Un passaggio di memoria, per far capire ai piccoli che la libertà 81 anni fa è stata riconquistata grazie a persone coraggiose che hanno sacrificato la loro stessa vita, anche per loro. Il Sindaco di Rho Andrea Orlandi ha voluto percorrere il corteo del 25 aprile tenendo per mano i bambini presenti: al suo fianco hanno scoperto nomi e storie ricordati nell’anniversario della Liberazione.
Questo il suo messaggio: “Di fronte a quanto accade nel mondo, al superamento di ogni limite al potere, non possiamo rimanere spettatori. Ciascuno può cambiare le cose con le proprie scelte, come fecero i partigiani”.
Rho ha voluto celebrare la Liberazione, la conquista del voto delle donne il 2 giugno 1946, la vittoria della Repubblica, la nascita dell’Assemblea Costituente, basi della Costituzione su cui si regge la Repubblica Italiana. Oggi, 81 anni dopo la Liberazione, pace e giustizia sociale sono in seria difficoltà, così come il diritto internazionale. Rho unisce memoria e desiderio di pace, cercando di costruire un futuro migliore. E lo fa con i più giovani: i bambini che hanno camminato con il Sindaco e alcuni studenti delle classi terze della scuola media Manzoni, accompagnati dalla professoressa Ilaria Alfano e da altri insegnanti.
Nella sua omelia, alla messa delle 9, monsignor Norberto Donghi (affiancato dal Superiore dei Padri Oblati padre Patrizio Garascia) ha esortato a saper essere “agnelli in mezzo ai lupi”: “Anche nella Resistenza, accanto alla lotta armata, ci sono stati gesti silenziosi, nascosti, profondamente evangelici: chi ha accolto, chi ha protetto, chi ha condiviso il pane, chi ha rischiato la vita per salvare un altro. Buoni samaritani, potremmo dire. Persone che hanno portato una pace concreta, fatta di cura, di prossimità, di sacrificio. “Vi mando come agnelli in mezzo a lupi…”, dice il Vangelo.
L’agnello non è uno che si arrende, ma uno che rifiuta di rispondere al male con lo stesso linguaggio del male. E questo è tutt’altro che scontato, anche oggi. Perché è facile indignarsi. Ma più difficile è custodire uno stile: non umiliare, non disprezzare, non ridurre l’altro a un nemico da eliminare. Più difficile è restare umani quando il clima attorno diventa duro”. Nella Costituzione il prevosto di Rho vede “un’educazione”: “Educa a riconoscere valori condivisi: la dignità della persona, la libertà, la giustizia, la solidarietà. valori che non eliminano il male dalla storia, ma indicano un modo diverso di contrastarlo”.
Al termine della celebrazione, il taglio del nastro della mostra “25 aprile 1945. L’Insurrezione e la Liberazione. L’Italia insorgeva per la Libertà. Per risorgere nella Pace, nella Democrazia e nella Giustizia sociale“, dedicata da ANPI Rho alle diverse forme di Resistenza in città con la presentazione dell’opuscolo “Rho ricorda e onora la Resistenza partigiana e l’altra Resistenza degli Internati Militari”, a cura di Mario Anzani, presidente di ANPI Rho.
Il corteo, accompagnato dal Corpo Musicale Cittadino Parrocchiale, ha effettuato diverse tappe: davanti alla lapide che in via Martiri della Libertà ricorda Giovanni Annoni e Rodolfo Canegrati, cui si è aggiunto il ricordo dei Martiri di Robecchetto, torturati nella ex Casa del Fascio oggi caserma della Guardia di Finanza; davanti alla targa che ricorda Luigi Frigoli davanti al Tiro a Segno, là dove fu fucilato dalla milizia fascista; al Sacrario dei Caduti al cimitero di corso Europa, al Sacrario dei partigiani e delle partigiane e al Monumento alla Resistenza con la lapide dedicata a Giovanni Pesce. Omaggiato il monumento agli Alpini, l’Alzabandiera ai nuovi pennoni di Piazza Visconti e il ricordo di Agostino Casati.
In piazza San Vittore i discorsi celebrativi nella cerimonia presentata da Angela Grassi. Sul palco, oltre ai bambini, anche alunni della scuola media “Manzoni” preparati dalla professoressa Ilaria Alfano e accompagnati da alcuni docenti.
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