Ept di Caserta – Presepe vivente del ‘700 napoletano – XVII Edizione

presepe vivente

“E’ un evento importante che porta valore al territorio non solo per la valenza culturale ma anche turistica visti i risultati delle scorse edizioni. Ventimila visitatori sono arrivati alla Vaccheria per assistere al Presepe Vivente nei sei giorni di programmazione. 3500 solo nella giornata dell’Epifania”.

Così il commissario dell’Ept di Caserta Lucia Ranucci nel presentare la XVII Edizione del Presepe Vivente del ’700 napoletano nella sede dell’Ente nel Palazzo Reale di Caserta. Con la Ranucci anche il direttore artistico Giovanni Marino e Aldo Cobianchi che anche quest’anno presta la sua preziosa collaborazione nell’organizzazione.

Il Presepe Vivente è organizzato dalla Pro Loco L’Antico Borgo di Vaccheria presieduta da Massimo Dello Stritto e gode del sostegno dell’Ente Provinciale per il Turismo di Caserta. La manifestazione  si svolgerà nei giorni 26 e 27 dicembre. E ancora, 2, 3, 6 gennaio 2016. Gli orari: dalle ore 17 alle 20. Il giorno dell’Epifania dalle ore 11 alle ore 13 e dalle ore 17 alle ore 20.

L’evento si svolge, come da tradizione, nel centro storico del borgo di Vaccheria, che sorge in un’incantevole vallata, immerso nel verde, a pochissima distanza dalla Reggia di Caserta e dal Real Sito di San Leucio. Qui il Re Ferdinando IV Di Borbone fece costruire un piccolo fabbricato, il Casino, che utilizzava durante le battute di caccia. Nello stesso periodo venne realizzato un edificio per ospitare vacche importate dalla Sardegna. Dalla denominazione di tale edificio, Vaccheria, ha origine il nome dell’ attuale frazione di Caserta in cui ha luogo questa pittoresca e meravigliosa manifestazione.

“Record di presenze – ha sottolineato Marino – lo scorso anno con oltre ventimila visitatori, provenienti da tutta Italia, incantati dalla suggestione mistica e dal valore folkloristico della rappresentazione. Oltre 150 i figuranti coinvolti, a titolo di volontariato culturale, dai bambini alle persone più anziane, abbigliati con i costumi ispirati alla Napoli del ’700 (fatti appositamente confezionare utilizzando la prestigiosa seta di San Leucio) impegnati negli oltre quaranta settori che sono stati articolati su di un percorso di circa 1500 metri per ricreare puntualmente gli aspetti lavorativi e sociali del periodo settecentesco”.

Cobianchi ha poi ricordato: “Tra le postazioni più suggestive sono da menzionare: l’arrotino, il cardalana, il calzolaio, la tessitrice, la ricamatrice, e tanti altri. Antiche arti manuali, lavori e professioni di un tempo, rappresentate fedelmente, che ormai sono del tutto o quasi dimenticate e perfino sconosciute alle nuove generazioni.

Tali postazioni sono occupate da persone che nella vita svolgono o hanno svolto effettivamente il mestiere che rappresentano e il risultato di ciò è che, il visitatore non assiste solo a una mera azione teatrale, ma intravede, oltre all’esecuzione, anche la spontanea gestualità nell’uso degli attrezzi tipica di quel  mestiere.

Affascinante la postazione dedicata alla lavorazione del ferro, in cui dinnanzi agli occhi ammirati dei visitatori un fabbro crea, sui carboni incandescenti, oggetti o attrezzi di utilità. Altra postazione molto ammirata è quella delle lavannare, dove viene eseguita la cosiddetta colata, ovvero il bucato dei panni bianchi senza l’utilizzo di detersivi o saponi, ma usando liscivia di cenere con l’aggiunta di buccia di uova per sbiancare, insieme a foglie di alloro e buccia di agrumi per dare profumo”.

Così, nell’ampia scenografia, particolarmente curata nei dettagli, viene eseguita anche la stenditura del bucato e la stiratura con ferro da stiro a carbone, con le lavandaie che eseguono canti e cori d’epoca. A tutto questo si aggiungono le numerose specie di animali impiegati durante la manifestazione, tra casette e strutture lignee costruite, per l’occasione, artigianalmente ed esclusivamente con il legno.

Il percorso si conclude con l’allegria pittoresca del mercato, tra venditori ambulanti, musicisti e simpatiche sorprese, che coinvolgono anche il pubblico, come in una festa.
A cornice, nella piazza antistante la Parrocchia di Santa Maria delle Grazie, un “vero” mercatino, con prodotti tipici locali, prelibatezze e ghiottonerie del territorio.

Biglietto d’ingresso euro 4,00 (quattro/00). Acquistabile in loco.

Tutte le informazioni sono reperibili sul sito www.presepeviventedivaccheria.it
Facebook/ Il Presepe vivente del 700 napoletano.
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