“Il terzo indizio” condotto da Barbara De Rossi

terzo_indizio- barbara de rossi
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Martedì 23 gennaio, in prima serata su Retequattro, secondo appuntamento con “Il terzo indizio”, programma della testata Videonews condotto da Barbara De Rossi.
Il programma ricostruisce – tramite il linguaggio delle docufiction ed interviste esclusive a parenti e amici dei protagonisti – casi di cronaca che hanno fortemente diviso l’opinione pubblica.

La trasmissione a cura di Siria Magri ricorda il quarto anniversario della scomparsa di Elena Ceste, la 37enne madre di quattro figli di Costigliole d’Asti, in Piemonte. La vicenda é iniziata il 24 gennaio 2014 con la denuncia del marito della donna Michele Buoninconti. L’uomo racconta di aver accompagnato i figli a scuola: al ritorno a casa, la moglie risulta svanita nel nulla.

Sposati da 15 anni, la quotidiana routine di Elena, Michele e dei loro bambini nasconde il malessere della donna, che i concittadini descrivono come riservata e solitaria. Poche le apparizioni pubbliche: Elena dedica il suo tempo alla cura della famiglia.

Le indagini degli inquirenti svelano dettagli della vita della giovane madre: una personalità fragile, il tempo trascorso sui social network per chattare con ex compagni di scuola, forse anche nuove conoscenze. Buoninconti parla anche di ricatti di cui la moglie era vittima, per alcune foto in cui era abbracciata ad altri uomini.

Il 18 ottobre 2014, la svolta: il corpo di Elena Ceste riaffiora dal fango in un canale poco distante dall’abitazione di famiglia. Sei giorni dopo, il marito di Elena risulta indagato. Il 29 gennaio 2015, i Carabinieri lo arrestano per omicidio volontario e occultamento di cadavere. Nei primi due gradi di giudizio, Michele viene condannato a 30 anni di reclusione: secondo l’accusa, le prove sono schiaccianti.

A seguire, Barbara De Rossi racconta la storia di Filomena De Gennaro: il 13 gennaio 2006 viene gravemente ferita dall’ex fidanzato, che non accetta la fine del loro rapporto. Prima di far esplodere i colpi di pistola che la raggiungono al polmone e le lesionano il midollo, l’uomo urla: «O mia o di nessuno».

Riuscita miracolosamente a sopravvivere, la donna ora si è sposata con l’uomo che quel giorno le ha prestato i primi soccorsi e ha dato alla luce due gemelli. L’ex compagno, invece, condannato in via definitiva a 11 anni e 8 mesi, è stato scarcerato dopo 7 anni di reclusione ed è tornato al paese d’origine, proprio dove vivono anche i parenti della donna.