 2010 annunciò la creazione del primo batterio con un genoma completamente sintetizzato in laboratorio, aprendo nuove frontiere scientifiche ma anche profonde questioni bioetiche. Più recentemente – prosegue Novelli –  il suo gruppo ha dimostrato la possibilità di ‘riattivare’ cellule batteriche attraverso l’inserimento di genomi sintetici, aprendo la strada a nuove applicazioni biomediche e industriali”.

Oltre alle rivoluzioni in laboratorio, Venter promosse la scoperta scientifica su scala globale, contribuendo alla nascita della metagenomica ambientale: sequenziando direttamente il materiale genetico degli ecosistemi, rivelò che gli oceani brulicano di milioni di geni sconosciuti”.

La sua eredità – conclude –  è quella di aver trasformato la biologia, portandola da una disciplina focalizzata sui singoli geni all’era dei big data genetici e della biologia sintetica, in cui i genomi possono essere progettati e costruiti”.

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Davide Falco

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