“Where / Dove”, mostra di Willie Doherty

9) Willie Doherty, Home, 2016
Willie Doherty, Home, 2016

Willie Doherty

Where / Dove

A cura di
Daniele De Luigi e Anne Stewart
7 novembre 2020 – 31 gennaio 2021

Fondazione Modena Arti Visive

Palazzina dei Giardini
Corso Cavour 2, Modena

Willie Doherty, Unapproved Road II, 1995. Courtesy l’artista, Kerlin Gallery, Dublino

Fondazione Modena Arti Visive presenta Where / Dove, prima personale dell’artista nordirlandese Willie Doherty (Derry, 1959) in un’istituzione italiana, che si terrà nella sede espositiva della Palazzina dei Giardini dal 7 novembre 2020 al 31 gennaio 2021.
La mostra, curata da Daniele De Luigi e Anne Stewart, è co-prodotta da FMAV e National Museums Northern Ireland, che la ospiteranno dal 5 marzo al 6 giugno 2021 presso l’Ulster Museum di Belfast. Realizzata con il sostegno del British Council nell’ambito della UK/Italy Season 2020 “Being Present”, offre una panoramica della carriera di Doherty attraverso opere fotografiche e video focalizzate sul tema dei confini, dai lavori degli anni Novanta fino a una nuova video installazione commissionata per l’occasione.
Willie Doherty è un artista noto a livello internazionale per il suo lavoro fotografico e videoinstallativo, che ha avuto origine nella sua personale esperienza del conflitto nordirlandese vissuta a Derry, sua città natale. Situata all’estremità occidentale dell’Europa, al confine tra Regno Unito e Irlanda, Derry è un luogo dove la complessità storica e politica ha modellato l’esperienza fisica e psicologica del paesaggio. Doherty affronta, in modo particolarmente acuto e tagliente, temi inerenti l’eredità del colonialismo e del conflitto e le linee di frattura, tanto reali quanto percepite, che dividono gli individui e le comunità. Il suo uso del paesaggio per evocare un senso di instabilità e incertezza, attraverso una complessa stratificazione di riferimenti, è uno degli aspetti più dirompenti della sua pratica. Doherty utilizza questo genere artistico per esplorare la persistenza dei traumi individuali e collettivi e le ripercussioni sul presente. Più recentemente, l’artista ha esteso il suo sguardo ad altre aree geografiche contestate, come il confine tra Stati Uniti e Messico, dove l’innalzamento condotto in modo sistematico di un muro crea un’illusione di controllo, strumentalizzando e rinsaldando una falsa sensazione di forza e sicurezza.

Sebbene il concetto di confine – sia esso concreto o immaginario – abbia sempre avuto un ruolo cardine nella pratica artistica di Willie Doherty, per la prima volta viene messo esplicitamente al centro di un suo progetto espositivo, con l’intento di indurre lo spettatore a mettere in discussione le proprie convinzioni sul suo valore e significato, rivelandone la complessità e i numerosi risvolti politici, sociali e psicologici. Questo avviene, non a caso, in un momento storico in cui la tematica dei confini è di un’attualità sempre più stringente non solo in Irlanda e nel Regno Unito, a seguito dell’uscita di quest’ultimo dall’Unione Europea, ma anche a livello globale in un’epoca segnata da migrazioni e pandemie.

Accompagna la mostra, il catalogo Willie Doherty. Where / Dove a cura di Daniele De Luigi e Anne Stewart (Franco Cosimo Panini Editore, italiano e inglese, euro 25), con testi dei curatori e del critico d’arte Declan Long.

Willie Doherty sarà anche visiting professor del Master sull’immagine contemporanea della Scuola di alta formazione di Fondazione Modena Arti Visive, progettato per formare giovani talenti artistici, i quali hanno l’opportunità straordinaria di confrontarsi con i grandi artisti italiani e internazionali protagonisti del programma espositivo di FMAV, che accompagnano gli studenti nella ricerca e sperimentazione di nuovi approcci, linguaggi e progetti (scuola.fmav.org).

Willie Doherty

Where / Dove

A cura di
Daniele De Luigi e Anne Stewart

Sede
FMAV – Palazzina dei Giardini
Corso Cavour 2, Modena

Date
7 novembre 2020 – 31 gennaio 2021

Orari
Mercoledì, giovedì e venerdì: 11-13 / 16-19; sabato, domenica e festivi: 11-19
25 dicembre 2020 e 1 gennaio 2021: 16-19.

