Giovanni Raboni ripercorre in forma poetica il racconto della vita e della morte di Cristo.
Gesù di Nazareth. Un uomo la cui missione è troppo alta perché chi vive accanto a lui possa comprenderlo. Chi gli vive accanto, non riesce a non amarlo. Ma non sa come amarlo.
Che sia la madre che forse sognerebbe un figlio come tutti gli altri, di cui poter aspettare ogni sera un ritorno impossibile. Che siano i discepoli che non riescono a seguire la potenza delle parole e delle azioni, e proprio per troppo amore si trovano a compiere atti distruttivi.
Ed è un uomo troppo eccezionale per poter essere portato in scena. Per questo nella Rappresentazione della Croce l’unico assente è proprio Lui. Ma la sua potente presenza appare dalle parole di tutti gli altri. Per questo che per ‘rappresentare la rappresentazione’, non si può far altro che sottrarre.
Che restituire nel modo più semplice e diretto la meravigliosa poesia che Raboni ha messo in bocca ai suoi personaggi. Che sono testimoni del Cristo, e sono testimoni gli uni degli altri. Quindi la forza dell’allestimento sta proprio nella presenza in scena contemporanea di tutti gli interpreti in ascolto.
Mentre l’unico segno scenico possibile è quello dei nomi, messi a indicare costantemente agli occhi degli spettatori chi sia il testimone di ogni passaggio. Chi si prenda il pesante onore della responsabilità di ogni momento del racconto.
MTM La Cavallerizza
dal 24 al 29 marzo 2026
RAPPRESENTAZIONE DELLA CROCE
di Giovanni Raboni
regia Marco Rampoldi
Letta da:
Monica Mantegazza, Luca Bottale, Alberto Mancioppi, Lucia Marinsalta, Amerigo Cornacchione, Arcangelo Deleo, Rufin Doh, Emmanuel Galli, Matteo Pisu, Pietro Bombardelli, Martina Collu, Greta Rampoldi, Fabrizio Sala, Daniele Sormani. Percussioni Emanuele Cavalli
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