Elio Germano a Ferrara: “È uno spettacolo di parole, musica e meraviglia. Scioglie quei nodi che non permettono di fare il nostro viaggio personale con Dante”. Il compositore Teho Teardo: “In Paradiso XXXIII ci sono le musiche più serene che io abbia mai scritto. Grazie a Elio Germano ho il mio riscatto in azzurro”
Lo spettacolo è in programma al Teatro Abbado di Ferrara questa sera 16 ottobre ore 20.30 e domenica 17 ottobre ore 16. Proseguono fino a domenica 17 ottobre gli appuntamenti pomeridiani di approfondimento dedicati al sommo poeta
Ferrara – “C’è la parola, c’è la musica e poi c’è il mondo della meraviglia. In Paradiso XXXIII c’è la luce nel racconto”. È questo il “rapporto a tre scelto e volutamente ricercato” dall’attore Elio Germano e dal compositore Teho Teardo, che dopo il debutto di ieri sera saranno di nuovo sul palco del Teatro Comunale di Ferrara questa sera 16 ottobre alle ore 20.30 e domani 17 ottobre alle ore 16 con lo spettacolo dedicato al trentatreesimo Canto del Paradiso, per omaggiare Dante in occasione del 700° anniversario dalla morte. “Musica, parole e immagini per dare spazio a queste aperture, permettendo al pubblico di farsi questo viaggio nel Canto XXXIII del Paradiso, senza nessuna spiegazione. Usando solo le parole del Canto” spiega Elio Germano a Ferrara, nel primo degli incontri con le compagnie (il sabato alle ore 12), collegati agli spettacoli del cartellone di prosa di quest’anno.
“Non è l’ennesima interpretazione di un artista sulle parole di Dante – spiega Germano – ma un’apertura al testo per rendere il Canto XXXIII qualcosa di pop”, per “popolarizzare l’esperienza raccontata da Dante e ritradurla nella nostra lingua contemporanea”. I linguaggi della musica elettronica di Teho Teardo, la regia affidata a Simone Ferrari e Lulu Helbæk e la voce di Elio Germano appunto. “Da più di vent’anni faccio rap, che è pura parola – racconta – C’è una tensione in Paradiso XXXIII che è anche divulgativa. Un dispiegamento più che una spiegazione, una vela che si dispiega per sciogliere i nodi che non ci permettono di fare il nostro viaggio personale con Dante. Spiegare un’opera d’arte è un’azione violenta. Ho evitato la parafrasi del testo – dice Elio Germano – perché è un modo di forzare da una parte l’interpretazione di qualcun altro”.
Per comprendere il viaggio di Dante, si fa spazio la musica. “Ho preso gli accordi di My sweet Lord di George Harrison e ho lavorato su quelli. È una canzone ascensionale, che guarda in alto – racconta Teho Teardo – C’è un’elevazione in questo Canto, nonostante l’incomunicabilità e l’indicibilità di ciò che Dante ha visto. Ricorda quei quadri del Tiepolo con i carri che sfrecciano al di là delle nubi. In queste musiche c’è quasi tutto il contrario di quello che ho fatto nella mia vita, che musicalmente è un puntare agli inferi”.
Elio Germano e Teho Teardo avevano già portato in scena Viaggio al termine della notte, tratto dal capolavoro di Louis Ferdinand Céline. “Questa volta è stato fare un viaggio al contrario, sono le musiche più serene che io abbia mai scritto – si confida Teardo – La musica ha anche il compito di far depositare la parola, quello che Elio ha appena detto in scena continua e ripetersi, a ritornare più e più volte all’interno del suono ed è ciò che insieme abbiamo voluto far accadere. Dentro alla musica ci sono anche parole che stanno per arrivare, è come una forma di premonizione positiva che predispone all’apertura e all’ascolto. Spesso quando lavoro per il cinema o il teatro ho a che fare con dei drammi, mi chiamano sempre quando hanno ammazzato qualcuno… Sono molto riconoscente a Elio Germano per questo mio riscatto ‘in azzurro’. Con Paradiso XXXIII ho avuto a che fare con la materia di luce”.
Marcello Corvino, direttore artistico del Teatro Abbado di Ferrara, lancia una proposta: per il 2023 Elio Germano e Teho Teardo impegnati un lavoro sull’Orlando furioso, composto dall’Ariosto proprio a Ferrara? “Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori, le cortesie, l’audaci imprese io canto” intona Elio Germano… Mai dire mai.
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