Ingresso
Intero € 6,00 | Ridotto € 4,00
Ingresso libero: mercoledì | prima domenica del mese
Acquista online su Vivaticket

Prodotta da
Fondazione Modena Arti Visive e National Museums Northern Ireland | Ulster Museum, Belfast

Con il sostegno di
British Council

In collaborazione con
Kerlin Gallery, Dublino e Alexander and Bonin, New York

Informazioni
Tel. +39 059 2033166 (in orario di mostra) | www.fmav.org

 

Design! Oggetti, processi, esperienze

Brunetta Inviti Strani 1967
Brunetta Inviti Strani 1967

CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione
Università di Parma
presenta

in occasione di
Parma Capitale Italiana della Cultura 2020+21

Design! Oggetti, processi, esperienze

7 novembre 2020 – 14 febbraio 2021
Abbazia di Valserena, Parma

7 novembre 2020 – 17 gennaio 2021
Palazzo Pigorini, Parma

Apre al pubblico sabato 7 novembre a Parma, contemporaneamente in due sedi, l’Abbazia di Valserena e Palazzo Pigorini, la mostra Design! Oggetti, processi, esperienze a cura di Francesca Zanella, prodotta da CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma con il sostegno del Comune di Parma in occasione di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020+21, e in collaborazione con GIA – Gruppo Imprese Artigiane Parma.

Gli archivi dello CSAC dell’Università di Parma custodiscono un immenso patrimonio di conoscenze sviluppate dalle generazioni di designer che hanno definito la cultura del progetto italiano nel Novecento. Tali conoscenze consentono di raccontare, attraverso una selezione di progetti emblematici, i temi centrali del design. La mostra, articolata in due sezioni, traccia un percorso in cui il designer ¬– nelle sue tante vesti di bricoleur, artigiano, antropologo, filosofo, scienziato, tecnologo – riflette sui temi del progetto e della produzione, delle politiche di intervento sul territorio e sul patrimonio culturale, e sui differenti linguaggi e pratiche all’interno di una società multiculturale.

La prima sezione mette in mostra, all’interno dell’Abbazia di Valserena, sede dell’Archivio-Museo CSAC, i progetti di designer italiani quali Archizoom Associati, Mario Bellini, Cini Boeri, Achille e Piergiacomo Castiglioni, Enzo Mari, Alessandro Mendini, Roberto Menghi, Bruno Munari, Alberto Rosselli, Roberto Sambonet, Ettore Sottsass jr.. L’esposizione si articola attraverso tre parole chiave: oggetto, dimensione funzionale e simbolica del progetto ma allo stesso tempo strumento di rappresentazione delle culture; processo, inteso come momento autoriflessivo di analisi e definizione del progetto negli ambiti dell’innovazione, dell’impegno sociale, delle emergenze e della prefigurazione del futuro, ma anche come interpretazione da parte del designer dei processi dell’industria o della produzione; esperienza, ovvero il design come disciplina orientata allo studio delle interazioni tra le persone e tra queste e gli oggetti o gli ambienti.

La seconda sezione a Palazzo Pigorini, intitolata Corpi e processi, co-curata da Valentina Rossi, presenta, attraverso le stesse tre parole chiave, gli esiti della prima fase del progetto Storie di fili, condotto dallo CSAC in partenariato con il Sistema Museale dell’Università di Parma, Cooperativa Eidè, Fondazione Museo Glauco Lombardi e con il contributo della Fondazione Cariparma. Tre nuovi abiti scultura dell’artista Sissi, ideati attraverso un processo di confronto con il patrimonio dello CSAC (in particolare con i figurini di Cinzia Ruggeri, Krizia e Brunetta, presenti in mostra) e realizzati con le aziende del territorio Equipage Srl, Maglificio Nuova Ester e Parmamoda Srl, dialogheranno con i costumi della Sartoria Farani, anch’essi conservati allo CSAC, dando origine a una riflessione sul corpo, sull’abito e sul suo processo creativo e sartoriale.

