Il 25 novembre 2022 il Comune di Rho aprirà le porte del nuovo Teatro Civico Roberto de Silva di Piazza Enzo Jannacci 1, guidato da Fiorenzo Grassi, nella sua veste di Presidente della Fondazione Teatro Civico Rho, con la collaborazione organizzativa di Csbno-Culture Socialità Biblioteche Network Operativo.
Al taglio del nastro seguirà Il Festival d’inaugurazione con un variegato calendario, programmato fino al 31 dicembre, in cui alla prosa si intrecciano spettacoli di danza e concerti, con un’attenzione particolare rivolta ad artisti emergenti legati al territorio. Il programma del 2023 è in fase di completamento e se ne anticipano le date.
Piazza Enzo Jannacci 1 – Rho (Milano)– www.teatrocivicorho.com
25 novembre | 20.30
GIOVANNI SOLLIMA | FEDERICO GUGLIELMO | ORCHESTRA IL POMO D’ORO
AL-BUNDUQIYYA – IL CONCERTO PERDUTO
Giovanni Sollima, violoncello
Federico Guglielmo, violino
Orchestra Il Pomo d’Oro
Con cerimonia inaugurale del Teatro Roberto de Silva
Al-Bunduqiyya-Il concerto perduto, con Giovanni Sollima, Federico Guglielmo e l’orchestra Il Pomo d’Oro, è un omaggio a Venezia, che riprende nel titolo l’antico nome della città, quale luogo di convivenza di comunità e culture diverse, provenienti dal Mediterraneo, dalle terre del Nord, dal Levante. Una città scomparsa, ma di cui si trova traccia, ad esempio, nella toponomastica: Salizada dei Greci, Riva degli Schiavoni, Campiello degli Albanesi, Fontego dei Turchi, Calle dei Ragusei, Fondamenta dei Mori, Campo dei Tedeschi, Sottoportico degli Armeni.
Venezia è città di contaminazione, fertile terreno per il fiorire delle arti. Una città nella quale però, secondo Giorgio Agamben, abitare oggi è come leggere una lingua morta. In qualche modo, però, parla e viene letta, così come accade per le composizioni.
Il concerto si articola in uno straordinario lavoro di “montaggio” di frammenti del passato, con l’obiettivo di aprire le composizioni a possibilità inedite e regalare alla musica una nuova vita nel tempo attuale dell’esecuzione e dell’ascolto. Far risuonare i frammenti vivaldiani oggi, in una nuova composizione, li apre a possibilità inedite, a una nuova vita. Venezia è il concerto perduto.
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