Secondamrea: “Slow”

Secondamarea
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Da domani, venerdì 27 aprile, sarà disponibile nei negozi tradizionali, in digital download e su tutte le piattaforme streaming “SLOW” (RadiciMusic Records/Artist First), il nuovo album di inediti di SECONDAMAREA, il duo milanese e, toscano d’adozione, formato dalla cantante e musicista Ilaria Becchino e dallo scrittore e cantautore Andrea Biscaro.

“SLOW”, prodotto da Paolo Iafelice e pubblicato da RadicMusic Records, contiene 12 brani inediti dal taglio pop-folk scritti dagli stessi Secondamarea, con la partecipazione di musicisti quali il batterista e percussionista Leziero Rescigno (La Crus, Amour Fou, Mauro Ermanno Giovanardi), il bassista Lucio Enrico Fasino (Patty Pravo, Mario Biondi, Fiorella Mannoia) e il trombettista Raffaele Kohler (Baustelle, Afterhours, Vinicio Capossela).

Le canzoni esplorano i temi della natura, del clima, dell’acqua, dei boschi e degli effetti che questi hanno sull’uomo e sulla sua capacità di osservare il mondo. Tutto ciò viene racchiuso in un disco unico e originale, il cui concept rappresenta una sorta di grande inno alla natura, in tutti i suoi aspetti.

Questa la tracklist dell’album “Slow”: “C’hanno rubato l’inverno”, “Naturale”, “Pellegrinaggio”, “Macina”, “Slow”, “Petrolio”, “Il presente”, “Via dell’orto”, “Sangue di legno”, “Senza”, “Acuacanta” e “Il mondo vuole te”.
Il video del brano “Petrolio”, primo singolo estratto dall’album, è disponibile su YouTube al seguente link: https://youtu.be/yT3lFyQ40WU

«”Slow” è il nostro disco più viscerale, autentico, personale – raccontano i Secondamarea – è un grande inno alla vitalità della lentezza, del gustare, dell’osservare, del fare secondo natura. Dodici canzoni per raccontare il nostro modo di esistere, forse.
Queste dodici canzoni sono nate relativamente in fretta, dettate da un impulso quasi primigenio, da un bisogno e da un’urgenza che da tanto tempo albergavano in noi.
Viviamo da più di dodici anni nella piccola Isola del Giglio dell’Arcipelago toscano e ciò ci ha permesso di misurarci con la nostra natura più essenziale, selvatica, primitiva.
Autentica, dunque. Cantare in chiave pop/folk la nostra nuda natura, semplice e senza scudi, anche nella critica sociale, nella visione iperrealista del mondo contemporaneo, è stata la cosa più facile e spontanea. Come respirare, appunto».