Design! Oggetti, processi, esperienze
7 novembre 2020 – 14 febbraio 2021
Abbazia di Valserena
Strada Viazza di Paradigna 1, Parma
7 novembre 2020 – 17 gennaio 2021
Palazzo Pigorini
Strada della Repubblica 29/a, Parma

Mostra a cura di Francesca Zanella
Prodotta da CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma
Con il sostegno di Comune di Parma
In collaborazione con
GIA – Gruppo Imprese Artigiane Parma
Equipage Srl
Maglificio Nuova Ester
Parmamoda Srl
Centro Studi Poltronova per il Design
Archivio Alessandro Mendini Milano
Muse Factory of Projects
In occasione di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020+21

Il progetto Storie di fili è realizzato con il contributo di
Fondazione Cariparma
In collaborazione con
Sistema Museale dell’Università di Parma
Equipage Srl
Maglificio Nuova Ester
Parmamoda Srl
Cooperativa Eidè
Fondazione Museo Glauco Lombardi
Orari
Mercoledì, giovedì e venerdì 15.00-19.00
Sabato e domenica 10.00-19.00
Ingresso
Abbazia di Valserena: 10 euro intero | 8 euro ridotto
Palazzo Pigorini: ingresso libero
Per tutte le riduzioni e informazioni aggiornate: csacparma.it/visita
Per informazioni e prenotazioni
info@csacparma.it | www.csacparma.it

 

Giulia Marchi, La natura dello spazio logico

Giulia Marchi, La natura dello spazio logico
Giulia Marchi, La natura dello spazio logico

Giulia Marchi

La natura dello spazio logico

a cura di Angela Madesani

Opening

Sabato 24 ottobre 2020, ore 15-20

24 ottobre – 19 dicembre 2020

Labs Contemporary Art

Via Santo Stefano 38, Bologna

Giulia Marchi, La natura dello spazio logico, 2020

Inaugura domani sabato 24 ottobre 2020, dalle ore 15 alle 20, negli spazi di LABS Contemporary Art, la mostra personale di Giulia Marchi dal titolo La natura dello spazio logico a cura di Angela Madesani.

Giulia Marchi ha una formazione artistica di forte impronta letteraria che l’ha portata a una espressività che spesso si connota di narrazione, anche quando la forma scelta – fotografia, ma non solo – non rende così immediata la lettura, ma rimanda a successivi accostamenti, codici che prima ancora di essere decifrati si lasciano interpretare.

Il titolo La natura dello spazio logico riprende quello di una delle serie di lavori proposti in mostra e fa riferimento al filosofo e architetto austriaco Ludwig Wittgenstein; suo l’assunto che segue e che chiarisce gli intenti della ricerca dell’artista: «Luogo spaziale e luogo logico concordano nell’essere ambedue la possibilità di un’esistenza».

Per Wittgenstein il lavoro filosofico, come spesso quello progettuale in senso architettonico, è un lavoro su se stessi e sul proprio punto di vista; concetto che interessa profondamente Giulia Marchi ed è da lei indagato in questa serie, costituita da un corpus di fotografie e lavori scultorei in marmo.

Sulle quattro lastre di marmo della serie L’artefice è inciso l’esametro virgiliano Ibant obscuri sola sub nocte per umbram, scelto e proposto dall’artista nell’errata versione di Jorge Luis Borges: Ibant obscuri sola sub nocte per umbras. Uno sbaglio voluto dal poeta argentino il quale amava gli errori tanto da considerarli una prova di verità e sicuramente di umanità. Una quinta lastra più grande reca la scritta Null, zero in tedesco, la lingua del filosofo che ha guidato l’intero progetto di lavoro.

Un ulteriore momento della mostra è dedicato ai labirinti e alla loro valenza filosofica: a Borges e al suo labirinto costruito sull’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, al labirinto di Cnosso sull’isola di Creta ed infine al Labirito di Dunure in Scozia. Una riflessione sul concetto di limite, attraverso l’errore, l’umana debolezza, lo spaesamento, il dubbio, l’incapacità di districarsi è quanto caratterizza i lavori esposti. Limite, errore, dubbio che forse sono proprio il senso più recondito, più temibile ma anche più affascinante dell’esistenza.

Labs Contemporary Art

Via Santo Stefano 38, Bologna

Orari

Martedì-venerdì: 15.30-19

Sabato: 9.30-12

Informazioni

Tel. +39 348 9325473 | 051 3512448

info@labsgallery.it

www.labsgallery.it

 

La Bologna “città della cultura”. Anni ’60-’70

2-CARLO GAJANI - Franco Bartoli 1966
2-CARLO GAJANI – Franco Bartoli 1966

LA BOLOGNA “CITTÀ DELLA CULTURA”. ANNI ’60-’70

NELL’AMBITO DELLA MOSTRA “CARLO GAJANI (1929-2009)”

Testo alternativo
Venerdì 23 ottobre 2020, ore 17,00

Bologna, Centro Studi Didattica delle Arti, Via Cartoleria 9

Partecipano

Luca Alessandrini – storico

Mauro Mazzali – scultore ed ex direttore Accademia di Belle Arti di Bologna Renato Barilli – storico e critico d’arte (curatore della mostra)

Coordina

Antonio Canovi – Fondazione “Carlo Gajani”

Nel climax nazionale di profonda trasformazione sociale ed economica degli anni ‘60 e ’70, Bologna diventa città simbolo del cambiamento sotto il profilo politico e culturale. Da capitale della neonata regione Emilia-Romagna, attrae flussi crescenti di studenti, dirotta giovani risorse intellettuali, si mostra ben disposta ad innovare anche negli stili di vita. È in quella Bologna informata alla mobilità che Carlo Gajani opera il suo cambio soggettivo di vita, lasciando la professione medica per assumere il profilo dell’artista a tutto tondo.

INFORMAZIONI UTILI

TITOLO: La Bologna “città della cultura”. Anni ’60-’70 nell’ambito della mostra “Carlo Gajani (1929-2009)”

CURATORE: Renato Barilli

QUANDO E DOVE: Venerdì 23 ottobre 2020, ore 17,00. Bologna, Centro Studi Didattica delle Arti, Via Cartoleria 9

L’INGRESSO È GRATUITO FINO A ESAURIMENTO POSTI IN CONFORMITÀ CON LE NUOVE NORMATIVE VIGENTI IN MATERIA COVID19

PER INFO E CONTATTI:

mail: info@fondazionecarlogajani.it

N° telefono: 340 2317745 – 338 1608869

PROMOSSA DA:

FONDAZIONE CARLO GAJANI

LICEO ARTISTICO FRANCESCO ARCANGELI

LINK UTILI

Fondazione Carlo Gajani:

SITO: http://www.fondazionecarlogajani.it/it/

FACEBOOK: https://www.facebook.com/fondazionecarlogajani

TWITTER: https://twitter.com/fondcarlogajani?lang=it / @FondCarloGajani

YOUTUBE: https://www.youtube.com/channel/UCa7DXTxVXZqyoCMhrwKm6TA

Liceo Artistico Francesco Arcangeli:

SITO: https://www.liceoarcangeli.edu.it/drupal/

FACEBOOK: https://www.facebook.com/pages/Liceo%20Artistico%20F.%20Arcangeli/112209902139085/

 

Al Teatro degli Arcimboldi per vivere l’arte in totale sicurezza

PHOTO-2020
PHOTO-2020

Proseguono con grande affluenza le mostre “Claude Monet – The Immersive Experience” e “Unknown Street Art Exhibition”, allestiste al Teatro degli Arcimboldi di Milano.
Il pubblico ha dimostrato di apprezzare la proposta culturale anche per le garanzie di sicurezza anti-covid che permettono di godere l’arte in totale sicurezza a partire dagli ampi spazi che il teatro stesso, il più grande d’Italia, ha a disposizione.

In teatro, per tutto il percorso della mostra e durante gli eventi collaterali, il visitatore potrà sentirsi in un ambiente rilassato e sicuro grazie a una prevenzione attenta e a un rispetto scrupoloso degli adempimenti prescritti dalle normative anti Covid.

– Gli ingressi sono contingentati a gruppi di massimo di 100 persone ogni mezz’ora. E’ richiesto di presentarsi puntuali e possibilmente di effettuare l’acquisto del biglietto tramite il sistema di biglietteria online.
– Prima di entrare a ogni visitatore viene misurata la temperatura (dovrà essere inferiore a 37,5°) e viene chiesto di indossare correttamente la mascherina coprendo naso e bocca.
– Agli ingressi delle due mostre sono presenti dispenser di gel disinfettante ed è necessario igienizzare le mani.
– E’ importante mantenere la distanza minima di sicurezza dagli altri (1 metro) e rispettare il percorso di visita e la capienza massima delle sale.